Hotel California

Paura eh!?!?!…

 

Lo storno sui mercati è stato bello tosto e ancora pare non voler mollare la presa, anche se come avrete notato ho usato il  passato prossimo parlandone, segno che per come la vedo io lo storno è alle spalle, almeno nella sua parte più consistente e violenta.

Se dovessi usare un simbolo per identificare questo storno che si è abbattuto sui mercati, userei la lettera V.

E’ una lettera tosta, cruda, spigolosa e priva di compromessi, nonchè dannatamente bella da vedere, facile da scrivere, che risalta e lascia il segno quando la si scrive ed è tagliente quando la si pronuncia, come fosse una cicatrice indelebile.

V come velocità con cui lo storno si è manifestato, inanellando sedute rosse una dietro all’altra.

V come violenza di alcune sedute di borsa chiuse con -3%…-4% come non si vedeva da tempo.

V come virale, nel senso che le vendite hanno colpito sia l’equity (azionario), che in bond…sia governativi che corporate, ovviamente anche gli emerging e gli High Yield che hanno sofferto particolarmente.

V come voluto, nel senso che i big player che dominano i mercati hanno preferito vendere gli asset detenuti in portafoglio, che sino a qualche settimana fa avevano reso bene, perchè hanno intravisto all’orizzonte troppi happening importanti, quali la fine del tapering promesso dalla FED, gli stress test appena pubblicati dalla BCE, nonchè le incombenti riunioni FED & BCE dei prox giorni dove sapremo di più delle loro intenzioni in termini di ulteriori manovre espansive a supporto dei mercati per i mesi a venire.

V come volatilità, la quale è miracolosamente ricomparsa sui mercati dopo anni di letargo assoluto, e forse è un bene.

V come figura tecnica che il principale indice azionario, ovvero lo S&P500 sta compiendo,dove tanto ripida è stata la discesa quanto altrettanto violento e ripido si sta manifestando il recupero, che di fatto ha annullato tutto lo storno.

 

Ma volgendo lo sguardo altrove rispetto agli asettici andamenti dei mercati finanziari cosa è accaduto nel mondo che ci circonda nelle ultime settimane che possa servirci da chiave di lettura per il proseguio?

Le tensioni belliche in Israele e Iraq sembrano placarsi e di fatto non occupano più la prima pagina dei giornali o le news di apertura dei tg, ma piuttosto l’attenzione ora torna sul lato politico e finanziario, come ogni autunno che si rispetti.

Quindi abbiamo le varie approvazioni delle varie leggi di stabilità europee, sempre più lacrime e sangue per noi italiani, dove NON corrisponde al vero che ci abbiano abbassato le tasse, tutt’altro, per buona pace dell’oratore prezzemolino Renzi, che non perde occasione per invadere ogni qualsivoglia palinsesto televisivo per bucare l’audience con la sua fluttuante parlantina imbonitrice, capace di incantare molti italiani, non più abituati a questo lessico moderno e vivace da quasi uomo della strada.

A confermare di ciò che penso è sufficiente rendersi conto delle porcate fatte sui fondi pensione e sul TFR, dove rispettivamente sono state aumentate le tasse dall’11% al 20% e scusate se è il doppio!!!…mentre sul TFR viene lasciata “libertà” di fare ciò che ad ognuno gli pare, premesso che se vuoi il TFR in busta ti tasso, se lo lasci dov’è ti tasso uguale, della serie comunque vada sarà un successo!!!

Credo fermamente che, quando si arriva a questi livelli, è palese che si sta raschiando il fondo del barile, perchè pensare di rilanciare fiducia & consumi con i soldi del TFR sia solo un pietoso escamotage per non ammettere la realtà, ovvero che non si hanno idee e non si ha la volontà reale di tagliare e punire chi realmente succhia soldi, tempo ed energia al nostro semi-fottuto Paese, cioè la macchina Pubblica e tutti i suoi filistei.

Un Paese che non incentiva la previdenza complementare alle generazioni attuali di giovani occupati, quando sa benissimo che non ci saranno soldi a sufficienza per pagare le pensioni nei prox  10-20-30 anni è un Paese senza futuro e chi lo governa oggi, prendendo queste decisioni assurde, le quali ricadranno inevitabilmente sulle generazioni future è in assoluta malafede quando non del tutto incompetente.

Questo ennesimo inasprimento fiscale, segue di pochi mesi l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie come le chiamano loro, io preferisco usare il termine corretto e cioè RISPARMI.

Perchè una rendita è un reddito da qualcosa che si possiede e che con assoluta certezza aumenterà la mia ricchezza personale e/o reddito, mentre i soldi investiti in titoli di stato, obbligazioni, azioni, fondi comuni e etf  NON è assolutamente certo che mi produrranno un guadagno, ma possono anche produrmi delle perdite e quindi NON integrarmi un bel niente.

