La mia banca è differente?

Che cosa è una banca?

Che cosa fa una banca?

Che cosa fa oggi una banca?

Che cosa farà domani una banca?

 

4 domande a cui ognuno di voi può rispondere tranquillamente essendo cliente di una banca.

Alle prime due domande si può rispondere in modo abbastanza diretto e stringato, mentre alla 3 e alla 4 occorre qualche spiegazione in più per capire meglio.

1) Le banche in Italia sono imprese private e soprattutto sono casse di risparmio, poichè raccolgono direttamente i risparmi dei cittadini tramite i depositi bancari e, successivamente distribuiscono la raccolta di denaro in loro possesso alla clientela, cioè a privati e imprese che ne fanno domanda, tramite la concessione di finanziamenti, mutui e linee di credito, lucrando sul differenziale del margine di interesse. Quindi il margine di interesse non è altro che la differenza aritmetica tra il tasso d’interesse attivo che le banche richiedono a chi si indebita presso i loro sportelli, tramite mutui e finanziamenti a privati e imprese (che sono chiamati gli impieghi per la banca) e quello che le stesse banche corrispondono sotto forma di tasso d’interesse passivo a coloro gli portano i risparmi, tramite l’offerta di pronti contro termine, conti deposito, obbligazioni proprie, fondi e titoli (queste voci sono la raccolta per la banca).

2) Le Banche sono erogatrici di beni & servizi alla comunità, che siano cittadini o imprese, le Banche hanno un ruolo economico e sociale fondamentale, supportare il tessuto economico del Paese a 360°.

3) Negli ultimi anni il ruolo della banca è cambiato in modo importante, da intermediario finanziario puro e quindi erogatore di servizi al pubblico, le banche si sono trasformate in istituzioni di servizi auto-tutelanti, nel senso che hanno pensato soprattutto a non soccombere sotto la morsa della recessione imperante, non senza l’aiuto pubblico statale (Tremonti bond e Monti bond) e della Comunità Europea tramite la Banca Centrale (BCE), i quali si sono rilevati assolutamente fondamentali per evitare il peggio, ovvero un default del sistema creditizio.

Poi, le Banche,  si sono assunte al rango di pilastro dello Stato e dell’Europa, perchè senza l’aiuto delle Banche e viceversa, il nostro Vecchio Continente oggi sarebbe messo ancora peggio, un paradosso vero!?!?!…eppure il 2011 non è così lontano. Le Banche italiane ed europee durante le fasi più acute della recessione hanno tirato i remi in barca o se preferite il vecchio detto “hanno stretto i cordoni della borsa”.

Il loro comportamento è riconducibile a un senso pratico e di sopravvivenza, che è andato a discapito di cittadini e imprese, vista la grave situazione senza precedenti che si era creata sui mercati dei capitali dove le banche stesse operano abitualmente.

Un altro aspetto fondamentale è che le banche, praticamente tutte,  sono state troppo allegre nell’elargizione di credito a tutti coloro che ne facevano domanda in tempi di vacche grasse (periodo 2002-2007), mettendo in atto un tipico malcostume italiano dove i prestiti vengono concessi senza i dovuti meriti creditizi e garanzie.

In ultimo, le Banche dal 2011 ad oggi hanno fatto soprattutto gli affari loro ma, una lancia in loro favore la devo spezzare, in quanto, nel momento più acuto della crisi, ovvero nell’inverno del 2011 quando lo spread era stabilmente sui 550-575 pt, hanno comprato titoli di Stato per aiutare lo Stato stesso, cioè noi, per non soccombere sotto i colpi della speculazione e proprio nei momenti in cui molti di noi cittadini svendevano i BTP sull’onda della paura del default dell’Italia, che puntualmente non si è verificato, ma questa è un’altra storia.

In quei mesi molto difficili, compresi tra novembre 2011 e febbraio 2012,  le banche comprarono BTP, con i soldi presi a prestito dalla BCE al tasso agevolato dell’1%, tramite le 2 aste LTRO per un importo complessivo di 1.000mld di euro (Long Term Refinancing Operation, da restituire entro la fine del 2014)…le banche hanno fatto quello che i risparmiatori non facevano o non avevano il coraggio di fare, cioè comprare titoli di Stato a prezzi di saldo, traendone in seguito laute plusvalenze.

