Dismaland

Preferite le favole o la realtà?…meglio le prime che ne dite?

Chiunque di voi sia mai stato o abbia accompagnato un bambino a Disneyland avrà certamente visto negli occhi dei più piccoli il significato della parola “stupore”…del resto stiamo parlando del meglio che un bambino e forse anche un adulto può vedere e immaginare pensando ad un mondo fantastico, edulcorato, magnifico e per questo effimero.

Noi umani abbiamo costantemente bisogno di illuderci, sognare, fantasticare e perderci alla ricerca di una realtà ideale per noi e per coloro a cui vogliamo bene, non c’è nulla di male, anzi.

Semmai il problema si pone nel momento in cui si devono fare i conti con la realtà, spesso diversa, meno luccicante e più squallida: Dismaland per l’appunto.

Infatti praticamente tutti hanno sanno cos’è Disneyland e quasi nessuno conosce Dismaland…la prima rappresenta un sogno, la seconda la realtà.

Dismaland è come un pugno nello stomaco, una visione onesta, chiara e spietata di quello che è il nostro mondo se visto e considerato per quello che è, senza censure o inutili preconcetti, ad occhi aperti.

Per quanto mi riguarda è sempre più difficile orientarsi sui mercati, perlomeno questi mercati, quelli di oggi, quelli influenzati dalle Banche Centrali (BC) e manipolati dai sistemi di High Frequency Trading (HFT) usati dai Market Maker (MM), due su tutti Blackrock e Goldman Sachs.

E’ un po’ come l’autunno, dove non sai mai come vestirti, perchè al mattino quando la luce è ancora quasi del tutto assente e la nebbia inizia a impadronirsi della scena e fa piuttosto freddo,  ma poi ecco che ora dopo ora spunta un sole che scalda ancora parecchio e verso mezzogiorno ti ritrovi accaldato, con il rischio di prenderti i primi malanni di stagione, capita.

L’autunno sui mercati è per definizione la stagione che più si presta alla conferma di scenari difficili, volatili, che fanno cadere più di qualche foglia…ops intendevo dire mercati.

Già veniamo da un’estate che definire torrida è riduttivo, sia per il clima, sia per come sono andati i mercati tra giugno e settembre, e quindi ora che siamo alla fine di ottobre, abbiamo davanti quel che resta dell’anno, due mesi per dire se il 2015 sarà stato l’ennesimo anno favorevole per i mercati o se, invece è l’anno della svolta, del turning point, da mercato rialzista a mercato ribassista o per dirla in modo più figo da bull market a bear market.

I mercati azionari sono andati a ri-testare il minimo fatto ad agosto, in data 29 settembre, proprio mentre scrivevo l’ultimo post del blog e da quel giorno sono risaliti sensibilmente, segno che il doppio minimo è servito a sanare gli eccessi accumulati dai listini azionari in mesi e mesi di salita.

Che i mercati abbiano dato segni di vita, annullando in buona parte il selloff di agosto è cosa buona, soprattutto perchè questo significa aver metabolizzato, almeno in parte, tutta la negatività indotta dai dati cinesi, al mancato e atteso rialzo tassi FED, sino allo scandalo VW.

Scrivo oggi, a distanza di qualche giorno dalla riunione BCE, nonchè un paio di giorni prima del meeting della FED di mercoledì prox. (28/10) dove tutto è lecito attendersi da parte della FED, compreso un rialzo tassi, anche se io non ci credo, dopo il nulla di fatto di solo un mese fa.

Per una sorta di regola dell’alternanza che negli anni è stata sempre rispettata tra FED e BCE, ora è il momento della BCE e Draghi giovedì scorso lo ha ampiamente confermato durante la conferenza stampa a margine della riunione BCE.

I contenuti e soprattutto il tono tenuto da Draghi durante il question time con i giornalisti è stato chiaro, diretto e perentorio; a me ha ricordato molto il Draghi del “Whatever it takes” di luglio 2012 e infatti i mercati hanno immediatamente reagito, positivamente.

Draghi non si è perso nelle solite frasi di circostanza…di attesa…politicamente corrette e per questo non funzionali in questo contesto economico che si è ampiamente deteriorato da luglio in avanti…giovedì bisognava essere “cattivi” e Draghi lo sapeva e per questo ha usato termini decisi nelle sue risposte alle domande dei giornalisti, in certi casi al limite dell’aggressivo.

Una conferenza stampa di una Banca Centrale non è la conferenza di stampa di Josè Mourinho, dove colui che parla deve per forza dire banalità o dare spettacolo attirando l’attenzione su se stesso per distogliere la platea dei giornalisti da quelle che sono le reali problematiche del momento…Draghi questo non lo fa, non lo ha mai fatto e credo che mai lo farà.