Questa assurda moda di chiamare le cose NON con il loro vero nome e relativo significato, ma in tutt’altro modo è veramente penosa, perchè è palese che ci ci governa voglia mentire sapendo di mentire, fottendoci con l’ennesima tassa.

Dove sta scritto che io impiegato, operaio, professionista, pensionato, casalinga o imprenditore NON abbia il diritto di risparmiare investendo nei suddetti prodotti di investimento per cercare di sbarcare il lunario anno dopo anno?…siamo forse noi i pericolosi speculatori?…NON credo proprio.

Questa è pura demagogia derivante da assoluta ignoranza in materia e incapacità politica.

E’ ovvio che chi ci governa stia cercando in tutte le maniere di dissuaderci dall’accantonare dei soldi, dei risparmi, con lo scopo di farci spendere oggi quello che certamente non potremo spendere domani…perchè non l’avremo più.

Nella vana speranza di rilanciare i consumi e gli investimenti…praticamente è come dare bastonate su bastonate ad un povero somaro stanco e stra-carico (noi contribuenti)… dopo che questo ha camminato per tutto il giorno, il rischio è quello di ucciderlo, non di farlo andare avanti.

Ovviamente l’attenzione del popolino italiano viene volutamente spostata su argomenti del piffero come l’attuale scontro tra Renzi e sindacati, come se fosse una novità che ogni anno, in autunno, in Italia, assistiamo a scioperi, manifestazioni e tensioni tra il Governo e i Sindacati e questo a prescindere che al Governo via sia la destra o la sinistra…a proposito esistono ancora?!?!

Renzi si sta rivelando per quello che è, un sopravvalutato di lusso, innamorato degli 80 euro che salveranno il mondo.

Quando farà seguire i fatti alle parole cambierò idea.

Fuori dai tristi e avvilenti confini nazionali abbiamo un’Europa che pacatamente si sta risvegliando, riscoprendo un minimo di impeto alla ribellione dentro ai vetusti palazzi di Bruxelles, con Francia e Inghilterra che sbattono i pugni sul tavolo di fronte alla rigorosa e stucchevole Germania.

Ormai è da più di un anno che si discute se continuare ad essere così rigorosi con i conti e i parametri pattuiti ormai 15 anni fa sia utile e produttivo, mentre il tempo vola e il mondo corre, la nostra Europa sprofonda in recessione e deflazione per chi non se ne fosse ancora accorto, forse solo i tedeschi fanno finta di non capire quando invece capiscono benissimo che, anche loro,  da qualche mese si stanno abbeverando alla putrida fonte della recessione più triste.

Del resto, se fossero flessibili, lungimiranti e attenti non sarebbero dei tedeschi.

Ora cosa resta da attendersi nei prox mesi in chiave risolutiva per noi europei?

Le manovre estive di Draghi sono passate in sordina sinora, probabilmente daranno qualche risultato nei prox mesi, stabilizzando il mercato dei bond, covered bond e degli abs, ma il mercato chiede ben altro a Draghi e alla BCE, due semplici lettere…QE.

Poi che questo venga fatto in salsa americana (improbabile) o in salsa europea e quindi tutta nuova, ora come ora non è l’aspetto fondamentale, molto più necessaria è la sua attuazione, quanto prima.

Il mercato è come un tossico, in cerca costante della sua dose, quella dose che gli serve per stare bene, sentire il caldo tepore della “vita”, alleviandone le fastidiose e noiose pene quotidiane; ma per procurarsi la dose, occorrono i soldi…la liquidità…e quindi c’è bisogno di trovarla questa liquidità vitale in qualche modo.

Sino ad oggi la liquidità necessaria a procurarsi la dose, è stata fornita senza indugio dal migliore pusher sul mercato, gli USA tramite la FED…che con la sua potenza di fuoco ha fornito liquidità abbondante e facile da reperirsi; l’unico monito o obolo richiesto era quello di far girare la voce e di portare più gente/player possibili a far uso e consumo di tutta questa liquidità, facendo salire vertiginosamente i mercati azionari, dei bond, dei bond emerging e gli High Yield.

Se la liquidità è abbondante tutti sono più sereni e inclini ad utilizzarla, non sentendo più le cassandre e i gufi provenienti dall’economia reale.

Mano a mano che il pusher FED va esaurendo le scorte di roba, da buon leader di mercato cerca a sua volta collaboratori che possano supportarlo nella sua momentanea uscita di scena.

Altri pusher stanno cercando di non far sentire la futura mancanza della FED ai mercati, i quali sono sempre agonianti di liquidità a basso prezzo e alto rendimento potenziale, prima fra tutte la BOJ (Bank Of Japan) che da 2 anni fa quello che può, sia per la propria economia, fornendo liquidità importante alle banche giapponesi, sia per il resto dei mercati indebolendo lo Yen. Encomiabile come tentativo, ma la BOJ non è la FED e infatti i suoi rifornimenti di dosi di liquidità ai mercati non sono sufficienti, non sono la stessa cosa.