Eh già…perchè è durante la tempesta che si vede chi sa navigare, mentre quando il mare è calmo sono tutti marinai vero!?!?!

Quindi le Banche italiane e non, hanno preso soldi dalla BCE…vero…e per impedire che lo Stato fallisse hanno comprato BTP che nessuno voleva, anzi che tutti vendevano, ma dovete sapere che, per uno che vende ci vuole uno che compra e a quei tempi non è che che ve ne fossero molti di compratori in giro.

E’ pur vero che le Banche non hanno dato o redistribuito i soldi all’economia reale, se non in minima parte, cioè a cittadini & imprese, che magari ne avevano bisogno o ne facevano domanda…vero…ma non è che in quei mesi vi fosse una corsa ad indebitarsi credetemi, piuttosto l’emergenza era ed è, lo stillicidio della gente che perdeva il lavoro o di chi non lo trova/va e le imprese che chiudono/hanno chiuso.

Quindi le Banche hanno fatto una delle cose che gli riescono meglio, trading sui mercati, maturando eccellenti plusvalenze sia sui titoli di Stato che sulle azioni.

Del resto se già nessuno voleva comprarsi i titoli di Stato, figuriamoci le azioni che sono il capitale di rischio puro…per di più di un Paese alla deriva come l’Italia; quindi la parola saldo è quantomai riduttiva per farvi comprendere a che prezzi sono state rastrellate le azioni delle nostre Società quotate in borsa.

Lo so, è eticamente inaccettabile per molti di voi quanto appena scritto, ma è così, e se lo hanno fatto è perchè lo potevano fare e nessuno gli e lo ha impedito, degustibus…ma del resto anche noi, piccoli risparmiatori, avremmo potuto acquistare btp e azioni sul mercato a prezzi stracciati, ma quasi nessuno lo ha fatto, quindi zitti.

Ma questo non è sufficiente a compensare lo stato di bilancio delle nostre Banche, le quali hanno avuto bilanci fortemente deficitari e tutt’ora faticano a riprendersi, perchè?

Perchè se presti soldi a destra e a manca, a tutti, durante gli anni del bengodi, senza curarti del merito creditizio di chi ti chiede soldi, o della reale spendibilità del progetto su cui viene posta la richiesta di finanziamento, bèh allora il dado è tratto.

La situazione è che oggi le nostre Banche hanno una tal incidenza di sofferenze, che altro non sono che perdite, ovvero soldi che al 99% non torneranno mai più indietro, ed è per questo che abbiamo sentito parlare spesso della necessità di costituire una Bad Bank.

Ma che cos’è una Bad Bank?…è una cattiva banca, o meglio una banca costruita per prendersi tutto il marcio, tutti titoli tossici e privi di valore di mercato di cui la banca in difficoltà vuole liberarsi.

Quindi nulla di buono ovviamente, sempre che le parole abbiano ancora un loro significato che sia tale.

La Bad Bank è un’enorme recipiente…una sorta di fossa biologica…dove far confluire tutti gli escrementi creditizi prodotti in tutti questi anni di finanza allegra; quella finanza comandata e diretta da personaggi del tutto incapaci a ricoprire i ruoli loro assegnati e il risultato ne è la conferma, punto.

Quindi nelle Bad Bank, semmai fossero create in Italia, ci andrebbero tutti quei mutui, finanziamenticrediti inesigibili, quelle posizioni incagliate, a sofferenza o a perdita conclamata che è meglio non far figurare a pieno nei bilanci…non sta bene…non è elegante…perchè bisogna essere flessibili e agganciare la ripresa economica in atto ( ma dove?!?!?)  e quindi tornare a prestare ai cittadini & imprese i soldi che servono loro per andare avanti…della serie mettiamo la spazzatura lontano da casa, o meglio in una casa che non è la nostra, in modo tale da non sentire neanche la puzza così da poter ricevere i nostri ospiti (clienti) al meglio, come se nulla fosse successo.

