Learn to Fly

Da sempre, tra i desideri più reconditi dell’uomo c’è quello di imparare a volare, costi quel che costi.

Da Icaro ai fratelli Wright, passando per l’indimenticato e indimenticabile Patrick De Gayardon, il desiderio di librarsi in aria, di volteggiare come un uccello e di togliersi da dosso il peso della gravità, è sempre stato un obiettivo da raggiungere e, più si riesce a volare, più si vorrebbe rimanere lassù…a volteggiare, sospesi e liberi per aria…anche perchè da lassù la prospettiva è diversa, più chiara e forse migliore.

L’uomo deve vedersela con la forza di Gravità, la quale per definizione attrae a sè tutti i corpi sulla Terra.

La parola Gravità, etimologicamente ha nel suo significato  anche un’altra accezione:proprietà di ciò che è serio e importante, e quindi spesso anche preoccupante…e ancora…caratteristica di ciò che è difficile da sopportare, di solito in relazione ai suoi effetti dannosi”.

Parlando di Mercati, quindi di cose serie & importanti, che spesso sono causa di preoccupazioni per i risparmiatori, con tanto di difficoltà nel sopportare i crolli dei Mercati stessi, con i loro effetti dannosi…direi che mai definizione fu più azzeccata o sbaglio?

 

Un anno fa…solo un anno fa, i Mercati come erano messi?

Risposta: male male gli azionari, stabili gli obbligazionari governativi e bene gli obbligazionari emergenti.

 

E oggi come sono messi i Mercati?

Risposta: bene, anzi benissimo gli azionari…male male gli obbligazionari governativi e meglio gli obbligazionari emergenti.

 

Chi l’avrebbe detto che in un solo anno avremmo visto spiccare il volo per i listini azionari e avremmo assistito al crollo dei titoli di Stato, BTP su tutti?

Siate sinceri con voi stessi, non ve lo sareste aspettati vero?…soprattutto in considerazione di quanto accaduto sulla scena mondiale da un anno a questa parte: Banche, Brexit, Trump, Referendum etc…

E invece i Mercati ci sorprendono sempre, andando per la loro strada, apparentemente incuranti della montagna di debito pubblico che attanaglia le economie più sviluppate…al cospetto di una crescita economica mondiale ancora debole e con tensioni economiche-sociali tra le varie macro-economie che sono sempre ben presenti, portando incertezza, ovviamente.

Quindi come si spiegano questi ultimi 12 mesi sui Mercati?

1  abnorme mole di liquidità presente sui Mercati, gentilmente offerta dalle Banche Centrali.

2  tassi di interesse eccessivamente bassi e per troppo tempo, sempre indotti dalle Banche Centrali.

3  rendimenti senza senso sui Bond, in primis i titoli di Stato, indistintamente…e quindi anche quei Bond emessi da Stati fortemente indebitati, come l’Italia, che invece dovrebbero offrire un rendimento commisurato con il grado di rischio espresso dal Paese emittente.

4  il rovescio della medaglia del punto “3” è che, sempre più investitori, cercando rendimento per i propri capitali investiti, hanno dovuto progressivamente alzare l’asticella del rischio e, hanno inserito nei loro Portafogli sempre più asset “rischiosi”, ergo azioni, ovviamente vendendo Bond & titoli di Stato ormai arrivati al capolinea in termini di rendimento offerto.

5  come un volano, il mercato azionario, ha visto mese dopo mese entrare liquidità, prima attraverso una forte rotazione settoriale e, negli ultimi mesi (post elezione Trump), quasi indistintamente su tutti i listini azionari e su tutti i settori economici che li compongono.

 

E così oggi, a febbraio 2017, ci troviamo con mercati azionari in gran spolvero,  quelli americani addirittura hanno battuto i record di sempre, mentre altri, come quelli europei hanno ri-guadagnato valori discreti e alcuni mercati emergenti sono quasi raddoppiati, Brasile su tutti.

Una volta, cioè solo pochi mesi fa, quando il mercato azionario andava i fibrillazione e stornava, si parlava di “Fly to Quality”…letteralmente “volare verso la qualità”, dove per qualità si intendeva: vendo azioni (ritenute troppo rischiose) e compro Bond (ritenuti rendimento “certo”).

