American Beauty

L’America è da sempre la terra dei sogni, dove tutto è possibile o, viene reso tale, del resto il Sogno Americano è nato ed esiste solo là, nel lontano West.

Come del resto solo là, in America, nascono e si sviluppano realtà come Apple, Google, Facebook, Linkedin, etc…

Solo in America puoi pagare tutto quello che vuoi cash senza essere scambiato per un mafioso, narcotrafficante o evasore fiscale.

Solo in America chi paga le tasse, cioè i Contribuenti, sono visti come un esempio e come tali vengono rispettati, mentre chi le tasse non le paga viene pesantemente punito, sia pecuniariamente, sia col carcere, in modo tale da dare l’esempio chiaro che su quell’argomento non si transige nulla, ma proprio nulla.

Solo in America troviamo enormi paradossi, uno per tutti è quello che gli USA sono la patria della cura del proprio corpo, inteso come dedizione al fitness e allo sport, dove quasi tutti a qualsiasi età fanno attività fisica, ma poi è lo stesso luogo dove è praticamente impossibile rimanere magri, a causa sia dell’abbondanza di “cibo costruito”, ma soprattutto delle dosi in cui questo cibo viene venduto, praticamente il doppio rispetto all’Europa.

In America non troverete mai tristi barattolini di yogurt da 125 grammi come da noi, ma piuttosto dei bei baslotti da 200/250 grammi, rigorosamente “fat free” ma con l’aggiunta di zucchero, aspartame e qualsiasi altra diavoleria chimica che possa dare un sapore e un gusto a quella insignificante massa liquida che è stata privata dei suoi grassi naturali per dare l’illusione agli americani che così è meglio.

Chiaro che queste differenze, questi paradossi, ai nostri occhi di vecchi e acculturati europei, con millenni di storia alle spalle, sembrano stridere non poco con l’idea liberista che gli USA portano con se dalla nascita.

Ad una prima occhiata…del tutto generale e molto fuorviante, l’americano medio ci appare come prepotente, spocchioso, ignorante e mediamente incurante del resto del mondo…sbagliato.

Ovvio, sto generalizzando anch’io, ma l’esperienza che ho avuto io tutte le volte che sono stato negli USA e non sono poche, è quella di una nazione estremamente coesa attorno ai propri valori, idee e senso civico che certamente possiamo discutere, ma dove è sicuramente meglio averli, i valori, e spendersi per conservarli.

Un altro aspetto che mi ha sempre colpito degli americani e dell‘America è l’educazione e il senso civico che hanno, roba che da noi ormai è più unica che rara, e infatti non si insegna più neanche a scuola, segno evidente che non serve e non interessa giusto?!?

Tutto questo è dovuto con ogni probabilità alla storia del tutto recente che gli Stati Uniti hanno, del resto esistono solo da 239 anni, addirittura 150 se consideriamo la loro Guerra Civile come vero inizio dei moderni Stati Uniti.

Quindi credo che gli USA abbiano davanti a loro ancora molto da fare in termini di sviluppo sociale, culturale e di conseguenza economico se confrontati con paesi come l’Italia la cui storia è scritta dalla notte dei tempi.

Di certo c’è che gli USA hanno sempre affascinato noi europei, sicuramente noi italiani, certamente chi sta scrivendo.

Il primo motivo è scritto nella prima riga di questo articolo; il secondo motivo è che tutto ciò che è nuovo, grande ed inesplorato attira la mia attenzione e calamita la mia curiosità; il terzo è che c’è sempre qualcosa da imparare dagli altri no?!?!?

Guardando agli USA come la più grande economia al mondo, con il loro immenso mercato, il loro immenso debito pubblico, i loro ineguagliabili scandali & default finanziari cosa abbiamo da imparare noi eruditi, supponenti ed inconcludenti europei?

Credo tanto, forse molto di più di quello che crediamo di pensare.

Solo negli ultimi 15 anni gli USA sono stati l’epicentro economico-sociale delle 3 più grandi crisi della storia recente dei mercati: 2000 scoppio della bolla sul Nasdaq, 2001 11 settembre, 2008 crisi subrime e fallimento Lehman Bros.

