The Gambler

Oh ma mai una volta che qualcosa sui mercati vada per il verso auspicato, quello più semplice…poi che sia anche il verso giusto…bèh è da vedere.

Sembra quasi che il destino ci goda a prendersi gioco di me, di voi, e di tutti gli altri comuni mortali non appartenenti ad una qualsiasi èlite sociale non meglio auspicata, ma che sono sicuro esiste da qualche parte.

Che il mondo non sia un luogo facile da abitare è assodato: troppa gente, troppi interessi, troppa gente disposta a tutto per tutto…insomma un gran bel casino.

Se fossi un allenatore di una squadra di basket, quindi di uno sport estremamente appassionante, che si presta quasi sempre a incredibili colpi di scena, dove nessun risultato è mai acquisito sino all’ultimo secondo di ogni partita, dove la strategia di difesa è più importante di quella di attacco…bèh allora potrei utilizzare una tecnica molto comune e sempre in voga: primo prenderne il meno possibile, cercando di non concedere spazi di tiro facili ai miei avversari, limitandone il raggio d’azione al minimo indispensabile, costringendoli ad attacchi difficili e dalle scarse probabilità di successo.

Se si è consapevoli di non essere la squadra più forte, quella piena di fuoriclasse, dotati di grande esperienza, ecco che un’ottima scelta, se non altro avveduta e quella che cerca innanzitutto di limitare i danni.

Quindi si approccia la partita in modo attento, vigile e guardingo, pronti eventualmente a chiudersi a riccio o a testuggine se le circostanze lo richiedono…sotto l’assedio dell’avversario, che tenterà di colpirci e farci male da ogni posizione, in quanto tecnicamente dominante.

D’altronde per chi teme il peggio in termini di risultati possibili ha unicamente un obiettivo, uno e uno solo da raggiungere: salvare il salvabile e salvare se stessi e la propria squadra da una potenziale dèbacle, per poi ricostruire, ripartire e giocare un’altra partita…domani…forse.

Una tattica che solitamente mette in atto chi pensa solo a difendersi, perchè teme così tanto l’avversario da non pensarci nemmeno ad impensierirlo, attaccandolo, è quella di resistere, difendendosi in modo ordinato e convinto quanto più possibile, nel tentativo di sfiancare le forze nemiche, facendole letteralmente rimbalzare sul muro erto a difesa della proprio fortino.

Se la difesa è ben organizzata e condotta senza sbavature è facile che dopo ripetuti tentativi, l’avversario, anche se più forte e tecnicamente dotato, possa cadere nella frustrazione di non riuscire a fare breccia sulla linea difensiva impostata, riducendosi ad attaccare a testa bassa, in modo disorganizzato e perdendo di vista le proprie qualità tecniche e di forza, quindi di fatto diminuendo le proprie capacità offensive a tutto favore di colui che si difende.

La tecnica del “primo militare i danni” è sempre molto in voga, in ogni ambito, soprattutto perchè non richiede eccessive capacità tecniche, ma piuttosto una forte convinzione e perseveranza, al limite della testardaggine infinita.

D’altronde questa è una tecnica reattiva e non proattiva, quindi non è richiesta un’azione ma solo una reazione, una ed una soltanto.

Dal mio punto di vista questa tecnica, o meglio, questo tipo di atteggiamento oggi è molto limitante, troppo.

Anche perchè basta anche solo una piccola defezione, una banale distrazione dovuta alla pressione dell’attacco avversario o l’aprirsi di una piccola falla nella difesa, che l’avversario, capace e dotato tecnicamente non esiterà a sfruttare, incuneandosi al suo interno, aprendosi un varco via via sempre più ampio, con effetti devastanti sul risultato finale della partita.

D’altronde non l’ho mica inventato io il detto “…la miglior difesa è l’attacco”.

Ma come si fa ad attaccare un avversario che tecnicamente è più forte e ne ha la piena consapevolezza?

Semplicemente non facendo quello che lui, il nostro avversario, si aspetta che i comuni mortali facciano, ovvero giocare sempre e solo in difesa, rassegnandoci a qualsiasi iniziativa di gioco, subendo e basta.