E tutta quella roba marcia chi se la prende?…dove va a finire?…come viene smaltita?

Trattasi pur sempre di contratti finanziari con tanto di importo, valore, durata, interessi e rischio collegato…dove vanno a finire?

Non ho una risposta definitiva in merito, anche perchè non è ancora stato dato il via libera alle Bad Bank in Italia, ma un’idea ce l’ho e ve la potete fare anche voi in tutta tranquillità.

Le Banche oggi in Italia non guadagnano più come in passato e quindi lucrare sul margine di interesse non è più sufficiente a farle stare in piedi e quindi cosa fanno per ovviare a questo “piccolo problemino” e tornare in utile?

Semplice, fanno principalmente quello che una banca non dovrebbe fare, cioè diventare un supermarket dove si vende di tutto ai propri clienti.

Chi va in Banca oggi trova di ogni: libri, smartphone, tablet, frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, macchinette del caffè, attrezzi da palestra, biglietti dello stadio, biglietti dei concerti, assicurazioni di ogni tipo e forse in un futuro non così lontano anche prenotazioni esami clinici, ricerca badanti e assistenza domiciliare etc…non sto scherzando…è la pura realtà, riscontrabile da chiunque entri in una filiale bancaria italiana e più di qualcuno di voi avrà già visto con i propri occhi e/o comprato oggetti e servizi che nulla avrebbero a che fare con il servizio a cui una banca dovrebbe attenersi, cioè nell’ambito del credito.

Le Banche tradizionali cercano margine in settori commerciali che nulla hanno a che vedere con il loro core business a cui si dovrebbero attenere, ma tant’è…sinceramente la trovo imbarazzante come scelta commerciale.

Credo che ognuno di noi si rechi in Banca per assolvere ad un’esigenza correlata ai propri soldi, che sia un prelievo/versamento, il pagamento di una bolletta, chiedere un bancomat o una carta di credito, investire i propri risparmi o finanziarsi…ma pur sempre entra in banca per parlare di denaro.

Ora, entrare in una Banca ed essere circondati da prodotti che nulla hanno a che fare per come abbiamo inteso la Banca sino ad oggi è destabilizzante.

Ho sempre pensato che ognuno nella propria vita dovrebbe fare il “suo”, spendendosi per farlo nel migliore dei modi possibili, mentre chi fa tutto, chi fa il tuttologo…fa tutto e male.

Ormai la strada è tracciata, rassegnatevi, d’ora in poi quando andrete in Banca per parlare dei vostri investimenti, vi verrà proposto di fare quel tipo di investimento, perchè se lo farete vi “regaleranno” il gadget tecnologico o l’elettrodomestico di turno, in modo che voi possiate andare a casa a mani piene e soddisfatti del “regalo” ricevuto; salvo poi accorgervi di aver sottoscritto un investimento o un prodotto finanziario nel migliore dei casi del tutto modesto, quando non del tutto inadatto alle vostre esigenze o al vostro profilo di rischio, nonchè estremamente caro in termini di costi e commissioni.

Quando vi accorgerete di quanto avete sottoscritto per ricevere il famoso “regalo” sarà troppo tardi e sarà un inutile litania la vostra idea di andare in Banca a lamentarvi perchè:

– con ogni probabilità non troverete l’addetto di Banca che ve l’ha venduto (…e non consigliato) e quindi non avrete di fronte la persona di riferimento con cui avete sottoscritto tale operazione e su cui fare le vostre rimostranze direttamente.

parlerete con il suo sostituto, il quale con una faccia di bronzo assoluta vi dirà:”…ma Sig. Rossi non gli e l’ho venduto io, non ha parlato con me ma con mister X che ora è in un’altra filiale”…a voi sembrerà di sognare, quasi come se vi trovaste in una banca diversa da quella in cui siete clienti e in cui avete sottoscritto quel mirabolante prodotto d’investimento con regalo annesso, che adesso è diventato un problema.

la pillola vi verrà indorata, facendovi parlare con il direttore di filiale che vi prometterà, garantirà, assicurerà con aria simil-dispiaciuta ma con un sorriso a 32 denti smaltati che d’ora in poi (…prima dov’era?…nemmeno sapeva che eravate clienti o come eravate fatti, figuriamoci se vi conosce per nome)…questo direttore vi prometterà che d’ora in poi questi incresciosi incidenti e fraintendimenti di percorso nei vostri confronti…che siete un cliente storico, di primaria importanza, apprezzato e fidelizzato della banca non si ripeteranno mai più, promesso…croce sul cuore!!!

