Virtual Insanity

Piccola ma doverosa premessa: come scritto nel secondo post “The Absolute Beginner” scritto alla nascita di questo blog, questo non è un blog di finanza tecnica, dove si usa esclusivamente linguaggio tecnico per addetti ai lavori ma, soprattutto non è un blog di verità in tasca.
Questo blog è nato per aiutare le persone che non masticano di finanza & mercati a farsi un’idea in merito, con l’obiettivo di renderle maggiormente consapevoli nelle loro scelte di investimento.
Non ho pensato a Darkpool come a un blog uguale a migliaia di altri che già esistono.

 

Breve riassunto delle puntate precedenti, cioè di quello che è accaduto in giro per il mondo negli ultimi mesi e che ha contribuito a far scendere pesantemente i mercati, gettando nello sconforto e nel panico molti investitori:

Agosto: crollo dei mercati dovuto “all’improvviso” rallentamento dell’economia cinese.

Settembre: scandalo Volkswagen e FED che non ha il coraggio di alzare i tassi, con contestuale ricaduta di fiducia sui mercati

Ottobre: Draghi prende il coraggio a piene mani e promette di fare tutto il necessario per l’Europa nel meeting BCE di dicembre.

Novembre: attentati di Parigi e abbattimento del Jet russo da parte della Turchia, innescano ancora più incertezza sui mercati, qualora ce ne fosse bisogno.

Dicembre: prima la BCE delude (nuovamente) i mercati che avevano grandi aspettative e poi la FED che alza i tassi dopo 7 anni di tassi a zero e, dulcis in fundo, in Europa le banche sono nuovamente in difficoltà a causa dell’enorme massa di sofferenze nei loro bilanci, Italia e Deutsche Bank su tutti.

Gennaio: continua la discesa senza sosta del Petrolio che tocca i 26$ al barile e i mercati contestualmente continuano a scendere.

Febbraio: i mercati continua a risentire delle tensioni internazionali, del crollo delle materie prime e del rialzo tassi FED, innescando una discesa veloce e continua che fa ricordare i mesi del 2011 e 2008.

Marzo: tutti attendono spasmodicamente la riunione BCE del 10 marzo per capire se Draghi sarà in grado di fare qualcosa per l’Europa, la sua economia e il suo sistema bancario.

Aprile: i mercati iniziano a stabilizzarsi non senza fatica, grazie al petrolio che sale sino a 45$ al barile, alle politiche ultra-accomodanti della BCE e alla convergenza delle politiche monetarie delle varie Banche Centrali, FED e PBOC in primis, le quali hanno finalmente capito che essendo i mercati globalizzati, anche le politiche monetarie devono andare in questo senso e non essere solo fini all’ambito nazionale.

Beh direi che in 9 mesi si sono susseguiti talmente tanti avvenimenti critici, quando potenzialmente catastrofici, che è già un piccolo miracolo non aver assistito ad un tracollo dei mercati.

Certo, tutti i mercati hanno accusato pesanti cadute, chi più, chi meno…chi prima, chi dopo…alcuni mercati hanno prontamente recuperato tutto o quasi quello ceduto durante questi mesi; altri mercati invece non sono riusciti a recuperare tutta la discesa subita e quindi oggi, lo scenario presenta delle sostanziali differenze, mercato per mercato, asset per asset.

Quindi ora che si fa?

Per coloro che durante la forte discesa che ha colpito i mercati tra dicembre e marzo, non ce l’hanno fatta a non vendere la parte più rischiosa del proprio ptf, cioè azionario, bond emerging, bond high yield e materie prime, oggi la strada è tutta in salita o, quantomeno dovrebbe sorgere un dubbio del tutto lecito: ri-entrare oggi o aspettare?…e aspettare cosa?

Infatti, se per quanto riguarda il mercato azionario non tutti i mercati sono riusciti a recuperare quanto ceduto in precedenza, Europa in primis, per gli altri asset di investimento come bond emerging e high yield il recupero c’è stato e come, andando a colmare tutte le “perdite” precedentemente maturare e questo, spiega ancora una volta che forse che forse in quei paesi e su quei mercati c’è comunque del valore da cogliere.

Discorso sensibilmente diverso per le materie prime, le quali hanno si rimbalzato da valori infimi che avevano toccato, petrolio e oro su tutte, ma hanno ancora molto spazio per salire, volendo e potendo.

Invece, per coloro che durante il “crollo dei mercati” sono riusciti a mantenere il sangue freddo e a dotarsi di quell’arma potente e meravigliosa che mi ero permesso di consigliarvi alla fine di questo post https://darkpool.eu/2016/01/15/in-che-mondo-viviamo/, cioè la pazienza, oggi, i loro ptf, stanno molto meglio di ieri…e alla fine questi disciplinati investitori hanno dovuto pazientare “solo” qualche mese, che però mi rendo conto, sotto attacco…stress…e negatività sparsa a fiumi, sembrano secoli, non mesi.

