Gatto vs. Banche Centrali

…chi di voi conosce il paradosso del gatto di Schrodinger?

Come tutti i paradossi ha una duplice interpretazione, apparentemente senza senso, altrimenti non sarebbe un paradosso.

Sostanzialmente: occorre una scatola (ambiente in cui si svolge l’esperimento), un gatto (sistema macroscopico), un’ampolla con all’interno una piccola quantità di liquido radioattivo reagente (sistema microscopico) collegata con un martelletto ad una fiala di cianuro.

Se, durante l’ora di tempo in cui si svolge l’esperimento, una nanoparticella che compone il liquido radioattivo posto all’interno dell’ampolla avrà reagito, ecco che questa reazione innescherà il martelletto, il quale romperà la fiala di cianuro che ucciderà il gatto.

Al contrario, se la nanoparticella della sostanza radioattiva non reagisce, non innescherà alcuna reazione e quindi la fiala di cianuro non verrà rotta dal martelletto e il gatto all’interno della scatola sarà sano e salvo.

A cosa serve tutto questo?

Serve a dimostrare che trascorso un determinato periodo di tempo, un sistema apparentemente lineare (la scatola, il gatto e tutto il resto)…quindi con solo uno scenario plausibile, gatto vivo o gatto morto, può invece presentare due scenari sovrapposti, con uguale probabilità di realizzazione tra di loro, perchè durante l’ora in cui si svolge l’esperimento, il gatto potrebbe essere sia vivo che morto dentro alla scatola, almeno sino a quando questa verrà aperta e si prenderà atto dello stato del gatto..

Lo so…non è semplicissimo, anzi è dannatamente strano e a tratti incomprensibile, perchè l’esperimento va contro il concetto che abbiamo di COERENZA.

Infatti l’esperimento di Schrodinger (premio Nobel per la fisica) dimostra la DE-COERENZA.

In poche parole, l’esperimento di Schrodinger cerca di spiegare i limiti della fisica quantistica, cioè di come il comportamento di una singola nanoparticella, non sia prevedibile con assoluta certezza e quindi non sarà indicativo ai fini scientifici.

Quindi, non avendo una certezza a priori, sul fatto che, la nanoparticella riuscirà a reagire nell’arco della durata dell’esperimento, si deve procedere con un calcolo probabilistico di egual misura, ovvero le stesse probabilità che la nanoparticella in questione riesca o non riesca ad interagire con un sistema macroscopico, cioè il gatto.

Sappiamo di certo che la nanoparticella reagirà, prima o poi, ma non sappiamo quando, e quindi non possiamo sapere se il gatto sarà vivo o morto trascorsa l’ora dell’esperimento, sino all’apertura della scatola.

Quindi il sunto è: ciò che funziona certamente a livello di singola nanoparticella, non è detto che funzioni altrettanto bene all’interno di un sistema macroscopico, in quanto il sistema macroscopico è costituito da milioni di nanoparticelle e quindi è ben più complesso.

 

Lo stesso principio di Schrodinger, metaforicamente parlando, si potrebbe usare per cercare di capire quanto le politiche monetarie, poste in essere dalle principali Banche Centrali, tramite i vari QE (la nanoparticella), abbiano o non abbiano impattato realmente sulle economie globali sottostanti (il Gatto).

Consideriamo i QE fatti dal 2009 ad oggi come le singole nanoparticelle che, reagendo, vanno ad innescare una reazione sul sistema macroscopico, cioè le rispettive economie.

Usando il principio proprio della coerenza, si dovrebbe desumere che quando una Banca Centrale come la FED, la BOJ, la BOE, la PBOC e infine la BCE, varano misure di stimolo all’economia attraverso politiche monetarie di tassi a zero e, contestualmente comprano titoli di stato e obbligazioni aziendali sul mercato, attraverso i vari QE…le economie sottostanti direttamente interessate, dovrebbero averne dei benefici in termini di: apertura al credito (concessione di mutui e finanziamenti), aumento dell’occupazione, con conseguente rialzo dei prezzi e dei salari, che generano inflazione e quindi riduzione del debito pubblico in circolazione = ritorno alla crescita economica.

