Precious

Siamo a novembre e sembra di essere a maggio, almeno per quanto riguarda il meteo.

Dicono che non ci siano soldi in giro eppure si vendono auto…e molto più di ieri quando di soldi ce n’erano di più.

Il mondo è popolato di pazzi che si sparano addosso, che ne combinano di tutti i colori, che vogliono convincerci che domattina non sorgerà il sole e quindi tanto vale farla finita qui…ma per fortuna c’è anche tanta gente che fa delle belle cose e guarda avanti.

Mi hanno insegnato che le “cose preziose” vanno conservate con cura, senza lasciare nulla al caso, pena la loro perdita.

Di solito le “cose preziose” ci vengono tramandate, qualche altra volta invece siamo noi a scoprirle e accudirle per donarle poi a una persona cara.

Non sempre le “cose preziose” sono materiali, anzi, spesso sono immateriali, impalpabili a prima vista e soprattutto agli occhi altrui, ma fondamentali per noi, per la nostra vita.

Premesso che è un discorso assolutamente soggettivo, si definisce “prezioso” qualcosa o qualcuno quando lo si “possiede”, solitamente.

Quindi possedere qualcosa di prezioso implica il farsi carico dell’onere del suo valore, che sia di mercato, intrinseco, inestimabile o sentimentale.

Prezioso spesso è sinonimo di fragile, quindi occorrono elevate capacità di gestione per non sciuparne il suo valore.

Ciò che è prezioso per me non lo è per altri e in certi casi non deve esserlo nella maniera più assoluta.

Trascendendo gli affetti, la propria vita e gli oggetti a cui siamo visceralmente legati, cosa ci resta e cosa ci accumuna un po’ tutti sotto questa voce?

Anche qui ognuno di voi avrà la sua risposta giustamente, ma io sostengo che una cosa preziosa, anzi due, che per altro ci accomunano tutti, consapevolmente o meno, sono la CONOSCENZA e la COMUNICAZIONE.

Chi conosce… conosce!!!…chi non conosce…ignora…pazienza.

Tutta la nostra vita si basa sulla conoscenza, che tramite l’apprendimento continuo si tramuta nel corso del tempo in esperienza.

Esperienza…che gran parolone eh?!?!

Esperienza vuol dire tutto e vuol dire niente al contempo…se ci pensate bene quante volte avete usato questa parola nella sua accezione positiva e quante altre, con ogni probabilità molte volte di più…l’avete usata nella sua accezione negativa, nascondendovi dietro di essa per celare una fottuta paura ad affrontare una realtà nuova, magari inaspettata e per questo portatrice di novità, anche indesiderate, dove per “esperienza” avete declinato il confronto.

Bèh ci sono cose che si possono evitare ed altre, ahimè la maggior parte, che non sono evitabili e vanno affrontare, con il prezioso dono della conoscenza.

In quanto alla COMUNICAZIONE, bèh se qualcuno avesse ancora qualche dubbio in merito alla sua fondamentale importanza nel mondo di oggi che vada a chiedere spiegazioni a Facebook, Twitter, Linkedin o Instagram tanto per citare qualche esempio.

Ok basta filosofeggiare, veniamo al dunque.

Parlando di mercati, in soli tre mesi siamo passati dalla paura più profonda al nulla di fatto o quasi, almeno questo guardando ai numeri dei mercati maggiori…e pazienza per coloro che non hanno avuto la pazienza di attendere che la tempesta passasse…perché?

Perchè per l’ennesima volta, chi ha avuto la pazienza di aspettare, tollerando i difficilissimi momenti di elevata volatilità che si era impadronita dei mercati, ma era allo stesso tempo conscio delle proprie scelte di investimento fatte nei mesi precedenti, ha visto il proprio portafoglio recuperare buona parte, se non tutto, di quanto ceduto durante il selloff di agosto.

I mercati hanno rimbalzato, chi poderosamente come lo S&P500 e Nasdaq come se nulla fosse accaduto, chi un po’ meno come DAX, Nikkei, Hang Seng e il nostro MIB; quanto al mercato obbligazionario abbiamo assistito ad un ritorno sui valori max di prezzo e quindi con un ulteriore calo dei rendimenti per i titoli di stato con durata 10y sia sul T-note americano, piuttosto che sul Bund tedesco e sul nostro BTP…valori che in questi giorni stanno leggermente scendendo per prese di beneficio.

Attualmente il T-note 10y americano rende il 2,30% lordo, il Bund tedesco ben lo 0,65% lordo e il BTP 1,75% lordo, sempre a 10 anni.

Per i BTP abbiamo un rendimento negativo sino a 2 anni e per il Bund sino a 7 anni, no comment.

Sul lato emerging bond abbiamo anche qui assistito ad un parziale recupero dei prezzi, segno tangibile che si era esagerato con le vendite e che più di qualcuno sta ricomprando titoli di stato e bond corporate (privati/aziendali) su quei mercati, anche perchè a questi prezzi il rendimento atteso è piuttosto interessante, e questo nonostante l’incombente rialzo tassi USA da parte della FED.

Il $ ha avuto un violento e veloce recupero, che lo ha portato in 20gg da 1,15 a 1,07 contro sulla scia delle dichiarazioni di Draghi prima e Yellen poi: tutti si aspettano molto dalla BCE a dicembre, mentre si aspettano il giusto dalla FED prima di Natale.

Della BCE e delle parole di Draghi ho già trattato nel post precedente a questo, mentre la Yellen ha fatto intendere a chiare lettere che ci sono tutte le intenzioni e i presupposti per un rialzo dei tassi il 16 dicembre prox…Alleluja!!!

