Appetite for Destruction

Piccola ma doverosa premessa: come scritto nel secondo post “The Absolute Beginner” scritto alla nascita di questo blog, questo non è un blog di finanza tecnica, che usa esclusivamente linguaggio tecnico per tecnici, non è un blog di verità in tasca.
Questo è un blog, pensato, ideato e fatto con l’idea di aiutare le persone che non masticano di finanza a farsi un’idea in merito, con l’obiettivo di renderle maggiormente partecipi e più consapevoli nelle loro eventuali scelte di investimento per i propri risparmi.
Non ho pensato a darkpool come a un blog uguale a migliaia di altri che già esistono.

 

Anno nuovo, vita nuova, mica tanto mi sa.

Bèh poco male sapete…io ho già dato l’anno scorso in tal senso e ora vado avanti…sino all’infinito e oltre!!!

Ma togliamoci subito il dubbio e guardiamo ai mercati, per la felicità assoluta di quelli che non amano perdersi in inutili chiacchiere, che per la prosa, i sentimenti e gli inutili aspetti caratteriali che ci distinguono c’è tempo.

I mercati quindi:
– i mercati da almeno un paio di mesi a questa parte fanno letteralmente vomitare.

– i mercati azionari sono assolutamente senza direzione, forza, trend e molto difficili da interpretare, almeno per me.

– i mercati ci stanno comunicando che qualcosa sta cambiando, ancora una volta e in modo diverso, ancora.

Quindi, per non perdermi in inutili chiacchiere, teorie e promesse da mago della fiera, mi limiterò ad una mia semplice e semplicistica analisi, spero molto lineare e fruibile.

Dal mio punto di vista, andando per una scala di priorità, le motivazioni che stanno influenzando maggiormente i mercati sono queste:

– la definitiva uscita di scena da parte della FED, la quale nel mese di ottobre ha smesso di fornire liquidità ai mkts si sente e non poco; soprattutto perchè i mkts erano ampiamente drogati da questa enorme massa di liquidità a costo zero che consentiva ai grandi operatori, banche d’affari, hedge fund etc…di effettuare operazioni di trading e investimento sui mkts con un’elevata leva finanziaria, al limite della moral hazard.

– la fine del QE americano ha innescato un brusco ritorno alla realtà, con chiusura di quelle posizione aperte a leva di cui sopra, quindi si è manifestato un veloce e robusto deleveraging sui mkts, che ovviamente ha colpito diversi asset.

– altro effetto innescato dal termine del QE americano è il repentino rafforzamento del dollaro, il quale in soli 7 mesi ha fatto registrare un calo del 15% dai max a 1,399 di fine maggio 2014 ad oggi; un calo così repentino, costante e veloce innesca effetti collaterali negativi nel breve periodo, in quanto impatta anche e soprattutto sulle valute emergenti e/o ad alto rendimento, mettendo in seria difficoltà quei paesi. A titolo di esempio si possono guardare i due cambi $/rupia indiana e €/lira turca che hanno vissuto momenti di estrema volatilità, compresi in un range del 15-20% in un solo mese. (i grafici sono postati nell’articolo “Something from Nothing”)

– Inoltre, l’apprezzamento del dollaro ha contribuito non poco al crollo del prezzo del petrolio che a mio avviso NON è assolutamente positivo nel medio termine per la nostra economia europea.

– Un petrolio ai 50 dollari l’abbiamo già visto nel 2009, ma quelli erano momenti immediatamente successivi allo scoppio dell’attuale crisi finanziaria prima ed economica poi, ovvero immediatamente dopo il fallimento di Lehman Bros. con successiva crisi di liquidità sui mkts con tassi come l’euribor che schizzarono alle stelle.

– Oggi, in un contesto di deflazione conclamata per l’Europa, un petrolio a 50 dollari affossa ancor di più gli obiettivi della BCE di uscire dal pantano della crisi e della deflazione, poichè l’incidenza della cosiddetta “bolletta energetica” nel paniere inflazione ha un peso e un’importanza primaria.

