Italia Sì, Italia No, Italia Bum?!?! Cosa accadrà dopo il referendum

…Italia sì, Italia no, Italia bum…puoi dir di Sì, puoi dir di No, ma questa è la vita…

…proprio così recitava, profetica, la canzone di Elio & le storie tese, “la Terra dei Cachi”, cantata a Sanremo ben 20 anni fa. Siamo alla vigilia del Referendum e altro che Brexit, altro che Trump, altro che!!!

Mai come oggi sembra che l’Italia sia diventata il centro del mondo?

Verrebbe da dire di sì, nel vedere quanta è l’attenzione spasmodica che giornali, tv ed esìmi politici di fama mondiale ci prestano, non perdendo occasione per lanciare il proprio suggerimento, condito dall’anatema di turno nel malaugurato caso non si seguissero i consigli dati, nel nostro interesse, ovviamente.

Siamo sotto l’ennesimo attacco mediatico, ancora una volta, purtroppo…dove l’Economist, il Fondo Monetario Internazionale, il Financial Times, l’Unione Europea, piuttosto che politici di ogni ordine e grado, non perdono la ghiotta occasione per ricordarci, nel loro totale “disinteresse”…quanto sia pericoloso per l’Italia un voto negativo al prossimo Referendum, pena la fine del mondo, per noi ovviamente.

E badate bene che ho scritto attacco mediatico e non economico.

Sul lato economico siamo bravissimi a farci del male da soli…come?

Semplice: cos’è cambiato rispetto agli stessi mesi del 2011, quando fummo sotto attacco con lo spread?  Non è cambiato nulla!!! Non vi pare di vivere la stessa situazione oggi…5 anni dopo?!?!

Ma certo che è la stessa storia, perché nulla è cambiato: nel 2011 avevamo il problema del debito pubblico elevato, il quale era detenuto principalmente dalle banche italiane e si è dovuto far cadere un Governo eletto legittimamente tramite elezioni per sostituirlo con un Governo tecnico imposto da Bruxelles...e oggi?

Oggi abbiamo un altro Governo tecnico (il terzo per la precisione), ovviamente non legittimato dal voto popolare, il quale si affida ad un Referendum per capire se potrà continuare o meno a “governare”, il tutto in una situazione economica particolarmente difficile per l’Italia, affossata ancora una volta dall’enorme debito pubblico, che nel frattempo è aumentato e dalla situazione delle sue Banche, le quali rischiano il fallimento (Bail-in) a causa dell’enorme peso delle sofferenze/perdite accumulate nei loro bilanci negli ultimi anni.

Non è un film già visto?!?!…con gli stessi attori e lo stesso copione?!?!?

Purtroppo si. Stiamo vivendo un déjà vu del 2011 purtroppo, con l’aggravante che nulla durante questi 5 anni è stato fatto per migliorare la situazione economica dell’Italia. Anzi il fare nulla, da chi ne era ed è preposto a fare cioè da parte dei vari Governi che si sono susseguiti negli anni, ha fatto sì che la situazione peggiorasse sensibilmente e si prestasse il fianco nuovamente alla speculazione: politica, economica ed infine finanziaria, inevitabilmente.

Quindi cosa possiamo fare per proteggere i nostri risparmi dall’esito certo, incerto, anzi certissimo del referendum?

Mettere tutto in cash, magari sul conto corrente?

Forse, ma non risolverebbe nessun problema col passare del tempo.

Vendere azioni per comprare certezze, alias titoli di stato?

Cioè quegli stessi titoli di stato, i BTP, che negli ultimi 3 mesi hanno perso quasi il 7% di valore? No grazie.

Vendere bond per comprare azioni?

Forse, a patto di non essere tra quelli della riga sopra, cioè “quelli che il BTP mi garantisce il capitale e mi paga la cedola” Come no!?! Capitale Garantito da chi? Dall’Italia con il debito pubblico tra i più alti ed insostenibili al mondo? Con i BTP a -7% quante cedole si devono incassare per recuperare la perdita in conto capitale?

Ma soprattutto, cosa succede ai BTP se la Banca Centrale Americana (FED) alza i tassi a metà dicembre o se, come sembra, l’inflazione si stia progressivamente alzando?

Semplice, succede che i BTP e con essi tutto il mercato obbligazionario tanto caro agli italiani, scenderà ancora, bruciando miliardi e miliardi di € di risparmi investiti con la falsa certezza che questi fossero INVESTIMENTI SICURI & SENZA RISCHIO.

Un suggerimento: investire nell’economia reale e globale diversificando

Se non altro, chi oggi accetta di avere in Portafoglio una percentuale di azioni, che lo ricordo, rappresentano pur sempre aziende che producono beni & servizi di cui tutti abbiamo bisogno, tutti i giorni accetta di investire sull’economia reale e globale, la quale comunque avanza, perché non tutto il mondo è uguale all’Italia, per fortuna.

Quindi che si fa? Si fa che chi si è mosso per tempo, usando il sempre caro, vecchio e sempre valido buon senso, oggi si trova con i propri risparmi diversificati su più mercati: obbligazionario globale (meglio se con strumenti che possano anche “scommettere” contro questo mercato), una discreta componente azionaria globale ed anche investimenti denominati in valute estere.

Chi ha usato questo approccio per il proprio Portafoglio, oggi può ritenersi molto meno esposto alla volatilità dei mercati e agli attacchi speculativi

E chi invece non l’ha fatto? Meglio che prenda atto subito del contesto e delle situazioni che si stanno delineando sui mercati e, dove possibile, iniziare a modificare l’allocazione e la gestione dei propri risparmi, affidandosi ad un Professionista Certificato, perchè il tempo del “fai da te” finanziario e delle Banche è finito, da tempo.

I mercati sono profondamente cambiati in questi ultimi anni, ponendoci di fronte a realtà inimmaginabili sino a pochi anni fa, quando nessuno avrebbe immaginato di vedere rendimenti negativi sui titoli di stato e/o titoli di stato perdere il 5-10-15% in poche settimane, nel più totale silenzio dei media, proprio quegli stessi media che, ci suggeriscono come votare, perchè altrimenti…

…Italia Sì, Italia No, Italia bummm??? Parliamone!

 

RIPRODUZIONE RISERVATA.

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