Piuttosto ha capito benissimo che era giunto il momento di cambiare marcia, passando dal “wait & see” al “work & assess”, come lui stesso ha detto…e questo è tanto.

Della serie: la BCE ha capito benissimo che l’Europa è ancora in difficoltà, compressa in un sandwich economico-finanziario tra USA e Cina, dove la nostra atavica frammentazione commerciale e mancanza di coesione in termini di politica economica sono il tallone d’Achille per un ritorno alla crescita duraturo e sostenibile.

Aggiungeteci che il QE messo in campo 6 mesi fa non ha portato i risultati auspicati e che, nel contempo l’Europa è tornata in deflazione e capite bene il perchè dei toni “aggressivi” tenuti da Draghi giovedì scorso.

Draghi ha detto che da dicembre la BCE amplierà il proprio QE, sia in termini qualitativi che quantitativi, proprio per far capire che farà qualsiasi cosa per far uscire l’economia Europea dalla tristezza economica in cui versa, da anni.

Work & assess…ovvero…lavorare & valutare è sostanzialmente molto differente dall’approccio tenuto sino ad oggi, cioè quello del “siamo pronti ad intervenire se necessario”…adesso è necessario, punto.

Se settembre è stato il mese della FED, dalle cui labbra pendeva il mondo intero e nulla è stato fatto…ottobre, per quella regola dell’alternanza che vi andavo dicendo è stato il mese della BCE, la quale ora si fa carico delle sue responsabilità tramite le sue scelte messe in campo a marzo e che verranno implementate a dicembre.

Dalla riunione FED di mercoledì prossimo (FOMC) mi aspetto la conferma del nulla di fatto di settembre, ovvero che i tassi non verranno rialzati, rimandando la scelta a dicembre o forse anche a marzo 2016.

Statisticamente parlando, a dicembre la FED non ha mai alzato i tassi, vuoi per non interferire con la stagionalità che spesso (…non sempre) aiuta i listini azionari con i rally di fine anno; vuoi perchè se troppe aspettative si riversano sul FOMC del 16 dicembre i mercati rischiano di arrivarci col fiatone e con il contestuale timore che forse è meglio arrivarci scarichi di azionario e bond per poi riparlarne nel 2016.

Io penso che la FED mercoledì prox. non alzerà, rimandando ovviamente le attese per dicembre, ma molta attenzione e attese saranno riposte in ciò che la FED farà trapelare a margine della riunione, dove per altro non è prevista alcuna conferenza stampa, quindi non potremmo ascoltare subito e direttamente le motivazioni della scelta fatta dalla FED stessa.

Certo che le prox settimane saranno piuttosto indicative di quelle che potranno essere le scelte future di BCE e FED, le quali almeno sulla carta hanno obiettivi diversi: la BCE, come primo target ha l’uscita dalla spirale deflattiva con contestuale ritorno alla crescita; mentre la FED ha tutto l’interesse a non far deragliare i mercati internazionali (americano in primis ovvio) e non avere un $ che si rafforzi troppo e troppo velocemente, questo per non innescare un movimento impulsivo e pericoloso di uscita di capitali dai paesi emergenti, i quali avendo il loro debito legato al $, di fronte ad un ulteriore rafforzamento del biglietto verde verso le proprie monete avrebbe un peso enorme da sostenersi, proprio in un momento di debolezza dei mercati, sia azionari che obbligazionari, specialmente sulle economie emergenti.

Dopo le parole di Draghi, l’ si è indebolito sensibilmente verso tutte le principali monete e non, verso dollaro in primis.

In questo momento ci sarebbe bisogno di stabilizzazione, soprattutto sul mercato dei cambi (FOREX) dove negli ultimi mesi si è scatenata una guerra senza esclusione di colpi tra le grandi valute mondiali.

Ribadisco la mia view: andare contro ai mercati quando sui mercati stessi sono presenti e attive tutte le principali BC potrebbe rivelarsi un gioco molto pericoloso, come per altro è altrettanto pericoloso il “gioco” messo in campo dalle BC stesse, attraverso i vari QE.

Col senno di poi siamo tutti capaci di sputare sentenze…ma ricordarsi che a maggio, la Yellen diceva “i prezzi delle borse sono alti”

Io non so se la Yellen sapeva già come stavano le cose e se, con quella frase intendeva mandare un monito ai mercati e agli investitori, ma certo è che da quando ha detto quella frase, i mercati di certo non sono più saliti, anzi.

Poi dal vedere i prezzi delle borse alti…ad avere un selloff globale ce ne passa o forse no?!?!

