Tra Palco e Realtà

Tra Palco e Realtà è uno dei più grandi successi di Ligabue, mio conterraneo e come tale molto attaccato alla sua terra, fatta di persone genuine, laboriose e per questo talvolta molto testarde, soprattutto nel cambiare idea, nel prendere atto della realtà e nel darsi un’alternativa.

Il Palco, cioè lo scenario dove avviene lo show, dove si esibiscono gli artisti, quelli veri, è sempre ampio, bello e ben illuminato…perchè è lì che avviene la magia dello spettacolo.

La parte fondamentale però non è il Palco, ma la Realtà, cioè noi, il pubblico, senza il quale nessuno spettacolo avrebbe luogo, tantomeno successo.

E il pubblico dove sta?…sta sotto al Palco, quindi in posizione inferiore, non alla stessa altezza, e viene tenuto a debita distanza, del resto deve solo guardare, applaudire e pagare.

Il pubblico siamo noi vero?…e il Palco lo guardiamo tutti dal basso verso l’alto giusto?…del resto siamo tutti spettatori, a volte fans, ma di sicuro paganti, perchè nessuno spettacolo è gratis…e se lo è, difficilmente sarà di qualità o di nostro gradimento.

Domanda: da quanti mesi non sentite parlare di borsa , spread e mercati in tv e sui giornali?…parecchi vero?

Quindi perchè scrivere di mercati se va tutto tremendamente bene?…se tutto va nel verso giusto e Mr. Padoan si affretta a dirci che il PIL italiano “sale” del 1% dopo quasi 8 anni di crisi pesantissima?

Quindi siete proprio sicuri che questa estate non sia accaduto nulla sui mercati?…

Forse è meglio approfondire qualche argomento, perchè altrimenti si rischia che la vostra percezione sia sensibilmente distante dalla realtà, a causa di un’errata prospettiva da cui state guardando lo Spettacolo in questione, cioè i Mercati.

Dall’elezione di Macron in Francia è partito un rally speculativo sul cambio €/$ che lo ha portato da 1,05 ad 1,20, toccando in massimi in concomitanza con la ri-elezione di Angela Merkel.

L’€ si è apprezzato del 14% nei confronti del $ americano e questo in 4 mesi, una follia.

Volendo semplificare il concetto a titolo di esempio pratico: un americano per comprare un pacco di pasta “made in Europe” a maggio spendeva 1,05 $, mentre oggi per lo stesso pacco di pasta ne spende 1,20 $; con il risultato che forse l’americano comprerà meno prodotti “made in Europe” perchè diventati più cari e, per converso l’Europa, che ha nell’export il suo business principale, avrà maggiori difficoltà ad esportare.

Quello che sta accadendo sul cambio €/$ è molto importante, così importante che lo stesso Draghi, a margine dell’ultima riunione bCE, si è detto preoccupato di questa situazione, che potenzialmente potrebbe mettere in seria difficoltà le economie europee e i piani della BCE attuati mediante il QE.

E invece si va a scoprire che prendendo a pretesto le elezioni francesi, perchè si sa che le elezioni sono calendarizzate, un po’ come il Natale…ecco che i “soliti noti”, alias gli Hedge Fund, non si lasciano scappare l’occasione per fare “soldi facili”, aprendo posizioni speculative sull’€, con la stessa aggressività del 2011 (crisi dello spread) e del 2008 (fallimento Lehman Bros.).

Altro aspetto da tenere in considerazione è che ormai molti risparmiatori si stanno rendendo conto che i titoli di stato e le obbligazioni, ovvero il cosiddetto “Risk Free” non rende più nulla, anzi, potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, molto tagliente.

E questi risparmiatori sono ancora fortunati che sui mercati sono presenti le Banche Centrali (BC), BCE in primis, che comprano ancora questi titoli di stato e obbligazioni, garantendo loro di non collassare di prezzo…ma domani?…cioè nel 2018, cosa succederà?