Facile a parole vero?!?!…molto meno nei fatti, soprattutto quando si ha la consapevolezza della forza dell’avversario che si ha di fronte.

La logica vorrebbe che la prima cosa da farsi quando si è sotto attacco è quella di ripiegare, tornando sui propri passi, nel più breve tempo possibile.

E quando scrivo di tornare sui propri passi, intendo letteralmente, indietreggiando velocemente stando bene attenti a rimettere i piedi sulle stesse impronte che abbiamo lasciato in precedenza, senza lasciare altri indizi della ritirata.

Ovvio che se di fronte abbiamo un avversario serio, quindi non solo preparato tecnicamente ma anche attento, ecco che saprà benissimo dove andremo a nasconderci, ripiegando in ritirata, e qui cercherà di colpirci, facendoci ancora più male qualora ne avesse la possibilità.

Questo è proprio quello che sta accadendo sui mercati da oltre un mese a questa parte, dove i mercati sono oggetto si vendite, discese e storni.

Ma proprio come scrivevo poche righe sopra, l’avversario, ovvero color che muovono le fila dei mercati, intesi come i grandi…brutti, sporchi e cattivi speculatori stanno mettendo in scena una strategia d’attacco basata innanzitutto sulle nostre mosse difensive, intese come quelle che sono le nostre scelte di investimento quando i mercati tendono ad innervosirsi, scendendo di valore per mille motivi: Greciavarie ed eventuali a seguire.

Quindi cosa fa l’allenatore-investitore italiano medio con la propria squadra di investimenti messa in campo nel proprio portafoglio?

Inizia vorticosamente a fare delle sostituzioni sulla base di quello che è l’evolversi del match, che prima vedeva la nostra squadra investimenti in vantaggio, con un margine di diversi punti, ma poi “inspiegabilmente” questo margine si è via via ridotto, sino a pochi punti e quindi, il nostro allenatore italiano medio torna a schierarsi in difesa, con i giocatori di cui dispone, nel più breve tempo possibile, per non vanificare il risultato ottenuto.

Nel basket, avere una “panchina lunga” ovvero tanti giocatori a disposizione da far entrare al bisogno, è un valore assoluto, perchè ti permette di gestire la partita anche dal punto di vista dei falli, ovvero nell’interrompere sistematicamente e continuamente gli attacchi della squadra avversaria, perchè ogni giocatore può spendere 5 falli, dopodichè è out.

Ma se i giocatori rimessi in campo e schierati in difesa sono sempre quelli, cioè quelli più esperti a far fronte ai veloci attacchi avversari, ecco che i nostri difensori dovranno anche stare attenti a non fare troppi falli nel contrastare l’attacco avversario, pena il dover lasciare il campo per limite di falli raggiunti e quindi rendere ancor più facile e deleterio il vantaggio della squadra avversaria.

Ma si sa che non sempre la soluzione più ovvia, semplice e scontata è quella giusta, non questa volta, non per il nostro allenatore-risparmiatore medio.

Quindi cosa è successo e cosa sta accadendo?…su quale scenario sta deviando la nostra partita di basket?…e dire che eravamo anche in largo vantaggio all’intervallo (metà anno).

Succede che siamo tornati sul parquet convinti che si…una reazione da parte della squadra avversaria ci sarebbe stata, inevitabilmente, e che sarebbe stata anche di forza (storno), ma che in ogni caso, visto il nostro grande risultato ottenuto nella prima parte di gara (gen-giu 2015) tutto sommato saremmo stati in grado di resistere, schierandoci in difesa con i soliti giocatori a fare da baluardo, con il solito schema di sempre: vendo azioni—>compro titoli di stato.

Ma come si dice dalle mie parti…le meraviglie si attaccano…e succede che quando si crede di aver messo in campo la miglior difesa possibile, questa fa acqua da tutte le parti, prestando inesorabilmente il fianco agli attacchi avversari, che puntualmente vanno a segno, riaprendo improvvisamente la partita, rimettendo in gioco tutto, certezze comprese.

