Grand Banks

Grand Banks è un luogo che solo a pensarlo fa tremare i polsi a chi naviga per mare, soprattutto a quei temerari pescatori che a costo della loro vita solcano quelle acque alla ricerca dei grandi pesci spada che tutto il mondo richiede e che possono fruttare una fortuna.

Grand Banks è una zona a est del Canada,  nel nord dell’Oceano Atlantico, dove non solo le acque sono insolitamente basse, ma soprattutto dove si incrociano due potenti correnti; da sud la potente e calda corrente del Golfo si va a scontrare con la fredda corrente del Labrador proveniente da nord.

Lo scontro fra queste due correnti contrapposte, sia per verso che per temperature, viene acuito dai bassi fondali dei Grand Banks, rendendo questa zona una delle più pericolose al mondo per la navigazione.

Ma nonostante la sua pericolosità, il conto salato in termini di barche affondate e vite perse, Grand Banks è sempre affollata di pescherecci e pescatori alla ricerca di pesce, in altri termini reddito.

Uso nuovamente questa metafora di Grand Banks, per cercare di spiegarvi cosa è accaduto da agosto ad oggi e, quanto di questo è imputabile alle scelte delle Banche Centrali.

Per una FED che prima o poi alzerà i tassi (corrente fredda)…abbiamo diverse altre Banche Centrali come la BCE, PBOC e la BOJ che invece stanno continuando ad inondare i mercati di liquidità (corrente calda)…e questo scontro ideologico…questa diversità di intenti, almeno all’apparenza, crea difficoltà di interpretazione sui mercati e agli investitori.

Non c’è peggior cosa che confondere i mercati, non fornendo loro chiavi di lettura attendibili, qualsiasi esse siano.

Avevo concluso il mio ultimo post con questa frase:“Vorrei ma non posso…avere la bacchetta magica…o più semplicemente dirvi che sarà facile da qui in avanti”.

E infatti lo scenario attuale dei mercati è tutt’altro che facile, sia per andamento, decisamente negativo, sia per la perfetta correlazione che ha colpito tutte la asset class di investimento (bond governativi esclusi)…sia soprattutto per le difficoltà di interpretazioni future su dove andranno (forse) i mercati.

Quindi abbiamo assistito ad una tempesta perfetta?…assolutamente si.

Del resto in soli 3 mesi non ci siamo fatti mancare nulla:

  • Grecia.
  • rallentamento economia cinese.
  • ripetuta svalutazione Yuan.
  • contestuale crisi Paesi Emergenti, i quali sono collegati con cordone ombelicale alla Cina.
  • ulteriore deprezzamento delle materie prime, che a loro volta vengono utilizzate dai Paesi Emergenti e Cina per produrre.
  • enormi aspettative riposte nella decisione della FED se alzare o non alzare i tassi di interesse in America per la prima volta dopo 10 anni, e dopo 6 anni di tassi a zero, risultato: nulla di fatto.
  • scandalo Volkswagen.

 

Manca qualcosa?…

Manca sempre qualcosa, del resto viviamo in un mondo imperfetto, ma che quando le cose vanno male, possono sempre andare peggio, quindi vediamo di non essere eccessivamente pessimisti e guardiamo avanti, molto avanti.

Quanto hanno influito le decisioni delle Banche Centrali su quanto è accaduto sui mercati?…parecchio.

La settimana scorsa,  doveva essere quella che avrebbe dato chiare indicazioni ai mercati, in quanto durante la riunione della Banca Centrale americana (FED) tenuta il 17 settembre tutto il mondo si aspettava una decisione di rialzo tassi…che puntualmente non è stata presa, come avevo scritto nel precedente post “Vorrei ma…non posso!!!”.

Per quanto mi riguarda è stato un errore, perchè tutto il mondo finanziario si aspettava il rialzo e lo aveva già ampiamente prezzato sui valori dei mercati azionari, bond e valute.

Certo, con ogni probabilità l’ufficialità della decisione avrebbe dato il “là” a ulteriori vendite e/o comportamenti speculativi, soprattutto sui mercati emergenti e valute, anche se credo che dopo un primo momento di emotività e quindi di carattere prettamente speculativo, i mercati avrebbe metabolizzato il tutto e amen.