Oggi stiamo assistendo ad un nuovo fenomeno, il “Fly to Equity”, ovvero: vendo Bond (confermatisi false certezze) e compro azioni (perchè si è scoperto che rendono, anche loro, incredibilmente!!!).

 

E adesso?

Adesso che finalmente è tutto chiaro…che è così semplice: vendo “BTP & Co.”  e compro Azioni…di cosa ci dobbiamo preoccupare?

Bèh, io inizio a preoccuparmi del fatto che tutti o quasi, si stanno riversando avidamente sul mercato azionario, come è ovvio che succeda, d’altronde la storia si ripete, perchè la storia è fatta di uomini e la storia dei Mercati è fatta di uomini che storicamente compiono le stesse azioni, ciclicamente.

Questa volta…l’unica sostanziale differenza è che, a questo giro chi vende Bond oggi, o li ha venduti negli ultimi 2-3 mesi ci ha rimesso quattrini; ed è come se fosse stato pugnalato alle spalle dal migliore amico, i “BTP & Co.” per l’appunto…quindi deluso e arrabbiato, il risparmiatore medio, si precipita ad acquistare azionario per compensare la fiducia tradita, che poi di fatto non è mai esistita, ma questo è un altro discorso.

Stiamo assistendo all’onda lunga dell’uscita dai Bond da parte di quella moltitudine di risparmiatori che, giorno dopo giorno hanno scoperto che il mondo, economicamente parlando, non è solo l’Italia, per fortuna.

E giorno dopo giorno, stanno anche scoprendo che comprando azioni, investono sull’Economia reale, per intenderci quella fatta di Aziende di cui tutti noi siamo clienti, volenti o nolenti, tutti i giorni.

E magari hanno anche scoperto che continuare a sottoscrivere “BTP & Co.” significa indebitarsi, finanziando Stati, molti dei quali totalmente improduttivi e soffocati dal loro stesso debito pubblico.

Quegli stessi Stati che da anni offrono Bond ai risparmiatori senza dare in cambio un rendimento adeguato e degno di questo nome…perchè quando un BTP a 10 anni rende l’1% lordo (rendimento di 6 mesi fa)…è inaccettabile e, oggi che rende poco più del 2% lordo è comunque troppo poco per dare in prestito i propri risparmi allo stato italiano, per 10…lunghi anni.

Ovviamente dobbiamo considerare anche un altro aspetto molto importante, anzi, fondamentale:

non abbiamo mai assistito ad un mercato obbligazionario mondiale vittima dei tassi a zero per diversi anni, con rendimento nulli/negativi sui Bond per altrettanti anni; quindi non possiamo sapere quando questo “Fly to Equity” in uscita dal mercato obbligazionario cesserà.

Nei miei precedenti articoli, scritti in tempi non sospetti, trovate ampie conferme di ciò che vado sostenendo:

  • non aveva più senso alcuno investire soldi sui Bond/titoli di Stato, in quanto entro pochi mesi avremmo assistito ad una discesa dei prezzi, vuoi per un mercato obbligazionario saturo e senza senso, con livelli di prezzi da bolla finanziaria che è sempre stata ad esclusivo appannaggio del mercato azionario; vuoi per effetto dell’inflazione che, puntualmente è arrivata.

 

Gli eccessi vengono sempre compensati sui Mercati, sia che si parli di azioni, sia che si parli di Bond/titoli di Stato.

Del resto…chi impara a volare, sa che può cadere e farsi male, molto male…ma accetta questa possibilità come imprescindibile per poter vivere l’esperienza e godersi il momento.

Chi impara a volare, sa bene  che, l’approccio, la preparazione e l’attenzione per i dettagli sono fondamentali, onde evitare guai peggiori. 

Oggi, giorno dopo giorno, molti risparmiatori stanno spiccando il volo, ma siamo sicuri che abbiano imparato a volare?

 

“Ci sono uomini che con le loro invenzioni hanno cambiato il nostro modo di vivere. Altri, quello di sognare.”

 

RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

 

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