Dopamina

L’altra mattina mentre ero in macchina, ascoltando radio deejay, ho ascoltato un breve intervento in cui Aldo Rock parlava di dopamina e dei suoi molteplici effetti sul corpo umano e, da buon sportivo quale sono, sono rimasto in ascolto per capire se vi fossero ulteriori novità sulle potenzialità di questa sostanza che ancora non conosco…ebbene sì, ma prima vediamo di capire cos’è e cosa fa la dopamina.

Tutti la cercano, tutti la vogliono, alcuni ne abusano, ma nessuno può farne a meno.

La dopamina è talmente potente, necessaria e vitale che può anche diventare pericolosa, talvolta persino fatale.

La dopamina viene prodotta dal nostro cervello e regola diverse funzioni che stanno alla base della nostra esistenza ma, più semplicemente la dopamina ha il “dono” di gratificarci, facendoci percepire il senso del piacere, in poche parole ci fa stare bene.

Chi di noi non desidera provare piacere?…che sia fisico, mentale o altro poco importa, il senso del piacere è fondamentale per noi, perchè diversamente sarebbe una vita veramente triste & grama.

Ma come in tutte le cose, bisogna avere il senso della misura o, quantomeno non abusarne, soprattutto parlando di dopamina.

Come vi ho appena detto, la dopamina, viene prodotta nel nostro cervello e, il nostro cervello ha l’immenso potere di indirizzare le nostre azioni nel corso di tutta la nostra vita.

Il cervello è talmente potente che se, non debitamente educato, allenato e supportato può portarci ad esagerare, confonderci e condizionare i nostri comportamenti, portandoli all’estremo ed esponendoci a rischi potenzialmente fatali.

Qualcuno di molto famoso ha scritto che :“…la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia…”

Infatti, nel cammino della nostra vita è necessario mantenere questo equilibrio, almeno il più delle volte, perchè diversamente, in un attimo ci si trova in situazioni spiacevoli, quand’anche più grandi di noi e delle nostre capacità di gestione.

La dopamina ci fa stare bene…ci fa stare da Dio…è talmente gratificante che spesso non se ne può fare a meno, anzi ne vogliamo sempre di più, perchè non ci basta mai…cullandoci dolcemente nel suo immenso senso di piacere etereo, sino alla dipendenza.

Più si fa una cosa che induce piacere più dopamina viene rilasciata nel nostro corpo.

Ma siccome il corpo umano tende ad assuefarsi velocemente, ecco che ne serve sempre di più…di più e ancora di più…e per ottenerla dobbiamo spingere sempre più avanti i nostri comportamenti che inducono la produzione dia dopamina.

La dopamina può essere indotta dalla pratica attività sportiva, dal cibo, dal sesso, dalle droghe e anche dalle credenze.

Sapevo dello sport, del cibo, del sesso e anche delle droghe, ma che le “credenze” potessero produrre dopamina assolutamente no.

Cioè, se noi accettiamo consciamente di credere in qualcosa, questa nostra “credenza” ordina al nostro cervello di produrre dopamina in abbondanza, facendoci provare piacere nel pensare che questa nostra “credenza” sia assolutamente essenziale per noi stessi; poco importa se ciò a cui crediamo sia vero, scientificamente provato o, del tutto frutto della nostra fantasia e falso.

E’ pazzesco!!!…o meglio, è pazzesca la forza del nostro cervello.

Un paio di anni fa in America è stato compiuto un sondaggio su una vasta scala della popolazione americana, di tutte le fasce di età e culture, a cui sono state fatte delle semplici domande in merito a quelle che erano le loro credenze.

Bene i risultati sono a dir poco sbalorditivi:

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  • il 70% delle popolazione americana intervistata crede avere pensieri positivi possa influenzare il mondo.
  • il 65% crede che Atlantide sia realmente esistita.
  • il 60% crede al diavolo e ai fantasmi.
  • il 50% crede che il responsabile delle disgrazie del mondo sia satana.
  • il 40% degli americani intervistati crede all’evoluzione darwiniana.
  • meno del 30% degli americani crede che la terra abbia 4,5 miliardi di anni e che l’origine della vita sia dovuta al Big-Bang.