Tre avvenimenti da mettere KO Mike Tyson ai tempi d’oro.

Ebbene, nonostante questo gli USA sono riusciti a rialzarsi, leccandosi le ferite e ripartendo da zero o quasi, oggi sono tornati ad essere la superpotenza economica che tutti conosciamo, con una crescita in termini PIL intorno al 3,5% annuo, chapeau.

Ma come ci sono riusciti?…

1) Ad estremi mali estremi rimedi. Cioè non hanno guardato in faccia nessuno, noi per primi.

2) Hanno preso decisioni fondamentali in tempi rapidi, rapidissimi e questo gli ha permesso di intervenire in tempo utile, prima che la situazione economica fosse compromessa.

3) Hanno usato ogni arma a loro disposizione e qualora queste non fossero sufficienti, ne hanno inventate di nuove, proprio come fanno i supereroi…del resto Superman, BatmanSpiderman & Co. mica sono nati a Busto Arsizio o a Bruxelles.

4) Hanno proseguito sulla strada tracciata dalle loro idee, convinzioni e decisioni sino a quando queste non hanno prodotto gli effetti desiderati.

Ecco dove sta l’American Beauty.

Noi europei a conti fatti cosa abbiamo fatto dal 2000 ad oggi?!?!…nulla, abbiamo passivamente subito le crisi di cui sopra, sobbarcandoci tutte le loro conseguenze che ancora oggi si ripercuotono sulla nostra società.

Ah già, qualcosa abbiamo fatto pure noi, abbiamo creato quel giochino da bimbi piccoli che si chiama Euro (€) e che ci vede tutti più poveri, tristi, incazzati e impotenti ma ben inchiodati e seduti al tavolo dell’Europa, oggi più di ieri.

Il progetto dell’ e cioè di creare gli Stati Uniti d’America è lodevole ma tale rimane, perchè non puoi pensare di costruire un’unione monetaria partendo dalla creazione della moneta, semmai questa è l’ultimo aspetto a coronamento di altre riforme fondamentali e necessarie alla costruzione di una unita monetaria.

Se per gli Stati Uniti c’è voluta una Guerra di Secessione, noi cosa pretendevamo?!??!…di ottenere un Unione semplicemente stampando una moneta dalla sera alla mattina?!?!?

La differenza sta tutta qui…tra chi fa e chi non fa…tra chi fa e chi crede di fare…tra chi fa e chi fa male.

Se la loro economia tira ed è fuori dalla recessione già da qualche anno…se la loro borsa, S&P500 è triplicata dai minimi del 9 marzo 2009…se l’americano medio è tornato a stare mediamente bene, tornando a spendere…mentre invece noi siamo ancora a discutere se essere a +0,…% di PIL o se preferite + 0,…% di inflazione sia da considerarsi recessione & deflazione piuttosto che crescita zero…se le nostre borse, DAX escluso, sono ancora lontane dai max del 2007…se l’europeo medio sta peggio di 10 anni fa…qualcosa di diverso sarà accaduto in tutti questi anni o no?!?!

Quindi prima di criticare per partito preso l’America e gli americani per il loro modo di vivere, basato sul consumismo più sfrenato, ovviamente a debito e sullo spendere & spandere…ecco, se prima di criticare ci fermassimo davanti ad uno specchio a fare un po’ di sana auto-critica no?!?!

Perchè loro, gli americani, saranno anche delle invasate cicale, ma almeno hanno dato e stanno dando dimostrazione che per permettersi di vivere da cicale qualche sforzo, qualche cosa di nuovo si deve pur fare…mentre noi europei, infaticabili formichine, rispettose dell’ordine, delle regole ferree e dell’austerità a posteriori…cioè quando non serve più a niente…siamo qui, ammassate l’una sull’altra a faticare per sbarcare il lunario di una situazione senza precedenti per gravità e diversità di scenario, devastante come paragone no?!?!