– Un calo del greggio, che non si riflette automaticamente e linearmente in un calo dei prezzi di benzina, gas ed energia per i consumatori, almeno qui in Europa, mentre in USA si, significa che i prezzi continueranno a calare e quindi i salari non aumenteranno e con essi la capacità di spesa dei consumatori/famiglie; inoltre, con la deflazione, il debito pubblico aumenta automaticamente poichè viene a meno l’effetto erosione che invece l’inflazione porta con se, abbattendo il debito.

– Un petrolio in area 40-50 dollari al barile, comporta che le aziende estrattive americane, specialmente le più indebitate, ovvero quelle denominate High Yield, saltino come birilli e con loro le obbligazioni emesse, in quanto l’attuale prezzo del greggio rende assolutamente anti-economica l’estrazione di petrolio e gas made in (USA shale-oil e shale gas), che hanno costi sensibilmente maggiori da sostenere in fase estrattiva e quindi necessitano di un prezzo del petrolio maggiore di 45-50 dollari per barile per rimanere operativi e redditizie.

E’ indubbio che stiamo assistendo al terzo atto di questa nuova terza guerra mondiale: prima con il 2008 Lehman e crisi liquidità, poi nel 2011 con la crisi dello spread ed ora, con la guerra valutaria tra USA, Russia e Cina. Quando mi permettevo di fare questa valutazione nel 2009 venivo presso per matto e catastrofista, perchè nessuno o quasi aveva percepito l’importanza, la criticità e le potenzialità di ciò che si stava innescando, oggi i vari guru in questione fanno a gara ad andare in tv e sui giornali a spiegare lo svolgersi di questa crisi.

Le conseguenze di tutto questo e i suoi effetti collaterali sono ad oggi inimmaginabili, ma li scopriremo nei prox mesi, strada facendo.

– E’ plausibile che un petrolio a 50 dollari renda del tutto anti-economica l’estrazione di shale-oil e shale-gas americano, i quali sono profittevoli con un prezzo del greggio, sia WTI che Brent con prezzi compresi tra i 70-80 dollari a barile; si potrebbe ipotizzare che questo crollo del prezzo del petrolio sia stato innescato dagli arabi e dalla Russia, proprio per mettere fuori mercato gli USA, i quali, galleggiando letteralmente su un’enorme giacimento di shale, vorrebbero rendersi totalmente autonomi energeticamente ed esportare in Europa il loro shale-oil e shale-gas entro un decennio.

– Ovviamente questa operazioni implica enormi investimenti, ma soprattutto implica l’erosione di importanti quote di mercato ad oggi di pura esclusività degli arabi e della Russia, in quanto il cliente Europa è molto importante e centrale per ovvi motivi geo-economici.

– Infine c’è il consueto discorso di chi tiene l’egemonia mondiale del potere, il quale oggi si manifesta non più, o almeno non solo con l’uso della forza, ma piuttosto con l’uso di nuove tecnologie, materie prime, dati sensibili e grandi accordi commerciali. E’ proprio di un paio di giorni fa la notizia che la Russia ha definitivamente deciso di far passare i propri gasdotti non più in Ucraina ma in Turchia.

– Solo giovedì scorso Draghi ha ribadito che la BCE è pronta ad agire e a varare il proprio QE, tramite l’acquisto diretto di titoli di stato; ora è assolutamente centrale che questo “benedetto” QE venga varato il prox 22 gennaio e con un’importo di acquisti complessivi molto rilevante, poichè a mio avviso siamo assolutamente fuori tempo massimo e, non è detto che un QE europeo fatto oggi abbia gli stessi effetti di un QE fatto 3-6 mesi indietro.

– E il giorno dopo in sede BCE invece di rendersi conto e brindare finalmente al chiaro, semplice e positivo messaggio mandato volutamente ai mercati cosa hanno pensato di fare?!?!…hanno pensato bene di chiedere ulteriori coefficienti patrimoniali alle banche europee, ancora…si…ancora.

– I mkts hanno mandato un chiaro messaggio a Draghi nel mese di dicembre, quando si aspettavano il varo del QE già il 4 dicembre in occasione dell’ultimo board BCE, cosa che puntualmente non è avvenuta e questo ha indotto molti market makers e fondi a vendere i propri asset in ptf, causando la discesa dei listini.

