Curve Pericolose

No tranquilli, nessun riferimento malizioso.

Piuttosto un’indicazione di percorso, avete presente?…dalle mie parti si dice:“ociò…a ghe na curva a radècc!!!”…occhio che c’è una curva a radicchio!!!…dove per radicchio si intende letteralmente l’ortaggio selvatico su cui si andrebbe a finire con l’auto nel caso si uscisse di strada, tirando dritto in curva.

La curva pericolosa a cui mi riferisco, la stiamo per affrontare propria ora e, i più la stanno affrontando in assoluta inconsapevolezza.

Ai non addetti ai lavori, cioè a coloro a cui si rivolge questo post, chiedo uno sforzo, in quanto l’argomento centrale di questo post è piuttosto tecnico, ma è fondamentale coglierne l’importanza:

Più semplicemente le curva a cui mi voglio riferire sono quelle dei rendimenti dei titoli di stato USA, in particolare la curva che misura la differenza (spread) tra il rendimento del titolo di stato con durata 2 anni (2y) con quello di durata a 10 anni (10y).

Punto 1: un titolo con durata 2y è considerato “breve periodo”, mentre un titolo con durata 10y è “lungo periodo”.

Quindi la curva dei rendimenti misura quanta differenza in % c’è tra chi investe a breve periodo e chi investe a lungo periodo, il tutto per capire dove vi sia più convenienza, se a breve o a lungo periodo.

Punto 2: solitamente quando un’economia è in salute e quella Americana lo è, in quanto cresce al 3% di PIL annuo, la sua Banca Centrale, la FED, alza i tassi, rendendo più conveniente investire in titoli di Stato di breve durata, in quanto alla loro scadenza probabilmente si può reinvestire il capitale con un tasso più alto di quello precedente.

Punto 3: qual’è il tasso di interesse oggi in USA: 1,25% e questo comporta che un titolo di stato con durata 1 anno rende l’1,25%, un titolo con durata 2 anni un 1,7% e un titolo decennale il 2,3%.

 

Quindi perchè è importante guardare il valore espresso dalla curva dei rendimenti USA a 2y-10y che vi metto qui sotto?

 

E’ importante per 3 motivi:

1– la curva dei rendimenti ci dice che lo spread di rendimento tra chi investe a 2y e chi invece investe a 10y è pari solo allo 0,60%.

2– più questo spread è basso, e può andare anche a 0% come già accaduto in passato, più è conveniente restare investiti in azioni, almeno sino ad un certo punto, a patto di accettare un grado di rischio sempre più elevato giorno dopo giorno.

3– solitamente, quando la curva dei rendimenti ha uno spread così basso e qualora dovesse arrivare a 0 %, si avrebbe il cosiddetto “appiattimento della curva”, cioè non vi è alcuna differenza in termini di rendimento tra avere in portafoglio un titolo con breve scadenza, piuttosto che uno con lunga scadenza. Solitamente l’appiattimento della curva è un segnale premonitore di un’incombente RECESSIONE.

 

Bene, ora che vi ho spiegato cos’è la curva dei rendimenti 2y-10y e i motivi per cui è bene monitorarla, vediamo di aggiungere qualche altro tassello che ci può aiutare a capire meglio dove si trovano oggi mercati.

Come detto al punto 3, quando la curva dei rendimenti tende ad appiattirsi, quindi tendente a zero, questo viene considerato come un segnale predittivo di una Recessione incombente entro i successivi 12-18 mesi, storicamente e statisticamente parlando.

Quindi, visto che oggi la curva non è a zero, ma al livello di 0,60% non dovrebbe esserci di che preoccuparsi, in quanto c’è ancora un piccolo margine prima che il semaforo diventi rosso e poi da lì occorrerebbero comunque mesi per entrare in Recessione.

Oggi questo spread ci segnala che l’economia americana sta attraversando la piena maturità del suo ciclo economico; ciclo economico positivo che dura dal 2009 e quindi si appresta a chiudere il suo 8° anno.

Il grafico qui sotto mostra la relazione tra il tasso di disoccupazione degli USA (nero) con valore espresso in punti percentuali sulla scala sinistra che oggi è al 4%, rapportato con  la curva dei rendimenti 2y-10y (blu) con valore percentuale espresso sulla di destra, oggi a 0,60%.

 

Come vedete c’è una certa relazione tra i due dati e ogni volta che il tasso di disoccupazione in USA ha toccato i minimi è stato sempre accompagnato da una riduzione/appiattimento della curva dei rendimenti 2y-10y.

Ora la domanda è:”Quando questo “fenomeno” è accaduto in passato, cosa ha comportato?”.

E’ accaduto sempre alla vigilia di una Recessione in USA, con successivo crollo dei mercati nei mesi a seguire. Fu così nel 1987, nel 2001 e nel 2008.

Che il ciclo economico americano sia maturo e quindi nella sua ultima fase ciclica di espansione, soprattutto parlando di mercati e quindi di borse, è sotto gli occhi di tutti, almeno di quelli più informati e avveduti.

Guardando sempre alla storia e alla statistica, questa ci dice che quando la curva dei rendimenti è sotto l’1%, avvicinandosi progressivamente al suo appiattimento e sino a quando non si è invertita, lo S&P500 ha continuato a performare mediamente del 6,6%:

Poi, da quando la curva si è invertita andando sotto a 0% , cioè dove risulta più conveniente investire a breve periodo rispetto al lungo periodo, questa inversione ha comportato una Recessione che si è manifestata nei mesi successivi, mediamente nei 14 mesi dopo l’inversione:

 

Quindi è lecito attendersi che cosa?…uno storno?…un crollo?…o più semplicemente l’ultima fiammata degli indici USA?

Mah…difficile da dire, perchè si scadrebbe nel campo delle previsioni futuristiche e io non sono la persona giusta.

La mia opinione è  che gli indici azionari americani hanno raggiunto valutazioni molto alte e che queste valutazioni comprendano già tutte le indicazioni positive provenienti dai vari settori economici a stelle & strisce e quindi delle due l’una:

o l’economia USA continua a stupire, salendo di PIL trimestre dopo trimestre, mantenendo un tasso di disoccupazione ai minimi storici e magari si dota anche di un’inflazione vicina al target del 2% oppure, in caso di eventuali dati economici negativi o deludenti le aspettative, i mercati non esiteranno a prezzare questa maturità di ciclo economico e a scendere.

Altro fattore che potenzialmente farà da spartiacque, è capire come sarà spesata la tanto attesa riforma fiscale di Trump.

Ovviamente sono presenti fattori esogeni che possono interferire ed eventualmente supportare l’economia USA, in primis le future mosse della FED, che con il cambio di Governatore in atto, dalla Yellen si passa a Powell: il quale dovrà decidere con che velocità alzare i tassi di interesse o meno.

Questi fattori potrebbero puntellare ancora e positivamente le Borse USA, ma giunti a questi livelli siderali e con una salita pressochè a senso unico nell’ultimo anno è opportuno stare molto attenti, perchè mercati che salgono senza correggere, sono mercati potenzialmente molto pericolosi, perchè avidi.

Gekko docet.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA.

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2 thoughts on “Curve Pericolose

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