Certo qualcuno penserà che noi stiamo pagando anche per loro…le loro crisi…può essere vero…ma ditemi: chi di voi trovandosi in una condizione economica e sociale migliore rispetto a qualche anno fa, si farebbe scrupoli nel tronare ad avere un tenore di vita quanto più simile a quello di prima, quando la crisi non c’era?!?!…siate onesti.

Ora non ci rimane altro che guardare ai mercati giusto?!?!

Draghi è finalmente partito col QE e nel frattempo la sua omologa Yellen ha detto che la FED non sarà più così paziente riguardo al rialzo dei tassi, lasciando intendere che verranno alzati nei prox mesi, a mio parere nella seconda metà dell’anno, con ogni probabilità  a cavallo di fine agosto-inizio settembre sarebbe perfetto come timing per il primo colpetto al rialzo.

La Yellen ha altresì dichiarato che la FED sarà molta cauta e accomodante (dovish) nel passo/ritmo da tenersi riguardo ai rialzi dei tassi, così accomodante che quasi nessuno si accorgerà che i tassi USA si alzeranno gradualmente mese dopo mese, vedremo.

Nel contempo i mercati fanno festa, brindano all’abbondante liquidità in arrivo sui mercati e l’unico problema e dove mettere cotanta abbondanza senza correre rischi eccessivi, perchè comunque la congiuntura economica in Europa e Giappone è ben al di là dall’essere l’Eden.

Quindi se fin qui abbiamo assistito a deflussi dagli USA (etf e fondi) con un calo degli indici USA a favore dei listini europei, il tutto accompagnato dall’ennesimo rally del $ verso e verso le monete emergenti, ora stiamo assistendo ad un altro scenario:

le borse americane stanno riprendendo quota, non senza fatica, segno inequivocabile di raggiunta maturità in termini di valori e prezzi e questo non può che farci comodo a noi, in quanto come già ribadito più volte, perchè i mercati finanziari europei e in seguito le rispettive economie possano tornare a crescere stabilmente, occorre che i listini USA si stabilizzino su questi valori, con un range di volatilità del +/- 10%, dandoci così il tempo necessario per colmare il gap di valori sui vari mercati/listini.

le borse USA ora dovranno fare i conti con una maturità raggiunta a colpi di QE, con i successivi buyback effettuati dalle loro aziende quotate, con un dollaro forte e con attese sui dividendi che saranno il punto chiave per capire le reali possibilità di ulteriore salita di S&P500, Dow Jones, NASDAQ e Russel 2000.

Sia il $ che il Petrolio, sembrano aver trovato quel floor di valori su cui assestarsi e da cui forse ripartire per valori leggermente superiori: il cross €/$ dopo aver toccato 1,045 sull’onda di entusiasmo del QE ora sta tornato verso quota 1,10 e il petrolio, dopo aver toccato nuovamente soglia 44$ tenta non senza fatica di stabilizzarsi sopra ai 50$.

Fondamentale è che sia il $ che il petrolio trovino pace, perchè ormai tutti sapete che un € debole e un petrolio a prezzo scontato ci danno una mano, anche se ce ne potrebbero dare due di mani, se solo i nostri miopi legislatori capissero che rinunciando a qualche punto di pressione fiscale sul costo dell’energia, benzina e gas in primis potrebbero ottenere un ritorno economico immediato e molto positivo in termini di spesa, consumi e lavoro senza precedenti.

In questo momento chi se la passa peggio sono i paesi emergenti, con le loro valute tartassate dal super dollaro, a cui sono strettamente legate e su cui quasi tutte le banche centrali di quei paesi si stanno muovendo per far fronte alla situazione.

Rimango dell’idea che la Cina possa essere la vera sorpresa del 2015, la cui economia attualmente continua a barcamenarsi tra la crescita troppo bassa e il rallentamento economico, che poi sono due sinonimi che stanno a significare la stessa cosa, ovvero che la Cina sta entrando nella sua fase di maturità economica, non senza qualche difficoltà interna che stenta a risolversi. Ed è per questo che ritengo che il governo cinese e la PBOC potrebbero sorprendere i mercati con eventuali mosse a sorpresa in corso d’anno, magari successivamente alle decisioni della FED sui tassi.