Alleluja sì…perchè ormai non se ne può più di tutta questa manfrina che non fa altro che confondere, rimescolare e spaventare i mercati e con loro gli operatori e gli investitori…che alzino questi cavolo di tassi che non se ne può più!!!

“Basta”…nel senso che la FED rialzi pure i tassi a dicembre, ma poi si prenda tutto il tempo necessario per valutare gli effetti che tale decisione produrrà sui mercati, perchè alla fine questo è quello che conta veramente: come la prenderanno i mercati.

Ed è qui che torna fuori l’importanza della COMUNICAZIONE.

La FED deve COMUNICARE chiaramente e senza indugi quelle che sono le sue linee guida e i fattori macro-economici che detteranno le sue decisioni per gli eventuali futuri rialzi dei tassi, cioè il ritmo con cui la FED alzerà i tasssi, questo è il punto centrale di tutta la questione.

Comunicare bene è un vantaggio, comunicare male è un disastro.

Da qui a dicembre è facile attendersi mercati incerti, più propensi alle vendite che agli acquisti, perchè ancora non è dato sapere in che modo si muoverà la BCE e se ciò che farà sarà sufficiente a sterilizzare il pathos indotto dal rialzo tassi FED.

La cosa che mi fa più sorridere è che ad agosto i mercati sono crollati per una Cina incapace di crescere al 7% (tanta roba)…e a distanza di solo un paio di mesi ecco che la Cina cresce “solo” del 6,9% (tanta roba ugualmente)…e quindi?…tutto questo casino per un misero ed insignificante 0,1% di differenza?…dai su siamo seri, se questo è il problema, allora non c’è alcun problema, ma piuttosto una presa per i fondelli.

Io non ho dati certi sul ritmo di crescita cinese, ma come sapete ritengo sia insostenibile un trend elevato nel lungo periodo, dove un assestamento anche se su % stellari è quantomeno fisiologico e positivo. La Cina ha qualche problema di transizione, da economia unicamente votata all’export ad un’economia maggiormente attenta anche ai consumi interni; per fare questo occorre tempo (anni) e riforme (tante)…oltre che la volontà di accettare un momento di relativa “calma” sul fronte economico.

Un’altra conferma che è stata una presa per i fondelli risiede nei valori attuali del cambio €/Yuan cinese, tornato agli stessi livelli pre-crollo di agosto, mentre è rimasto ancora alto nei confronti del $, in quanto valuta di riserva.

In estate abbiamo avuto rispettivamente Cina e USA come criticità per i mercati, ora abbiamo USA e Cina con in mezzo l’Europa che nei prox mesi ci diranno di cosa e quanto dovremmo preoccuparci e di conseguenza dove andranno i mercati.

La CONOSCENZA di come si comportano e di come si sono comportati i mercati l’abbiamo maturata e la coltiviamo quotidianamente, mentre la COMUNICAZIONE con cui i mercati e i loro attori si rapportano con noi/voi è ancora molto debole, confusa e a tratti intermittente.

Siamo costantemente bombardati da news, analisi e previsioni, ognuna delle quali ha la sua validità e la sua influenza, ma che tutte insieme confondono, non poco.

Mi limito a constatare quelli che sono i mercati che offrono ragionevoli opportunità di rendimento in relazione al loro rischio attuale per i prox 12-24-36 da quelli che invece non hanno nulla da offrire già in partenza, chiaro?!?!?

Al momento rimango fedele all’idea che per affrontare gli scenari proposti dai mercati di oggi, bisogna essere prima di tutto consci e disposti ad accettarne le conseguenze, soprattutto quelle negative, che spesso sono del tutto nuove e senza precedenti alcuni, perchè quando uno scenario è nuovo…è nuovo.

Nessuno prima si è dovuto confrontare con la realtà-non-realtà dei tassi a zero e quindi nessuno è in grado di ponderarne gli effetti collaterali che andranno ad impattare sui vari mercati finanziari ed economie sottostanti.

Vi piace questo nuovo mondo?…a me neanche un po’, ma non posso cambiarlo, al limite cerco di conoscerlo e di comunicare con lui.

Se non vi va di farlo, perchè non ne avete le capacità o più semplicemente non ne avete voglia, sappiate che c’è sempre chi verrà in vostro soccorso a braccia aperte…ascoltate i Guru…seguite i Guru e vedrete che avrete risolto tutti i vostri problemi…quelli finanziari certamente…o quasi.

 

Vi lascio con due figure: la prima prende in esame l’andamento dello S&P500 e vi mostra i suggerimenti di 6 Guru finanziari, i quali dopo il crollo di agosto non hanno perso occasione per  sconsigliare di comprare azionario, ognuno con le sue rispettabilissime motivazioni pseudo-catastrofiche, e infatti…

La seconda figura, mostra il rapporto rischio/rendimento desiderato dagli investitori americani, il quale ci dice che gli americani (ma noi non siamo assolutamente differenti) desiderano un rendimento parametrato al rendimento dell’azionario USA, quindi in un range del 8/12%; mentre alla voce “rischio tollerato” vediamo che sono disposti ad accettare un grado di rischio molto limitato, che si va a collocare a metà tra il rischio di investire in un titolo di stato a 10 anni e il rischio del mercato immobiliare, questo almeno nella loro percezione.

Quindi gli impavidi investitori americani bramano un rendimento eccellente, ma non sono disposti a correre rischi in egual misura, insomma…l’atavica solfa del voler fare le nozze coi fichi secchi.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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