Safe & Sound

Piccola ma doverosa premessa: come scritto nel secondo post “The Absolute Beginner” scritto alla nascita di questo blog, questo non è un blog di finanza tecnica, che usa esclusivamente linguaggio tecnico per tecnici, non è un blog di verità in tasca.
Questo è un blog, pensato, ideato e fatto con l’idea di aiutare le persone che non masticano di finanza a farsi un’idea in merito, con l’obiettivo di renderle maggiormente partecipi e più consapevoli nelle loro eventuali scelte di investimento per i propri risparmi.
Non ho pensato a darkpool come a un blog uguale a migliaia di altri che già esistono.

 

 

Chi nella vita non ha esclamato il titolo di questo post: sani&salvi.

Di solito, almeno per quanto mi riguarda, ho usato quel detto quando mi sono reso conto per un motivo o per un altro, di essere uscito da una situazione poco simpatica e ben oltre le mie capacità di gestione e non necessariamente per colpa mia.

E’ solo in quei frangenti che ci si rende veramente conto che alla fine della fiera l’unica cosa che conta è essere sani & salvi, tutto qui, per niente banale, molto concreto.

Troppo spesso, nella tremenda fretta della nostra quotidianeità perdiamo di vista ciò che è realmente importante per noi, ognuno sa di casa sua ovviamente.

Ma è innegabile che la nostra vita di oggi è una sorta di realtà aumentata dentro la quale noi agiamo in funzione di essa, quindi siamo complici e non fautori della nostra vita, almeno non per intero.

Il “compromesso” è uno degli aspetti più in voga nella nostra società moderna, un vero e proprio caposaldo da cui non si prescinde.

Chi di voi non ha fatto compromessi importanti per non dire storici nella propria vita?…con ogni probabilità ne facciamo tutti i giorni, ben più di uno.

Qualcuno di noi, ad alcuni di questi compromessi fa seguire spesso la parola “inaccettabile”, quando questo significa sottostare o adeguarsi a qualcosa o qualcuno che proprio non ci va giù caratterialmente.

Molti altri invece, parlano di “compromesso necessario”…un po’ per rincuorarsi da soli per aver mandato giù il boccone amaro di turno, un po’ perchè dentro di loro sperano che questo “scendere a patti”, questo “mediare”possa portare loro un beneficio più avanti nel tempo, chissà…

Alla fine tutti noi, accettiamo di scendere a compromessi in un modo o nell’altro, in tutti i campi, anche perchè il mondo di oggi non è fatto e sviluppato per gli individualisti, gli eremiti, i lupi solitari, ma piuttosto è il giardino dell’Eden per le persone sociali, ovvero quelli che alla fine “condividono”, scendendo a compromessi per buona parte della loro vita con il resto del mondo, rinunciando un po’ a se stessi per attingere qualcosa dagli altri, sarà.

Quindi il “compromesso” è l’estrema sintesi del rapporto Dare&Avere che è sempre stato al centro della nostra esistenza, sin quando da bambini ci hanno insegnato che per avere bisogna prima dare e via via su questo sentiero dorato per il resto della nostra vita, dando sempre più peso al Dare e sempre meno all’Avere…del resto mica abitiamo in un mondo perfetto no?!?!…più dai e meno prendi…recita una canzone italiana.

Avete mai visto in giro negozi o temporary shop dove si vende equità, educazione, rispetto, amore, altruismo e giustizia?

Una persona che stimo ha come firma sul suo profilo web questa frase: “Da nessuna parte sulla tua carta di identità c’è scritto che la Vita sarebbe stata giusta con te”.

In una riga è riassunto perfettamente tutto: hai avuto la grande occasione di essere al mondo in un modo o nell’altro, adesso però sbrigatela da solo.

Vedete, troppo spesso ormai siamo tutti abituati a delegare, a chiedere una mano ad altri per i nostri problemi, seri o meno che siano, ma sempre ci dimentichiamo che a questo mondo non è detto che “gli altri” debbano, possano o vogliano aiutarci, anzi spesso è vero il contrario.

Quante volte avete imprecato perchè nessuno vi ha aiutato a risolvere un problema?…quante volte vi siete dovuti arrendere davanti ad una prova della vita perchè da soli non ce l’avete fatta ma forse con l’aiuto di…forse ce l’avreste fatta?!?!

E quante volte invece siete dovuti passare per “quei buchi stretti” per riuscire a portare a termine quella determinata cosa o ad ottenere quel grande risultato per voi fondamentale?!?!?…e quante volte avete ripetuto quella frase rivolgendovi ad altri in difficoltà?

Quindi si…senza dubbio…ne sono assolutamente convinto, la principale risorsa di cui disponiamo siamo noi stessi, poi vengono gli altri e infine i compromessi: anamnesi, diagnosi, prognosi.