Intanto cerchiamo di capire cosa significherà e che conseguenze comporterà a livello internazionale la nuova Banca Mondiale appena varata dai cinesi, la Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) su cui c’è stata una vera e propria corsa di adesioni dei vari Paesi europei, compresa l’Italia. Segno dei tempi che cambiano, del resto business is business e i cinesi sono sul pezzo già da qualche secolo, per buona pace degli USA che perdono un altro pezzo di egemonia economica mondiale.

Vedete com’è buffo il mondo?…anzi come siamo tristemente buffi noi europei e noi italiani…siamo pronti a saltare sulla sedia per difendere le nostre antiche origini, i nostri inconfutabili valori, la nostra strabiliante cultura, il tutto per non sembrare come loro, gli americani, popolo senza storia e cultura…e poi cosa facciamo?!?…

…dai facciamo un QE come hanno fatto gli americani…oh dicono che da loro ha funzionato sai…del resto l’han fatto solo 6 anni fa e oggi stanno meglio di noi…e vedrai che se ha funzionato da loro sarà un successo anche qui da noi; il tutto per buona pace della nostra presunta superiorità culturale e supponente diversità made in Europe.

Oppure, vi è mai capitato di sentire:“…ah io non compro niente ma proprio niente dai cinesi…ma sei matto?!?…comprare da quelli li?!?…ma hai visto come lavorano?!?…io da quelli che mangiano i cani non compro proprio nulla, piuttosto pago il doppio ma solo Made in Italy, altroché”.

E infatti si vede quanto italiani sono coerenti con questi luoghi comuni populisti, arcaici e del tutto inutili: dichiariamo guerra ai cinesi e alle loro cineserie e po ai cinesi abbiamo venduto di tutto, dai bar alle più importanti aziende nazionali, pecunia non olet.

Siamo solo alla fine del primo trimestre dell’anno e molti mercati hanno già fatto registrare performance su cui metterci la firma per tutto l’anno, ma ahimè abbiamo ancora davanti diversi mesi, ricchi di ulteriori aspettative positive, sicuramente portatori di volatilità, anche accentuata.

Semmai volessi identificare un problema oggi per la gestione di un ptf investimenti, lo identifico nell’ingordigia e nella scarsa intelligenza finanziaria di molti investitori, i quali non si rendono conto che i loro PTF, per lo più di carattere “prudente” o “conservativo” hanno già ottenuto tutto quello che avevano da ottenere per il 2015.

E quindi che fare?…semplicemente rendersene conto, cosa che parrebbe essere molto semplice sulla carta, ma che in realtà si sta rivelando di una complessità insensata e molto pericolosa.

Insensata perché quando si tratta di soldi & investimenti si deve sempre e solo ragionare per obiettivi; pericolosa perché se non c’è ne si rende conto in tempi utili si rischia di vanificare buona parte della performance se non tutta in caso di un brusco storno dei mercati…e dopo tutti a prendersela con la sfortuna vero?!?!

L’aspetto centrale che sta complicando e di molto le scelte di investimento dei risparmiatori è che anche i più scettici e conservatori si stanno rendendo conto del fatto che i titoli di stato e le obbligazioni non rendono più nulla e questo li sta letteralmente mandando fuori di testa, finanziariamente parlando.

Questo nuovo scenario è senza precedenti, e per molti non addetti ai lavori come i risparmiatori è quasi inconcepibile se non del tutto non vero.

E siccome è già dannatamente difficile per gli addetti ai lavori orientarsi nelle scelte di investimento oggi, con i tassi a zero, con una guerra valutaria senza precedenti e con mercati azionari in costante salita…figuriamoci per il risparmiatore medio che ne mastica poco o nulla.

Fermatevi un attimo e rendetevi conto che: un Treasury USA con scadenza a 10 anni rende oggi il 2%, mentre il nostro BTP con stessa scadenza a 10 anni rende l’1,35%, vi rendete conto?!?!…e pazienza se il BUND tedesco a 10 anni rende lo 0,21%, loro non fanno testo.