Rimango basito che solo il 40% degli intervistati crede alla teoria dell’evoluzione di Darwin, scientificamente provata, mentre il 60% crede all’esistenza dei fantasmi!!!…ma è un mondo meraviglioso!!!

Quindi siamo portati di più a credere alle cose non provate che a quelle scientificamente provate, per buona pace della razionalità.

E noi italiani come siamo messi?…non credo molto distanti dagli americani, anzi, del resto siamo il Paese della scaramanzia.

Un anno fa scrivevo questo articolo dove cercavo di spiegare come sarebbe cambiato il rapporto banca-cliente-investitore con l’introduzione della legge sul “Bail-in”https://darkpool.eu/2015/01/18/la-mia-banca-e-differente/

Molti di coloro che lo lessero non diedero molta importanza a quanto avevo scritto, declinandolo come una visione troppo rigida, pessimistica e con poche possibilità che il tutto si potesse verificare…tanto le banche mica possono fallire vero?…soprattutto in Italia, dove c’è sempre “qualcuno” che risolve i problemi di tutti…e infatti!?!?

Non sono compiaciuto affatto di quanto accaduto ai clienti investitori delle 4 banche coinvolte nei default, ma credo che questa sia l’ennesima occasione persa per imparare la lezione e capire che un po’ di sana cultura finanziaria è assolutamente necessaria.

Con ogni probabilità se chiediamo a 100 persone come funziona uno smartphone tutti lo sanno, idem se parliamo di argomenti fondamentali per la nostra esistenza come i social network o gli ultimi trend…ma se alle stesse persone chiediamo qual’è la differenza tra un’azione e un’obbligazione, bèh…credo che riceveremmo delle risposte piuttosto curiose se non un silenzio molto esplicativo.

Come ci si può ancora dichiarare inconsapevoli del fattore rischio che ogni investimento porta con sè?…e questo vale non solo in ambito finanziario; ma se escludiamo le persone molto anziane, del tutto ignare di ciò che hanno sottoscritto e che sono state con ogni probabilità truffate, tutti gli altri come possono dichiararsi inconsapevoli e ignari ancora oggi?

Sentire parlare ancora di investitori ingenui e inconsapevoli mi sembra esagerato, soprattutto dopo che negli ultimi 20 anni in Italia qualche precedente di rilievo lo abbiamo avuto: bond Argentina, bond Parmalat, bond Cirio, Lehman Bros., Giacomelli etc…ed erano tutte obbligazioni!!!

Quindi se è vero che dagli errori si impara, allora noi italiani non abbiamo imparato proprio nulla!!!…e perchè?

Perchè l’Italia è quel Paese dove il senso di responsabilità non esiste o, quantomeno non vuole accollarselo nessuno, è sempre colpa degli altri, qualsiasi cosa succeda e quindi, gli altri devono risolvere i miei problemi, punto e basta.

La parola rischio è troppo brutta, pesante e ingestibile perchè venga accettata nel mondo degli “investitori fedeli alla banca”…piuttosto si tende sempre a minimizzare, riducendo il tutto alla solita frase da bar:“…si il rischio c’è…ma vedrai che non succede niente e poi se anche succedesse, vedrai che in qualche modo la cosa si sistema, andrà tutto bene”…come no!?!?…te lo dice la tua banca.

Questo modo di pensare, vivere e comportarsi è assolutamente inaccettabile…e infatti vediamo come si è ridotta l’Italia seguendo questa filosofia di pensiero.

La legge non contempla l’ignoranza.

Se uno conosce le regole si regola, se non le conosce…le subisce!!!…ed è decisamente peggio.

Se la tua banca ti offre un’obbligazione con rendimenti decisamente più alti della media attuale, credo sia logico e normale porsi delle domande su come questo rendimento sia spendibile senza alcun rischio e invece…niente!!!…va tutto bene.

La legge sul Bail-in è stata formulata in sede europea in data 4 novembre 2014 ed entrerà in vigore il 1 gennaio 2016, quindi se qualcuno ne è venuto a conoscenza solo oggi, dopo che 4 banche sono “saltate”…bèh forse è il caso di chiedersi il motivo per cui la vostra banca, quella dove riponete una fiducia incondizionata, dove vi raccontano che va sempre tutto bene…si proprio la vostra banca, la quale dopo che è passato un intero anno non vi abbia ancora informato…forse c’è interesse che rimaniate ignoranti in materia?…forse c’è un leggero conflitto di interessi?…un po’ di coda di paglia?

