Aspettative…

Che parola!!!…magnifica?…terrificante?…evocativa di sogni…di paure…di piacere e idealizzazioni.

Senz’altro è una parola piena di se stessa.

Crearsi delle aspettative è del tutto normale, anzi proprio involontario, è una condizione necessaria, che ci appartiene da sempre.

Semmai, il problema è quando si vive di aspettative, cioè quando si vive nell’aspettativa stessa, di quello che sarà (forse) o, che probabilmente accadrà in un nostro futuro prossimo, per come l’abbiamo idealizzato nella nostra mente a monte, e per come lo aggiustiamo continuamente a seconda del nostro stato d’animo e dello svolgersi delle cose nella nostra vita.

Vivere dentro ad un’aspettativa è strano, talvolta ci si ente come cullati in essa, come Heidi sulle nuvole della sua Svizzera…altre volte invece ci si sente dannatamente prigionieri di questa aspettativa, come se fossimo costretti in una bolla che non si può rompere, o peggio, chiusi dentro ad una gabbia, dalle cui sbarre possiamo scorgere oltre la vita, udirne le voci e sentirne gli odori, ma non possiamo uscire, possiamo solo dimenarci al suo interno, inutilmente.

Certo che una vita senza aspettative…sarebbe molto asciutta, anzi insipida e senz’altro sciatta.

Per uno come me sarebbe una vera tragedia, senza alcun dubbio.

Siccome ho  un carattere “importante” e un cervello sempre acceso, che continuamente pensa e ripensa, elaborando soluzioni ai problemi, fantasticando su ciò che mi piace e che vorrei o, idealizzando possibili scenari e comportamenti delle persone, proprio per questo non riuscirei a concepire una vita senza la costante presenza di aspettative: positive e negative, motivanti e demotivanti, avvincenti e preoccupanti…in poche parole emozioni, qualsiasi esse siano.

Qui però sorgono un paio di problemi: il primo è che le aspettative le costruisce la mente e quindi le idealizza sulla base del mio vissuto sin qui, cioè sulle esperienze precedenti e sull’indole caratteriale che distingue ognuno di noi; il secondo problema, è il costante mutamento delle aspettative stesse, le quali tendono a modificarsi tanto più noi le idealizziamo, quanto più gli dedichiamo tempo idealizzandole con la suprema arte della fantasia, per chi ce l’ha, ovvio.

I bambini in questo sono maestri, dategli un’oggetto ed essi riescono a trasportarlo in una realtà virtuale ideale che gli doni magia, svago, sogno e spensieratezza…beati loro.

Parlando di adulti, ad esempio io… ho molte aspettative, che riguardano me, le persone a cui voglio bene, il mio lavoro e la realtà che mi circonda.

Ovviamente ho cercato di dare a tutte le mie aspettative una scala di priorità, ma non sempre ci riesco, anzi molte volte la potenza della mente fa prevaricare un’aspettativa sull’altra, indipendentemente dalla sua fattiblità e importanza che nella realtà dovrebbe ricoprire.

Le aspettative migliori sono senza ombra di dubbio quelle che si creano quando ci si appresta a fare qualcosa che ci piace, che ci da piacere…del resto non è forse vero che l’attesa del piacere è in se stessa il piacere?

Al contrario, quelle peggiori sono quelle negative, che noi piccoli esseri umani siamo “bravissimi” a tramutarle in catastrofiche e su cui poi ci sediamo, fossilizziamo e inconsciamente le peggioriamo, alterandole costantemente, in peggio. Trasformando uno scenario a tinte fosche, del tutto ipotetico, nel più buio dei buchi neri in cui possiamo cadere, senza riemergere mai più.

Tutto questo è frutto della potenza e delle capacità della nostra mente, la quale ci domina senza soluzione di continuità, tutti i giorni.

Dicevo prima…il vero problema è vivere di aspettative nelle aspettative, quindi completamente scollegati dalla realtà, in una sorta di limbo senza forza di gravità, galleggiando sul mondo reale che inevitabilmente ci attrae ad esso.

Per quanto mi riguarda, vivere in questo stato limbico implica essere completamente scollegati dalla realtà e da una vita funzionale e quindi umana.

