Cocktails and Dreams

L’altra sera, mentre ero in relax, sdraiato sul divano a fare zapping mi sono imbattuto nei vari talk-show pseudo-politico-economici stile Ballarò & Co…del resto il martedì sera è serata “culturale” di solito, mentre quando ero più giovane, il martedì solitamente era la serata in cui si andava a casa della morosa per passare un paio d’ore tra coccole e altro…

Dicevo…dopo aver ascoltato Giannini e per par condicio anche Floris, impegnati con i loro consueti e prezzolati ospiti in studio, sciolinare pareri, dati economici, promesse e chiacchiere da bar, parecchio annoiato e infastidito, ho cercato qualcosa che potesse riempirmi quell’oretta prima di andare a letto, e così, scorrendo gli innumerevoli canali del digitale terrestre, capito su Rai Movie e cosa ti trovo?!?!?…Cocktail, ovvero un film di 25 anni fa circa, leggero leggero, con il giovanissimo Tom Cruise e la allora giovanissima Elisabeth Shue, che devo ammetterlo, è stata uno “sweet dream” della mia adolescenza.

Credo che molti di voi abbiano visto questo film, dove il giovane Flanagan (Tom Cruise) un barman di NY alle prime armi, intuisce che i bar della grande mela hanno bisogno di una sferzata di novità per attirare nuovi avventori e quindi cosa fa?!?!…anzichè aspettare passivamente le ordinazioni dei propri clienti al di là del bancone, non si perde d’animo ed è lui stesso a proporre d’imperio nuove soluzioni alcoliche colorate e per renderle ancor più accattivanti si improvvisa giocoliere , facendo volare in aria bottiglie di gin e roteare gli shaker mentre prepara i suoi cocktails, il tutto ovviamente a ritmo di musica e poesie.

Bèh dopo questo film, in tutto il mondo, Italia compresa, se un barman non sapeva far volare bottiglie di Gin, roteare shaker tra le mani e ammaliare i propri clienti con numeri da giocoliere non era nessuno…e chissà quanti ne avrete visti di questi curiosi personaggi, con improbabili camice colorate e capelli impomatati dietro ai banconi dei bar delle discoteche o dei locali alla moda in quegli anni.

La trama del film racconta che nessuno credeva in questa nuova, bizzarra e giocosa idea del giovane Flanagan anzi, molti “amici” e conoscenti cercarono in tutti i modi di dissuaderlo ad investire soldi nel mettere in atto il suo progetto di aprire un proprio locale dal promettente nome “Cocktails & Dreams”, del resto quella sua idea era troppo diversa, troppo nuova, troppo non-omologata e quindi del tutto innovativa nel mondo dei freddi e altolocati bar di quella Manhattan anni ’90, dove business-man e donne in carriera andavano a trascorrere il loro pre-dinner time, del resto altro non erano che gli albori dell’attuale happy-hour!!!

Infatti, le difficoltà non mancarono al giovane Flanagan e, nonostante un inizio promettente con un socio ben più anziano di lui (…e quindi meno propenso a correre rischi)…il nostro ragazzo fu costretto a trasferirsi nell’accogliente Jamaica, lavorando nei bar dei resort, dove il max che un barman può fare è preparare cocktails slavati e colorati, con improbabili ombrellini di carta per i clienti target dei resort, tutto questo per poter racimolare quel gruzzolo di soldi che una volta tornato a NY gli avrebbe consentito di poter investire, perseguendo il suo sogno.

E qui oltre al business entra in ballo la variabile che non ti aspetti e che tutto può, una donna!!!

Il resto del film se avete voglia andatevelo a ri-vedere, io mi sono divertito un sacco, sia per il look dei personaggi in voga a quei tempi, sia per le scene e le battute…che definire scontate e melense è poco, e soprattutto perchè mi ha fatto trascorrere un’ora e mezzo nella più assoluta spensieratezza che di questi tempi non è poco, con qualche “remember” di gioventù e battute che ancora ricordavo a memoria!!!

