STRANGER THINGS

Forse è il mondo che sta cambiando troppo velocemente…o forse può succedere che visto da qui, dall’Italia, tutto sembra diverso, anzi strano, quasi di un altro pianeta, perchè alla fin fine diciamocelo…a noi italiani chi ci “ammazza” eh?!?!

Ultimamente accadono tante Stranger Things, o forse no?!?!

O più semplicemente sto diventando vecchio e vedo tutto da una prospettiva diversa, strana e per questo sbagliata…forse.

Negli ultimi anni sono successe un sacco di cose, alcune attese e altre del tutto inaspettate, com’è logico che sia, perchè tanto “…del doman non v’è certezza” e alla fine è giusto così, che vada come deve andare, tanto non ci si può opporre al Fato, dicono.

Questo però non significa che non si possano fare alcune riflessioni su ciò che è accaduto e che, talvolta ha avuto ed ha dei risvolti paradossali.

Un vecchio detto dice che “…a tutto ci si abitua”…sarà anche vero ma, occorre fare una netta distinzione secondo me tra ciò che accettiamo in quanto non dipendente strettamente da noi ed è quindi incontrovertibile e, quello che invece accettiamo, nostro malgrado, senza fare nulla per tentare di capirlo e, quando possibile modificarlo, o quantomeno, modificare il nostro approccio nei confronti di alcune “cose strane” che vanno ad impattare nella nostra vita quotidiana…presente e futura.

Quindi stiamo parlando di Stranger Things o di Strange People?…cose strane o strane persone?

Vediamo insieme qualche esempio che possa aiutarci a schiarirci le idee:

  • Non è vero che noi usiamo solo il 10% del nostro cervello, è che troppo spesso usiamo male il restante 90%.
  • In un caffè lungo, c’è più caffeina che in un caffè ristretto, strano vero?
  • Quando acquistiamo un’auto, la stessa perde l’80% del proprio valore nei primi 5 anni, ma nessuno si lamenta.
  • Un recente rapporto della Consob ha rivelato che solo il 20% degli italiani dichiara di non avere familiarità con nessun strumento finanziario, quindi per differenza, il restante 80% ammette di conoscere almeno qualche tipologia di investimento giusto?!?!…no!!!…perchè quasi la totalità degli intervistati dichiara di non conoscere la “gamma” di strumenti finanziari a loro disponibili e di non capire affatto il concetto di “tassi negativi”…più che strano è contraddittorio.
  • Solo il 6% degli intervistati sa cosa significa diversificazione del Portafoglio.
  • Il 72% degli italiani, quando investe soldi non accetta la possibilità di andare incontro a perdite!!!
  • Dall’inizio della crisi nel 2007, sono aumentati i risparmiatori italiani che hanno investito in obbligazioni bancarie…Bail-in?…cosa?
  • Un buon 30% degli intervistati, si affida ai “consigli finanziari” di parenti & amici…e fin qui niente di strano, siamo in Italia.
  • Un altro 35% degli italiani ritiene di non avere bisogno di un Consulente Finanziario, ovviamente!!!…e come la metterebbero con i parenti e gli amici?!?!…che si offenderebbero per la mancata riposta fiducia nei loro consigli.
  • Poi però, per quei pochi, impavidi e incoscienti risparmiatori italiani che vanno ad ascoltare un Consulente Finanziario, succede che 2 volte su 3 seguono i suoi consigli, in quanto questa figura aliena, il Consulente Finanziario appunto, li ha aiutati a comprendere meglio i rischi dei loro investimenti  attuali o di quelli futuri.
  • Ma chi sono quei risparmiatori italiani che sono più propensi a rivolgersi e ad ascoltare un Consulente finanziario?…ebbene, coloro che si affidano ai consigli di un Consulente Finanziario sono i risparmiatori che hanno maggiori conoscenze in ambito finanziario, mentre quei risparmiatori che hanno una cultura finanziaria limitata, e che quindi beneficerebbero maggiormente del supporto professionale di un Consulente Finanziario, si rivolgono invece ai consigli di parenti & amici.

 

consob

 

Ho elencato alcuni punti salienti che tracciano molto bene l’identikit del risparmiatore italiano medio ai tempi della crisi, del Bail-in, dei tassi negativi e delle crisi bancarie.

Ogni aspetto sopra riportato è collegato all’altro da un unico fil-rouge, che indissolubilmente sta “uccidendo” il risparmiatore italiano medio: l’errata convinzione.

E se questa errata convinzione è figlia di una profonda ignoranza in materia, cioè di una scarsissima cultura finanziaria, ecco che il danno rischia di assumere proporzioni devastanti.

Siccome le nostre convinzioni formano i nostri pensieri e i nostri pensieri formano la nostra realtà, attraverso i comportamenti che mettiamo in atto, ecco che delle errate convinzioni contribuiranno a far si che metteremo in atto dei comportamenti sbagliati, che con ogni probabilità ci condurranno a pessimi risultati, nel nome di quello che noi crediamo giusto, vero e indiscutibile a priori, comunque la pensino altri, questa è la nostra unica realtà possibili, la nostra verità vera, il nostro dogma imprescindibile e pazienza per quelli che non la pensano come noi, perchè sbagliano…loro!!!