 

Ma siccome siamo a fine anno, riassumiamo i punti principali di questo 2015, attraverso le domande che più spesso mi sono sentito rivolgere:

  • perchè le borse scendono?…perchè fa parte del “gioco” e forse che forse nel 2015 qualche criticità sui mercati l’abbiamo vista no?
  • perchè il petrolio è crollato?…forse perchè è in atto una guerra di potere e a “qualcuno” da fastidio che gli USA vogliano vendere petrolio & gas all’Europa?
  • perchè le banche falliscono?…perchè sono aziende private e come tali possono fallire, soprattutto se hanno tante sofferenze come la maggioranza delle banche italiane.
  • perchè quest’anno non ho guadagnato?…perchè non è scritto su nessuna pietra che tutti gli anni si possa e si debba guadagnare.
  • perchè la mia banca mi garantisce il 2% senza rischiare?…perchè non chiedi alla tua banca come fa a darti il 2% con i tassi a zero?…c’è forse qualcosa da chiedersi?…qualcosa in più da sapere?…forse sì.
  • perchè la mia banca non mi ha informato sul “Bail-in”?…perchè certe cose è meglio non saperle, tanto mica si avverano.
  • perchè le borse sono scese dopo la BCE e non sono salite dopo il rialzo tassi della FED?…e il rally di Natale? le borse sono scese perchè sono state abituate alla droga della liquidità indotta dalle stesse Banche Centrali, e quindi vogliono solo quella e in dosi sempre maggiori, proprio come un tossico. I mercati non hanno preso bene le decisioni di Draghi, il quale per ora non mette più soldi; quanto alla FED, il rialzo era talmente scontato che al momento non ha prodotto nessuna accelerazione al rialzo. Nonostante i listini siano ancora nella terra di nessuno, sono convinto che i mercati non abbiano ancora prezzato correttamente quanto detto & fatto dalla BCE e dalla FED e quindi sono moderatamente positivo per le settimane a venire.

 

Tutti pretendono delle risposte, ma nessuno si fa delle domande.

 

Nessuno o quasi si è reso conto di quanto sia cambiato lo scenario mondiale in questi ultimi anni, dove si è passati da una realtà dove era tutto sommato relativamente facile “portare a casa il rendimento”, anno dopo anno, sempre e comunque, per di più facendo i soliti e ripetitivi investimenti: il solito conto deposito a 6 mesi, qualche titolo di stato e le obbligazioni della banca sotto casa per incassare le cedole.

Oggi non è più così, anzi è proprio tutto cambiato…e anche molto velocemente, talmente velocemente che ancora tanti investitori non se ne sono ancora resi conto, figuriamoci se hanno valutato le contromosse da mettere in campo.

Con i tassi a zero e tutto ciò che i tassi a zero comportano in termini di effetti collaterali e distorsivi sulle altre tipologie di investimento, con l’introduzione delle leggi sui titoli di stato (c.a.c.s) e sulle banche (bail-in), con una situazione internazionale pronta ad esplodere ogni giorno (Cina, crollo materie prime, VW, terrorismo e tensioni NATO-Russia etc…)…l’italiano medio cosa fa?…pensa sempre e comunque al rendimento…cascasse il mondo deve guadagnare, anno dopo anno, perchè è un suo innegabile diritto ed è pure sancito nella Costituzione…amen.

Perdonatemi se sono drastico, ma questa è la realtà: al 31/12 di ogni anno, l’investitore italiano medio fa il bilancio, tira una bella riga e guarda quanto ha guadagnato e se, nel malaugurata ipotesi questo non fosse accaduto: apriti cielo!!!

Magari, quello stesso investitore italiano medio ha guadagnato il 6% l’anno prima…ma quest’anno niente…e quindi come si fa?!?!…basterebbe fare la media e si accorgerebbe di aver comunque guadagnato il 3% annuo, mica male di questi tempi, dove i soliti investimenti che era abituato a fare rendono zero e le alternative sono per lui troppo rischiose.