Ora, la domanda è: quante persone vivono in questo stato, cioè prigioniere delle loro aspettative, per la maggior parte del loro tempo?

Secondo me molte, ben più di quante si pensa, comunque troppe.

Risultato?…una caterva di persone che non vivono realmente, ma che credono di farlo.

E sicuramente questo aspetto a qualcuno fa comodo, per la semplice equazione che, tante più sono le persone che vivono nell’attesa di un qualcosa che solo forse accadrà, quante più saranno le persone che rimarranno ferme, inebetite e mentalmente bloccate nella “fila”  della vita reale.

Quando un’aspettativa diventa illusione il gioco è fatto!!!…ed è molto pericoloso.

Vivere basandosi unicamente sulle aspettative è assolutamente fuorviante a mio modo di vedere, anche perchè esse cambiando così repentinamente per nostro involontario volere, ci inducono ad inseguirle costantemente e, con esse finiamo per inseguire e perdere  noi stessi, come Peter Pan con la sua ombra.

Come già detto, io non potrei vivere senza aspettative, ma piano piano…anno dopo anno…di aspettativa non corrisposta in altra…ho imparato come fargli fronte, almeno con un sufficiente grado di successo.

Non appena un’aspettativa mi si palesa davanti, cioè nella mia mente, la “guardo”, la idealizzo e ovviamente la elaboro, prima in senso positivo, poi nel suo aspetto più negativo, ovviamente questo avviene tutto a livello ipotetico, in quanto trattasi di proiezioni future di una realtà astratta che ancora deve mostrarsi e chissà in che modo.

Prima l’aspetto positivo, così da spaziare con la fantasia fin dove c’è spazio, energia e godimento, lasciando volutamente correre liberi i pensieri sino al suo sublime compimento migliore.

Poi, una volta che sono inondato di endorfine virtuali e prospettiche, idealizzo l’aspettativa peggiore, senza sconti, con il suo scenario duro e crudo.

Questo mi serve a trovare quell’equilibrio indispensabile per scindere il sogno dalla realtà e per lavorare affinchè quest’ultima, la realtà, si possa avvicinare il più possibile all’aspettativa migliore.

Non sempre succede, anzi è dannatamente difficile trovare e mantenere l’equilibrio quando ci si perde nell’infinito mondo delle aspettative.

L’aspetto peggiore è che le aspettative, nascono e crescono nella mente, allo stato virtuale, e quindi  sono relativamente chiare, semplici e fottutamente potenti, specialmente le aspettative positive.

Così succede che noi, poveri ed ingenui esseri umani, aumentiamo continuamente l’aspettativa a cui pensiamo, facendola crescere a dismisura, creando uno scenario di massimo piacere…

…piacere che se e quando si verificherà non sarà sicuramente all’altezza delle aspettative che l’hanno creato, perchè le aspettative che desideriamo sono stupende, pienamente soddisfacenti e praticamente perfette…altrimenti che senso avrebbe sognare?!?!

Quindi, quando è necessario, lasciamo che le aspettative si impadroniscano di noi, avvolgendoci nelle loro fantastiche spire, ma non illudiamoci che poi la realtà che ne deriva, sia altrettanto stupefacente e inebriante come l’avevamo idealizzata.

Del resto il fascino bello e dannato delle aspettative o fantasie che navigano nella nostra mente, è che nella nostra mente si producono e si spingono sino al massimo delle loro potenzialità e della nostra illimitata fantasia, ma come prezzo dobbiamo accettare che poi tutta questa magnificenza non può esserci concessa nella vita reale…e lo sapete benissimo, siate onesti con voi stessi.

Se per un attimo torniamo con i piedi per terra…è dura lo sò…proviamo ad analizzare le aspettative meno intime che abbiamo davanti ai nostri occhi, volgendo uno sguardo al nostro futuro prossimo, inteso come possibilità di investimento dei nostri risparmi.

Il quadro di aspettative che abbiamo di fronte è incerto, dubbioso e pieno di trappole, almeno questo è quello che vedo io, ma non per forza dobbiamo fasciarci la testa prima ancora di essercela rotta, anche perchè ho appena scritto che alcune di queste sono delle trappole, di cui è sempre lastricata la strada per il successo, in ogni campo.