Grecia?…non conta più nulla dal 2012, è solo speculazione da 4 soldi che attecchisce quando i mkts sono nervosi, delusi e suscettibili…tutto fa brodo in questi momenti.

Quindi la mia impressione è che qui la confusione, il distacco dalla realtà è la voluta cocciutaggine regnino sovrane, specialmente a Bruxelles e Francoforte.

Qui altro che auto-flagellazione, qui ci stiamo auto-distruggendo e a quanto pare ci troviamo pure gusto, anzi appetito.

Non passa giorno che non mi risuonino nella testa le parole di Draghi che dall’estate scorsa va ripetendo: “ECB (BCE) is ready…if needed”…if needed?!?!?!…fate vobis!!!

Giunti a questo punto della nostra tragedia greca in salsa europea occorre però soffermarsi su alcuni punti sostanziali che ci dovrebbero far capire meglio le cause di questa nostra situazione del tutto deficitaria e per farlo, dobbiamo volgere il nostro sguardo su quelle che sono le differenze tra noi europei e gli altri, uno per tutti, l’America, che di fatto è fuori dalla recessione già da qualche anno:

1) le sostanziali differenze culturali, economiche e sociali tra USA e Europa sono quantomai lampanti oggi; basti pensare al differente approccio al concetto di “spesa” che passa tra un cittadino americano e uno italiano (europeo), con quest’ultimo che negli ultimi anni di crisi è tornato ad essere il Re delle Formichine, aumentando sensibilmente la propria capacità di risparmio per buona pace di tutti i politicanti di Bruxelles e Roma che si sforzano di incentivare i consumi e gli investimenti (dati Banca d’Italia), mentre il cittadino americano, nonostante il sensibile deleveraging (riduzione della massa di debito in circolazione) manifestatosi in USA in questi anni, non ha mai smesso di spendere e di godersi la vita, nonostante un futuro incerto anche per essi, ma con una diversa percezione al riguardo, indotta da un Paese, un Governo e soprattutto una Banca Centrale (FED) che si sono mossi concretamente e in tempi rapidi, senza perdersi in parole al vento.

2) In Europa abbiamo avuto e abbiamo tutt’ora una morsa strettissima da parte della BCE su richiesta UE, riguardo alle banche e ai loro ratios patromoniali; morsa che sembra quella di un Boa Constrictor in procinto di soffocare letalmente la sua preda, ovvero l’economia europea tutta. Draghi va ripetendo più volte che, da sola la BCE non può (…e non deve) fare tutto, ergo, che alle politiche monetarie eccezionali varate dalla BCE, devono seguire eguali misure da parte della UE e dei singoli Stati membri, altrimenti non si va da nessuna parte, se non nel baratro.

3) A questo proposito, il fatto di avere creato un Unione Monetaria, sull’unica base di una moneta unica, l’€ appunto, senza avere predisposto allo stesso tempo, politiche economiche e fiscali unitarie, fa capire bene quello che è stato il madornale errore commesso dai padri fondatori dell’UE e dell‘€; errore che rischia di rivelarsi fatale oggi.

4) Qualcuno in BCE dovrebbe spiegarmi e spiegarci il perchè degli stress test varati con severità al 31/12/2013 e i loro risultati promulgati solo 10 mesi dopo, e ancora, dovrebbero spiegarci perchè continuano a chiedere l’innalzamento dei requisiti patrimoniali minimi alle banche italiane (ratios patrimoniali) quando la stessa severità e tantomeno gli stress test hanno visto l’esclusione delle Landesbanken tedesche, ovvero la versione tedesca dei nostri Crediti Cooperativi, dove è risaputo che queste Landesbanken occupino la fetta maggiore del mercato bancario tedesco, che ovviamente è uno dei mercati più importanti al mondo. Ecco, qualcuno ci spieghi in cosa consiste la “moratoria” concessa dalla BCE a Frau Merkel nel 2013, per cui proprio queste Landesbanken godano di assoluti privilegi e di fatto siano del tutto intoccabili e non ispezionabili dalla mano pesante e vigile della BCE per 4 anni, c’è forse qualcosa che dobbiamo sapere?…c’è qualcosa che puzza all’interno di queste Landesbanken? Ovvio che si.