In questi giorni, stanno uscendo in Europa i dati economici del primo trimestre e sarebbe anche lecito aspettarsi anche dei dati positivi, quantomeno non negativi dopo anni di tristezza assoluta e soprattutto in considerazione di tutta la propaganda mediatica che vede come certa l’uscita dalla Recessione, il ritorno alla Crescita, con un QE che ci renderà tutti ricchi e stabilmente impiegati…nonchè onesti lavoratori…ci dimenticheremo della parola del secolo “Spread” e torneremo ad essere Safe & Sound, tutti!!!…mah.

E invece cosa succede nel mondo reale?…che razza di dati escono a livello economico europeo?…succede che esce l’indice PMI (purchase manager index) che misura la fiducia dei direttori agli acquisti nelle aziende europee, in poche parole chi caccia il grano per comprare materiali per produrre, beni e servizi; quindi l’indice PMI è molto importante e funge da cartina tornasole del mercato europeo e dei singoli paesi che compongono la UE, sia nella componente manufatturiera sia per quella non manufatturiera.

Il valore spartiacque dell’indice PMI è posto a 50: un dato sopra 50 indica sviluppo e crescita economica poichè si acquistano materie, beni e servizi, mentre un dato sotto 50 indica contrazione economica, ovviamente maggiori sono gli scostamenti da quota 50 maggiori sono le indicazioni:

PMI MANUFATT. UE:                        attuale 51,9   precedente 52,2

PMI COMPOSTO UE:                        attuale 53,5   precedente 54

PMI SERVIZI UE:                              attuale 53,7   precedente 54,2

PMI MANUFATT. GERMANIA:           attuale 51,9   precedente 52,8

PMI COMPOSTO GERMANIA:           attuale  54,2  precedente 55,4

PMI SERVIZI GERMANIA:                 attuale 54,4  precedente 55,4

PMI MANUFATT. FRANCIA:              attuale 48,4   precedente 48,8

PMI COMPOSTO FRANCIA:              attuale 50,2   precedente 51,5

Poi abbiamo anche questi altri dati:

TASSO DISOCCUPAZIONE SPAGNA:   attuale 23,78%   precedente 23,70%

TASSO INFLAZIONE/STIPENDI ITALIA: attualmente all’1% e quindi invariato sia rispetto al mese precedente sia rispetto ad un anno fa.

 

Quindi che cosa se ne può dedurre?

1) che le aspettative superano di gran lunga la realtà, per buona pace dei continui proclami da parte dei politici, dei media e dei mercati azionari che hanno corso parecchio sin qui, scontando tutto il meglio e anche di più.

2) che quanto deciso in sede UE e BCE deve ancora entrare nel ciclo economico a quanto pare, almeno questo è il mio auspicio, altrimenti…

3) che un conto è fare i conti a tavolino, spostando montagne di soldi (virtuali) ora su un mercato ora su un altro…un altro è convincere i mercati reali, cioè le economie singole dei vari Paesi a credere che questi soldi faranno anche la loro felicità in termini di utili aziendali, riduzione costi, alienazione perdite e perchè no anche in nuovi posti di lavoro.

4) tasto dolente, se nessun paese cambia le politiche interne attraverso le varie riforme strutturali, nulla cambia, ergo non risolve nulla o quasi.

 

E nel contempo noi europei siamo ancora qui a parlare della Grecia…era l’aprile del 2010 e siamo ancora qua, pensateci!!!…aspettiamo un Paese, la Grecia, che non ha nessuna intenzione di cambiare, nè di rispettare gli obblighi firmati quando stava messo male quanto sta oggi e con un Governo che definire sopravvalutato è un eufemismo.

In America invece che succede?

Succede che le trimestrali uscite sin qui sono in chiaroscuro, buone per i titoli finanziari, meno per le altre big corporations.

I listini americani sono nuovamente sui max di periodo, con lo S&P500 che è per la quarta volta in due mesi a quota 2117 punti e li si è fermato nuovamente venerdì 24 aprile in chiusura, e questo per chi segue l’analisi tecnica potrebbe significare ben più di qualcosa nel caso lo stesso S&P500 non avesse la forza di allungare, facendo segnare nuovi massimi.

Nuovi massimi invece che sono stati fatti con veemenza dal Nasdaq a 4.536 pt. segno che la tecnologia tira e non poco, ora però si va per terre inesplorate.

Russell 2000 e DowJones anche loro bene intonati ma più modesti, segno di un mercato USA maturo.

 

Come già espresso in post precedenti più volte, l’America, intesa come mercati finanziari, si sta stabilizzando su livelli importanti, scaricando periodicamente gli eccessi, dando così tempo all’Europa di recupera terreno sui vari listini pesantemente penalizzati negli ultimi anni.

Questo scenario per noi europei è fondamentale e di questo dobbiamo ringraziare la FED, la quale in nome di un non scritto Gentlemen agreement sta lasciando il tempo necessario alla BCE affinchè riesca con le proprie misure a stabilizzare i mercati europei.

