Bond-age

Siete tutti adulti e vaccinati vero?…sapete tutti, più o meno cos’è il Bondage, specialmente da quando è stato sdoganato a tutti tramite il best-seller “50 sfumature di grigio”…di cui io non ho letto nè il libro, nè tantomeno visto il film, certo di non perdermi nulla di trascendentale e trasgressivo, perchè quando una cosa viene resa alla mercè di tutti, ormai ha perso tutto il suo fascino.

Quindi sono certo che non vi scandalizzerete di certo se utilizzo questo termine come pretesto per aprire questo post.

Letteralmente:

Bondage è una pratica in cui attraverso legatura e costrizione fisica si immobilizza il partner. È possibile sia legare con corde, sia con bavagli, o catene.

In generale il Bondage si basa sull’impedimento consensuale della libertà fisica del movimento, di vedere, di parlare, di sentire.

Il Bondage è una pratica tra adulti consenzienti, intrapresa conoscendone i rischi e le conseguenze, il cui scopo principale è vivere le emozioni che queste pratiche danno. Nel Bondage si vivono forti emozioni fisiche, date dalla costrizione stessa e dalle posture del corpo, ma ancor più da quelle mentali quali lo scambio di fiducia estremo che si instaura, e l’abbandono che si vive all’interno della Costrizione.

Ok, la parte più “divertente” e pruriginosa finisce qui, ognuno di voi se lo desidera, può approfondire in privato questo argomento.

Ora con un semplice gioco di parole passiamo metaforicamente dal Bondage al Bond-Age, ovvero all’era dei Bond, intesi come titoli di Stato (TdS)e Obbligazioni in ottica di investimento con rendimenti eccellenti prima, accettabili fino a qualche anno fa ed ora totalmente privi di rendimento.

Con ogni probabilità quello vissuto dai mercati obbligazionari negli ultimi 40 anni è stato di gran lunga il miglior bull market possibile, in termini di rischio-rendimento.

Il rischio per chi ha investito in Bond negli ultimi 40 anni è stato molto contenuto, se non quasi del tutto inesistente, mentre il rendimento è stato eccellente, spesso con ritorni a due cifre percentuali.

Ma si sa nulla è per sempre…e così oggi la festa è finita, per buona pace di chi si ostina a non voler accettare la realtà.

Oggi sul mercato dei Bond, non abbiamo più un rapporto di rischio/rendimento accettabile, proprio perchè esiste solo il rischio, in quanto il rendimento è assente.

Un investimento è tale, quando ha un rapporto rischio/rendimento accettabile, dove le possibilità di ottenere un rendimento netto in un tempo di investimento ragionevole, quantificato in 5 anni per chi investe in Bond, sono possibilità concrete e non inficiate da eventi esogeni al mercato di riferimento.

Per eventi esogeni, ovviamente mi riferisco all’intervento delle varie Banche Centrali mondiali, che con la politica dei tassi a zero hanno & stanno interferendo pesantemente con la natura stessa del mercato dei Bond.

Questo grafico mostra chiaramente l’enorme quantità di liquidità immessa sui mercati dalle Banche Centrali a fronte dell’acquisto di TdS e Obbligazioni prive di rendimento, giunta alla cifra mostruosa di 750mila miliardi di dollari:

BC

 

Questo sarà il vero, grande problema, che andrà ad impattare sui mercati nei prox anni: troppi soldi investiti su titoli che non rendono nulla, da troppo tempo e i flussi degli ultimi anni lo confermano: colonne grigie rappresentano i flussi di investimento sui Bond, mentre quelle verdi sono i flussi di investimento sui mercati azionari mondiali.

Bond Boom

 

La metafora che ho utilizzato tra Bondage & Bond-Age risiede proprio nel suo significato: il Bondage è una pratica in cui attraverso legatura e costrizione fisica si immobilizza il partner.

Nella mia metafora, il partner immobilizzato è il mercato obbligazionario e di conseguenza tutti quegli investitori che su quel mercato hanno investito buona parte dei propri risparmi.

E’ risaputo che l’investitore italiano medio, investe principalmente in Bond (Obbligazioni), avverso com’è da sempre ai mercati azionari, emergenti e materie prime.