Cioè il nostro BTP 10y, emesso dallo Stato italiano, che versa in recessione da quasi 4 anni rende meno del suo omologo americano, con rating AA+  e PIl stabilmente sopra al 3%, spettacolo!!!

Quindi un risparmiatore medio oggi, dovrebbe vendere BTP e comprare Treasury USA, se non fosse che tra qualche mese quest’ultimi con ogni probabilità renderanno ancora di più non appena la FED inizierà ad alzare i tassi.

Quindi capite bene che oggi è molto difficile decidere quali e quanti bond comprare e tenere in ptf, perchè da qualunque parte la si voglia guardare il rendimento è modesto e comprando oggi si rischiano minusvalenze future per i prox anni…perchè solitamente chi compra bond lo fa per dare una “base sicura” in termini di rendimento e protezione al proprio ptf solitamente tiene questi titoli in ptf per diverso tempo…anni…sbaglio?!?!

Nel precedente articolo “Sister Morphine” datato 5 marzo, avevo scritto che difficilmente i mercati azionari europei avrebbero avuto la forza di continuare a salire  con forza, ebbene hanno fatto segnare le seguenti performance ad oggi 31/03: + 3,75% il DAX, + 2,70% il nostro FTSEMIB, + 1% il CAC 40 e + 1,5% l’EUROSTOXX50, quindi è evidente che la mia previsione si è rivelata errata, almeno nel segno, almeno per quanto riguarda il DAX, molto meno per gli altri indici che sono leggermente saliti e con pochi volumi di scambio, segno comunque che c’è molta cautela da parte degli operatori nel credere in un corposo rialzo.

Infatti per un primo trimestre che sugli indici europei è stato a dir poco favoloso, tutti con performance bel oltre il 20%, abbiamo avuto un’andamento diversi degli indici americani e di quello inglese, che si sono rivelati contrastati e comunque non hanno seguito per niente il rally di quelli europei.

In Asia il NIKKEI è salito dell’11% nei primi 3 mesi dell’anno e l’HANG SENG di Hong Kong del 7%; per il Nikkei trattasi di un ulteriore allungo verso zone inesplorate da anni, segno che anche qui il QE sta supportando se non altro il mercato finanziario, meno l’economia sottostante, ma non si può pretendere la perfezione giusto!?!?!…mentre l’indice cinese cerca non senza fatica di salire sui max del 2014 per recuperare un po’ dello smalto perso negli ultimi mesi.

Del resto negli ultimi anni i flussi di denaro si sono sempre spostati dove sussistevano le prerogative di ottenere guadagni eccellenti, tantomeno se con poche difficoltà e rischi, ancora meglio se queste prerogative venivano create ad hoc ed esplicitate per attrarre questi flussi…chiamatelo QE…forward guidance…misure non convenzionali…etc…i soldi vanno dove devono andare, senza troppe menate, soprattutto dal 2009 ad oggi.

Non abbiamo precedenti di cosa possa comportare un QE in Europa, quindi per quanto mi riguarda i mercati potrebbero anche continuare imperterriti a salire oppure a lateralizzare per qualche settimana per sfiancare gli shortisti, tanto c’è l’infinita massa di risparmiatori che non curanti della salita maturata sin qui continueranno imperterriti a comprare equity senza soluzione di continuità, per buona pace del fattore rischio a loro tanto caro…oh intendiamoci magari avranno anche ragione nel farlo.

Di certo c’è che oggi sui mercati brilla la stella dell’ottimismo, la quale illumina tutti, anche i più restii a farsene una ragione, cose già viste.

Vediamo se i mercati europei riusciranno nell’American Beauty finanziaria che ha visto i listini USA salire poderosamente dal 2009 sino ad oggi, qualche dubbio sulla sua piena riuscita ce l’ho, ma me lo tengo per me, almeno per il momento, perchè siamo solo agli inizi…e non si giudica un film dai primi 5 minuti, mai.

Io mi faccio da parte, almeno per il momento, e osservo il nuovo scenario che si dipana.

 

 

Riproduzione riservata.

