Les Impressionistes

Decisamente i migliori, almeno per me.

Gli Impressionisti sono stati gli artisti che hanno segnato un solco indelebile nell’arte pittoria, cambiandone e stravolgendone completamente i canoni sino a quel momento conosciuti, portando improvvisamente la pittura in un nuovo mondo di colori, sensazioni, emozioni e percezioni visive che definire magnificenza è riduttivo.

Il fulcro di tutto sta proprio nel voler rappresentare e far percepire la realtà reale e non immaginaria, tantomeno quella ideale, che non esiste, ovvio.

Per riuscire a fare tutto questo gli Impressionisti hanno adottato una cosa e una soltanto, hanno cambiato, anzi stravolto la tecnica di pittura, decisamente in meglio.

E’ solo attraverso il cambiamento, la sperimentazione e gli errori che ne conseguono che si ottengono risultati straordinari e innovativi…ma dai?!?!?!

La tecnica degli Impressionisti è qualcosa di spettacolare, senza compromesso alcuno, categorici nella scelta dei colori, non usano mai il nero, ma solo colori puri e per farli risaltare li accostano tra loro, dando maggiore luce ed effetto all’opera.

Il tratto della pittura è forte, deciso, quasi grezzo…come se fosse una sciabolata violenta sulla tela, che sembrerebbe fatta in fretta e a caso, ma ovviamente così non è, anzi, questo nuovo modo di imprimere e dipingere la tela, accostando tutti questi tratti, un all’altro, hanno ottenuto un risultato eccezionale.

Provate ad ammirare un’opera di questi geni assoluti da qualche metro di distanza e verrete letteralmente colpiti da ciò che state guardando: colori, immagini, sensazioni e percezioni straordinarie saranno ciò che i vostri occhi vedranno e la vostra mente realizzerà…poi non fermatevi!!!…ma avvicinatevi piano piano e vedrete come il dipinto cambia, in tutto.

E man mano che vi avvicinerete, il dipinto continuerà a cambiare, come se fosse un dipinto in 3D, sino a quando giunti a pochi centimetri in prossimità di esso…vedrete e noterete come è stato realizzato e solo qui vi renderete conto che  l’effetto visivo non è lo stesso di prima, magia pura!!!

Gli Impressionisti hanno fatto, osato e ottenuto quello che altri non osavano tentare, forse nemmeno pensare, figuriamoci immaginarlo.

Chi di voi non ha mai avuto l’occasione di vedere un quadro degli Impressionisti non può rendersi conto di che cosa significa e di che razza di emozioni si sta perdendo.

Con ogni probabilità molti di più si sono trovati davanti ad un’opera di Monet, Manet, Pisarro, Van Gogh, Degas e Renoir e sanno di che cosa sto parlando.

Parlo di emozioni allo stato puro, quelle che superano ogni livello di classificazione, a cui non si può accostare nessun parametro o paragone, ma solo farsi trasalire dall’onda emotiva e devastante che queste opere sono capaci di donare a chi le ammira.

E pensare che gli Impressionisti devono il loro nome e quello del loro Movimento ad un sedicente e saccente critico-giornalista, che scrivendo un pezzo su un giornale dell’epoca, in tono dispregiativo a proposito di una tela di Monet, titolò più o meno: “…e questi chi vorrebbero impressionare?”

Che volete che vi dica, ognuno trova bellezza, soddisfazione e pace dove meglio crede, io da quando ho visto le loro opere a Parigi 16 anni fa non posso più farne a meno, droga stupefacente per gli occhi e l’anima.

L’Impressionismo è durato più o meno un ventennio, ma tanto è bastato a cambiare molto nel mondo dell’arte.

Più in generale, nel nostro mondo quotidiano, con il termine Impressionisti, vengono definiti coloro che per il modo di essere e di agire lasciano un segno indelebile nella società, nel bene e nel male, anche se a me interessa decisamente di più il primo aspetto, perchè diventare Impressionisti facendo del male altrui, fottendo gli altri o altre cagate simili son buoni tutti, non serve un gran sforzo, anzi.

Oggi a nostro modo abbiamo anche noi i nostri Impressionisti, certo non si esprimono in arti nobili e romantiche come la pittura, ma in quelle più asettiche e forse noiose dell’economia, che ahimè ci riguarda tutti e non dobbiamo nemmeno fare il biglietto per andarli a vedere, perchè gli Impressionisti moderni “dipingono” le loro opere nella nostra quotidianeità, nella nostra vita reale, letteralmente su di noi.

Finalmente la BCE si è data al QE, alleluja!!!

Mario Draghi è riuscito anche in questo, cioè nel fare quello che quasi nessuno o comunque molti sino all’ultimo reputavano impossibile, inconcepibile e inadatto al tentativo di risollevare l’Europa dalla recessione imperante se non permanente.