Bèh dopo questa bella leccata voi vi sentirete il cliente n°1 della banca…per la durata di quei 2 miseri minuti in cui vi è stata prestata l’attenzione che voi avete giustamente reclamato per quanto accaduto.

Ma poi, dovreste rendervi conto e pensare che non siete l’unico cliente della banca, anzi siete uno dei tanti a cui è stato venduto il prodottino in confezione regalo e quindi ricordatevi che ci sono anche gli altri clienti che reclamano i loro 2 minuti di celebrità e forse che forse è meglio che scendiate dalla brocca, ricomponetevi e tornate nella vostra modestia di cliente uguale a tutti gli altri per cortesia, perchè questo è il posto che vi spetta in banca.

Troppo crudo?!?!…fa niente, sempre meglio crudo, duro e onesto, che servizievole, melenso e falso.

Mettevi il cuore in pace quando entrate nella filiale della vostra banca, voi entrate come persone, ma chi sta dentro vi vede come dei polli…polli che entrano con 100 piume e devono uscire almeno con 99 e possibilmente nel più breve tempo possibile, perchè il tempo è denaro e di polli là fuori ce ne sono tanti da spennare.

E’ così che oggi le banche cercano di compensare i bilanci pesantemente erosi dalla crisi, dove i soldi prestati non rientrano più e diventano sofferenze, il tutto mentre persone e imprese disposte ad indebitarsi, sottoscrivendo mutui o investimenti per la propria azienda, in questo momento non ce ne sono molti in giro, nonostante i tassi d’interesse siano bassi come non mai.

Dall’altra parte, cioè da quella di coloro che sono investitori, cioè quelli che sono disposti ad investire i propri risparmi in prodotti finanziari sono piuttosto guardinghi e optano per strumenti semplici come obbligazioni, titoli di Stato etc…dove le Banche non hanno tutto quel margine derivante dalle commissioni che gli consentono di fare conto economico.

Quindi ecco perchè si stanno inventando il ruolo di supermarket per i loro clienti, peccato che di supermarket e ipermarket ce ne siano già parecchi in giro.

4) Credo proprio che il “domani” delle Banche sia già visibile “oggi” in quanto appena descritto.

Del resto, se non lo avete notato, in Banca vi vogliono solo se andate per parlare e di conseguenza comprare prodotti che vi verranno venduti, non consigliati…e qui, tra vendere e fare consulenza c’è un’enorme differenza.

I servizi base come le casse versamenti-prelievi, gli sportelli informazioni & servizi sono in drastica diminuzione, al loro posto modernissime macchine con cui fare tutto, versamenti, prelievi, pagamenti bollettte, tasse, estratti conto etc…e per i nostalgici ci sarà una lunga fila che li attende e che deve essere smaltita dal solo e unico cassiere rimasto in filiale al posto dei 5 che c’erano fino ad un paio di anni fa…e lui è lì con la inconsapevolezza di essere in via di assoluta ed inevitabile estinzione.

Mentre, se vi guardate attorno, noterete di avere la grande, immensa fortuna di avere a vostra ed esclusiva disposizione ben 5-6-7-8-9-10 box dedicati con all’interno solerti e accesi impiegati che sapranno consigliarvi qualsiasi tipologia di elettrodomestico, computer, smartphone, tvattrezzi fitness e assicurazioni contro la caduta di meteoriti o il morso di una vipera in pieno centro storico e tanti altri prodotti per voi assolutamente irrinunciabili, a patto che sottoscriviate il prodotto che vi verrà proposto & propinato a margine della sfolgorante proposta a cui sono certo non saprete rinunciare, lo sò.

Non ditemi quindi che la vostra Banca è differente perchè non ci credo, nessuna delle banche tradizionali italiane sarà immune da questo fenomeno di massa che sta cambiando volto al sistema bancario.

