Vita da spiaggia

Piccola ma doverosa premessa: come scritto nel secondo post “The Absolute Beginner” scritto alla nascita di questo blog, questo non è un blog di finanza tecnica, dove si usa esclusivamente linguaggio tecnico per tecnici, soprattutto non è un blog di verità in tasca.
Questo è un blog, pensato, ideato e fatto con l’idea di aiutare le persone che non masticano di finanza & mercati a farsi un’idea in merito, con l’obiettivo di renderle maggiormente consapevoli nelle loro eventuali scelte di investimento per i propri risparmi.
Non ho pensato a Darkpool come a un blog uguale a migliaia di altri che già esistono.

 

 

Caldo vero?!?!…voglia di mare???…ho comprato anche la moto…usata ma tenuta bene, faccio il pieno in autostrada, prendo l’aria sulla faccia…forse tu mi stai aspettando…mentre io attraverso il mondo…mare mare mare, ma che voglia di arrivare lì da te…da te!!!

Alzi la mano chi non vorrebbe essere al mare in questo momento, a farsi un bel bagno rinfrescante e poi a rilassarsi sul lettino, in spiaggia, ad occhi chiusi lasciando fuggire i pensieri e le preoccupazioni.

Alzi la mano chi non ha mai desiderato di fare una vita da spiaggia, che sia su una spiaggia italiana, magari della riviera romagnola che è la mia seconda casa, piuttosto che su un’isola dispersa in mezzo all’oceano più blu.

È un sogno di molti o almeno lo è stato, quasi sempre preso come pretesto per fuggire dalla nostra pressante, stressante e snervante realtà quotidiana, fatta di lavoro, tasse, preoccupazioni e assolute incertezze per il futuro.

Vita da spiaggia non è solo un sogno nel cassetto, un modo di dire un po’ demodè, ma piuttosto un bisogno reale di staccare, da tutto e tutti, soprattutto.

Pensare di aver attraversato, in un modo o nell’altro, questi 8 anni di crisi, di dura crisi , vale già di per se il diritto ad un periodo di vacanza.

Ma guai a rilassarsi troppo e a sottovalutare i nostri tempi…del resto quelli che stiamo vivendo economicamente e socialmente da ormai 8 anni  ci hanno insegnato che proprio nel momento in cui ci sembra di aver toccato il fondo e dove “il peggio è alle spalle” ecco che subito ci si profila davanti un altro capitolo della crisi.

8 anni di crisi, di difficoltà e di cambiamenti epocali non sono pochi, anzi lo sono.

Ovvio che se pensiamo a 8 anni in relazione ad un secolo o ad altri parametri, come quelli generazionali, 8 anni sono un lasso di tempo breve, ma occorre essere più precisi, almeno nel lanalisi di come questi 8 anni sono passati, sulla nostra pelle.

Dal 2007 ad oggi, cioè dall’inizio della crisi, sono successe talmente tante cose che quasi più nessuno se le ricorda tutte.

È stato tutto un accavallarsi di notizie, avvenimenti, novità negative e sorprendenti che non abbiamo avuto il tempo per fare l’abitudine alla crisi, che questa subito assumeva una nuova connotazione, sempre diversa, sempre negativa.

Con il suo ritmo incessante e incalzante la crisi ci ha sorpreso, travolto e inglobato al suo interno, rendendoci parte di essa, in modo diretto ma passivo, troppo passivo.

Ricordo molto bene, come se fosse oggi, quando nel pieno della crisi dello spread, nell’autunno 2011, un pensiero era ricorrente nella mia mente: “stiamo vivendo cambiamenti epocali, sia socialmente che economicamente e tutto questo sta accadendo  con una rapidità devastante”.

Le persone normali, cioè il 99,99% della popolazione che vive in economie produttive, che siano sviluppate o emergenti, non riesce a comprendere a pieno il potenziale di ciò che si sta susseguendo dal luglio 2007 ad oggi, o perlomeno non può farvi fronte in modo appropriato, perché troppi eventi gravi ed importanti si sono susseguiti e soprattutto con una velocità che ha messo in difficoltà anche i più preparati addetti ai lavori, figuriamoci chi non lo è.

I mercati, con il loro andamento erratico, volatile e per certi versi e per piu di qualcuno anche incomprensibile sono una delle conseguenze che questa crisi porta con se, con i loro attori principali, le Banche Centrali.

Ora ci sarebbe da aspettarsi che da attori bravi e consumati, le Banche Centrali riescano a stare sulla scena in modo impeccabile, portando quel valore aggiunto che è richiesto solo a chi sa tramutare la finzione in realtà, anche se solo per lo spazio di un film o di una commedia.