Quindi non sono bastati 8 anni di crisi, di cui ancora non si vede la fine e, non è nemmeno bastato assistere al completo sgretolamento dei falsi miti italiani: mattone, titoli di stato e banche.

Perchè se è vero che 3 indizi fanno una prova, di cosa ha ancora bisogno il risparmiatore italiano per cambiare approccio e modalità nella gestione dei propri risparmi?

Comunque la pensiate, questa è la realtà…no, non sto parlando di quella finta e comoda realtà nella quale ancora troppi risparmiatori italiani si rifugiano…quella del solerte impiegato della banca sotto casa o della posta del paesello, che vi raccontano che va sempre tutto bene, anzi che va tutto a meraviglia e che, di nulla dobbiamo e dovremo preoccuparci, ma ci mancherebbe!!!

La realtà che intendo io è quella reale, spietata ed oggettiva che è sotto gli occhi di tutti e che tutti, consciamente o inconsciamente devono affrontare, anche se si ostinano a non vederla e a non accettarla come tale.

La settimana scorsa è stato collocato dallo Stato un BTP con scadenza 50 anni, cedola lorda 2,85%, che ovviamente è andato tutto esaurito: collocati 5 miliardi di €, a fronte di richieste per 18 miliardi.

Tralascio il fatto che 50 anni sono una vita e che, con ogni probabilità chi l’ha sottoscritto difficilmente ne vedrà il rimborso e, tralascio anche il fatto di quante variabili economiche o esigenze personali possono impattare sul prezzo di questo BTP in 50 anni…ma vogliamo parlare del rapporto rischio/rendimento di questo BTP con durata 50 anni?!?!

Ad oggi, il rendimento del BTP 50 anni, al netto di tasse e commissioni è intorno al 2% annuo, mentre qual’è il rischio e/o la volatilità di questo BTP?

Risposta: se il BTP con scadenza 30 anni, che sino a ieri era quello con scadenza più lunga, a fronte di un aumento dei tassi d’interesse pari all’1% ha un grado di volatilità pari al -19,10%, il BTP con scadenza a 50 anni che grado di volatilità avrà?…ipotizziamo intorno al 30%?

schiantometro

Fonte grafico: Adviseonly.

 

Quindi, non sarà un problema di oggi che abbiamo tassi negativi imposti dalla BCE e l’inflazione è allo 0,4% ma se, tra una paio d’anni l’inflazione e di conseguenza i tassi di interesse, dovessero “malauguratamente” salire e raggiungere l’1%, che è un livello molto modesto, i risparmiatori che hanno investito nel BTP a 50 anni si troverebbero con un valore del proprio capitale investito inferiore del 30% circa.

Non vi basta?…bene, sappiate che di recente, due grandi Aziende europee, la tedesca Henkel (chimica) e la francese Sanofi-Aventis (farmaceutica), hanno collocato i loro Bond (obbligazioni) a rendimento negativo!!!…cioè hanno trovato risparmiatori disposti a prestare loro i propri risparmi, accettando a priori di non avere rendimento per tutta la durata dell’obbligazione, ergo hanno accettato di perdere soldi…paradossale vero?!?!

 

La tabella seguente indica il rapporto di rischio/rendimento ad un anno delle varie tipologie di investimento (asset class), dove sull’asse verticale troviamo i rendimenti  e su quello orizzontale i valori di volatilità, entrambi espressi in punti percentuali:

mkts

Dal grafico si evince che la maggior parte delle varie asset class disponibili sul mercato su cui investe “l’ investitore medio”, ha un range di volatilità annuo compreso tra il 5% e il 20%, non proprio poco.

Quindi che fine hanno fatto gli investimenti “…a rischio zero”…tanto cari agli italiani?…semplice, mai esisti,  e ora lo conferma anche la TV, oltre ai preposti organi Istituzionali, quindi siamo a posto, finalmente.

Non mi credete?…pazienza, d’altronde la nostra cultura millenaria ha sempre osteggiato, denigrato e scacciato come eretico chi la “vede diversamente” dal gregge no?!?!

Quindi che problema c’è?!?!… l’alternativa c’è sempre per il risparmiatore italiano medio:

  • qualche anno fa era il mattone, il migliore investimento di sempre, poi puntualmente crollato.
  • poi è accaduto che gli impiegati della Posta, da “postini”, magicamente si sono trasformati in consulenti finanziari, ovviamente NON iscritti a nessun Albo dei Consulenti Finanziari e senza comprovate competenze tecniche & professionali in materia.
  • I Fondi Comuni di Investimento venduti in Banca, con tanto commissioni di ingresso ed uscita rigorosamente inderogabili.
  • poi è venuta l’età dell’oro perchè vi hanno “venduto” che il mondo sarebbe crollato…e ora, brillantemente siamo passati ai diamanti…che sono per sempre.

Per avere conferma su queste “cose strane” che accadono oggi ai risparmiatori in Italia, basta cliccare qui.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

 

 

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