In tutta verità faccio fatica a trovare un driver concreto per affermare che i listini USA hanno ancora spazio per salire in modo corposo nei prox 6 mesi, perchè gli USA andranno incontro al primo rialzo tassi, che ribadisco non vedo possibile prima del meeting di Jackson Hole a fine agosto, se non addirittura dopo.

In seguito gli USA andranno incontro alla campagna elettorale per l’elezione del nuovo Presidente a novembre 2016 e questo potrebbe portare nervosismo sui loro mercati, anche solo a titolo di pretesto per giustificare un ritraccio degli indici.

Il valore del $ contro mi pare arrivato, tranne che per eventuali movimenti speculativi o esogeni al mercato finanziario.

In Asia abbiamo i listini cinesi in gran spolvero nelle ultime settimane, pure troppo forse, ma qui si affaccia quel ipotetico scenario di cui andavo scrivendo nel post “Aspettative…” del 14 febbraio 2015:” La Cina è una grande incognita al momento, da loro mi aspetto che possano tirare fuori l’asso dalla manica in qualsiasi momento per uscire dal rallentamento che sta vivendo la sua economia negli ultimi mesi, potrebbe essere un ulteriore sorpresa, in positivo”.

E infatti il Governo cinese sta periodicamente agendo sul mercato con una serie di manovre atte a rilanciare l’economia cinese che fatica a raggiungere quel fatidico 7% di crescita annua che pare assolutamente irrinunciabile e in nome di questo si svaluta il renminbi comprando dollari, si abbassano i tassi di interesse alle banche e si vendono Treasury americani, lasciando dopo qualche anno ai cugini giapponesi il titolo di maggiori detentori di titoli di debito pubblico americano.

I giapponesi dal canto loro sono sempre appesi a un filo, con un Governo che va avanti imperterrito con il QE da un paio d’anni e nel contempo si rimandano varie riforme e aumenti delle tasse in nome di un tanto agoniato ritorno alla crescita, con contestuale uscita dalla deflazione che affligge l’Impero del Sol Levante ormai da tempo immemorabile.

Siamo a fine aprile e lo scenario che si dipana da qui in avanti sulle future possibilità/opportunità di investimento è alquanto incerto.

Incerto perchè ormai quasi tutti sono saltati sul carro dell’abbondanza, cioè dell’equity (azionario) a tutto discapito dell’amato e fedele mercato obbligazionario, il quale viene sempre più abbandonato a se stesso da parte degli investitori retail, almeno nelle componenti classiche, titoli di stato e obbligazioni bancarie-corporate con durate medie e rating almeno investment grade.

Sono ancora troppo pochi gli investitori retail che hanno il “coraggio” di mettere in portafoglio (ptf) Bond High Yield (HY), Emerging o addirittura Hybrid; accettando ovviamente un grado di rischio maggiore e quindi una volatilità importante, quasi completamente coperta però dai tassi offerti da questi titoli.

Queste scelte sono da valutarsi se non altro per non togliere troppo spazio alla componente obbligazionaria in ptf e contestualmente non concentrare troppi soldi sull’equity, squilibrando di fatto i pesi in ptf, anche se i segnali spingono in quella direzione, paventando scenari senza soluzioni alternative a causa delle politiche Tassi Zero imposte dalle Banche Centrali.

Quello che più colpisce la mia attenzione in queste settimane è l’euforia che monta da ogni dove, con questo scenario dipinto che ci vede tutti, chi più chi meno, al riparo, dopo anni di paure e crisi…finalmente ci dicono che siamo sani&salvi sulla barca che ci riporterà alla crescita: gestori, economisti, mass-media e ovviamente gli utilizzatori finali, i risparmiatori, sono tutti convinti e ultra-confidenti che questo clima di positività sui mercati azionari possa continuare ad libitum ancora per mesi e mesi.

Ora, se è vero che non siamo ancora giunti ai livelli di euforia vissuti nel 2000, lo dobbiamo anche e soprattutto al fatto che alcuni listini mondiali, come CAC40, EuroStoxx50, FTSEMIB, HANG-SENG e SHANGHAI COMP. devono ancora recuperare i livelli pre-crisi.

Il Petrolio come preventivato e auspicato mesi fa si sta riportando su quotazioni ben più consone, in area 60$ e questo porta stabilità, rendimento per chi ha investito su determinanti asset e un minimo di supporto alla tanto ricercata e voluta inflazione.

Una delle caratteristiche che portano a raccogliere i frutti di un investimento è senz’altro la pazienza, ma non bisogna commettere l’errore di non raccogliere i frutti quando questi sono maturati, soprattutto se questo avviene in un breve lasso di tempo, ben più corto di quello di quello preventivato.

Il Rendimento non deve farci dimenticare che altro non è che il premio per il Rischio accettato, o se preferite…chi non risica non rosica, quindi:

A little less conversation
A little less conversation, a little more action please
All this aggravation ain’t satisfactioning me
A little more bite and a little less bark
A little less fight and a little more spark

 

Riproduzione riservata.

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