Sulla scelta tattica di vendere o quantomeno alleggerire l’equity (azionario) nulla da eccepire e questo già da aprile si era capito insieme,  nel senso che tanto aveva dato da inizio anno, correndo molto, tanto e forse anche troppo, quindi meglio farlo rifiatare, che magari torna utile più avanti.

Ma se tolgo un attaccante per un difensore, devo accertarmi che quest’ultimo abbia le caratteristiche adatte all’avversario che gli si parerà di fronte, quindi alto contro alto, veloce contro veloce, potente contro potente giusto per non andare a togliere equilibrio all’insieme di squadra.

Quindi dove hanno sbagliato molti allenatori-risparmiatori italiani nell’approcciare questo inizio di secondo tempo sui mercati?

Con ogni probabilità nel fare conto sulle reali forze rimaste ai difensori che avevano in panchina, i titoli di stato alias i BTP.

Molti hanno pensato: nervosismo su azionario, vendo e mi rifugio ancora una volta nel porto sicuro dei BTP, BUND etc…tanto c’è la BCE con il suo scudo e poi vedrai che sarà una momento che passerà velocemente, perchè tanto c’è il QE e sui titoli di stato nessuno ha più il coraggio di andare a colpire, speculativamente parlando…e infatti!!!

In data 31 marzo 2015 scrissi “American beauty” dove sostenevo che i prezzi e i rendimenti raggiunti dai titoli di stato europei, BTP e BUND su tutti non avevano ragion d’essere e non corrispondevano in nessun modo ad un reale rapporto di rischio-rendimento per un investitore, soprattutto nei confronti del loro titolo di stato omologo, il Treasury americano, che rendeva molto ma molto di più.

E infatti questa pantomima è durata lo spazio di qualche mese e oggi molto sta cambiando sul mercato dei bond, soprattutto in Europa, soprattutto per quanto riguarda i portafogli (ptf) dei risparmiatori italiani, che storicamente sono stra-pieni di titoli di stato italiani, da sempre.

Il mondo non è più quello di una volta, i mercati pure e quindi succede che l’approccio difensivo del vendo-azioni-e-mi-rifugio-in-bond non funziona più, anzi è deleterio.

Se a questo “inspiegabile” nuovo modello di perfetta correlazione, si aggiunge che il mercato valutario (FOREX)dice che l’ si apprezza verso tutte le valute, grandi e non.

Quindi la tattica difensiva che ha funzionato sin qui, ovvero di mettere in campo BTP & Co. non produce più alcun effetto protettivo, anzi produce danni, perchè con i tassi a zero, un ritraccio dei prezzi sull’obbligazionario implica tempistiche bibliche per il suo recupero ai tassi attuali, con il risultato che una discesa del 2-3-4% di valore sulla parte obbligazionaria del ptf sarà molto difficile da recuperare e comunque in diversi anni, non mesi.

Il mercato dei bond governativi (titoli di stato) è vittima di una perfetta cavitazione, ovvero una vera e propria implosione del mercato dei bond, il quale aveva raggiunto quotazioni da bolla.

Nel processo di cavitazione, il danno provocato al sistema (mercato dei bond governativi) in seguito allo scoppio delle bolle al suo interno, è dovuto al fatto che tali bolle, sono costituite dalla liquidità (QE vari) che passa da liquida a gassosa, in seguito ad un calo della pressione del liquido stesso, ovvero il mercato, quindi se passa il concetto che grazie alle Banche Centrali e ai loro QE i bond sono a rischio zero—>prezzi alti—>rendimento basso…dopodichè queste bolle gassose scoppiano, collassando ripetutamente, arrecando danni all’interno del sistema dove si sono prodotte, cioè i mercati e i ptf di quei risparmiatori che ne sono pieni.

I media guardano alla Grecia ovviamente…e mi stupirei del contrario, visto il ritorno di pathos che essa porta con se in questi giorni, ma di fatto occorre essere lungimiranti e guardare più avanti e altrove, soprattutto altrove.

Dove?