Del resto avrete notato che nessuna Banca apre più filiali, piuttosto le riducono drasticamente, per ovvi motivi di costi fissi collegati, perchè il costo della filiale lo pagate voi all’interno dei vostri c/c e altri servizi che avete sottoscritto…il tutto per avere la comodità di avere una filiale ogni 3km, con 3-4-5-10 impiegati all’interno, di cui però solo uno o due al max vi serviranno, mentre gli altri si adopereranno solo se voi siete disposti a comprare e quindi dove va a finire il concetto di servizio?

Va a finire che il concetto di servizio fa a farsi benedire, perchè il servizio fine a stesso è un lusso che oggi le banche non possono più permettersi, è evidente.

Questa “evoluzione” delle banche è stata indotta dalla crisi attuale e poi è stata sfruttata a tavolino come una strategia di marketing, dove come avrete sentito dire da ogni alto funzionario bancario intervistato “il cliente è al centro del nostro modello di servizio”…si al centro del mirino.

La cosa paradossale in tutto questo è che quasi tutti i clienti delle banche italiane, cioè voi risparmiatori, chi più chi meno, vi lamentate o vi siete lamentati delle banche e dei loro disservizi almeno una volta, forse molte di più;  ma è statisticamente dimostrato che poi nessuno o quasi dei clienti delle banche tradizionali fa qualcosa per migliorare la propria situazione, della serie: al bar tutti leoni e poi in banca tutti pecore.

Perchè semmai qualcuno di voi non si sentisse trattato come vorrebbe dalla propria banca…o se peggio non viene considerato affatto, se non nel momento in cui è la banca stessa ad aver bisogno di voi e quindi vi contatta per vendere quel prodotto…oppure come ho sentito più volte ” …in banca c’è sempre la fila…cambiano sempre gli impiegati, etc…”…bèh cosa ci fate ancora lì?…ah già cambiare è difficile!!!…me l’ero scordato, accidenti.

Quindi se per voi, nonostante tutto questo, cambiare è troppo difficile, almeno abbiate la decenza di non lamentarvi di ciò che voi stessi permettete vi venga fatto.

La strategia posta in essere dalle banche è comprovata e sanno che almeno 8 clienti su 10 manderanno giù il rospo, sempre e comunque;…certo vi arrabbierete…minaccerete di chiudere il conto e di portare via tutti i vostri soldi, sino a quando non si materializza il Messia, ovvero sino a quando incontrerete il Direttore di filiale…che come d’incanto vi risolverà tutti i vostri problemi e vi farà sentire al centro dell’Universo per quei famosi 2 minuti, contenti voi…

Ma che senso ha tutto questo visto con gli occhi del cliente?…che senso ha essere trattati in questo modo?…dover sempre aver a che fare con referenti diversi, di cui non si sa se ci si potrà fidare in futuro e di cui non si conoscono le eventuali competenze?…oppure, perchè vengo chiamato dalla mia banca solo quando hanno bisogno di vendermi qualcosa e non mi chiamano mai per una consulenza o semplicemente per fare il punto della situazione?…perchè mi concedono condizioni migliori sono quando minaccio di andarmene?…provate a chiedervi se tutto questo ha un senso…

Semplice…tutto questo non ha nessun senso!!!

Ma a conti fatti quasi nessuno di voi percepisce questo NON servizio, perchè l’importante per molti di voi non sono le persone con cui vi relazionate in banca e le loro supposte o eventuali competenze professionali,  ma la banca stessa, intesa come status symbol, come ancoraggio mentale che voi stessi vi siete creati oppure, intesa come edificio fatto di solidi muri e quadri antichi, il quale psicologicamente ci infonde sicurezza che in fondo è quella che cerchiamo tutti no?!?!

Allora “…chi è causa del suo mal, pianga se stesso” ed è assolutamente giusto che le Banche vi trattino come stanno facendo, ovvero come polli da spennare, piuma dopo piuma, perchè i primi a volere tutto questo siete voi cari risparmiatori italiani, voi e nessun altro.

