Time after Time…

Ero solo un ragazzino quando uscì questa splendida canzone di Cyndi Lauper, triste e bella allo stesso tempo, cantata da una ragazza piccola, minuta e molto vera.

La canzone parla di una storia d’amore, ovviamente tribolata, dove lei dice a lui che nonostante tutto, lei, per lui, ci sarà sempre…e lui che, preoccupato per lei che soffre gli dice di aver cura di sè, di non farsi del male…e così come in un loop senza soluzione di continuità i due, persi l’uno dell’altra, si cercano, si aspettano e si rincorrono di volta in volta…time after time

Vedere il video di questa canzone oggi, fa un po’ tenerezza, abituati come siamo a cose più immediate, veloci, talvolta frenetiche e spesso finte…mentre le lacrime di Cyndi Lauper versate alla fine del video sono reali e non finte, o indotte a fin di scena, piccolo particolare.

Time after Timedi volta in volta…cioè una decisione che si rimanda nel tempo o, se preferite si ripete, più e più volte, inesorabilmente.

Due sono gli aspetti che più mi hanno colpito nell’ultimo anno in relazione ai mercati e all’economia su scala globale:

  • l’assoluta mancanza di certezze in ambito politico, dove anzi, regna sovrano il caos, almeno nella nostra bistrattata Europa.
  • l’assoluta dipendenza dei mercati finanziari dalle Banche Centrali, le quali brancolano nel buio più completo dal mio punto di vista.

 

Quanto al primo punto, è sufficiente rendersi conto della totale instabilità politica che regna sovrana in Europa, dove negli ultimi 18 mesi sono stati chiamati alle urne i cittadini in Grecia…per risolvere cosa?…in Spagna hanno votato per ben 2 volte e ancora non hanno un governo, quindi con con ogni probabilità voteranno una terza volta…in Austria hanno votato in primavera ma poi, le elezioni sono state annullate e, avrebbero dovuto tenersi a metà settembre, ma ci sono stati dei problemi con la colla per il voto postale e quindi hanno deciso di rimandarle a fine 2016, forse. In estate abbiamo avuto la Madre di tutti i voti, la Brexit, dove si fa decidere al popolo, totalmente senza cognizione di causa, di decidere per le sue e le altrui sorti, il tutto all’interno di un’Unione di Stati, la UE.

E giusto ieri, anche noi italiani, abbiamo finalmente conosciuto la data del referendum costituzionale, al cui esito, non si sa ancora bene il perchè è stata agganciata anche la modifica della legge elettorale…così, come se si trattasse di un un’offerta 2 x 1 al supermercato delle riforme, con molta non chalance.

Tutto questo delinea uno scenario dominato dall’incertezza e dall’instabilità, ovviamente del tutto voluti.

Ma come si fa ad instillare anche solo un timido sentimento di Europa unita se, ogni 5 minuti c’è uno Stato che si arroga il diritto di votare su qualsiasi cosa?

Dal mio punto di vista, questo è un chiaro sintomo di un progetto studiato, sviluppato e perpetrato per distruggere l’Europa e non per renderla unita.

Stiamo assistendo all’Europa dove tutti votano su tutto, dove troppi parlano e quasi nessuno fa, mentre l’amore stessa Europa è nel baratro della crisi, immobilizzata com’è nel perdere tempo in chiacchiere inutili, mentre in tutti gli altri Paesi dove chi è predisposto a dirigere, dirige, e guarda caso stanno tutti meglio di noi economicamente parlando.

Ma come si fa ad attrarre capitali e investimenti dal resto del Globo se noi per primi non siamo credibili, dando un’idea di coesione di intenti e stabilità?!?!

Ovviamente posso anche sbagliarmi, ma questo è quello che vedo accadere oggi in Europa.

E non perde occasione di ripeterlo anche il “povero” Mario Draghi che, alla guida della BCE, ormai non sa più che pesci pigliare in termini di politica monetaria per cercare di supportare la flebile crescita europea; per inciso l’Europa parliamo di una crescita nominale pari allo 0,…%

Draghi ripete costantemente il Mantra delle riforme strutturali, piuttosto che delle politiche di bilancio e di spesa che gli Stati devono mettere in campo per non vanificare quanto sta facendo la BCE, la quale è sola e di conseguenza impotente di fronte alla crisi.

Ma tant’è, a “qualcuno” va bene così, anzi gli va benissimo così…vita mea mors tua.

E per non farci mancare nulla, a novembre avremo anche l’elezione del Presidente USA.

Al secondo punto, ho scritto che i mercati sono in totale dipendenza dalla Banche Centrali, le quali non decidono, non fanno nulla di nuovo in ambito tassi/politica monetaria e quindi il messaggio che passa è che brancolano nel buio, impotenti di fronte ad una congiuntura mondiale incerta quando non debole in alcune aree geografiche, dove un passo falso in termini di tassi di interesse, svalutazione di moneta etc…potrebbe vanificare anche quel timido segno di ripresa che c’è, quantomeno su scala globale.

D’altronde, se la più potente, nonchè la più influente Banca Centrale del mondo, la FED, la quale rappresenta l’economia e il mercato n°1 al mondo, l’America, è immobile…incapace di decidere…o meglio, decide di non decidere…è emblematico.