5) Ora che anche la Corte Europa, chiamata in causa dalla pavida Germania ad esprimersi in merito al fatto se la BCE fosse nel lecito nel varare le proprie manovre monetarie straordinarie, come il programma di OMT varato nel 2012, il quale prevede che, se uno Stato membro della UE si trovasse in difficoltà nel rimborsare i propri titoli di stato, dietro richiesta di aiuto alla BCE stessa, questa sarebbe intervenuta come garante di questi stessi titoli di stato, come il buon padre di famiglia. Bene giusto 3 giorni fa, la Corte Europea ha dichiarato legittimo l’OMT e la BCE nel fare tutto quanto nelle sue facoltà per salvaguardare l’eurozona e i suoi paesi membri, tutti, per buona pace della Germania e dei falchi della Bundesbank…che squallore e che pena.

6) In ultimo, noi europei dobbiamo toglierci il cappello di fronte al pragmatismo anglosassone di affrontare la crisi. I diversi tempi di reazione delle varie Banche Centrali, si stanno rivelando quantomai fondamentali; del resto la storia bellica insegna che per quanto deprecabile sia una guerra, un conflitto, un scontro…alla fine c’è sempre un vincitore e un vinto e storicamente l’ago della bilancia vede gli anglosassoni vincenti, perchè maggiormente in grado di percepire il pericolo, la gravità che ne deriva e le potenziali devastanti conseguenze.

Draghi con ogni probabilità il prox 22 gennaio varerà il QE, anzi me lo auguro proprio, perchè non oso immaginare cosa potrebbe accadere se tale decisione fosse ancora rimandata, non credo che i mercati la prenderebbe bene, anzi.

Ma giunti a questo punto, cioè avendo perso tutto questo tempo, non è detto che il QE abbia lo stesso impatto oggi di quello che sarebbe stata la sua attuazione anche solo 3 mesi fa.

Perchè il QE made in BCE abbia un senso e produca gli effetti sperati, ovvero far rialzare l’economia europea dal baratro della recessione & deflazione, occorre che il QE, a mio avviso abbia le seguenti caratteristiche:

– deve comprare non solo titoli di Stato, ma possibilmente anche debito privato, non solo i covered bond bancari e ABS.

– deve avere dimensioni il più estese possibili, quindi non un mini-QE, ma un mega-QE…facciamo un QB quanto basta.

– deve andare avanti sino a quando non si vedranno risultati riflessi sull’economia sottostante e non solo sui mercati finanziari, i quali verosimilmente saranno i primi a rifletterne i “benefici”.

Quindi quello che mi aspetto da mamma BCE è un QE—>QB…che venga attuato-sviluppato-protratto sino a quando necessario, senza timori, perchè ormai non c’è rimasto granchè da perdere in termini economici in Europa.

Un QE di importanti dimensioni e portato avanti con decisione sino a quando non si riscontreranno risultati utili dalla sua implementazione sull’economia reale.

Quanto ai mercati finanziari, è lecito attendersi che essi brinderanno con entusiasmo al varo del QE, per poi magari ripiegare leggermente dopo la prima impennata sulle ali dell’entusiasmo per capitalizzare il primo rally e conseguentemente ripartire per quella che a mio modo di vedere potrebbe essere la parte di rialzo più corposo per i listini azionari.

Per quanto mi riguarda saranno proprio i listini azionari a trarre maggior beneficio dal QE, perchè saranno quelli che rifletteranno meglio e prima l’abbondante liquidità derivante dal QE stesso.