 

Da quando ho scritto l’ultimo articolo un paio di settimane  fa, sono successe un sacco di cose, molta gente influente ha parlato e detto cose abbastanza interessanti, altri, troppi hanno semplicemente perso l’ennesima occasione per stare zitti e magari togliere il disturbo, in quanto totalmente inutili alla scena economico-finanziaria attuale, la quale ha sempre più bisogno di donne&uomini capaci, determinati e che non guardino in faccia nessuno, facile vero?!?!?

Ad oggi sulla scena internazionale abbiamo un insieme di persone, fatti e fattori che compongono un cocktail potenzialmente esplosivo per i mesi a venire.

Sgombriamo subito il campo dalle incertezze, e vi dico che Istituzioni come FMI e OCSE dovrebbero chiudere domattina, vista il loro grado di approssimazione nel produrre dati e stime economiche, che puntualmente si rivelano sbagliate, essendo anni luce lontani dalla realtà, ma tant’è a loro spetta il dono del rivedere le stime.

FMI e OCSE non sono l’associazione di categoria provinciale o l’ufficio studi di una piccola banca locale, i quali non possono avere accesso a info, dati e strumenti altamente professionali, su cui andare a produrre studi e previsioni.

FMI e OCSE sono le più alte Istituzioni in campo economico al mondo e da loro ci si aspetta professionalità assoluta, precisione millimetrica e linee guida attendibili, cosa che puntualmente NON accade da anni.

Accade piuttosto che dobbiamo sorbirci le filippiche di Christine Lagarde, presidente dell’FMI, la quale non perde occasione per bacchettare questo paese o quella economia per non aver fatto questo o quello, badando sempre a mantenere diplomaticamente il piede in due staffe, de gustibus.

Sia la BCE per bocca di Draghi, che la FED per bocca della Yellen hanno espresso i loro pensieri sullo stato attuale delle rispettive economie, dicendo molte cose note e arcinote ma aggiungendo qualcosa di parzialmente nuovo, entrambi.

La BCE si è detta preoccupata per la situazione economica europea, dove la crescita è troppo debole e può essere vanificata da diverse negatività che si stanno manifestando su diversi mercati e paesi, che qualora venissero confermate, potrebbe far ricadere il Vecchio Continente nella Recessione in stile 2011…io sinceramente non mi sono mai accorto di esserne uscito dalla Recessione, ma questo è solo il mio pensiero.

La BCE ha appena confermato che i tassi da noi, in Europa, rimarranno bassi almeno sino al 2017, compreso.

La FED invece, si è detta moderatamente soddisfatta dei progressi fatti dall’economia USA, con un PIL buono e che vedono stabilmente tra il 3-4% anche per i trimestri futuri, con una disoccupazione globale in costante e moderato ribasso e stabilmente sotto alla soglia del 6% vista come livello di svolta positiva; resta da capire quale sia però la reale forza lavoro impiegata realmente negli Stati Uniti e il suo reale contributo all’economia USA.

In entrambi i Continenti resta un’inflazione eccessivamente bassa e questo è bel problema, perchè da noi, in Europa siamo a livelli talmente bassi da far ribadire a Draghi che non vi sono (sarebbero) rischi di deflazione, ma  con un dato UE intorno allo 0,5% c’è poco da stare sereni e soprattutto se non vi fosse il reale pericolo di deflazione, perchè Draghi non perde occasione per farne menzione?!?!

In USA hanno un’inflazione intorno al 1,5% ma per loro non è ancora abbastanza e questo significa che ancora i conti non tornano, soprattutto se si considerano gli abnormi sforzi monetari messi in campo dal 2009 ad oggi.

La BCE si è detta assolutamente pronta ad intervenire con altre sostanziali misure non convenzionali qualora ve ne fosse bisogno, perchè non può correre il rischio di vedere compromessi tutte le misure adottate sino ad oggi per arginare la crisi e dare stabilità ai mercati, ergo l’unica cosa che può e deve ancora fare è il benedetto QE in salsa europea, ovvero l’acquisto diretto di titoli di Stato direttamente sul mercato.

