Chi sei tu?

Fatti questa domanda.

Scegli tranquillamente tu il momento in cui fartela, che sia al mattino appena sveglio o alla sera prima di dormire, non ha importanza…vai davanti allo specchio e fattela.

E’ importante guardarsi allo specchio, ed è ancora più importante prendere coscienza di se stessi, delle proprie azioni e delle conseguenze che ne derivano, nel bene e nel male.

Tutti i giorni incontro tante persone, che sia per lavoro o altro non ha molta importanza, ma credo che molte di esse, questa domanda non se la siano mai posta o, quantomeno, non di recente.

Perchè ne sono convinto?…perchè ascoltando quello dicono queste persone, osservando le azioni che queste persone mettono in atto, in qualsiasi ambito della loro vita, bèh non vedo, tra quello che dicono e quello che poi fanno una cosa fondamentale: la COERENZA.

Ovvio, stiamo parlando di persone, quindi per definizione esseri umani fallibili, volubili e talvolta menzogneri, soprattutto verso loro stessi.

Io la domanda “chi sono io” me la faccio tutti i giorni, più volte al giorno e questo mi aiuta a mantenermi in equilibrio tra quello che credo di essere e quello che in realtà sono, tutti i giorni.

La vita ha fatto si che io mi occupi di finanza, una materia difficile, noiosa, ritenuta da molti del tutto inutile se non dannosa e che a nessuno interessa…o quasi.

Ma si sa…il diavolo si cela nei dettagli, ed è proprio quel “quasi” che fa la differenza…tanta differenza…una fondamentale differenza oggi.

In Italia, il detto “prevenire è meglio che curare” non ha mai riscosso molto successo, siamo onesti.

Molto meglio trovarsi davanti al danno compiuto per poi imprecare, lamentarsi, urlare rabbiosamente e invocare l’aiuto di Stato…è così da sempre, lo abbiamo nel nostro DNA, purtroppo.

La questione è tanto semplice quanto scontata, perchè se si lavora per prevenire un danno potenziale, ovviamente non si avrà mai la controprova del danno che si è evitato, in quanto è stato evitato preventivamente…e quindi non è mai accaduto e, siccome non è mai accaduto, non ci avrà arrecato nessuno danno, tantomeno di grave entità, eccovi alcuni esempi?

  • perchè assicurare la macchina?…perchè se faccio un incidente e reco danni altrui ci pensa l’assicurazione…ah già, assicurare l’auto è obbligatorio!!!…altrimenti sai quanti italiani direbbero:”…perchè devo assicurare l’auto, io al volante sono un mago, non faccio mai incidenti”.
  • perchè lavarsi i denti?…per evitare di spendere poi migliaia di euro dal dentista o più semplicemente per igiene personale.
  • perchè tenere a portata di mano un ombrello se le previsioni meteo hanno messo pioggia?…boh fate voi.
  • perchè comprare la cover allo smartphone?…perchè se mai mi dovesse cadere, non butto via centinaia di euro.
  • perchè fare l’assicurazione incendio & scoppio sulla casa che ho comprato col mutuo?…perchè se ti va a fuoco la casa, hai bruciato letteralmente i tuoi soldi che devi continuare a pagare con le rate e non hai più la casa…ma anche qui, per far comprendere questo semplice concetto agli italiani, si è dovuto rendere obbligatoria l’assicurazione incendio & scoppio per chi stipula un mutuo…incredibile!!!

Vedete com’è?!?!…noi italiani siamo un popolo di fenomeni e non solo di poeti, Santi e navigatori.

Della serie, tutti mettiamo in atto azioni per prevenire danni che ci farebbero “male”…alla salute e al portafoglio, ma non abbiamo lo stesso comportamento quando si tratta di proteggere i nostri risparmi e i nostri investimenti, perché?

L’italiano medio proprio non ce la fa a farsi la domanda: chi sono io?

Evidentemente per molti italiani, non è stato sufficiente avere alle spalle 15 anni di fallimenti bancari, societari e grandi crisi finanziarie per  prendere coscienza di quanto sia importante informarsi, conoscere, fare domande e soprattutto cambiare approccio quando si parla di investire i propri risparmi; questo per evolversi, in un mondo in costante evoluzione.

E invece cosa fa il 90% degli italiani?…rimane ancorato a concetti, usi e consumi che sono vecchi, superati, non più utili e divenuti oggi potenzialmente molto pericolosi e dannosi per le proprie tasche, proprio perchè il mondo è cambiato radicalmente.

E in un mondo che si evolve continuamente, si sviluppano nuove modalità, nuovi strumenti da usare, nonchè il modo di lavorare e le leggi che regolano tutto questo, le quali portano ovviamente nuove opportunità a tutto discapito di chi rimane fermo, ancorato e viene inevitabilmente travolto dal nuovo che avanza…si chiama progresso.

E’ proprio questo l’aspetto devastante che fa dell’Italia e degli italiani uno dei paesi più arretrati e più penalizzati da questa crisi economica e finanziaria: il non voler cambiare, costi quel che costi, anche di perdere tutto o quasi.

La gente si dichiara (a parole) molto spaventata e indignata dal fatto che le banche possano fallire e con esse, possano sparire tutti i risparmi di una vita…e poi cosa fa nel concreto per evitare questo scenario?…nulla, tiene i soldi in banca, ovviamente.

La gente si è trovata spiazzata dalla crisi del mercato immobiliare e, non si capacità di come la casa che ha comprato una decina di anni fa a caro prezzo, credendo di fare un investimento redditizio, oggi valga quasi la metà del valore pagato pensando che tanto, il mattone è il mattone e quindi non potrà/poteva calare di valore.