A meno di un rallentamento economico e/o ritorno in recessione, la BCE ha dichiarato che la politica monetaria, alias i tassi di interesse, dovranno essere “normalizzati” e quindi prima si procederà con la graduale ma costante diminuzione degli acquisti di bond sino ad arrivare a zero (oggi siamo sui 60 miliardi di € di acquisti al mese)…e poi, successivamente,  se le condizioni economiche si confermeranno positive e stabili, verranno alzati i tassi di interesse, oggi a zero.

Quindi se i bond non vengono più comprati dalla BCE, che garantisce loro un prezzo decente e stabile, domani chi comprerà questa “spazzatura” finanziaria?…secondo voi?…voi.

E a che prezzo?…naturalmente ad un prezzo più consono a ciò che è il loro reale rapporto rischio/rendimento, piuttosto che a quello odierno, dove il prezzo è ampiamente falsato dalle BC.

Perchè sostengo questo?…perchè se qualcuno…colto da irrefrenabile e deprecabile spirito di curiosità fosse mai andato a vedere la variazione di prezzo del BTP con scadenza settembre 2022, cioè tra 5 anni, scoprirebbe con sua grande sorpresa che il prezzo di questo BTP è calato di circa il 6% in un anno, azzerando completamente il rendimento incassato con le cedole, producendo anche una perdita, perchè?

Perchè il mercato per sua natura anticipa e vi sta dicendo:“…si salvi chi può!!!”.

Perchè il suo prezzo è gonfiato, inficiato e indotto dalla presenza della BCE.

Quindi parliamo ancora di Risk Free?…o di Risk, punto.

Su questo blog, negli anni passati, ho scritto diversi articoli sul fatto che il maggiore pericolo per i Mercati è insito nei Bond, che per ancora molti risparmiatori rappresenta il Risk Free: grave errore di prospettiva e di percezione.

Quindi se ancora la maggior parte degli investitori retail, cioè noi, si ostina ad ancorarsi ad un profilo di rischio prudente e/o conservativo, è facile che nei prox 2 anni, a queste due parole rassicuranti “prudente” e “conservativo” segua la conferma del loro significato, in termini di rapporto rischio/rendimento.

A proposito, qual’è questo rapporto di rischio/rendimento?…che volatilità deve sopportare un investitore “Conservativo” dati storici e statistici alla mano?

Questo studio, basato su dati storici e statistici degli ultimi 20 anni, quindi un lasso di tempo più che valido, sostiene che un investitore con un profilo di rischio “Conservativo” debba tollerare, e quindi sapere che, il suo portafoglio ha una media annuale di volatilità pari al 4,52%, dove l’anno peggiore ha portato a perdite pari al -17,67% mentre l’anno migliore ha prodotto guadagni pari al 31,06%, per una media di rendimento pari al 5,96%.

Ovviamente questo 5,96% di rendimento è stato raggiunto e consolidato, solo se chi ha investito è rimasto investito.

Due osservazioni:

1- quanti di questi investitori sanno che un profilo Conservativo deve tollerare un 4,52% medio annuo di volatilità?…in parole povere che se dopo un anno il capitale investito è sceso del 4,52% è tutto normale e non ci si deve preoccupare più di tanto?…NESSUNO.

2- chi riesce a restare investito 20 anni senza attingere o aggiungere soldi al capitale?…NESSUNO.

Quindi diciamo che la studio sopra pubblicato non vale niente?…assolutamente no. Piuttosto è un’indicazione di ciò che comporta investire, declinato per grado di rischio accettato e in un lasso di tempo (20 anni) dove è accaduto di tutto: fallimento LTCM, bolla Nasdaq, 11 settembre, crisi 2001/2003, crisi Subprime 2008, crisi Spread 2011 e tassi a zero.

Lascio un video di un eccellente gestore di un fondo azionario internazionale, Alberto Foà, che in 48 secondi vi spiega molto bene ciò che intendo dire:

Qualcuno di voi si è riconosciuto in ciò che ha detto Foà?

 

Quindi che fare per riparare i danni derivanti dal Risk Free che Risk Free non è?…comprare azioni?…comprare bond High Yield, cioè alto rischio/alto rendimento…cioè spazzatura finanziaria all’ennesima potenza?