I mercati chiedono di più, sempre di più, per poter garantirsi e garantire a chi crede in loro un futuro prospero di rendimenti, proprio come un tossico che non solo deve unicamente farsi di roba, ma in quantità sempre maggiore perchè ormai è in preda all‘assuefazione più completa.

La Popular Bank Of China (PBOC) fa anch’essa il suo compitino, ma più che altro è attenta a salvaguardare il mercato domestico e al rapporto con il $,; dopodiche se avanzano risorse, ecco che cercherà di “aiutare” anche gli altri, ma prima guarda a se stessa, come darle torto.

E quindi rimane solo ed unicamente la BCE, che ha tutte le potenzialità per sostituirsi alla FED nel compito di non deludere i mercati, che sono pronti in fila per rifornirsi alla sua fonte.

Credo di averlo scritto almeno una decina di volte, da qui non si torna indietro, un sistema basato unicamente sulla leva finanziaria, sulla liquidità abbondante e sulla finanza non può stare in piedi senza l’aiuto delle Banche Centrali, almeno oggi, in questo mondo.

Ogni qualvolta i mercati hanno fiutato la velata possibilità di un’eventuale riduzione della liquidità a loro disposizione sono andati subito in ansia, crisi di panico e sono scesi, proprio come un tossico tende a perdere “lucidità” se gli manca la dose, strippando.

Io non so se questo metodo, molto banalmente riassunto in queste poche righe sia giusto o sbagliato, se porterà o meno a risultati positivi nel medio-lungo periodo o se, tutta questa “bamba” finanziaria non farà altro che avvicinare l’overdose dei mercati, io non sono nessuno per dirlo, ma è sotto gli occhi di tutti che, l’unico continente, l’unica economia in palese difficoltà, in deflazione e parzialmente sull’orlo del ritorno in recessione, è l’Europa.

La stessa Europa che sino ad oggi si è contraddistinta per NON aver fatto nulla di simile ad un QE per i propri mercati.

Altro discorso, la rivalutazione del dollaro, da scindere in due filoni: il primo contro euro si sta stabilizzando in area 1,27, con qualche fugace puntata verso area 1,28 che credo possa essere ripresa e tenuta per qualche tempo, prima di tornare al ribasso di medio periodo in ottica 12-24 mesi futuri; il secondo fattore è che il dollaro dopo aver messo in difficoltà le valute ad alto rendimento ed emergenti, ora si sta stabilizzando e il suo cross nei confronti di queste valute sta rientrando con la stessa velocità di quando si è rafforzato, riportando la calma su quei mercati e sui loro bond, con la sola eccezione del Rublo russo che continua a svalutarsi pesantemente contro dollaro, ma qui i motivi sono altri.

Le commodities in questo momento paiono essere volutamente abbandonate a loro stesse e a traino del dollaro stesso, in attesa che le spinte inflazionistiche USA vengano confermate e possibilmente incrementate e che, magari anche in qualche altra economia del mondo a caso, l’inflazione rimetta timidamente fuori la testa dalla profonda tana in cui si è cacciata.

L’unica cosa che mi spaventa veramente è l’improvvisazione con cui viene affrontata Ebola, che per altro esiste da anni, ma che a quanto pare sino a qualche mese fa a nessuno interessava, nel senso lato del termine interesse.

Ora, a me pare molto ma molto strano che i soli casi conclamati siano avvenuti unicamente in Europa e USA, mentre non si hanno notizie di casi di contagio ad esempio in America del Sud, Cina, Giappone, Russia o Australia…strano molto strano, visto che ogni giorno centinaia di aerei con migliaia di passeggeri provenienti dall’Africa atterrano i quei paesi.

Resta il fatto che Ebola è capace di ogni, e quando c’è di mezzo la pelle di ognuno di noi, innescare il panico, reale o presunto è facile.

Al momento rimango moderatamente ottimista per i mercati, se non altro perchè hanno dimostrato di poter scendere prima e, recuperare poi, segno chiaro che qualcuno ci mette dei soldi anche sulle vendite di queste settimane.

Resta la difficoltà, almeno per me, nel cercare di individuare quale o quali saranno gli asset che verranno venduti per primi e in modo sostanziale nei prox mesi, quando saremo già nel 2015, a seguito di quelli che saranno gli sviluppi futuri dei mercati.

I mercati sono sempre li, proprio come l‘Hotel California, un posto adorabile, proprio lì dove serve, con un gradevole profumo di colitas ad accoglierti e dove troverai sempre una stanza libera dove riposare dopo il tuo lungo viaggio, ma quando avrai fatto le tue richieste e ti accorgerai che quella è solo un’impressione, allora proverai a ripartire, senza riuscirci, del resto:

relax said the nightman, we’re programmed  to receive, you can check out at any time you like, but you can never leave!!!”.

 

Riproduzione riservata.

 

 

 

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