Ma non c’è niente da fare…il nostro investitore italiano medio non ha guadagnato nulla e questo lo manda nei matti, pazienza se tutto il mondo intorno è nelle stesse condizioni o quasi…o forse qualche italiano è messo pure peggio con i suoi investimenti in obbligazioni bancarie che non valgono più nulla.

Intendiamoci, parlare di rendimento quando si investono i risparmi è assolutamente corretto, ci mancherebbe.

Ma è altrettanto corretto e doveroso capire dove sono stati investiti i propri risparmi, su quali mercati, con che strumenti e in quale lasso di tempo questi devono “portare a casa” il rendimento…il tutto con il corretto rapporto rischio/rendimento e poche balle.

Ah già che peccato!!!…quasi mi dimenticavo che l’investitore italiano medio non è disposto ad aspettare…perchè deve tirare quella famosa riga il 31/12…prima di andare al cenone dell’ultimo dell’anno…se poi quella riga è nulla o leggermente negativa…allora siamo nella disgrazia più totale…sempre per buona pace della razionalità che le parole “rischio” e “rendimento” portano con se, una collegata all’altra, sempre.

Eh già, perchè ormai non so più come scriverlo: investire non è obbligatorio, ma se un investitore cerca un guadagno, ergo un rendimento, deve essere disposto ad attendere del tempo, quindi ben più di 12 mesi e soprattutto deve essere assolutamente disposto ad accollarsi il rischio che il rendimento possa anche non manifestarsi durante quei 12 mesi, per le cause più diverse; non ultima quella dove se, desidero aspirare ad un rendimento del 3%, devo essere disposto anche a perdere il 3% se le cose non vanno per il verso giusto…questo è il famigerato rapporto rischio/rendimento o se preferite, grado di rischio, o ancora, la volatilità derivante dai vostri investimenti, qualsiasi essi siano.

Oggi non c’è più tempo per investitori old-school, impazienti, improvvisati, ingenui o finti tali; perchè il mondo è cambiato e sta cambiando continuamente ad una velocità tripla rispetto alle nostre vecchie e spesso errate “credenze”, le quali, inebriandoci ancora con tutta quella dopamina legata ai tempi che furono, ci convincono di cose e rendimenti che oggi non esistono più, facendoci fare delle scelte di investimento totalmente errate quando del tutto inadatte alla propria natura di investitore.

La lezione di questi giorni è dura da imparare, figuriamoci da accettare, ma è così, sono pur sempre le lezioni più toste quelle che ci ricordiamo per tutta la vita o no?!?!

Oggi dovete scegliere: proteggere il vostro Patrimonio o, pensare sempre e solo al rendimento.

Altre scelte non ci sono sul tavolo, quindi scegliete, fate il vostro gioco.

O vivete in totale balia del rendimento, in costante affanno tra un mercato e l’altro, tra un +1% che ha fatto la borsa oggi e il -1,5% che farà domani, alla continua ricerca dell’investimento perfetto sul mercato perfetto, che esiste solo nelle favole che voi stessi vi raccontate per convincervi di abitare in un mondo ideale e per questo privo di rischi; oppure, cercate di guardare un po’ più avanti, cercando di pianificare per quanto possibile un minimo di strategia che vi consenta di limitare i danni, di proteggervi dai cambiamenti che inevitabilmente ci saranno, o nei momenti più difficili da sopportare sui mercati…quei momenti in cui la realtà supera la vostra fantasia di abitare un mondo perfetto, dove i vostri risparmi sono sempre & comunque immuni da tutto, in una parola: protezione.

E badate bene che protezione non significa totale immunità dal pericolo o dal danno causato.

Protezione significa piuttosto limitare i danni che un evento imprevisto può provocare, danni che potenzialmente potrebbero risultare fatali dal punto di vista finanziario, se non aveste avuto queste protezioni.

Ma se non proteggete il vostro Patrimonio da ciò che potenzialmente lo potrebbe distruggere, riducendolo ad un misero pezzo di carta in un sol giorno…bèh…spiegatemi poi come farete ad ottenere quel dannato rendimento che tanto bramate…partendo dal nulla che vi rimane.

Perchè un anno senza rendimento o in leggera flessione non piace nessuno, ma si può lavorare per recuperare, ma se non hai più il capitale?…di cosa stiamo parlando?

Nei vecchi film western i banditi recitavano:“…o la borsa o la vita”.

 

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