Un alternativa migliore ci sarebbe, e sarebbero gli EURO-BOND, ma questa è fantascienza, almeno per oggi, finchè abbiamo questa classe politica a livello europeo.

In USA, tutti pendono dalle labbra della Sig.ra Yellen per cercare di carpire ogni segnale che dia una finestra temporale al via del rialzo dei tassi per il 2015.

La stessa FED che ha comunicato i verbali della sua ultima riunione (FOMC) si è vista “costretta” a rivedere il proprio modo di comunicare agli investitori, economisti e analisti, per scongiurare qualsiasi pericolo di fraintendimento riguardo alle proprie mosse di politica monetaria per i mesi a venire, chiamasi “forward guidance”, cioè cerchiamo (FED) di dirti e spiegarti cosa faremo da qui in avanti in termini di politiche monetarie, tassi d’interesse etc…in modo tale da evitare pericolose prese di posizione sui mercati da parte degli addetti ai lavori.

Il problema della FED attuale è che si è cacciata in una sorta di “cùl dè sàc” a livello di gestione della comunicazione ai mercati dei propri intenti…dove prima ha ribadito la chiusura del tapering per fine 2014, poi ha lasciato intendere abbastanza chiaramente che, stando i dati macro-economici USA piuttosto stabili e positivi, il passo successivo sarebbe stato il rialzo dei tassi per il 2015 e quindi tutta la platea ha percepito esattamente quello che c’era da percepire, ovvero un cambio di rotta nella politica monetaria americana dopo ben 6 anni di tassi a zero, roba da far tremare i polsi a molti.

Ovviamente tali dichiarazioni comportano delle altrettanto ovvie conseguenze e prese di posizione, prima fra tutte il repentino rafforzamento del dollaro nei confronti delle principali valute, euro compreso, che è stato percepito dalla stessa FED come non gradito, almeno in questo momento e con questa velocità, perchè potrebbe minare l’export USA e indebolire la loro crescita e quindi porre dei limiti allo svolgimento della loro politica monetaria restrittiva in corso di pianificazione dal 2015 a fine 2017.

Il movimento del dollaro, di cui sono tuttora sorpreso in termini di velocità con la quale si è manifestato il suo apprezzamento, ha comportato, come ho già avuto modo di dire, alcuni effetti collaterali come il crollo dei prezzi delle commodities, oro compreso, che ha toccato i minimi degli ultimi 2 anni, per non parlare del petrolio, anch’esso su valori molto bassi.

A seguito di tutto questo, l’altra sera la FED si è vista costretta a ritrattare parzialmente quanto detto nelle sedute precedenti, o quantomeno ha precisato meglio che non intendeva sostenere che un rialzo dei tassi USA fosse imminente, ma piuttosto che questo verrà valutato con la massima attenzione e che verrà attuato solo e quando l’economia a stelle & strisce sarà in grado di assorbirlo senza fastidiose ripercussioni per i principali indicatori economici, correndo il rischio di vanificare gli sforzi profusi sin qui.

La FED non è nuova a questi misunderstood, già nell’estate 2013 l’allora governatore FED Bernarke si rese complice di comunicazioni fuorvianti ai mercati, poi puntualmente ritrattare al grido di “…non avete compreso bene le mie parole”…con la conseguenza che i mercati stessi prima stornarono e poi risalirono sulle rassicurazioni dichiarazioni riparatorie di Bernanke stesso.

Per come la vedo io, sono solo sterili perdite di tempo.

La FED ha detto che nel 2015 alzerà i tassi, che lo faccia a marzo (improbabile), che lo faccia a giugno o in estate (probabile) o a fine 2015 non cambia la sostanza di fondo, mancano solo 12 mesi circa e i mercati lo sanno e si adeguano, cercando per quanto possibile strade alternative.

Negli ultimi 10 giorni di borsa i mercati stanno mostrando non poco nervosismo, scendono tutti e scendono bene, un vero e proprio storno come non accadeva da quasi un paio d’anni.