Questo perchè da una parte i mercati obbligazionari lo stanno già scontando nei prezzi il QE, con prezzi alti e rendimenti molto modesti, i quali potranno ulteriormente abbassarsi, ma non troppo, visti i livelli raggiunti; dall’altra parte la BCE sa benissimo, e lo ha constatato lei stessa con le aste TLTRO che c’è ben poca voglia & fame da parte delle banche europee di soldi a prestito gratis ma vincolati al prestito forzoso all’economia reale, la quale non richiede soldi, non si indebita, non investe…perchè dannatamente spaventata e con la pressochè totale mancanza di fiducia nel futuro.

Quindi con il QE, la BCE libererà le banche dai titoli di stato etc…e darà loro soldi, tanti soldi, che le banche utilizzeranno per fare investimenti in asset finanziari e trading, il che è un modo molto poco nobile e discutibile ma “moderno” per poi rilanciare o cercare di riaccendere la crescita economica, tramite l’aumento di valore di questi asset finanziari.

Cosa volete che vi dica?…non se questo new normal indotto dalle Banche Centrali è giusto, nemmeno so dirvi se è sostenibile o se, fornirà la dose fatale di veleno al tessuto economico, ma giunti a questo punto…a questo triste punto è l’unica cosa rimasta sul tavolo delle possibilità.

Per non farci mancare nulla e per aggiungere sale alla minestra, le decisione della Banca Centrale Svizzera di slegare il Franco dal cambio con l’Euro dopo 3 anni, ha avuto un impatto a dir poco devastante sulla stessa borsa elvetica e sul cross del Franco, sia nei confronti dell’Euro che del Dollaro.

Della serie, che con i tempi che corrono, nemmeno gli svizzeri sono più quelli di una volta, chapeau.

Ho intitolato questo articolo “Appetite for Destruction” perchè mai come oggi mi è chiaro il rischio di auto-distruzione economica e sociale che stiamo correndo qui in Europa.

Le responsabilità maggiori a mio avviso sono da ricercarsi in quella manica di burocrati, scollegati dalla realtà, perditempo e anche incompetenti, che continuano a vedere un mondo che non esiste, chiusi come sono nelle loro certezze inesistenti e nei loro palazzi che odorano di ottusa ignoranza.

Il problema è che tutta questa “Appetite for Destruction” sta inevitabilmente contagiando anche le persone normali, quelle che vivono realmente, tutti i giorni, con o senza un lavoro, ma con tutte le difficoltà della vita reale quotidiana.

Ormai l’autolesionismo e il pessimismo si stanno facendo sempre più largo tra la società e attecchiscono anche in coloro che strenuamente si battono per cercare di migliorare la situazione attuale, facendosi su le maniche.

Purtroppo abbiamo a che fare con un muro di burocrazia, leggi e esponenti politici che rimbalza ogni tentativo, ogni volontà di portare nuova linfa al tessuto economico-sociale del nostro Paese, e questo è molto svilente.

Sinceramente penso che si debba porre attenzione a quei mercati che hanno possibilità di crescita, dove il debito sia sotto controllo e soprattutto in relazione con un PIL in salute; questi mercati dovrebbero riflettere i benefici di una lenta, lentissima uscita dell’Europa dalla recessione (forse).

Europa, sarei cauto, ma non eccessivamente, del resto le medicine si danno per guarire e quindi credo che credere nel nostro vecchio continente non sia l’azzardo che molti si ostinano a farci credere, nonostante una posizione debitoria importante, ma io nemmeno mi sogno di comprare bond e titoli di stato europei a questi rendimenti…ci sono altre possibilità di rendimento sui mkts europei.

USA, è fondamentale che tengano i livelli attuali, magari scaricando e distribuendo gli eccessi, poi nel corso dell’anno vedremo le trimestrali delle grandi Corporate americane come riporteranno e se, sapranno metabolizzare senza troppa difficoltà il primo rialzo tassi FED dopo tanti anni di bengodi.

Cina, astuti come una volpe, guardano proprio con attenzione agli USA e nel contempo svalutano leggermente il Renminbi, approfittando della non fretta della FED nell’alzare i tassi. Importante sarà capire come andrà l’economia cinese già nei primi mesi dell’anno per cercare di capire se la Cina avrà o meno intenzione di svalutare la propria moneta nei confronti del dollaro.