Ma cosa sta succedendo sui mercati in questi giorni?

Siamo  forse di fronte ad un improvviso colpo di scena?

Non credo, almeno non  ora.

Non lo credo perché il “film”  dei mercati è ancora lì, li nel mezzo del suo svolgersi, con ancora troppi attori sulla scena che si contendono lo scettro del protagonista principale, il quale deve giocoforza sobbarcarsi l’onere e l’onore di dare un senso alla trama del film, facendolo svoltare verso il suo inestimabile epilogo, che sia a lieto fine, piuttosto che drammatico.

Qualche indizio inizia a trovare la conferma che le Banche Centrali stiano attraversando qualche difficoltà in più del previsto, nel proseguire il loro cammino di supporto alle rispettive economie a forza di QE.

Intendiamoci, la massa di liquidità stampata dal 2009 a oggi è ampia, anzi mostruosa e quindi ancora molto abbondante sui mercati, anche perché tutt’oggi abbiamo ancora BCE e BOJ attive con i loro rispettivi QE, ma attenzione la FED è ferma da 9 mesi e quindi prima o poi, meglio poi si appresterà al primo rialzo tassi, dopo ben 6 anni di facilities monetarie.

Gia mercoledì 17 giugno, in occasione del prossimo meeting della FED, sapremo e vedremo cosa avrà deciso Janet Yellen, credo e spero si limiterà a dire che alzerà i tassi quando l’economia USA sarà saldamente in carreggiata, che tradotto significa, alzerò i tassi più avanti.

Nel contempo proseguono le vendite sul mercato obbligazionario dei titoli di stato, Germania uber alles anche in questo, con il suo mitico e granitico Bund che in soli due mesi è passato dal rendimento ZERO all’odierno 1%, non male per un titolo di stato visto erroneamente da troppi come l’unico porto sicuro capace di garantire…cosa poi?

Ovviamente anche i nostri BTP hanno visto aumentare sensibilmente il loro rendimento, oggi sul 2,25% lordo sulla durata decennale.

BUND e BTP hanno insegnato ai bond lovers che i tempi del rendimento facile sono finiti e che prima lo si capisce meglio è, perché non è per niente vero che se scendono i prezzi dei titoli di stato, tutti i bond si devono adeguare, perché così non è stato.

La beffa, o se preferite il paradosso, è che i bond high yield, quelli cioè ad alto rischio ma con alto rendimento non hanno praticamente risentito del sell-off che ha colpito i titoli di stato europei ed americani.

Questa è la prova provata che gli investitori non solo non sono più disposti ad accettare rendimenti ZERO o inferiori all’1% sui bond, qualsiasi essi siano, tedeschi compresi; ma che sono disposti anche ad accettare un grado di rischio più alto in cambio di un rendimento che sia degno di questo significato.

Ovvio che con rendimenti dei titoli di stato in salita, più di qualcuno ha pensato bene di vendere/alleggerire gli asset più rischiosi in ptf, in primis le azioni, che sin qui avevano reso bene, almeno sino alla fine di marzo per quanto riguarda i mercati europei e sino a fine maggio sugli asiatici ed emergenti, mentre in USA i listini azionari sono in stallo da inizio anno, no buono.

La mia attenzione in queste ultime settimane però è focalizzata da due aspetti: il Forex (mercato delle valute) e dalla situazione geo-politica internazionale, che “ovviamente” ha il suo epicentro tra l’Europa e l’Ucraina.

Quello che sta accadendo sul Forex e che va avanti da maggio 2014 è senza precedenti e rischia di vanificare, almeno in parte, la flebile ripartenza economica europea.

Basta guardare ai cross principali, come €/$ e $/¥ per rendersi conto che qualcosa non torna; infatti se i principali cross si spostano di diversi punti percentuali in modo frenetico e nello spazio di pochi giorni, figuratevi quello che sta accadendo sulle valute ad alto rendimento/emergenti.

Per come la vedo io, prima i cross si stabilizzano meglio sarà per i mercati e le rispettive economie, se questo non succederà, non credo che i mercati si calmeranno.

Guardando invece alla situazione geo-politica internazionale non c’è di che stare tranquilli: Grecia, Ucraina, Macedonia e Nord Africa sono potenzialmente bombe pronte ad esplodere, soprattutto Grecia e Ucraina.