In America siamo ancora in termini accettabili se guardiamo esclusivamente agli indici più importanti come S&P500, Nasdaq e DowJones, ma con invece segnali ben più allarmanti se guardiamo per esempio all’indice Russell 2000, ovvero quello delle mid-small cap USA, sceso di quasi il 13% dai max di luglio 2014 e di cui vi feci menzione qualche mese indietro, segnalandovi i suoi primi scricchiolii.

Il FTSE 100 di Londra sta lasciando sul campo un onesto 8% dai max estivi, ma ciò che più mi preoccupa è che Londra è sempre stata una borsa molto regolare nei suoi movimenti in questi anni, certo liberamente ispirata all’andamento dei cugini americani, ma molto più regolare e di conseguenza più affidabile in chiave di lettura. Per come la vedo io, il problema del FTSE100 è che non riesce a superare i suoi max posti in area 6.870pt, toccati più volte da aprile ad oggi, ma mai superati, anzi quell’area si è sempre rivelata un tetto duro da sfondare, ricacciando l’indice sempre indietro di parecchi punti, cosa che si sta ripetendo nuovamente oggi.

Il DAX di Francoforte non fa eccezione, con uno storno che per ora si assesta a -12% dai max di luglio, per buona pace della Merkel e della Bundesbank (BUBA) che nulla possono contro i dati economici usciti in settimana in Germania, che confermano il rallentamento della locomotiva tedesca, già in atto da qualche mese, con un brusco calo dell’Export -5,8%, calo dell’Import -1,3%, crollo della produzione industriale ad agosto e calo della bilancia commerciale a 17,5 miliardi di euro contro i 22,2mld del mese precedente, non male!!!

A pensar male si possono additare due presunti colpevoli: la crisi esiste anche a casa di Frau Merkel; II° che il vecchio lupo di Vladimir Putin è ben lontano da essere uno sprovveduto e mi pare che stia insegnando il significato della parola modestia ai tedeschi, ancora una volta, chi di voi mastica un po’ di storia sa a cosa mi riferisco.

I nostri cugini francesi, ai quali invidio e invidierò sempre il loro spiccato e orgoglioso spirito nazionalistico hanno letteralmente mandato a quel paese sia la UE che la Germania, ribadendo che a estremi mali…estremi rimedi e che non è loro intenzione sprofondare nuovamente in recessione per l’immobilismo di Bruxelles e le paranoie sull’austerità di Berlino, oggi veramente fuori luogo e stantie.

Il CAC40 di Parigi lascia sul campo un -11%, per ora.

L’indice EUROSTOXX50 che fa un po’ il sunto dell’economia europea in senso lato, a ieri scende di quasi 10 punti percentuali dai max di luglio e questo mi pare la cartina tornasole di come se la passi l’Europa, oggi.

In ultimo, veniamo alla Cenerentola degli indici, il nostro amato&odiato FTSEMIB, che nonostante le parole di Renzi, le riforme NON effettuate e il tempo che scorre inesorabile, si cimenta in un sonante -14% dai max di luglio, andando quasi a replicare i minimi fatti ad agosto a 18.889pt, fermandosi un centinaio di punti sopra come soglia minima toccata nella giornata di ieri venerdì 10 ottobre.

La stagione delle trimestrali in USA è iniziata piuttosto bene, vediamo se prosegue, anche se è da sottolineare che ormai i mercati non si curano più di tanto dei dati aziendali e questo è emblematico, un vero e proprio paradosso dei mercati stessi.

Che dire!?!?!…tutto tristemente noto, tutto nella norma, purtroppo, i motivi di questo ennesimo sciacquone borsistico sono dovuti sia al clima economico internazionale, sia alla totale mancanza di reali prospettive strutturali che possano portarci fuori dalla crisi nei mesi a venire.