 

 

 

 

 

 

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2 thoughts on “American Beauty

  1. Ciao,
    secondo me stai andando un po’ per luoghi comuni, del resto lo dici tu stesso:

    “E infatti si vede quanto italiani sono coerenti con questi luoghi comuni populisti, arcaici e del tutto inutili: dichiariamo guerra ai cinesi e alle loro cineserie e poi ai cinesi abbiamo venduto di tutto, dai bar alle più importanti aziende nazionali, pecunia non olet.”

    Magari la stessa cosa fatta in un altro paese sarebbe vista come “sano pragmatismo”… ho come l’impressione che, dato che si parla dell’Italia, si voglia vedere sempre e comunque l’incongruenza…ma forse mi sbaglio.

    Mentre vari articoli in rete dicono, a proposito degli Usa, che la loro crescita è, come dire, un po’ drogata proprio dalla FED, mentre quella di Draghi potrebbe essere ritenuta una mossa prudentemente saggia guardando proprio all’esperienza della FED.

    E, a proposito dei tassi bassi, abbiamo anche l’esperienza del Giappone: quasi trent’anni di tassi a zero. Tra l’altro, la politica giapponese dei tassi a zero è iniziata poco dopo che l’enorme stock di risparmio (giapponese) si era riversato ai quattro angoli del mondo comprando di tutto… (circa metà anni ‘80).
    Naturalmente la storia non si ripete mai uguale.

    Un ultimo appunto per i listini azionari.

    È vero che lo S&P 500 è in aumento dal 2009 ma io non direi “poderosamente”, qualche ritracciamento l’ha avuto pure lui.
    Lo Stoxx Europe 600 invece sale più o meno ininterrottamente dal 2012 e, a parte il 2011, era in aumento dal 2009
    Il Nikkei invece ha cominciato la sua salita solo alla fine del 2012.
    Quindi, secondo me, è più giusto dire che il rialzo USA si è propagato, con il consueto ritardo, prima all’Europa occidentale, e poi al Giappone. Vedi
    http://bragadin.altervista.org/investire-azioni-indice-stoxx-europe-600/

    http://bragadin.altervista.org/investire-azioni-indice-sp-500/

    http://bragadin.altervista.org/investire-azioni-indice-nikkei/

    Ciao e complimenti per il blog.

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    • Ciao e innanzitutto grazie per il tuo commento.

      L’ultimo articolo “american beauty” ha una duplice connotazione, o almeno è quello che ho cercato di dargli mentre lo scrivevo: la prima è l’approccio puramente pragmatico che gli USA, tramite la FED, hanno avuto nei confronti della crisi, la quale ha colpito loro per primi (su prime, Lehman Bros., Fannie&Freddie etc…). Si sono mossi in tempi rapidi e utili, con misure eccezionali e sono andati avanti sino a usando non hanno visto dei risultati concerti, sia per i mercati che per l’economia sottostante, approccio tipicamente anglosassone. Ho scritto che le loro borse sono salite molto, perché con uno S&P500 che dal minimo del 09/03/2009 e dopo ben3 QE si è più che triplicato in soli 6 anni. Il secondo aspetto che ho voluto sottolineare sono proprio le differenze di modi, tempi e effetti/benefici che gli altri paesi hanno avuto o che potrebbero avere nell’agire monetariamente come gli USA, ma non proprio come gli USA, per lo meno per i tempi impiegati nel l’attuazione del QE (6 anni di differenza son veramente tanti, troppi) e per le differenze di attuazione dei vari QE (BOJ, BOE e BCE).
      Sono volutamente critico nei confronti di noi italiani, soprattutto riguardo al nostro modo di pensare, vivere e agire, dove riscontro ancora troppa ipocrisia nonostante anni e anni di crisi che avrebbero dovuto sgombrare il campo da questi inutili luoghi comuni. Invece tutti i giorni, per lavoro o per altro mi trovo di fronte a tanti, troppi italiani ancora schiavi di preconcetti, luoghi comuni e fale certezze…ed infatti si vede la fatica che facciamo a rimetterci in piedi.
      Ciao

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