Il fatto di non voler alzare i tassi implica diverse interpretazioni e non fa altro che aumentare spasmodicamente le aspettative dei mercati nei confronti delle scelte della FED, la quale si è messa sempre più all’angolo, da sola:

  • non ha alzato i tassi per evitare danni maggiori sui mercati, emergenti in primis; quindi ha implicitamente ammesso che i mercati navigano in acque agitate.
  • non ha alzato i tassi perchè per farlo aveva bisogno di due indicatori positivi: disoccupazione stabilmente sotto al 6% e siamo al 5,1% ma con ancora una qualità degli occupati e dei salari non a regime; l’altro indicatore è l’inflazione, piuttosto lontana dal target del 2%. Quindi la Yellen si è aggrappata anche a questo per decidere di non decidere.
  • non ha alzato i tassi per non rafforzare il $ e quindi non penalizzare l’export delle Aziende americane.

 

Come detto i mercati erano pronti, preparati e a questo punto perchè non accontentarli?…perchè non dare loro quello che si attendevano da mesi e mesi?

Non c’è peggior cosa di non dare ai mercati quello che questi si attendono, almeno questa è la regola dei mercati di oggi, quelli comandati dalla Banche Centrali.

Da un Capitano ci si aspetta che prenda delle decisioni, anche gravose…ma un Capitano deve sobbarcarsi l’onere delle responsabilità.

Il Capitano in questione, la FED, ha scelto di non prendere una decisione e con il suo non rialzo dei tassi, ovvero rimandare la decisione ai prox mesi corrisponde ad un nulla di fatto.

Risultato?…i mercati non l’hanno presa bene, anzi sono ulteriormente scesi e ancora una volta lo hanno fatto all’unisono: azionario, bond, materie prime e valute.

Sono scesi proprio perchè non hanno ricevuto le indicazioni sperate…la reazione dei mercati è stata paragonabile ad essere su una barca che naviga in acque molto mosse, dove tutto l’equipaggio attende le decisioni impartite dal Capitano su quale rotta intraprendere…e questi non prendere nessuna decisione…quindi la barca, ovvero i  mercati, sono in totale balia delle onde e della tempesta.

La Yellen doveva alzare i tassi e poi mandare un chiaro messaggio ai mercati, dicendo loro che questo primo rialzo era dovuto e peraltro preannunciato con largo anticipo ma, che poi per procedere con ulteriori ed eventuali altri rialzi, avrebbe atteso dati su occupazione e inflazione positivi e confermati nel tempo…in poche parole:“alziamo i tassi come promesso, ma poi attenderemo dati sull’inflazione conformi al nostro target del 2% prima di procedere con nuovi rialzi”.

Ovviamente non è un messaggio facile da veicolare ai mercati, ma doveva farlo.

Infatti ai mercati non interessava tanto il rialzo in sè…del resto passare dallo 0,25% allo 0,50% cosa cambia in termini pratici?…quasi nulla, soprattutto se lo vai promettendo da oltre 1 anno.

Piuttosto volevano capire il ritmo a cui si sarebbero susseguiti i futuri rialzi dei tassi, per capire cosa vendere (azioni, bond emerging e valute contro $) e cosa comprare (Treasury americani, $).

Quindi il 17 settembre doveva essere il D-day e invece…

Quest’ultima settimana di settembre si è aperta con lo scandalo Volkswagen, le cui ripercussioni sono ancora tutte da valutarsi.

Mercoledì ha parlato nuovamente Draghi, il quale ha detto che è ancora presto per valutare un’implementazione del QE, perchè prima bisogna attendere le stime di crescita e inflazione per capire meglio su che leve agire, quindi BCE ancora una volta attendista, male.

Male perchè Draghi dovrebbe sapere che più tardi si somministra una medicina, minori sono le possibilità che questa faccia effetto.

La BCE è stata l’ultima Banca Centrale a fare un QE, quindi chi tardi arriva peggio alloggia, regola che vale sopratutto sui mercati, dove il timing ha la sua importanza.