L’unico mercato che sembra del tutto immune ad ogni tempesta è quello obbligazionario dei titoli di Stato, i quali dal 2012 non conoscono la parola storno e viaggiano su livelli altissimi, oserei dire assurdi, poichè un BTP italiano a 10 anni rende circa il 2% (lordo), il quale rappresenta il debito pubblico di un Paese, il nostro, in completa recessione, ergo dovrebbe rendere ben di più in relazione al rischio emittente, altro paradosso dei mercati.

Draghi è un uomo solo al comando, nulla può contro la becera ignoranza e lassismo dei politici UE…si dice che, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…quindi se Draghi chiede esasperatamente una mano nel supportare le azioni messe in campo dalla BCE con il varo immediato di altrettante vitali e importanti riforme strutturali nei paesi in maggior difficoltà, come Italia e Francia, ecco che quanto fatto dalla BCE sarà con ogni probabilità vanificato.

I mercati oggi stanno andando a vedere le carte delle banche centrali, BCE in testa per capire se realmente hanno intenzione di fare ciò che dicono/promettono o se è solo un bluff (molto pericoloso) per prendere tempo, quando di tempo non ce ne più, economicamente parlando, specialmente in Europa.

Della serie, se non ti dai una regolata tu da sola cara la mia Vecchia Europa…ecco che allora ti mettiamo noi (i mercati) nelle condizioni di dartela, così come abbiamo fatto nel 2011, a suon di sedute rosso sangue in borsa, senza distinzione alcuna, in modo tale che “qualcuno” se ne accorga e se lo ritiene opportuno intervenga con la spada e non di fioretto.

Un illustre concittadino di Angela Merkel, qualche anno fa disse: “La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.”

Vediamo nel proseguio del mese di ottobre se i mercati recupereranno i punti persi o se proseguiranno nella loro discesa, innescando un vero e proprio cambio di trend, in calendario avremo gli stress test sulle banche UE tra una quindicina di giorni.

Non dimenticatevi che alcuni mercati sono in bull-market dal marzo 2009 e quindi sono 6 anni di gain ad oggi, potrebbe bastare.

Volutamente in questo articolo tralascio gli aspetti geo-politici che comunque sono ben presenti sulla scena mondiale e che certamente stanno impattando sullo scenario attuale, e così sarà anche per i mesi invernali, statene certi.

Se ne avete voglia, andatevi a leggere le ultime righe dei due precedenti articoli, “I want you” e “Pronti, partenza…via!!!” sono certo che troverete qualcosa di inerenti ai mercati di questi giorni.

Come vedete, la situazione economico-finanziaria e i mercati sono come un cocktail esplosivo…una cosa del tutto nuova che ci viene proposta dal giovane Flanagan di turno, il quale ci ammalia e distrae con le sue acrobazie, la musica ad alto volume per eccitarci e di tanto in tanto ci racconta anche un’improbabile poesia…ma resta il fatto che alla fine…noi siamo quelli al di là del bancone del bar, noi siamo quelli che dovranno bere quel cocktail che ci verrà messo davanti, colorato, spumeggiante, con tanto di ghiaccio e ornamenti vari, ma di sicuro sarà alcolico, altrimenti che gusto c’è…e di sicuro questo cocktail non lo offre il bar, ma ce lo paghiamo noi, l’happy hour sta per finire.

 

Per tutto il resto… Sweet Dreams a tutti.

 

Riproduzione riservata.

 

 

Grafici: inflazione in vari paesi europei, previsioni tassi interesse future USA, UK e UE, mercati azionari dal minimo del 9 marzo 2009 e S&P500 con time frame weekly che scende sotto la media a 50gg e contestualmente salgono i volumi di scambio del 30%; poi indice Russell 2000 (USA), oro, petrolio e dollaro, tutti visualizzati con time frame weekly e tutti su importanti supporti a mio modo di vedere.

 

Deflationtassiworld-indexes-since-090309SPX-141010-b

Russell 2000(Settimanale)20141011140010Oro(Settimanale)20141011142233Petrolio Greggio(Settimanale)20141011142436EURUSD(Settimanale)20141011142622

 

 

 

 

 

 

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