Come trappola principale abbiamo lo scenario geo-politico, con il mondo intero in subbuglio, con guerre in ogni dove…come se non vi fossero mai state, solo che oggi sono appena più vicine ai confini occidentali, come Ucraina e Libia.

Come scrissi ormai un anno fa nel pezzo l’Arte della Guerra, è tornata in cima alle preoccupazioni mondiali la guerra tra Ucraina e Russia, dove nelle veci del cattivo abbiamo il temibilissimo Putin che in quanto tale affronta impavido tutto l’Occidente, che si protrae unito nelle veci di paladino della giustizia internazionale, come sempre, mah?!?!

Al momento questa è l’incognita maggiore per quanto mi riguarda, perchè un escalation di questa guerra comporterebbe conseguenze difficilmente immaginabili, per tutti.

Ma la domanda che mi pongo è: a chi gioverebbe un conflitto bellico di quella portata oggi?…risposta: credo a nessuno, nè da una parte nè dall’altra, troppi interessi recicproci in ballo e in un momento economico ancora molto incerto, sia per gli USA, che per l’Europa, per arrivare alla Grande Madre Russia in grandissima difficoltà con la propria economia ridotta al lumicino dalle sanzioni USA-UE, dal crollo del prezzo del petrolio&gas e dall’annientamento di valore del rublo.

E’ di pochi giorni fa la decisione della banca centrale russa di abbassare dopo solo un mese il tasso di interesse dal 17% al 15%…pensate che il 31 ottobre 2014 il tasso era al 9,50%…segno che anche i compagni russi hanno i loro problemi a capire il da farsi in campo economico per salvare il salvabile.

Putin ha appena varato un grande piano di sostentamento al sistema bancario russo per fare fronte alle enormi difficoltà degli ultimi 6 mesi e, nonostante tutto, credo che ce la farà a salvarsi.

La Grecia…ancora la Grecia, povero Tsypras, cioè la versione Lego del nostro Renzi, nemmeno lui sa come spiegare al suo popolo che gli ha raccontato un sacco di cazzate per tutti i mesi della campagna elettorale, a suon di slogan riempi-piazza ed ora, arriva come special guest al vertice europeo…si siede…parla della grave situazione del suo paese e ottiene una dilazione dei termini di rientro, con anche l’aiutino made in UE di ulteriori 5mld di euro di prestiti…che ormai non si negano a nessuno vero?!?!

Domanda?…non faceva prima a dire al suo popolo che se fosse stato eletto, si sarebbe adoperato per ottenere una dilazione dei prestiti?…invece no…ha sparato cazzate su cazzate al grido di:“…fuori dall’euro!!!…boia alla Troika!!!…non restituiremo alcun prestito alla UE!!!”…ci mancava solo il “…Noi ce l’abbiamo duro!!!” alla Bossi ed eravamo al top.

Quindi…ancora una volta…vi dico che la Grecia non conta più nulla, almeno non più di quello che è sempre contata, cioè nulla…è stata solo usata a pretesto dall’aprile 2010 per dare il là alla speculazione spread-driven sui paesi europei maggiormente indebitati, Italia compresa, anche questo è scritto nei primi articoli di questo blog.

Degli uomini vestiti di nero, di cui non faccio il nome perchè ho deciso che non meritano visibilità, del resto loro cercano in ogni modo di entrare nelle nostre vite, cercando di occupare la prima pagina dei nostri giornali e telegiornali, proprio per ottenere la tanto agoniata visibilità che gli serve per andare avanti e quindi l’arma migliore e più potente per combatterli è quella di non parlare di loro, come se non esistessero.

I vestiti di nero credo siano un’incognita voluta, creata e finanziata ad arte, tra una decina d’anni, a guerra o più guerre avvenute contro di loro, sapremo chi li ha creati, indottrinati e finanziati…o almeno ci verrà data una versione della verità di comodo a cui noi dobbiamo attenerci.