Non è accettabile che Draghi dichiari davanti al Parlamento UE che prima di aumentare la dose di QE deve attendere la conferma che l’Europa sta ricadendo in deflazione e che abbiamo una crescita anemica…non possiamo permetterci il lusso di attendere, non ce lo siamo mai potuto permettere.

Se alla BCE hanno pensato che il QE sia l’unica soluzione rimasta per uscire dalla crisi,  giunti a questo punto,  la BCE stessa non deve esitare ad aumentare la dose del QE, sia sul lato quantitativo che qualitativo nel più breve tempo possibile, che sarà sempre tardi.

Ieri sera, giovedì 24 settembre, una stanchissima Yellen è tornata a parlare ai mercati, dichiarando apertamente che sia lei che diversi membri della FED:”si attendono un rialzo dei tassi entro la fine dell’anno”, quindi ha capito l’errore di comunicazione commesso solo una settimana fa.

Il rialzo tassi può arrivare il 29/10 o al più tardi il 16/12 in occasione delle prox riunioni della FED.

Nel frattempo i mercati azionari, chi più chi meno, sono andati a ri-testare i minimi del 24 agosto, che dal punto di vista tecnico è lo scenario per:

1- risalire gradatamente nei prox mesi.

2- se i minimi non tengono e vengono violati al ribasso, il mercato diventa ribassista o Bear Market e quindi addio sogni di gloria.

 

Io propendo per l’opzione n°1 al 70%, perchè con ancora tutte le Banche Centrali attive sui mercati l’opzione n°2 è di più difficile attuazione.

Da quando siamo entrati in questa crisi e da quando le Banche Centrali hanno interferito con i mercati con i loro vari QE, si sono andate via via modificando anche le chiavi di letture dei vari scenari, sia positivi che negativi, soprattutto dal punto di vista della loro durata.

Quindi non escludo che lo scenario di mercati ampiamente negativi che viviamo da giugno possa essere in dirittura d’arrivo, mentre in passato, quando abbiamo assistito a sell-off come quello di agosto, ci sono voluti 6-12 mesi almeno per recuperare almeno in parte quanto perso.

Così come non escludo che, qualora i mercati dovessero continuare a scendere e le rispettive economie a frenare, prossimamente potremmo anche assistere ad un QE4 da parte della FED.

Provate a pensare a questo scenario da fanta-finanza: la FED alza i tassi e da ai mercati quanto promesso e poi, una volta confermato che senza il sostegno delle Banche Centrali i mercati non vanno da nessuna parte…ecco che vara l’ennesimo QE, cioè quello che i mercati vogliono.

Questa sarebbe la ciliegina sulla torta…la pistola fumante…la prova provata…che i “tassi-a-zero-per-sempre” non risolvono nulla, anzi, portano i mercati a collassare su loro stessi.

Tutti e dico tutti sono alla ricerca di rendimento, sempre e comunque, anche oggi che tutte le asset class di investimento sono scese pesantemente.

Molti risparmiatori non accettano il fatto che in un mondo dove tutto scende di prezzo, forse conviene accettare l’idea che è meglio limitare i danni, almeno in un momento come questo e dotarsi di maggiore pazienza rispetto al passato, perchè i “nuovi” mercati finanziari sono molto differenti rispetto a qualche anno fa, dove un’ancora di salvezza la si poteva sempre trovare su qualche mercato, ma oggi con i tassi a zero come si fa?

Ok, alcuni diranno che meglio il rendimento nullo del cash o del “cash is king” che perdere, corretto…a patto di avere dalla porpria parte la palla di vetro e il senno di poi.

Io però pongo un’altra domanda ai fedelissimi del cash e del senno di poi: quando è il momento giusto per rientrare sui mercati?

Fino a fine luglio era tutto un fiorire di esperti, giornalai e baristi che consigliavano come unica soluzione quella di comprare azioni, senza dubbio alcuno…ora gli stessi si rimangiano il tutto come nella migliore tradizione.

Stiamo navigando in mezzo ad acque molto agitate, chi saprà navigare in queste acque riuscirà a portare a casa non solo un buon risultato ma anche molta più consapevolezza di cosa significhi investire oggi ai tempi delle Grand Banks.

Wake me up when September ends.

 

Riproduzione riservata.

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...