INDIETRO TUTTA!!!

…nel senso che siamo tornati indietro di 6 mesi, almeno per quanto riguarda le quotazioni dei mercati azionari, che sono tornate praticamente ai livelli di ottobre, quando iniziò il crollo di fine anno, che gettò nel panico molti investitori, soprattutto quelli piccoli e per questo meno capaci di gestire l’ansia e i timori che la volatilità dei mercati porta con sè, sempre e da sempre.

Ci sono altre cose che sono tornate indietro, o meglio, sui loro passi, ed è l’atteggiamento delle Banche Centrali, FED & BCE.

Come rimarcato nell’ultimo post, sia FED che BCE a settembre avevano dipinto un quadro economico soddisfacente, sia per l’economia americana sia per quella europea, dove entrambe le Banche Centrali si battevano orgogliosamente il petto al grido di:”le misure di politica economica adottate stanno dando i risultati previsti, quindi procediamo sulla nostra strada senza alcun indugio”.

Che poi voleva dire:

per la FED alzare i tassi 4 volte nel 2019, portandoli al 3,5%

per la BCE raggiungere il target del 2% sull’inflazione, chiudere il QE a fine 2018 e nella seconda metà del 2019 alzare i tassi dal -0,40% attuale.

 

Oggi invece cosa hanno dichiarato FED & BCE nei loro meeting di marzo:

la FED ha rivisto completamente la sua politica sui tassi, azzerando le volontà di alzarli nel 2019, quindi l’esatto opposto di quanto dichiarato solo 6 mesi fa. Inoltre, a settembre, terminerà il cosiddetto Quantitative Tightening (QT), ovvero il programma di riduzione dei titoli in pancia alla FED, acquistati progressivamente durante tutti gli anni di tassi a zero e durante i vari QE. Questo significa che la FED sarà molto più flessibile e disposta a supportare l’economia americana e di conseguenza i mercati, garantendo liquidità ai mercati stessi.

anche la BCE è tornata sui suoi passi, ammesso che ne avesse mai fatti in avanti e, ha dichiarato che siccome l’inflazione è ben lontana dal target desiderato, non ha intenzione di alzare i tassi per tutto il 2019. Inoltre, avendo appena chiuso il QE (acquisto diretto di titoli di stato sui mercati) e non potendo perdere la faccia, riaprendolo subito, è tornata a mettere in campo il TLTRO (Targeted Longer Term Refinancing Operations)…che aveva già sperimentato qualche anno fa prima di procedere con il QE e i tassi sotto-zero. Con il TLTRO la BCE ogni 3 mesi presta soldi a “gratis” alle banche che le dimostrano di aver concesso finanziamenti a Imprese e Famiglie, cioè l’economia reale.

 

La domanda che mi pongo riguardo all’atteggiamento BCE è: se il TLTRO ha dato risultati modesti a suo tempo, perchè oggi, dopo 3 anni di QE, con un’economia europea che sta peggio di prima e nonostante quanto fatto dalla BCE, dovrebbe dare risultati migliori?

Ponete l’attenzione sull’atteggiamento profondamente diverso, posto in essere da FED & BCE di fronte a mercati che a fine 2018 si erano avvitati su loro stessi, arrivando ad un non nulla da un Bear Market, che oggi avrebbe significato avere borse con valori inferiori di un altro -20% circa dai valori già molto bassi di fine 2018.

 

La FED pone come priorità la crescita economica americana e supporto ai mercati, ergo, le uniche cose che contano, economicamente parlando, visto che parliamo del mercato e delle borse più importanti del mondo, dove sono quotati colossi come Google, Apple, Amazon, Blackrock, Facebook, Nike, Microsoft, Netflix, Coca-Cola etc…

 

La BCE invece si pone come priorità la chimera inflazione e la stabilità dei prezzi, che sistematicamente non riesce a raggiungere, ormai da tanti, troppi anni.

 

Quindi chi è che, tra FED & BCE, ha l’approccio corretto e chi quello sbagliato?

Per me non c’è dubbio e il mio parere è suffragato dai risultati ottenuti, che si esprimono in cinici numeri:

lo S&P500 negli ultimi 10 anni, ha triplicato il suo valore, soprattutto grazie ai veloci e ripetuti interventi della FED.

l’Eurostoxx50 negli ultimi 10 anni ha fatto +70%, quindi è cresciuto 4 volte di meno rispetto al suo omologo americano, nonostante tutti gli interventi posti in essere dalla BCE, tardivamente.

 

La FED è più pragmatica, veloce ed efficiente. Se sbaglia, paga, e torna subito sui suoi passi, perchè ha come unico obiettivo la crescita economica.

La BCE è politicamente ingessata, lenta e poco efficace. Si ostina a seguire valori e parametri ampiamente sopravvalutati come l’inflazione ed altri indicatori che a mio modesto parere vengono molto dopo l’economia e i mercati.

 

Torniamo ora ai mercati, che come detto hanno avuto una reazione uguale e contraria rispetto al crollo di fine 2018.

