“You didn’t quit skateboarding because you got old, you got old because you quit skateboarding.”

Sapete cosa c’è?!?!…

C’è che ho passato una gran parte della mia Vita, tanta vita, troppo tempo a preoccuparmi, preoccuparmi di quello che ho fatto, detto e pensato, e se tutti questi miei comportamenti fossero stati fatti in modo corretto.

Quindi mi sono perso ore, giorni e giorni della mia Vita a guardarmi indietro e ad arrovellarmi sul mio essere stato e sui miei comportamenti, sui miei errori che non mi sono fatto di certo mancare, con le inevitabili ripercussioni che questi hanno avuto su di me e sugli altri, ovvio.

Quindi cosa faccio?…provo inutilmente a cancellarli con la gomma magica?…meglio se li relego dove meritano di stare, al passato.

Molte volte ho accampato scuse, alibi e altre menate per convincermi di aver agito comunque in modo accettabile, altre volte no.

Resta il fatto che ho usato del tempo, il mio tempo, quello della mia Vita per guardare indietro, al passato.

Che gran stronzata ho fatto…no, non perchè non ci si debba guardare indietro per vedere, capire ed eventualmente imparare, ma perchè l’ho fatto troppe volte e soprattutto per troppo tempo.

Il tempo è prezioso, il tempo è prezioso e unico e merita di essere vissuto non guardato.

Da qualche mese non passa giorno che mi ripeta da solo, tra me e me, da quando apro gli occhi all’alba sino a quando li chiudo la sera che il tempo è prezioso, il tempo è prezioso, il tempo è prezioso…

Sto cercando di farlo diventare una sorta di impulso ossessivo questo reminder, nella sua accezione più positiva possibile, ovvio.

Il perdere tempo a guardarmi indietro, a fossilizzarmi sul ciò che è stato, al relegare al participio passato il mio vocabolario è un esercizio che sto cercando di diminuire quanto più possibile, se non di smettere, molto meglio il presente.

I motivi di questa mia nuova ossessione sono alcuni, non tantissimi, ma assolutamente importanti per me, anzi, vitali.

Si tratta della mia Vita e, ipocrisia a parte, cosa c’è di più importante della propria vita?

Se io non sono in sintonia con la mia vita io non sto bene, e di conseguenza questo si rifletterà prima su di me e poi sugli altri, in primis sulle persone che mi vivono accanto e mi vogliono bene.

Senza perdermi in discorsi ZEN o filosofici che non sono assolutamente in grado di fare e di sostenere, mi limito all’essenziale, alla mia Vita reale, di oggi.

Piano piano cerco di capire che devo VIVERE al meglio, per me e per gli altri, possibilmente prendendo le cose e gli aspetti della quotidianeità sempre con la dovuta attenzione ma con più leggerezza, dedicandomi a quei piccoli e rari spunti positivi che mi circondano e che, ne sono sicuro, circondano anche voi, basta aprire gli occhi e guardare bene.

E’ ovvio che non è facile seguire questa nuova traccia di vita, tutt’altro.

Del resto quando si passano tanti anni a farsi fagocitare, centrifugare e plasmare dalla “vita moderna” ci si ritrova persi, assorti e inermi nel modus vivendi che abbiamo fatto nostro anche per volontà altrui, dove questo altrui altro non è che la nostra stessa civiltà moderna, con i suoi ritmi, modi e comportamenti, spesso sbagliati, distonici e fuorvianti.

Quindi?

Io ci sto provando…metaforicamente parlando, per prima cosa provo a guardare da un’altra parte rispetto a dove ho guardato sino ad oggi, soprattutto cerco di guardare avanti e non indietro, cercando di mettere a fuoco quelle cose, quegli aspetti, quei desideri, quelle persone che sono immediatamente davanti a me, oggi.

E’ troppo importante oggi, adesso, qui.