Asset All

Il Portafoglio dell’investitore italiano medio è investito in larga parte in Bond, tra cui BTP e Obbligazioni (spesso bancarie)…con il risultato che oggi questa componente del Portafoglio è assolutamente incapace di generare rendimento…ma se, fosse solo questo il male, tutto sommato, coi tempi che corrono, dominati da incertezza, crisi e panico…si potrebbe anche accettare il concetto del:”…ok non guadagno, ma non rischio nemmeno di perdere soldi”…sbagliato.

Sbagliato perchè:

  1. Se devi investire sapendo già in partenza di non avere alcuna possibilità di rendimento, non investire.
  2. Se pensi che oggi il mercato obbligazionario sia uguale a quello di ieri, sbagli, perchè è profondamente cambiato “grazie” all’intervento massiccio delle Banche Centrali, che hanno portato i tassi a zero.
  3. Se pensi che qualcosa prima o poi cambierà hai ragione!!!…peccato che con i tassi a zero, quando qualcosa cambierà, saranno dolori per i detentori di Bond.
  4. Se non credi al punto 3 fatti una domanda: perchè le Banche Centrali (FED esclusa) continuano con la politica dei tassi a zero e, contestualmente continuano ad acquistare Bond sui mercati di riferimento?…per toglierli dal mercato e anche perchè, così facendo disincentivano gli investitori a reinvestire denaro sui Bond, indirizzandoli giocoforza su altri asset, sia finanziari che sull’economia reale.
  5. Se non sei tu a comprare questi Bonds privi di rendimento, allora chi è li compra oltre alle Banche Centrali?…risposta semplice: li stai comprando tu, magari a tua “insaputa”, tramite la tua polizza vita a gestione separata o il tuo fondo pensione.
  6. Se ritieni di essere nel giusto a tenere ancora in Portafoglio Bond senza rendimento, con l’inflazione a zero in Europa..bèh, ad oggi hai ragione, perchè di fatto in questo momento non perdi potere d’acquisto. Ma se per caso e sottolineo per caso, l’inflazione dovesse alzarsi dallo 0% attuale (deflazione) e raggiungere il modesto target dell’1% nei prox 12-24 mesi cosa succederebbe ai Bond nel tuo Portafoglio?!?!…il loro prezzo/valore scenderebbe sensibilmente.
  7. Cosa vogliono innescare le Banche Centrali, BCE in testa, con la politica dei tassi a zero?…l’obiettivo è raggiungere un target di inflazione al 2% e, in USA quel target è stato quasi raggiunto.

 

Quello che accomuna l’investitore italiano al Bondage è proprio il legame stretto…la costrizione consensuale, quasi morbosa, che l’investitore ha con il mercato dei Bond.

L’investitore italiano ha cementato dentro di sè la convinzione che i Bond possano garantirgli un rendimento all’infinito e, sulla base di questa errata convinzione, perchè basata su quanto accaduto in passato, non gli consente movimento alcuno, tantomeno di cambiare idea, prospettiva e investimenti.

Il grafico sotto mostra quanto sia cambiato il mercato negli ultimi 20 anni, dove a fronte di un rendimento desiderato del 7,5%: nel 1995 bastava investire il 100% del proprio Portafoglio in Bonds per raggiungere il target di rendimento; nel 2005, per ottenere lo stesso rendimento del 7,5%, la percentuale di Bonds in Portafoglio si riduce della metà, lasciando spazio ad investimenti azionari per circa il 44% e solo il 5% al mercato immobiliare. Nel 2015, per ottenere il 7,5% di rendimento, la percentuale di Bonds in Portafoglio scende drasticamente al 12% a causa dei tassi a zero/negativi, lasciando spazio al 63% di investimento azionario puro (equity+private equity).

Ma la cosa più interessante è come si è modificato il grado di volatilità (nel grafico espresso tramite la Standard Deviation) che occorre tollerare per ottenere un rendimento del 7,5%:

nel 1995 era pari al 6%, quindi addirittura inferiore al rendimento prefissato.

nel 2005 si passa al 8,9%, quindi si deve tollerare una maggiore volatilità rispetto al rendimento desiderato.

nel 2015 la volatilità da sopportare per cercare di ottenere quel rendimento è pari al 17,2%…ovvero triplicata in 20 anni e raddoppiata negli ultimi 10 anni.