Oggi si trovano su livelli impensabili solo 3 mesi fa, ma soprattutto sembra che non conoscano pause nel loro forte recupero in atto.

Ritengo che questo violento rimbalzo abbia decisamente bisogno di una pausa correttiva, che sarebbe stata perfetta se fosse avvenuta nel mese di marzo, cosa che puntualmente non si è verificata.

Ora siamo giunti su livelli di prezzi molto importanti, dove un ulteriore salita senza pause nel frattempo, proietterebbe i mercati in territori di ipercomprato tipici dei periodi speculativi e quindi molto pericolosi.

 

Perchè i mercati stanno continuando a salire senza sosta da gennaio?

perchè il crollo di fine 2018 ha spazzato via molti eccessi e anche molti investitori che non hanno resistito e hanno venduto, sbagliando, ancora una volta, come scritto nel post di fine novembre https://darkpool.eu/2018/11/24/possibili-scenari/

perchè è vero che si parla di una crescita mondiale in rallentamento, ma pur sempre di crescita si sta parlando e non di recessione, non ancora almeno.

perchè le Banche Centrali, già da gennaio avevano fatto intuire che avrebbero cambiato atteggiamento, rendendosi conto di ciò che avevano provocato con le loro errate comunicazioni a dicembre, rischiando di perdere credibilità e controllo dei mercati.

perchè oggi i mercati sono comandati dalla cosiddetta Artificial Intelligence, ovvero da mega-robot che da anni, con i loro algoritmi, sempre più potenti e sofisticati, pongono in essere operazioni di acquisto/vendita sui mercati, che possono portare a scenari di mercato mai visti prima, proprio come stiamo assistendo da un mese a questa parte, in assenza di volatilità.  Soprattutto da marzo, i mercati salgono per inerzia, con scarsi volumi, bassa volatilità e senza una partecipazione corale dei fondi di investimento e dei piccoli investitori, che tutt’oggi sono ancora molto liquidi, come dimostra la tabella qui sotto, dove la quota di cash/liquidità è altissima e ovviamente la componente azionaria è sottopesata (equity):

 

 

Se a questo scenario, aggiungiamo l’atavico e sbagliato atteggiamento degli investitori italiani, che sono sempre e comunque avversi ad avere l’azionario in portafoglio, con un dato che si attesta al 20% contro una media del 40% degli altri investitori…e quando ce l’hanno lo vendono alla prima discesa di borsa, il dado è tratto: difficilmente gli investitori italiani avranno possibilità di guadagni nel tempo.

 

E quanto costa agli investitori italiani l’emotività quando si parla di investimenti?

A quanto riportato dall’articolo del Sole24Ore vi costa parecchio, basta mettere a confronto le performance dei fondi azionari con quelle dei fondi Obbligazionari negli anni, cioè nell’orizzonte temporale corretto in cui si dovrebbe giudicare un investimento e non in pochi mesi o a fine anno, come invece fa il 99,99% degli investitori italiani:

 

 

Quindi, chi ha venduto o non è entrato durante il crollo di fine 2018, oggi è meglio che valuti bene cosa fare, perchè rientrare dopo un 10-15% di rimbalzo verticale, significa assumersi una certa percentuale di rischio nel breve periodo.

Gli stessi rischi riguardano anche i mercati obbligazionari, sia che parliamo di bond governativi, societari, emergenti o High Yield…che sono ugualmente saliti insieme ai mercati azionari.

 

Quindi se prima tutto scende insieme e poi tutto sale insieme e nel mezzo le Banche Centrali cambiano opinione in 6 mesi cosa facciamo?

 

La regola aurea è sempre quella: comprare quando gli altri vogliono vendere, ma è tanto semplice quando dannatamente difficile da mettere in atto per gli investitori italiani, evidentemente.

La seconda regola è quella di dotarsi di una cultura finanziaria che vi faccia smettere di credere a ciò che riportano ad hoc giornali & tv, quando questi gridano al lupo e alla fine del mondo…un esempio tra i tanti è la Brexit…tanto per citare un esempio di presa per i fondelli che dura da 3 anni.

La terza regola è smetterla di guardare al proprio Portafogli con cadenza giornaliera, ma lasciare che gli investimenti facciano il loro corso, accettandone la fisiologica volatilità, magari affidandosi ad un Professionista di fiducia e non al primo impiegato bancario di turno, che ve la canta e ve la suona al grido di:”…non si preoccupi è un investimento sicuro, si guadagna almeno il 2%, non ci sono rischi e il capitale è garantito, ovviamente”…perchè chi vi propone investimenti in banca è obbligato a vendere i prodotti che la sua banca gli dice di vendere, per raggiungere i budget, punto.

 

Se avete fatto vostre queste 3 semplici regole, allora siete già degli investitori “educati” e sapete come vi dovete comportare adesso.

Se invece queste 3 regole ancora non vi appartengono, oppure non le reputate valide, allora non è opportuno parlare di investimenti.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...