Bene, oggi la differenza tra comprare l’obbligazione più importante e diffusa del mondo, il Treasury americano, equivalente del nostro BTP tanto per intenderci e, un’obbligazione High Yield europea, cioè alto rischio/alto rendimento…cioè spazzatura finanziaria, questa differenza di rendimento è pari al 1%…un vero paradosso o sbaglio?

Questo scenario non-sense è dovuto al fatto che molti investitori, accecati dalla spasmodica e irrinunciabile ricerca di rendimento, non solo sono disposti ad alzare il proprio livello di rischio oltre le proprie conoscenze e/o soglie di tolleranza, ma sono disposti a comprare qualsiasi cosa, infischiandosene beatamente del rischio che vanno a mettersi in Portafoglio, per buona pace del “…io non voglio rischiare!!!…ma anche non prendere nessun interesse non va bene!!!”.

Al primo accenno di volatilità e nervosismo sui mercati, questo rischio finanziario insito in questi mercati/titoli verrà prezzato correttamente, facendo scendere sensibilmente il valore di questi asset finanziari, riportandoli al fair-value, ovvero al lorovalore reale…che è posto parecchi punti percentuali da quello attuale…è solo una questione di tempo.

E l’azionario?…mah sale sale, ma come sale?…alcuni dicono che l’importante è che salga, giusto, giustissimo…ma chi lo sta facendo salire da qualche mese?

Lo S&P500 sale, ma gli investori Istituzionali, cioè i “pesci grossi” vendono azioni ed escono dal mercato da maggio e, ovviamente per uno che esce ce ne vuole uno che entri; in questo caso un “pesce grosso” esce dal mercato e tanti “piccoli pesciolini” cioè i piccoli investitori, cioè noi, entrano sul mercato per rilevare le azioni vendute dal “pesce grosso”. Ovviamente i “piccoli pesciolini” entrano sul mercato azionario ai massimi ,con la speranza che questo continui a salire, cosa che attualmente accadendo, ma con volumi decrescenti e questo non è mai positivo per il proseguio, perchè gli investitori Istituzionali solitamente godono di informazioni fresche, migliori e privilegiate rispetto agli investitori normali.

Ovviamente il Trend in atto sul mercato azionario può proseguire ancora a lungo, come per inerzia, sino al punto…

Ultima chicca: quando la Banca Centrale più importante del mondo, la FED, in occasione del suo ultimo meeting, per voce della Governatrice Janet Yellen, dichiara:

“our understating forces behind inflation imperfect”.

“My colleagues and I may have misjudged the strength of the labor market, the degree to which longer-run inflation expectations are consistent with our inflation objective, or even the fundamental forces driving inflation,”.

Bèh Signore & Signori…se anche la FED ci sta capendo ben poco in quello che sta facendo, ma soprattutto, su quello che ha fatto…c’è di che preoccuparsi.

Quindi, le luci sul Palco sono tutte accese, illuminano gli attori & la scena dove serve e in modo impeccabile, celando i difetti, facendovi vedere solo ciò che dovete vedere, oscurando tutto il resto…e il pubblico è tutto con il naso all’insù e lo sguardo fisso, ipnotizzato, a guardare lo Spettacolo!!!

Ricordatevi solo che noi non siamo le Star sul palco, siamo il pubblico, pagante.

La mia opinione è sempre la stessa: essere consapevoli di ciò che si ha in portafoglio e perchè, è un grande vantaggio.

La differenza sta tutta qui.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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3 thoughts on “Tra Palco e Realtà

    • Ciao Lorenzo, difficile fare previsioni. Uno scenario possibile sarà quello di vedere prezzi e di conseguenza rendimenti più veritieri sui bond europei da gennaio 2018, quando la BCE acquisterà “solo” 30 miliardi di € di titoli di stato e obbligazioni, contro i 60 attuali. Da quel momento, il mercato obbligazionario europeo, inizierà a pesare il reale rapporto rischio/rendimento insito in questi titoli, che sino ad oggi è stato travisato dall’intervento della BCE stessa. Quando il prezzo lo fa il mercato e non una Banca Centrale, le cose cambiano…

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