La Cina è una grande incognita al momento, da loro mi aspetto che possano tirare fuori l’asso dalla manica in qualsiasi momento per uscire dal rallentamento che sta vivendo la sua economia negli ultimi mesi, potrebbe essere un ulteriore sorpresa, in positivo.

Ora chiudiamo, volgendo lo sguardo alle aspettative che il lato “tecnico” dei mercati può offrire:

– avevo scritto che dopo il rally di inizio anno sulle aspettative di QE della BCE sarebbe durato anche sino a qualche giorno dopo la comunicazione della decisione di partire con il QE a marzo e questo è avvenuto.

– avevo anche scritto che mi aspettavo per le settimane successive un andamento lateral-riibassista, volto a capitalizzare i guadagni di chi aveva acquistato equity (azionario) durante lo storno di dicembre ed anche per scaricare gli eccessi che un rally porta con se, sempre.

– ora, pare che in questi ultimi due giorni i mercati si siano rimessi a correre, sulla scia di news rassicuranti sull’accordo tra Ucraina e Russia e sul quasi raggiunto accordo di “salvare” la Grecia per l’ennesima volta.

– ovviamente visto che pubblico questo articolo in data 14 febbraio, potrei essere smentito già il 16 febbraio alla riapertura dei mercati e trovare uno scenario apocalittico, fatto di guerra e Grecia fuori dall’euro e chissà quale altra disgrazia planetaria…ma tant’è io scrivo perchè penso, se penso è perchè ho delle idee e se ho delle idee le scrivo, assumendomi tutte le responsabilità, che poi altro non sono che quelle di incappare in un errore.

– Per come la vedo io i mercati potrebbero anche strappare al rialzo nei prox giorni, anche perchè graficamente parlando, i grafici daily (con rilevazione giornaliera) sono tutti sopra i recenti max e se le prox sedute confermeranno questi livelli senza discese, ecco che la salita potrebbe essere veloce e violenta, giusto per spezzare le resistenze di chi è short (con prospettive ribassiste), il quale sarebbe costretto a vendere per mettersi long (con prospettive al rialzo).

Solo il nostro FTSEMIB non ha ancora raggiunto e superato i max del 2014, ma sono fiducioso, molto fiducioso che ci riesca, perchè sorpassata soglia 21.000 pt. iniziano a cedere i muri eretti da chi è ribassista, con prox step di breve in area 21.400 e da li in poco tempo si potrebbero raggiungere i 22.000 pt. molto velocemente.

Considerate che la nostra borsa pesa relativamente poco e quindi con poco si muove, soprattutto ora che c’è fermento sui bancari e sugli industriali.

Sostengo questo perchè nonostante le paure internazionali di cui sopra e da qui le aspettative di immani disgrazie economico-sociali-finanziarie, le borse stanno salendo, per buona pace di coloro che seguono pedissequamente i tg, i giornali e gli amici del bar che vi dicono di non comprare nulla, perchè con l’aria che tira non è il momento…ah sì?!?!…e quando sarebbe il momento giusto?…

Quello che mi attendo per i prox giorni è che i mercati sull’onda proprio di quello che sino a ieri era un’aspettativa negativa, possa da lunedì 16 febbraio (così sono preciso) trasformarsi in vero e proprio boost per i mercati, che potrebbe anche stupire con un ulteriore allungo.

Come scrissi nell’ultimo post, Les Impressionistes, tra pochi giorni, forse qualche settimana partirà il movimento dettato dal QE della BCE, che solo una guerra mondiale o un evento del tutto eccezionale potrebbe vanificarne gli effetti, almeno nell’immediato.

Il dollaro sembra stabilizzarsi in area 1,13/14 e questo è un bene secondo me…anche qui le aspettative non si sono tradotte in realtà, ma sono andate oltre.

Pensate che in giro c’è ancora gente che crede di investire e guadagnare con conti deposito, libretti, titoli di stato europei e obbligazioni bancarie…con che aspettative?

Vedete, per investire, oltre ad avere la materia prima, cioè i soldi, occorre soprattutto avere pazienza, tolleranza e un elastic heart, capace di sopportare tutto o quasi, proprio come in amore…ah già…oggi che giorno è?

 

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