Anche la iper-rigida Germania ha ceduto di fronte al fatto che anche la Corte Europea ha sentenziato che una Banca Centrale deve poter operare nell’interesse dell’economia che rappresentata e che per farlo deve poter disporre di ampio spazio di manovra senza inutili e pericolosi paletti puramente ideologici e stucchevoli.

E’ un po’ come la logica del buon padre di famiglia, il quale deve farsi carico delle incombenze e delle responsabilità del capo famiglia, e al bisogno aiutare il figlio/i in difficoltà, prendendo tutte quelle decisioni e adottando tutti quei comportamenti che possono aiutare chi è in difficoltà.

Quindi per buona pace di “Mr. Verboten & Madame Nein”, alias il presidente della BUBA Weidmann e Frau Merkel, la BCE e Mario Draghi hanno portato a casa una grande vittoria sul campo istituzionale e legislativo, uscendone da trionfatori e i krukki da inutili idioti come del resto amano comportarsi quando il gioco si fa duro, è proprio il caso di dire che la storia si ripete e loro, i krukki, non imparano mai nulla, mai!!!

Chi ha letto i precedenti articoli sa benissimo, che già da qualche mese davo per scontato il QE, non perchè fossi un mago o avessi doti di preveggenza, ma perchè lo reputavo e lo reputo l’unica carta rimasta da giocare in mano alla BCE, messa all’angolo dai mercati proprio come l’economia che rappresenta.

Solo i prox mesi, ma con ogni probabilità qualche anno…ci dirà se il QE funzionerà, anche perchè è stato somministrato proprio in “zona Cesarini” e  questo potrebbe comportare effetti meno dirompenti di quanto si va dicendo & sperando, ma tempo al tempo.

Draghi ha fatto il QE e lo ha fatto bene, voto 8.

La BCE ha stanziato una cifra corposa, oltre 1.000mld di euro complessivi, ha differenziato il peso dei debiti a 20-80% tra BCE e banche, ma questo sinceramente è l’aspetto meno interessante e forse meno importante di tutta la questione; aspetto che invece reputo fondamentale è che la BCE non si limiterà unicamente all’acquisto di titoli di stato (tds) ma acquisterà anche debito privato, cioè obbligazioni, e questo per me è l’aspetto più importante come scrissi già qualche mese fa:

Sappiamo tutti che l’obiettivo dichiarato del QE europeo è l’acquisto diretto sul mercato di titoli di stato (tds); del resto il restringimento dello spread e la salita dei prezzi dei tds di questi giorni lo stanno confermando, per buona pace di Mr.Weidmann e della sua Bundesbank…ma se non fosse tutto qui?…

Il colpo che farebbe saltare il banco, sarebbe l’acquisto di Corporate Bond da parte della BCE, quello si che sarebbe tirare fuori il coniglio dal cilindro.

Vedete, ormai i prezzi e i contestuali rendimenti dei titoli di stato decennali europei sono ben circoscritti in una forchetta di rendimento piuttosto stretta, circa 30-50 basis point per i periferici come Italia e Spagnae ben più modesta per i paesi core, come Germania e Francia.

Quindi un’ipotetico QE della BCE volto unicamente all’acquisto di tds decennali, non farebbe altro che confermare la strenua volontà della nostra banca centrale a garantire copertura sui titoli governativi, dando loro uno scudo pressochè invincibile da futuri attacchi speculativi in stile 2011, nonchè liberando ulteriormente liquidità in pancia ai portafogli istituzionali e bancari che avrebbero a disposizione a loro volta  ulteriore liquidità da investire in prestiti alle imprese, cittadini etc…

Questa è un’ulteriore applicazione esplicita ed implicita allo stesso tempo della definizione di moral suasion, ovvero:

io BCE, compro direttamente tds, garantendovi stabilità sui prezzi e rendimenti (i più bassi possibili), vi garantisco un riparo dalla speculazione qualora i paesi che devono uscire dalla recessione ci mettano più del dovuto e nel contempo vi “invito” a concedere prestiti o se preferite ad investire in altri asset finanziari, cioè nelle azioni delle aziende, le quali grazie al valore maggiore dei loro titoli varranno di più e con lamaggiore capitalizzazione avranno migliori ratios patrimoniali e potranno a loro volta riprendere la strada degli investimenti, assumendo persone che a loro volta guadagneranno più di oggi ma meno…molto meno di ieri…perchè chi si accontenta gode…poco ma gode…e poco è sempre meglio che niente….e forse con qualche soldo in più in tasca si sa mai che ci scappi una pizza e una birra in più a fine mese.

Se la BCE dovesse però unire all’acquisto di tds anche l’acquisto di Corporate Bond ecco che farebbe un grande ed immenso favore a molti investitori, perchè stabilizzerebbe prezzi e rendimenti di titoli che oggi soffrono ogni tanto di qualche amnesia in rapporto al rischio-rendimento.