Tutto il resto deve fungere da contorno decorativo e nulla più, un po’ come la foglia di insalata e il pomodorino messi nel piatto a fianco del succulento filetto di carne/pesce che vi hanno appena servito a cena, servono a fare colore…a completare l’immagine ma praticamente nessuno se li mangia, dedicandosi giustamente a cosa c’è al centro del piatto.

Lo so, corro il rischio di essere banale, retorico e scontato in quello che sto scrivendo, ma non importa sapete, mai come oggi sento mio questo modo di intendere la Vita, la mia.

Ovviamente non è facile cambiare modo di pensare e tantomeno di vivere, ma ci si può provare, con perseveranza, volontà e quel pizzico di disincanto racchiuso nel “…chissenefrega se sbaglio”.

Questo non significa che non mi pongo delle domande, dei limiti, fottendomene di tutto&tutti, no non intendo questo, ma solamente prendere questo mondo in cui tutti viviamo in modo più leggero,partendo dal prendermi meno sul serio, io stesso per primo.

Molte persone già lo fanno, molte altre lo fanno inconsapevolmente e tante altre invece sono lì per riportarle nella “giusta carreggiata”, ognuno sa di casa sua come dico spesso.

Quindi mi perdonerete per questo sfogo del tutto personale, per questa mia digressione sul me, myself & I…ma d’altronde questa è casa mia.

In questi giorni di calma ferragostana ho avuto più tempo del solito per affrontare a livello interiore questi discorsi intimi, che credo ognuno di noi abbia fatto almeno una volta fa tra se & se nella propria vita, chi più chi meno.

I miei pensieri sono stati indotti e guidati da ciò che vado cercando da tempo, ovvero la serenità, e quindi questi pensieri si sono materializzati nella mia mente tramite ricordi, riflessioni, spunti, desideri, obiettivi raggiunti e da raggiungere e milioni di altri pensieri che avevano me come centro dell’universo, il mio universo.

Poi come è lecito attendersi vivendo in un mondo abitato, veloce e spietato, molti altri pensieri e riflessioni sono state indotte da fattori e accadimenti esterni, del tutto esogeni a me.

Questi fattori-avvenimenti-pensieri che arrivano dal mondo esterno e reale, solitamente sono più eclatanti, nel senso che fanno più rumore, destando maggiormente la mia attenzione, almeno in un primo momento, rispetto ai miei intimi pensieri e riflessioni interiori che invece si pongono con minore intensità iniziale ma con maggiore coinvolgimento.

Che volete che vi dica?!?!…un fatto, una notizia, il vedere qualcosa dal vivo, il sentire con le proprie orecchie,  il percepire con i propri sensi la vita che ci circonda è potente, talvolta troppo.

Se poi questo accade tutti i giorni e senza soluzione di continuità diventa a volte insostenibile, nel senso più puro della sensibilità, la mia.

Mai come in questi giorni sono iper-reattivo e iper-sensibile a ciò che mi circonda e al suo svolgersi, starò invecchiando?

Resta il fatto che sento l’assoluta necessità di comportarmi diversamente, continuamente e di sentirmi “nuovo”…perchè poi il bello di tutto questo new mood sta nel vedere gli effetti scatenati sulla mia pelle e sulla mia anima da questo nuovo modo di agire che mi sono dato; se non altro è una bella scarica di adrenalina indotta dal fare cose nuove, pensate in un nuovo modo e mai approcciato prima, accettandone i risultati, quali essi siano.

Di certo c’è che verrò ricordato per quello che sono stato in grado di dare e per il modo in cui l’ho fatto…e sinceramente spero di lasciare un segno in qualcuno, da qualche parte.

Da quando ho iniziato a sforzarmi di vedere la mia Vita da un’altra angolatura, da un’altra prospettiva ho visto tanto e quel tanto mi piace ogni giorno di più, è come sangue nuovo nelle vene, tanta roba.

Solo oggi mi rendo conto di quanto sia stupefacente la forza di volontà nel cercare di cambiare approccio alla propria Vita.

Del resto, il passato è solo una storia che raccontiamo a noi stessi.

 

Riproduzione riservata.

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...