Giappone, la grande scommessa, come sempre, ma dopo 20 anni e con tutto quello che Abe sta facendo, credo sia opportuno dare loro una chance, nel senso più positivo del termine.

Commodities, non pervenute, mistero assoluto, per il momento. Certo che a questi prezzi non mi sorprenderei se qualcuno iniziasse a comprare, senza fretta…un po per volta in attesa di tempi migliori, i margini sono ampi in considerazione di quanta è stata lunga, continuata e violenta la discesa.

Il mio pensiero lo ribadisco, conviene rendersi conto dello stato attuale dei singoli mercati: obbligazionario-titoli di stato, azionario, valute e commodities.

Quindi conviene essere coerenti con se stessi e con la propria propensione al rischio, ma anche coerenti con quanto appena scritto due righe sopra e rendersi conto di quelle che possono essere le opportunità di investimento per i mesi/anni a venire, partendo dalla semplice considerazione dei prezzi attuali dei vari mercati e del margine di rendimento che ognuno di loro ha ancora da esprimere.

In ultimo, una piccola ma fondamentale considerazione per quanto mi riguarda:

se ognuno di noi, nel suo piccolo mondo di ogni giorno cercasse di comportarsi bene, al meglio delle proprie possibilità e contestualmente cercasse di essere un po’ meno maleducato verso gli altri, verso l’ambiente e quindi verso il mondo che ci circonda ed abitiamo, credetemi, sarebbe un gran risultato e staremmo meglio tutti, anche se con ogni probabilità non ce ne accorgeremmo.

Badate che non sono cazzate, non è un’inutile predica buonista, anzi, vuol essere una sfida.

Perchè ad essere maleducati…a fottersene di tutto & tutti…son capaci tutti, ma soprattutto non serve a nulla, se non ad auto-distruggersi.

Capisco che per parecchia gente, che casualmente si trova a vivere sul nostro pianeta, questo sia un discorso troppo complesso, ai limiti della scienza quantistica, certamente è più semplice gettare un pacchetto vuoto di sigarette fuori dall’auto, o posteggiare nel parcheggio disabili quando non lo si è, oppure buttare per strada l’immondizia etc…

Del resto vivere in un paese dove fottere gli altri, fottersene degli altri, non pagare le tasse è figo, quando non un valore aggiunto, non c’è da stupirsi a trovarsi nella situazione in cui siamo, poi ci si ritrova al bar o in piazza a lamentarsi, di tutto e di tutti ovviamente.

Tutti i giorni, come voi del resto, mi trovo di fronte a persone che si arrogano il diritto di imporsi nella mia vita, senza averne il diritto, con assoluta mancanza di rispetto e con menefreghismo assoluto.

Giunto a 40 anni,  resomi conto con quanta gente maleducata, prepotente e arrogante ho a che fare tutti i giorni, in tutti gli ambiti, dal parcheggio…al bar…in auto…in ogni dove…si incontrano veri e propri parassiti sociali, ho deciso per quanto riguarda la mia vita, per il mio percorso futuro, che queste persone debbano andarsene fuori dalla mia vita, definitivamente…vfkl per sempre…live and let die…con assoluta consapevolezza che non mi sto perdendo proprio nulla, anzi.

La mia vita è troppo importante per me, per le persone che porto nel mio cuore, come per quelle persone di cui ho assoluto rispetto anche se non sono amici…e la vita perchè possa essere vissuta al meglio e pienamente ha bisogno di due cose…volontà e consapevolezza.

“La vita è troppo breve per alzarsi la mattina con dei rimpianti. Quindi ama le persone che ti trattano bene e dimentica di quelle che non lo fanno e credi che tutto accade per una ragione. Se arriva un’occasione coglila! Se essa ti cambia la vita lasciala fare! Nessuno ha detto che sarebbe stato facile, hanno solo promesso che ne sarebbe valsa la pena.”

 

…era il 1987, erano i Guns, Appetite for Destruction e Paradise City…avevo 13 anni:

“…Take me down to the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Take me home…”

 

 

Riproduzione riservata.

 

 

 

 

 

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