Personalmente mi aspetto che la BCE faccia questo QE entro il 31 marzo 2015, se lo fa prima ancora meglio, perchè l’effetto sorpresa è sempre ben accettato dai mercati.

Dovesse procedere anche con l’acquisto di Corporate Bond, bèh credo che questo potrebbe e dovrebbe fungere da boost molto importante per i nostri listini europei e dare respiro e sostenibilità alle economie sottostanti.”

Ora l’unica cosa che non mi è piaciuta da parte di Draghi è che ha posto un cancelletto per la fine del QE, settembre 2016.

Ovvio che questa dead line ha una duplice connotazione: la prima è far percepire ai mercati e ai loro operatori che si tratta di un’operazione del tutto straordinaria e che, come tutte le operazioni di straordinaria amministrazione devono avere un termine ben preciso. La seconda, è a mio modo di vedere un messaggio subliminale ai mercati, del tipo: “…ora che avete avuto ciò che volevate, datevi una mossa a fare quello dovete fare!!!”.

E’ altrettanto ovvio che settembre 2016 non è una data scolpita nella pietra, quindi se quel giorno l’economia europea avrà ancora bisogno di QE per rinvigorire la sperduta crescita economica che oggi latita, la BCE farà ogni ulteriore passo per sostenere la crescita, compresa la continuazione del QE, come han fatto tutti del resto, dagli USA alla GB e al Giappone.

Il QE è la droga preferita dai mercati, questo già è risaputo, ora resta da vedere se questa droga lenirà i dolori dell’economia europea o ecciterà i mercati…o forse riuscirà a fare entrambe le cose…stupefacente come ogni droga che si rispetti del resto!!!

Unica controindicazione apparente è che il QE è la droga più potente che c’è su piazza al momento, roba da far impallidire l’eroina Brown Sugar, la Coca e le Metanfetamine, ma sopratuttto non abbiamo ancora esiti attendibili dai test precedenti, ma questa è solo una questione di tempo, poichè il “tossico” per eccellenza, gli USA, sono in astinenza già da qualche mese e quindi presto dovremmo vederne le conseguenze.

Ribadisco, si può essere favorevoli o contrari al QE, ma resta il fatto che messi come siamo messi qui in Europa era l’unica carta rimasta da giocare.

Ora il rebus è come comportarsi…come posizionarsi in termini di investimento a fronte di questa montagna di soldi che confluirà sui mercati a marzo.

E’ sempre più dura riuscire ad interpretare i mercati finanziari di oggi, credetemi, siamo giunti ad un tale livello di difficoltà, intesa come complessità di analisi, tempi di azione e reazione dei mercati, parametri economici etc…che la metà basta.

Molte teorie sono saltate, del resto sono solo teorie.

Infatti un Rocker piuttosto valido canta:

Well, we bursted out of class
Had to get away from those fools
We learned more from a 3-minute record, baby
Than we ever learned in school

Sono anni che si naviga a vista, cercando di seguire qua e là la stella polare di turno e di evitare i grandi iceberg che improvvisamente si palesano di fronte ai mercati.

Il “mare” in cui navigano i mercati è sempre più simile ai Grand Banks, ovvero quella zona di mare al largo dell’Isola di Terranova in Canada, a nord dell’Oceano Atlantico, dove i pescatori di pesce spada si spingono sin lassù, al limite delle possibilità umane, per catturare le loro prede e garantirsi un reddito che gli consenta di vivere tutto l’anno, ovviamente se riescono a fare ritorno da quelle acque, che definire pericolose è un eufemismo.

Nei Grand Banks, le acque sono relativamente poco profonde, ma quello che le rende pericolose è che in quel punto  si scontrano due correnti potentissime: la calda corrente del Golfo che sale dal Golfo del Messico si scontra con al fredda corrente Artica del Labrador, e questo scontro da vita a tempeste perfette e onde pazzesche che mettono a dura prova uomini e mezzi, che osano navigare sin lassù alla ricerca del pesce spada più grosso e ambito, ovvero il nostro rendimento.

Quindi come ci regoliamo, quali sono le regole di ingaggio per chi decide di navigare i mercati oggi?

1) non soffrire di mal di mare, ovviamente.

2) saper nuotare, si sa mai che venga richiesto.

3) non promettere a casa che si tornerà per cena. Il viaggio è lungo e il “ritorno” (economico) incerto.

4) portarsi dietro solo il necessario, compreso un paio di mutande di scorta e un paio di scarpe antiscivolo, quindi lasciate a casa libri e quaderni per gli appunti, non avrete tempo per rilassarvi e nel caso riposatevi.