La prima, la Grecia, è una barzelletta che rischia di trasformarsi in tragedia, economicamente parlando; perché alla fine della fiera, come sempre…chi non ha nulla da perdere non teme nulla o quasi, mentre chi ha molto da perdere, ovvero UE e FMI ora sono in posizione sfavorevole, sia per tempi che per cifre da avere indietro, sia e soprattutto in termini di credibilità, leggasi .

A forza di perdere tempo, anni e anni di chiacchiere, dove in questo a Bruxelles sono dei veri e propri fuoriclasse, la frittata greca si è rigirata e adesso dal sassolino rischiamo di trovarci la montagna.

Infatti al G7 appena terminato in Baviera, il Presidente USA, Barack Obama è stato molto chiaro, ribadendo ciò che va dichiarando ormai da un paio di mesi: la Grecia deve rimanere nell’€, a qualsiasi costo.

Draghi ha dichiarato davanti al parlamento europeo che qualora la Grecia facesse default, la BCE ha tutti gli strumenti necessari per fare fronte a questo tipo di situazione, anche se, ha sempre dichiarato Draghi, ci si troverebbe a navigare in acque inesplorate.

Inoltre, qualora qualcuno ancora non lo sapesse, la decisione di prestare nuovi soldi alla Grecia, ricadrebbe unicamente sulla UE e non sulla BCE, con la conseguenza che ogni singolo Paese, e con esso il suo popolo, dovranno sborsare altre decine di miliardi di euro a favore del popolo greco, e non so voi, ma io sono un po’ stanchino di questa storia senza fine, figuriamoci i tedeschi.

La BCE sta aiutando la Grecia tramite il programma ELA (emergency liquidity assistance) per 118 miliardi di euro tramite l’erogazione diretta alle banche greche solventi e che forniscono titoli collaterali in garanzia alla BCE stessa.

Ricapitolando: a fine giugno la Grecia deve restituire 1,6mld di € al FMI…cifra ridicola ma fastidiosa come un sassolino in una scarpa; poi a fine luglio deve/dovrebbe restituire ben 6,7mld di € alla BCE e sapete la cosa buffa?…qualora la Grecia non restituisse questi    ultimi “spiccioli” alla BCE, non andrebbe in default!!!…almeno secondo quanto ha dichiarato l’agenzia di rating Standard & Poors…solo per il fatto che la BCE è considerato un creditore ufficiale e non un creditore commerciale.

Per come la vedo io, qualora la Grecia non c’è la facesse ad onorare i propri debiti (…e non ce la farà)…concedergli di uscire dal’€ sarebbe uno smacco troppo grosso e creerebbe soprattutto un precedente, dove uno stato membro saluta tutti…non paga i propri debiti e convola a nozze con la Russia di Putin, che accoglierebbe a braccia e portafoglio aperto i fratelli greci in cambio di alcune “piccole e insignificanti” facilities.

Immaginatevi come la prenderebbero i tedeschi che credevano di aver comprato la Grecia a prezzi di saldo.

Questo sarebbe un colpo da K.O. sia per l’Europa che per l’America in termini politico-finanziari e un colpo da 90 per la Russia, che dopo la Crimea…il passaggio di South Stream in Turchia…vedrebbe piantata un’altra importante bandierina nel Risiko politico-economico mondiale.

Con mercati del genere risulta impossibile non avere flessioni in ptf, perché quando praticamente tutte le tipologie di asset di investimento scendono insieme, l’unica cosa da fare è lavorare per contenere la discesa e farsi trovare pronti quando il rimbalzo arriverà a colmare il tutto…a meno di essere dei fenomeni preveggenti, che sicuramente avranno liquidato tutti gli investimenti per tempo e messo tutto sul conto corrente…ma per fare questo bisogna essere dei veri fenomeni e io non ne ho mai conosciuti in vita mia, anche perché quando i mercati ripartiranno, non credo che lo faranno mandando segnali di fumo per rientrare.

Siamo solo all’inizio dell’estate, e si profilano tre mesi piuttosto caldi, sia meteorologicamente, sia sui mercati, quindi è bene attrezzarsi con tutto il necessario:

– bere molto per reidratarsi dal sudore perso durante le calde giornate che vivremo sui mercati.

– non esporsi nelle ore più calde, anzi stare all’ombra, coperti con qualche strumento de-correlato per limitare i danni della discesa, ancora una volta congiunta  dei mercati azionari e obbligazionari.

– dotarsi di una buona “protezione solare” per evitare pericolose scottature, sempre in agguato.

– avere tanta pazienza e rendersi conto che in estate fa caldo…a volte molto caldo.

 

Riproduzione riservata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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