Bene, quindi?…

USA—>FED—>QE1+QE2+QE3 in 6 anni = PIL + 2,7%, disoccupazione ai minimi storici, inflazione al 1%, borsa +200% dal primo QE.

Giappone—> inizio QE a fine 2012= PIL +1,3%, disoccupazione al 3,2%, deflazione, borsa +100%.

UK—>varo del QE a inizio 2009= PIL +2,4%, disoccupazione al 5%, inflazione +0,3%, borsa + 70%.

Cina—>QE e/o politiche affini varate a inizio 2015= PIL +6,7%, disoccupazione al 4%, inflazione 2,3% (stabile dal 2012), borsa Hong-Kong  -16%, borsa di Shanghai -25% dall’inizio del “QE” varato un anno fa.

UE—>QE varato a marzo 2015 e appena implementato= PIL +1,6%, disoccupazione al 10,3%, inflazione -0,2% (deflazione),borse europee da inizio QE ad oggi: indice Eurostoxx50 -20%, DAX di Francoforte -14%, CAC40 di Parigi -15% e FTSEMIB di Milano -21%.

 

Prima considerazione: tanto prima il QE è stato varato (paese per paese), prima ha generato risultati, più tardi il QE è stato fatto meno risultati sono stati conseguiti.

Seconda considerazione: il QE ha impattato immediatamente sul mercato finanziario di riferimento, cioè la borsa del paese dove il QE ha avuto luogo e solo dopo diversi mesi si sono visti alcuni miglioramenti sui restanti indicatori macro-economici: PIL, disoccupazione, inflazione etc…

Terza considerazione: il QE non ha generato quella potente reazione sistemica sulle rispettive economie che ci si attendeva o, quantomeno, che era attesa dalle rispettive Banche Centrali, perchè?

Io non ho una risposta a tutto, tantomeno una risposta certa e definitiva ma, faccio un semplice considerazione:

Il QE ha un impatto discretamente positivo sui mercati finanziari.

Ma per quanto riguarda tutto il resto del sistema macro-economico, costituito da dinamiche ben più complesse, il QE ha avuto un impatto molto più limitato.

Questo perchè il sistema economico di un Paese, cioè la sua economia, altro non è che un insieme di componenti che non sempre sono in grado di recepire a pieno una reazione indotta dalla politica monetaria varata da una Banca Centrale.

L’economia di un Paese si regge su un insieme di fattori: economici, politici, legislativi e soggettivi.

Infatti, da diversi mesi i banchieri centrali, Draghi in primis, ribadiscono continuamente il Mantra dell’assoluta necessità di sostegno da parte dei Governi, attraverso il varo di politiche fiscali ed economiche che siano di supporto alle politiche monetarie messe in atto dalle stesse Banche Centrali attraverso i QE.

Senza il supporto dei governi, attraverso l’emanazione di leggi e sgravi fiscali, le economie in crisi, che hanno un mercato del lavoro ancora precario e con la deflazione come realtà conclamata,difficilmente riusciranno ad uscire da questo stato crisi in tempi brevi.

Inoltre, aggiungo un altro fattore centrale da monitorare: la fiducia delle persone, cioè i contribuenti & consumatori.

Se le persone, che costituiscono l’asse portante di un Paese e quindi di un’economia, perdono la fiducia e, non sono certi di poter mantenere inalterato il proprio tenore di vita negli anni, perchè non hanno più surplus di reddito, con la pressione fiscale che rimane elevata, si desume che questa moltitudine di persone non spenderà soldi, non farà investimenti e contribuirà, loro malgrado, allo stato di crisi e deflazione del Paese in cui vive.

Quindi alla fine…il gatto è vivo o morto?

 

Riproduzione riservata.

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...