1- America: a giorni partiranno le trimestrali delle big company e su come riporteranno gli utili, avremo un quadro più delineato dello stato di crescita americana, anche perchè le azioni dello S&P500 trattano ad un rapporto prezzo/utili (p/e) non proprio vantaggioso; sulle base di questi dati si cercherà di intuire lo stato d’animo della FED in merito alle tempistiche ed entità del rialzo tassi.

2- Discorso liquidità sui mercati: con ogni probabilità non è più così abbondante e a buon mercato, nonostante il QE di Draghi. Quindi se la liquidità non fluisce a fiumi come prima e se poi gli organi regolatori americani come la FED e il FDIC chiedono alle banche operanti sui mercati americani di rispettare requisiti sui capitali più stringenti è facile pensare che più di qualcuno tra i big players mondiali inizi ad essere maggiormente prudente sull’utilizzo della leva finanziaria, 

3- Cina: il listino di Shanghai dopo essere salito nell’iper-spazio nell’ultimo anno e mezzo, con una performance di oltre il 150%, nelle ultime 3 settimane ha ceduto oltre il 30%, vuoi per ovvie ragioni di iper-comprato, sia dalla parte degli investitori cinesi, sia esteri, vuoi perchè con il mercato immobiliare interno in rallentamento e la voglia di borsa che hanno i cinesi, più di qualcuno di loro si è buttato in borsa, facendosi la bocca buona per diversi mesi…o vuoi forse anche per altre ragioni…che hanno fatto gridare al complotto speculativo made in USA da parte del Governo di Pechino.

4- Rimaniamo in Cina e guardiamo a come si sta muovendo con passo deciso la Banca Centrale Cinese (PBOC), la quale dal novembre scorso non ha mai smesso di monitorare l’andamento della propria economia, intervenendo prontamente a sostegno del mercato immobiliare, bancario e non ultima proprio la Borsa di Shanghai. Il tutto per puntellare il più possibile il tasso di crescita desiderato al 7% annuo, costi quello che costi, compresa un’eventuale svalutazione dello Yuan, che sarebbe un cazzotto in pieno volto alle economie europee e americane, in termini di competitività a 360°. Vedete, quando si parla di Cina tutto assume una connotazione piuttosto nebulosa, in quanto il Governo Cinese non da “forward guidance” (linee guida) in termini di politica monetaria-economica, ma piuttosto agisce d’imperio su questo/quel ramo della propria economia che reputa bisognoso di essere sostenuto e puntellato con ogni mezzo, a discapito di tutto e tutti, dove per tutto e tutti intendo gli altri Paesi e le loro economie. Tenete anche presente che la Cina ha ufficialmente chiesto all’FMI di entrare a far parte dell’SDR entro il 2015, ovvero di quella stretta cerchia di monete che fungono da riserve mondiali; ciò significa che il Renminbi andrà a vedersela con $, €, Y e £ e questo implicherà una maggiore apertura agli scambi commerciali e finanziari da parte di Pechino, con eventuale rivalutazione del Renminbi stesso.

5- Se non si argina la questione Grecia sul fronte esclusivamente politico...e badate bene…ho detto politico…bèh allora a ottobre quando al voto ci andrà la Spagna, con l’incognita novità “Podemos”, bèh presumo che le tensioni che viviamo oggi grazie alla Grecia e al suo referendum sul nulla saranno ben poca cosa al confronto delle potenzialità che le urne spagnole potrebbero riservare alla discussa ed improvvisata Europa.

 

Quindi, se vi sentite ancora dei bravi allenatori dei vostri risparmi e state vedendo la vostra squadra di investimenti andare in difficoltà, sotto il fuoco di fila degli attacchi avversari, cercate prima di tutto di non perdere tempo nel pensare che ciò che vi ha difeso nelle altre partite giocate in precedenza oggi possa esservi utile ancora una volta, perchè così non è.

Piuttosto mettete in campo una nuova tattica, usate nuove leve, che portino in campo un nuovo modulo di difesa, sia per voi che per gli avversari e vedrete che avrete risultati diversi.

I modi definiscono l’uomo…

 

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