Parlo di quella FED che dopo il primo rialzo tassi dal 2008, fatto a fine 2015, aveva dichiarato 4 rialzi nell’arco del 2016; bene, siamo a fine settembre e di quei 4 rialzi “promessi” non se ne è visto nemmeno uno.

E dire che i dati macro, che guidano la FED  a prendere decisioni in merito ai tassi di interesse sono sufficientemente buoni e soprattutto stabili, da mesi, quindi cosa manca o, cosa serve alla FED per mantenere le promesse fatte 10 mesi orsono?

Il mercato del lavoro non ha mai visto tanti occupati stabili in America.

Il mercato immobiliare è in decisa ripresa.

Il PIL non è male, certo non brilla, ma non si parla certamente di Recessione.

Quindi perchè la FED non alza i tassi?…perchè delle due l’una…o non si fida dei dati macro-economici di cui dispone, quindi non si fida di se stessa, oppure, anche la FED non ci capisce più nulla in questo contesto economico.

Ma tutto ha un prezzo e una conseguenza, a volte anche di più di una.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: i mercati sono in costante ostaggio delle Banche Centrali, le quali ormai hanno completamente stravolto la natura stessa dei mercati, imponendosi con politiche monetarie di tassi a zero/negativi hanno ucciso le dinamiche stesse dei mercati, che da sempre si fondavano sul costo del denaro e sul rapporto rischio/rendimento per gli investimenti.

Oggi che cosa abbiamo?

Abbiamo un mercato obbligazionario in iper-bolla, composto da trilioni di $/€ di titoli di stato e obbligazioni aziendali a rendimento zero e/o negativo, su cui milioni di piccoli risparmiatori hanno investito buona parte dei propri risparmi, erratamente convinti di sottoscrivere investimenti a capitale garantito o dal basso grado di rischio.

Ma se saliamo di un gradino e, dai piccoli risparmiatori passiamo ai “grandi risparmiatori”, cioè quelli che investono sui mercati qualche milione di $/€ che cosa vediamo?…avranno lo stesso approccio dei piccoli risparmiatori, che sull’onda del pessimismo cosmico e/o indotto imbottiscono il proprio Portafoglio di titoli di Stato e Obbligazioni a reddito fisso?…mmm a vedere il grafico sotto non direi:

ptf-ubs

Solo il 20% è investito in cash e titoli/obbligazioni a reddito fisso, il restante è ampiamente diversificato, con una forte componente di investimenti sui mercati azionari (sviluppati ed emergenti), piuttosto che private equity diretto, Real Estate ed anche Hedge Fund.

Ovviamente non è dato sapere chi avrà ragione in futuro, se il piccolo risparmiatore o l’esempio appena citato ma, una considerazione mi pare oggettiva: i soldi dei “pesci grossi” non vengono certamente investiti dove non c’è alcuna speranza di rendimento atteso.

Tornando al discorso della totale dipendenza dei mercati nei confronti delle decisioni delle Banche Centrali, se la FED, ovvero la più importante di tutte le Banche Centrali non mantiene le promesse, su cui i mercati, a loro volta hanno creato aspettative, ecco che tutto diventa molto più complicato, per non dire irritante o deludente.

Non c’è peggior cosa che creare aspettative, le quali, qualora non dovessero essere mantenute, diventerebbero in un attimo cocenti delusioni.

E proprio questo sta accadendo ai mercati, i quali, tenuti per il collo dalla FED da gennaio, attendono…attendono e attendono ancora che la stessa FED faccia ciò che ha promesso di fare: alzare gradualmente i tassi di interessi in USA.

La FED però non lo fa, rimanda, prende tempo, adduce motivazioni, talvolta scuse…e i mercati alla fine si fiaccano e si innervosiscono, ovviamente.

Per quanto mi riguarda la FED ha sbagliato a non alzare i tassi a settembre, rimandano una decisione che non può più essere rimandata, forse.

Quindi che si fa?…nulla o quasi, nel senso che conta molto di più ciò che si fa “prima”, piuttosto che, quello che fa “dopo”, soprattutto quando si parla di investimenti e strategia di Portafoglio.

Per il momento si attende che i mercati si evolvano a seguito dei recenti “nulla di fatto”.

E chi/cosa si attende?…la FED?…il nuovo Presidente USA?…un dollaro più forte?…un crollo del mercato obbligazionario?…l’Europa unita?

Io non faccio previsioni, se le facessi sarei un mago e non lo sono…e poi i maghi utilizzano trucchi e io non voglio.

Io mi limito a credere che non tutto il male viene per nuocere, anzi, ma perchè qualcosa cambi, e cambierà, occorre tempo e pazienza.

Alla fine, prendo atto che chi è preposto a prendere decisioni importanti, piuttosto che mantenere le promesse fatte, cercando di influenzare positivamente l’economia non lo fa.

Peggio ancora…non fa nulla, rimanda, prende tempo…in una parola: attende.

Bene, anche io attendo, volta per volta, time after time.

 

Riproduzione riservata.

 

 

 

 

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