5) accertarsi che a bordo del peschereccio su cui salperete vi forniscano una bella tela cerata e un paio di stivali antiscivolo, bagnarsi e cadere è un attimo…e se ci ammala laggiù in mezzo al mare è un casino curarsi.

6) Non siete obbligati a salire a bordo, quindi sinceratevi che il viaggio faccia al caso vostro e soprattutto pensate se il gioco vale la candela, perchè la paga potrebbe essere anche molto buona ma il rischio lo è altrettanto, se non di più.

 

Bon…adesso vedete se il viaggio sui Grand Banks fa per voi…e nel caso:

– No titoli di stato e obbligazioni, europee e americane in primis, non c’è nulla da guadagnare.

– Ni a titoli di stato di paesi sviluppati, occorre un’accurata selezione e comunque il rendimento è modesto.

– Si a bond emerging sia a cambio coperto (hedge) che in valuta, con la solita premessa di selezionare chi è capace di selezionare questi titoli su quei mercati, accettando inevitabili momenti di nervosismo e volatilità accentuata, ma la si costruisce il futuro, da noi si racconta il passato.

– Ni al dollaro…quando ve ne ho parlato più di un anno fa mi sono sentito dare dello sprovveduto e incauto…oggi che in 7 mesi è passato da 1,40 a 1,13 anche il mio gatto vuole comprare dollari…certo che il 20% in un anno e mezzo è tanta roba, prego accomodatevi, se credete che arriverà alla parità guadagnerete ancora tanto ma nel caso si stabilizzasse sareste bloccati e inermi. Certo non credo di rivederlo a 1,30 tra un anno…quindi non è tanto il rischio di perderci soldi, quanto quello di non guadagnarli, oggi.

– Si all’azionario, con buon senso e ognuno per le dosi che si sente di inserire in ptf; con prevalenza di Europa, Emerging Europa, Paesi Emergenti e anche Giappone.

– Si agli inflation linked bond, sarò pazzo anche su questo?

– Si ai fondi flessibili, ma flessibili veramente.

– Ni all’oro, ha già dato tanto, dopo essere caduto agli inferi.

– Ni al petrolio, un rimbalzo potrebbe starci, ma l’auspicio (come per il dollaro) e che si stabilizzi, magari sui 60 dollari.

– Si alla valuta cinese, a patto di avere pazienza e aspettare la FED, quindi avere davanti almeno un biennio per portare a casa un rendimento accettabile.

– Si ai titoli growth, cioè tutto quello che è innovazione e futuro, ovviamente diversificando, ergo meglio lasciar perdere acquisti di titoli singoli, lo scotto da pagare in caso di errore potrebbe essere salato.

Sostanzialmente con il varo del QE mi aspetto che i mercati vivano più o meno uno scenario diviso in tre parti per i prox mesi, almeno sino a quando la FED tornerà nuovamente in campo alzando i tassi di interessi in America:

Nella prima parte di questo scenario, abbiamo visto che smaltita la rapida discesa dei i mercati dopo la delusione con il nulla di fatto del 4 dicembre 2014 quando Draghi prese ancora tempo per varare il QE,  e dopo aver sentito che la FED non ha alcuna fretta di alzare i tassi, almeno per i prox 6 mesi, i mercati sono successivamente saliti con la medesima forza della discesa precedente, il tutto dovuto alle rinnovate aspettative, poi confermate da Draghi con la conclamazione del QE.

Ora siamo nella seconda parte, nella terra di mezzo, dove non escludo che si possa anche scendere leggermente di qualche punto o nella migliore delle ipotesi lateralizzare per qualche altra settimana, ovviamente sto dipingendo un quadro generalizzato sui mercati azionari; importante è che l’America continui a mantenere i livelli attuali di indice, anche poco sotto non sarebbe un grave problema.

Infine, mi aspetto che entro qualche settimana, parta la terza e più interessante parte del movimento che il QE europeo dovrebbe innescare sui listini azionari, specialmente europei; ed è a quel movimento che bisogna porre attenzione facendosi trovare pronti e ben posizionati.

Un amico mi dice sempre che scrivo troppo, che per dire quello che ho da dire basterebbe molto meno, cioè solo l’essenziale, mentre io parto sempre da lontano, lontanissimo “…dal profumo del grano” come dice lui…forse avrà anche ragione, ma non sarei io…prendere o lasciare…io sono essenziale tutto il giorno…tutti i giorni…del resto è il mio lavoro e nel farlo mi occupo proprio di intercettare il profumo del “grano”…ma quando sono qui…nel mio piccolo mondo…amo partire da ciò che sono e a cui appartengo…da quelle che sono le mie radici istintive, le emozioni e la mia natura…altrimenti come potrei sdraiarmi e assaporare il profumo del grano…

 

 

Riproduzione riservata.

 

 

 

 

 

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