Finchè in questo Paese, la forma sarà più importante della sostanza non cambierà mai nulla, dove la forma sono l’edificio, i muri, il nome e l’idea che vi hanno inculcato negli anni della vostra banca…in una parola è la vostra abitudine di “vedere” la Banca per come l’avete sempre intesa e vissuta; mentre la sostanza sono i servizi o disservizi che vi vengono prestati dietro lauto pagamento di costi & commissioni da parte vostra, che siete i clienti.

Il 4 novembre 2014 è entrata in vigore l’Unione Bancaria Europea, che prevede per i clienti delle banche qualche sostanziale modifica, di cui sono certo sarete stati già informati da parte della vostra Banca: 

L’Ecofin ha stabilito cosa accadrà d’ora in avanti se una banca di qualunque Paese europeo necessitasse di aiuti per evitare il fallimento. I primi a pagare, come detto, non saranno gli Stati bensì gli investitori privati legati a quell’istituto di credito. Questi saranno chiamati a contribuire – con le loro perdite – fino a una soglia prestabilita, pari all’8% del totale delle passività della banca in crisi. In pratica se un istituto sull’orlo del fallimento ha attivi/passivi per 100 miliardi, verranno “bruciati” risparmi fino a 8 miliardi attingendo dai privati. I quali però si suddividono fra azionisti, obbligazionisti, semplici correntisti. Andiamo dunque a vedere nel dettaglio cosa cambia per loro.

L’ORDINE DI INTERVENTO, PRIMA GLI AZIONISTI, POI GLI OBBLIGAZIONISTI:

Si è dunque stabilito l’ordine con cui i vari strumenti finanziari verrebbero “bruciati” per raggiungere il citato 8%. – I primi a pagare sarebbero ovviamente gli azionisti dell’istituto stesso. – In seconda battuta verrebbero bruciate le obbligazioni cosiddette “subordinate”, che hanno caratteristiche a metà strada tra le azioni e le obbligazioni vere e proprie. Sono quelle definite con le denominazioni “Lower Tier 2” e “Upper Tier 2”. – In terza battuta toccherebbe alle obbligazioni normali, quelle definite “Senior”. – Solo in ultima analisi, se tutto questo non fosse sufficiente per raggiungere l’8% di perdita che spetta ai privati, verrebbero aggrediti i depositi dei conti correnti. Ma solo quelli superiori ai 100mila euro.

IL LIMITE DEI 100.000 EURO SUI CONTI CORRENTI: 

depositi fino a 100mila euro, come detto, saranno tutelati sempre e comunque rispetto alle perdite delle banche. A tal proposito la Banca d’Italia sarà chiamata ad istituire un’apposita autorità di risoluzione della crisi che avrà il compito di gestire il salvataggio. Allora si capirà se l’attuale fondo di tutela dei depositi interbancari – quello che deve appunto tutelare i depositi fino a 100mila euro – farà parte della nuova autorità o se resterà invece un organismo a parte. Tutela assicurata anche per i possessori dei cosiddetti “covered bond” (obbligazioni garantite), così come non verranno intaccati stipendi e pensioni dell’istituto coinvolto.

Avete capito che cosa significa!?!?!

 

Il motivo per cui il nostro Paese vive uno dei periodi peggiori della propria storia moderna è principalmente dovuto al fatto che il Paese stesso è immobile, incapace di reagire e di cambiare di fronte alle nuove realtà e alle nuove sfide che il mondo attuale ci pone davanti.

Ma il nostro Paese in fondo siamo noi tutti e se, la maggioranza dei cittadini e dei risparmiatori italiani non comprende che quando ci si trova in difficoltà si devono prendere delle decisioni, affrontare delle nuove sfide e dei cambiamenti necessari per uscire dalla situazione in cui ci troviamo oggi, bèh allora amen.

Quindi delle due l’una…o si sta ancora troppo bene per ribellarsi e quindi non lamentiamoci, oppure significa che siamo un popolo incapace di darsi nuove prospettive, e allora è giusto e meritato trovarsi nella situazione attuale.

Siete ancora certi che la vostra banca sia differente?

 

 

Riproduzione riservata.

 

 

 

 

 

 

 

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