Vola

 

L’investitore italiano soffre della Sindrome di Stoccolma nei confronti del mercato obbligazionario…è letteralmente immobilizzato, quasi atrofizzato nella sua posizione di investimento, incapace di slegarsi o farsi slegare da essa, prigioniero com’è di quanto vissuto durante la Bond-Age degli ultimi 40 anni.

Continuando con il gioco della metafora…in generale il Bondage si basa sull’impedimento consensuale della libertà fisica del movimento, di vedere, di parlare, di sentire”.

Oggi, nonostante gli avvisi di pericolo si stiano via via susseguendo da più parti, l’investitore italiano medio non vede il pericolo arrivare…perchè è stato educato che non esiste alcun pericolo;…non sente l’esigenza di cambiare approccio…perchè gli è sempre stato insegnato che abbandonare la strada vecchia per la nuova porta solo danni e, che quindi non vale la pensa valutare alternative possibili, perchè tanto non ce ne sono e quelle che ci sono non sono certamente migliori, quindi meglio fare come fanno tutti, cioè niente.

Il grafico, preso da uno Studio del Centro Einaudi e Intesa S.Paolo,  mostra chiaramente quali sono le fonti a cui l’investitore italiano medio si rivolge per crearsi la propria cultura finanziaria:

CU1

Un solo commento: imbarazzante.

Solo il 3,6% deve la propria cultura finanziaria agli studi, mentre il 33,7% deve le proprie conoscenze finanziarie alla vita quotidiana (?)…e un buon 18,3% dice che non ha avuto occasioni e che comunque non è interessato all’argomento, cioè ai suoi risparmi.

Ovviamente, tutto questo retaggio culturale, stile basso medio-evo finanziario, porta il nostro investitore italiano medio a non fare assolutamente nulla, panta rei.

Ma c’è panta rei e panta rei se mi consentite…perchè se si viene travolti da quella che molti, cioè quelli molto più bravi e preparati di me, vanno dichiarando essere la madre di tutte le bolle, ecco che forse…

Ma io ho deciso che mi fermo qui, non è mia intenzione dilungarmi oltre su questo tema, tanto la crisi è finita, il peggio è alle spalle e quindi perchè dilungarsi su argomenti che all’italiano medio non interessano più’?!?! (fonte grafico C.S. Einaudi/Intesa S.Paolo).

CU2

Concludo con una costatazione: da mesi, molti clienti di banche & assicurazioni si sono visti recapitare comunicazioni dove veniva comunicato loro che, alcuni dei loro investimenti così come sono composti, oggi non possono più sussistere; la motivazione citata in queste comunicazioni è dovuta ovviamente alle dinamiche di mercato che sono profondamente mutate. Quindi con queste lettere, le Banche & Assicurazioni comunicano ai propri clienti che, persistendo una realtà fatta di bassi tassi di interesse (eufemismo commerciale, in quanto sono a ZERO)…i prodotti di investimento oggetto della comunicazione sarebbero stati o saranno passibili di sostanziali modifiche, previo consenso del cliente che, qualora si fosse opposto a tale modifica, avrebbe dovuto recedere dall’investimento stesso.

Modifiche che passano obbligatoriamente per un più ampio perimetro di investimenti sottoscrivibili, quindi non più solo & soltanto titoli di Stato italiani o europei, ma anche titoli di Stato di Paesi fuori UE o Emergenti, piuttosto che Obbligazioni private con qualsiasi grado di rating, piuttosto che anche una discreta parte investita in azioni.

Il tutto con il fine di perseguire una logica di rendimento atteso idonea, sostenibile e in relazione con il profilo di rischio pattuito…in parole povere:…cari clienti, o ci date più spazio di manovra nella scelta degli investimenti a 360° o con questi mercati, investendo unicamente su titoli a RENDIMENTO ZERO/NEGATIVO il vostro capitale investito calerà anno dopo anno, inesorabilmente.

 

Quindi caro investitore italiano medio, il consiglio è: tanto prima ti liberi dai mortali lacci della Bond-Age che tante soddisfazioni ti ha dato in passato, tanto meno avrai da soffrire in futuro, finanziariamente parlando si intende.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

 

 

 

 

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