Ancora una volta vi invito a riflettere che per investire su mercati come quelli di oggi, cioè inondati dall’enorme liquidità delle BC, con correlazioni mai viste prime tra le diverse asset class di investimento e non ultimo con la logica-non-logica dei tassi a zero…si debba accettare il fatto che di fronte a scenari senza precedenti ci si debbano attendere effetti collaterali senza precedenti, sia quando i mercati salgono, sia e sopratutto quando questi scendono.

Ad oggi…il mese di dicembre si preannuncia molto caldo, con BCE che si muoverà certamente e FED che ancora naviga a vista.

Questo scenario sottopone i mercati, gli operatori e gli investitori ad doppio stress-test da cui i mercati prenderanno una direzione, quale?

E’ ancora presto per cantare vittoria e dire che il peggio è alle spalle, anche se “molto” è passato o mi piace pensare che così sia, visto tutto ciò che si è abbattuto sui mercati in soli 3 mesi, da giugno a settembre; ma se è ancora presto per tornare ad essere rialzisti ad oltranza, lo è altrettanto per coloro…e sono tanti, che erano saliti sul carro dei catastrofisti, affrettandosi a professare scenari al limite dell’Apocalisse finanziaria.

Quest’ultimi, cioè quelli del vendi tutto e compra BOT allo 0,007% lordo” che poi sono gli stessi a cui molti di voi prestano attenzione, forse troppa, sono sempre lì, con gli stessi metodi e con la verità in tasca, la quale ovviamente cambia di giorno in giorno e pazienza se questo vi disorienta un po’…tanto i soldi in ballo sono i vostri e con loro non avrete mai l’occasione per confrontarvi e il coraggio per lamentarvi del consiglio dato.

Io non so se davanti abbiamo mercati che saliranno o scenderanno, più semplicemente guardo, penso e lavoro per ridurre al minimo le possibilità di andare incontro a perdite importanti in ptf in seguito a scenari come quelli vissuti in agosto.

Ovviamente a nessuno piace perdere, tantomeno quando si parla di soldi, ma un vecchio saggio diceva che “…partita finisce quando arbitro fischia” e quindi se dopotutto riesco ad avere un ptf che durante una tempesta perfetta non viene travolto e spazzato via dal crollo dei mercati, significa che ho lavorato comunque bene. Bene perchè poi in seguito, quando le acque si saranno calmate, avrò ragionevoli possibilità di recupero e rendimento qualora i mercati tornassero a salire.

Avere un ptf che sia sceso meno della media del mercato è possibile solo se a monte si è pensato e lavorato in modo diverso dalla massa…quella massa che prima vede tutto bianco e poi tutto nero; io semplicemente non sono stato eccessivamente ottimista prima e catastrifista poi, perchè se avessi ragionato in questo modo, oggi sarei stato completamente investito, distrutto e spazzato via dalla tempesta perfetta che ha colpito i mercati in agosto.

(…ricordo che per guadagnare x% bisogna essere disposti a perdere x%, si chiama rischio, il quale è intrinseco non solo alle attività di investimento, ma anche a tutto ciò che ci circonda e che facciamo quotidianamente nella vita di tutti i giorni…dove le uniche variabili veramente fondamentali sono le nostre capacità (personali ed economiche) è il tempo che abbiamo a disposizione o che ci siamo dati per raggiungere il nostro obiettivo finale.)

Fare questo non è facile, credetemi.

Provate a chiedere ad un meteorologo di farvi una previsione attendibile al 100%…tutti ve la fanno ma nessuno ve la garantisce.

Perchè se nessuno è in grado di garantire al 100% una previsione meteo, nemmeno per domani, nemmeno con l’ausilio di satelliti e computer che fotografano l’evolversi della situazione. Tantomeno vi verrà garantita l’entità delle precipitazioni e i danni che ne conseguiranno anche in caso di previsione azzeccata.

Invece si pretende da chi lavora sui mercati di prevedere come andranno le cose non solo domani, ma tra mesi e anni, in modo da fare scelte di investimento sicure ed profittevoli…come no?!?!

Dov’è che voglio arrivare?…voglio arrivare a dire che si può anche prevedere che piova, sia sulla Terra che sui mercati…può piovere anche intensamente e con temporali violenti, ma nessuno è in grado di conoscere in anticipo quanto pioverà e se il temporale distruggerà la zona dove si abbatte o viceversa, se un Uragano come quelli di 2 giorni fa in Messico inizialmente di categoria massima e quindi potenzialmente catastrofico in sole 24 ore è stato declassato a tempesta tropicale…non certo catastrofica!!!

In questo momento…dove tutti cercano una guida…una verità o più semplicemente un consiglio…mi ritorna in mente questo ritornello…basta seguirlo alla lettera per fare la mossa giusta:

Should I stay or should I go now?
Should I stay or should I go now?
If I go there will be trouble
An’ if I stay it will be double
So come on and let me know…

 

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