La gente non sa e non vuole sapere che comprando BTP, cioè debito pubblico (…ben il 135% del PIL), compra dei debiti di un Paese soffocato dai debiti stessi, che il risparmiatore contribuisce ad aumentare e, cosa non meno importante, chi investe in BTP oggi non guadagna nulla, anzi, perde soldi, punto.

La gente non vuole sentirsi dire le cose scritte sopra, perchè si sa, danno enormemente fastidio e rendono assai difficile il porsi la domanda: “chi sono io?”…forse qualcuno di voi si riconosce in una delle descrizioni sopra riportate?

…se la risposta è “no” siete l’eccezione che conferma la regola, mentre se la risposta è “sì”…il quadro si complica.

Un rimedio tanto utile quanto necessario, potrebbe essere quello di informarsi, possibilmente in maniera diversa e non solo ed unicamente presso le solite fonti da cui avete preso le informazioni sino ad oggi, ovvero: giornali, tv, banche, amici, parenti, barista e parrucchiera di fiducia compresi…che hanno portato a pessimi risultati, se non del tutto devastanti in alcuni casi.

Cliccate su questo articolo di giornale, dove prenderete atto della differenza che passa tra l’affidarsi ad un professionista certificato, il quale certamente non farà miracoli, come tutti del resto, ma l’alternativa è quella di affidarsi non a un consulente ma, ad un esecutore di ordini, ovvero il dipendente bancario di turno, il qualeper ovvi motivi di stipendio, eseguirà quegli “ordini di scuderia” calati dall’alto del Gotha bancario italiano, che a quanto pare qualche danno l’hanno prodotto sulle tasche dei risparmiatori:

Professionisti

 

Sono mesi e mesi che ci troviamo a fronteggiare mercati difficili e in discesa, con banche fallite e risparmi in fumo, con gente che scappa dall’azionario e si rifugia dove?…già dove?…ditemelo voi, perchè io non ho la risposta, ma altri…hanno le idee molto chiare:

 

Ballarò

 

L’immagine risultante dal sondaggio è imbarazzante, salvo solo coloro che hanno ritenuto un’alternativa valida la pensione integrativa.

Ma tutti gli altri chi sono?…siamo noi, intesi come italiani…siete voi, intesi come risparmiatori e investitori.

Mi chiedo come si faccia a dare ancora delle risposte del genere dopo tutto quello che è accaduto negli ultimi anni.

Prendiamo il classico Sig. Rossi che ha speso 300.000 € in un immobile 10 anni fa: oggi è più spaventato dal -10% fatto dal mercato azionario negli ultimi mesi, piuttosto che prendere coscienza che, se oggi volesse vendere il suo immobile, con ogni probabilità realizzerebbe una cifra intorno alla metà di quanto speso, ergo capitalizzerebbe una perdita intorno al 50%.

Ma tant’è, mica tutti i giorni il Sig.Rossi si prende la briga di andare a controllare sul giornale, sul computer, alla tv o in agenzia di quanto è variato o calato il valore del suo immobile o sbaglio?…mentre con i soldi investiti l’approccio è diverso, diametralmente opposto…quasi morboso. Un giorno si e uno no, il Sig.Rossi va a controllare quanto ha perso o quanto ha guadagnato dagli investimenti.

Della serie: quello che non voglio vedere non lo vedo, per buona pace della coerenza e anche del portafoglio.

Il Sig.Rossi non è spaventato dal fatto di aver perso 100/150.000 € di Patrimonio, rappresentati da un’immobile che, con ogni probabilità non tornerà più ai livelli di prezzo del 2006, mentre invece è preoccupato dal -10% dei mercati azionari che vivono di forti discese e altrettanto importanti recuperi, come storicamente dimostrato dai fatti.

Il Sig. Rossi non è spaventato dal sottoscrivere BTP a rendimento nullo e/o negativo perchè tanto prende la cedola.

Il Sig. Rossi preferisce credere a chi ha contribuito a metterlo in questa condizione, piuttosto che darsi una possibilità alternativa e provare a risolvere parte dei danni patrimoniali conseguiti o potenziali: “se fai le stesse cose, nello stesso modo, otterrai sempre gli stessi risultati”.

Prendere consapevolezza dei propri errori e di una realtà profondamente cambiata, con mercati molto difficili e con il varo di leggi ad hoc sui risparmi e sugli investimenti è fondamentale per poter salvaguardare il proprio Patrimonio per il futuro.

Spesso mi chiedo se la causa maggiore di questi comportamenti autolesionisti e improduttivi sia la paura o piuttosto l’ignoranza in materia finanziaria.

Secondo me più la seconda, perchè la paura si può combattere e comunque la si deve affrontare prima o poi, mentre l’ignoranza, cioè il non conoscere “qualcosa” porta spesso al menefreghismo di comodo, cioè al non curarsi dei propri interessi, aspettando che qualcun altro arrivi a porre rimedio, prima o poi.

Quindi ditemi…a che serve analizzare dati economici, ascoltare Draghi e cercare di interpretare i mercati…badate bene, non per diventare ricchi, ma piuttosto per non essere travolti dalle molteplici criticità che fanno parte del nostro mondo e che potrebbero distruggere i nostri risparmi, se poi alla fine tutto questo non porta nessun cambio di pensiero, approccio e scelte da parte dei risparmiatori stessi?

 

Riproduzione riservata.

 

 

 

 

 

 

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