Magari, oltre alla pazienza, alcune di queste persone…di questi investitori, avranno anche avuto l’occasione di incontrare il proprio consulente durante questi mesi “difficili”, se non altro per aggiustare il proprio ptf, come è opportuno fare di fronte ad avvenimenti improvvisi come quelli a cui abbiamo assistito sui mercati e se, le scelte condivise tra investitore e consulente sono andate nella direzione di:

  • non stravolgere il proprio ptf per non perdere di vista i propri obiettivi che ci si è dati alla nascita del ptf stesso.
  • ridurre i rischi più elevati, cioè intervenire su quei mercati e quegli asset di investimento dove sono limitate le possibilità di recupero(titoli di stato e obbligazioni in primis) anche una volta tornata la calma sui mercati e, badate bene che rischio non significa sempre e solo azionario.
  • prendere consapevolezza che di fronte al continuo mutamento dei mercati, occorre mettere in campo strategie diverse rispetto al passato.

Questo grafico spiega molto bene il mutamento dei pesi delle varie economie nel mondo negli ultimi 35 anni: guardate quanto pesa l’area Euro oggi e poi pensate su quali paesi e su quali mercati avete investito i vostri soldi:

 

grafico1

 

Eppure, nonostante quanto accaduto sino ad oggi sui mercati, con le banche che grazie alle loro ingenti sofferenze continuano a pesare con un macigno sulle economie e sulle borse, con i btp che da inizio anno sono in perdita, l’investitore italiano medio proprio non ce la fa a cambiare, a darsi un’opportunità diversa.

Dicono che per vivere veramente, per imparare a stare al mondo, sia necessario uscire dalla propria zona di comfort, cioè da quelle abitudini e da quelle consuetudini che ormai si sono radicate in noi, come dogmi assoluti:

 

Comfort Zone

 

 

Evoluzione significa prima di tutto evolversi, accettare il cambiamento per sopravvivere…chi non cambia muore e l’Italia sta morendo…e con essa tutti noi, metaforicamente parlando.

Ho appena letto sul giornale che nella mia città, una fu-ridente cittadina di medie dimensioni del nord Italia, negli ultimi due anni i depositi e gli investimenti detenuti presso le banche sono saliti all’astronomica cifra di 32 miliardi di euro e questo proprio mentre i mercati scendono e le banche sono soggette a Bail-in, incredibile.

E allora è giusto così.

E’ giusto che l’Italia sia nella situazione attuale, cioè di profonda crisi, dove a pagare sono sempre i soliti, cioè i piccoli risparmiatori, che a parole sono sempre pronti a lamentarsi ma che a conti fatti sono spesso la prima causa delle loro disgrazie finanziarie, continuando a dare fiducia a chi la fiducia non se la merita più, stando a quanto accaduto alle banche…parlano i fatti.

Troppe persone ancora non si rendono conto di quanto accaduto sino ad oggi sul lato economico-finanziario e, siccome il futuro è incerto per definizione, ecco che se non si è compreso quanto accaduto sin qui, difficilmente si potranno prendere decisioni sensate per la tutela dei propri risparmi da qui in avanti.

Educazione finanziaria

 

A giugno ci saranno happening importanti che reputo in ordine di importanza, con potenziale impatto sui mercati:

  • referendum sulla Brexit
  • probabile secondo rialzo tassi USA da parte della FED
  • elezioni in Spagna

 

Quindi è lecito attendersi per giugno, il ritorno di momenti di volatilità sui mercati, dove gli eventi di cui sopra verranno presi a pretesto per un possibile calo dei mercati, dove puntualmente “i soliti” andranno a rastrellare nuovamente a prezzi di saldo, come del resto hanno fatto puntualmente tra febbraio e marzo.

D’altronde in giro c’è un tale pessimismo che la metà basta, abbiamo raggiunto livelli tali di pessimismo che mi inducono a pensare che “i soliti” abbiano ancora una volta ottenuto ciò che volevano, creare soldi sulle paure altrui… sul popolino che in preda al panico corre a svendere tutto ciò che può svendere, in nome della fine del mondo incombente, dove solo lo Stato può salvarli, come no!!!

Quindi, se la situazione geo-politica internazionale non precipita ulteriormente, e non accadranno catastrofi planetarie (sempre possibili)…ecco che forse, per i prox mesi, potremmo avere davanti a noi uno scenario migliore di quanto oggi non si creda.

Oggi, se fossi nei panni di quegli investitori che hanno venduto azioni, bond emerging & Co. convinti che l’economia cinese fosse in caduta libera, che gli USA ormai non crescono più, che i Paesi Emergenti sono spacciati e che il Petrolio andrà a 10$ al barile…bèh…se fossi in uno di questi investitori…e sono tanti…oggi mi sentirei leggermente preso in giro…ancora una volta…e alla fine sono passati solo 9 mesi.

 

Riproduzione riservata.

 

 

 

 

 

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