ça va sans dire…

…come dice spesso un mio amico di Parigi.

Sveglia!!!…si torna nel mondo reale, quello fatto di avvenimenti, imprevisti, profumi, dispiaceri,soddisfazioni, difficoltà, tenacia e volontà.

Vi prego non fatevi fregare dalla realtà virtuale dei nostri giorni, siamo totalmente obnubilati dal finto che ci circonda che è un attimo perdere di vista il concreto, il sostanziale e il necessario.

Sforzatevi di rimanere unici e reali e non virtuali, non eternamente connessi ad un mondo che non esiste, socialmente accattivante ma irreale, sforzatevi di rimanere umani, originali, imperfetti e lasciate a quella cosa bellissima che sono i sogni la capacità di trasportarvi per qualche istante in qualcosa di diverso, meraviglioso e sfolgorante.

E che cosa vi aspettavate???…di passare un’estate all’insegna del sole, mare, monti e spensieratezza…o forse passata a convincerci che tanto il peggio è passato…e che menomale che ci sono gli 80 euro di Renzi…e che magari il nostro PIL ha ingranato finalmente la quarta e l’Italia è riuscita finalmente ad agganciare quella fantomatica RIPRESA…che da qualche parte ci sarà pure…perchè per agganciarla prima bisogna capire se esiste veramente, la ripresa, poi bisogna scovarla e poi per agganciarla bisogna darle la caccia come se fosse una volpe.

E quanto scritto sopra riguarda solo il nostro Paese che beato si crogiola nei tempi morti e nelle risse parlamentari per NON approvare alcuna riforma strutturale che sia degna di questo nome.

Ma come fa un investitore straniero a convincersi che in fondo investire nel BelPaese può essere un’opportunità oggi?

Mettiamo il caso che questo fantomatico investitore, “Mister X”, con la sua valigetta piena di soldi abbia individuato qualche ghiotta opportunità di investimento in Italia e che quindi sia pronto a volare da noi pieno di buoni propositi, idee e soldi…ecco che, appena prima di imbarcarsi sull’aereo che lo porterà da noi, Mister X si pone qualche lecita domanda:

1– semmai dovessi fare un’offerta tramite una gara d’appalto, mi troverei contro una miriade di “investitori” italiani che partecipano con offerte di denaro di dubbia provenienza, visto l’ammontare dell’economia sommersa e/o nero che abbiamo in Italia, quindi trattasi di concorrenza sleale.

2– poi per avere il bene stare a concludere il business, dovrei anche trattare all’infinito con mille rappresentanze sindacali, ognuna delle quali con diritto di veto e/o sciopero, vedasi quello che sta accadendo con l’affaire Alitalia, dove un investitore estero (Etihad) pronto a mettere sul tavolo cash per qualche centinaio di mld di euro a fronte di una compagnia fallita&bollita si trova con centinaia di dipendenti che in pieno agosto ti bloccano l’aeroporto più grande d’Italia e si mettono in malattia immaginaria.

3– semmai dovesse sorgere una controversia legislativa apriti cielo, con i tempi, le norme e l’apparato giuridico che ci ritroviamo, un investitore impazzirebbe per far valere i propri diritti, cose che ovviamente non accadono in altri paesi sviluppati.

Quindi senza un Paese, uno Stato che  possa dare le garanzie fondamentali e necessarie affinchè un investitore estero (…gli italiani sono specie estinta) si convinca a portare idee&soldi nel nostro Paese, io fossi in questo investitore me ne starei alla larga dall’Italia, per i motivi sopra elencati e altri 1.000 che potrei elencare ma che tutti conoscete benissimo.

Un Paese dove la classe dirigente e politica è a dir poco imbarazzante, non ha chances di sopravvivere a livello economico e competitivo nel mondo attuale.

Abbiamo avuti maghi, politici, ciarlatani e ministri che ci avevano preventivato l’uscita dalla crisi e un PIL al +0,8%…praticamente il nulla…ed oggi scopriamo che siamo tornati in RECESSIONE con dati PIL negativi per ben 2 trimestri consecutivi.

Un ufficio studi del Ministero dell’Economia & Co. non può permettersi di cannare in modo così evidente le previsioni sul PIL del Paese, perchè un conto è dire che cresciamo poco e un altro è non crescere, anzi.

Quindi, che i nostri politici continuino pure ad aumentare le tasse, non ultima quella sulle rendite finanziarie, dopodichè vedrete quanta gente continuerà a portare soldi e ad investire nel nostro Paese, riempiendovi la bocca al grido di caccia al mostro della speculazione, come se un operaio o un impiegato non avesse il diritto di investire i suoi 10.000 euro in azioni, senza essere tacciato di essere colpevole di bieca speculazione e compartecipe di ciò che accade e che è accaduto sui mercati dal 2011 in poi; questa a casa mia è  pura propaganda populistica messa in campo da quei politici che straparlano ogni giorno e che purtroppo legiferano per noi, quando ci riescono, spesso in malo modo.

Infatti, di tutti i vari politicanti, di ogni schieramento, che si erano eretti a paladini della giustizia, promuovendo la Tobin Tax sulle transazioni finanziarie, a distanza di poco più di un anno dalla sua introduzione, non si trova più uno di questi fenomeni da baraccone che confermi il fatto che la Tobin Tax ha portato soldi nelle casse dello Stato, invece che allontanare capitali e quindi gettito fiscale.

Se usciamo dal deserto di tristezza che è il nostro Paese oggi e allarghiamo il campo visivo cosa vediamo:

1– tensioni geo-politiche che montano una sull’altra, e di cui vi avevo messo in guardia mesi fa nei precedenti articoli, con i vari conflitti bellici di Gaza, Iraq, Ucraina etc…

2– si sta cercando ad ogni costo un pretesto per scatenare un conflitto bellico e sfogare con esso miliardi di indotto economico non indifferente, dove le vittime civili sono solo uno spiacevole effetto collaterale “involontario” ma necessario nella becera ed inumana contabilità di qualcuno, purtroppo.

3– nel contempo si stanno spostando importanti livelli di politica e diplomazia che tra minacce, veti e decisioni unilaterali provocheranno importanti ripercussioni sui prezzi delle materie prime e sulle loro forniture future.

4– se anche un aereo di linea che viene abbattuto con un missile non crea più scandalo, indignazione e ribrezzo che non superi le 48 ore successive, ma senza turbare più di tanto lo scenario economico…bèh io non so più cosa dire e pensare. A bordo di quell’aereo c’erano 300 persone, di diverse nazionalità, molte di loro americane e lo specifico perchè sappiamo benissimo tutti che un americano morto in un attentato ha un valore specifico diverso da ogni altro essere umano perito in uguale circostanza. Non insospettisce nemmeno che l’aereo abbattuto sia della medesima compagnia che 4 mesi prima aveva “perso” nel nulla un altro aereo di linea, tutt’ora disperso con tutti i passeggeri.

E concludiamo con i mercati:

1Azionario in discesa, molto in Europa, tanto in Italia, meno in USA, poco sul Giappone (alla data odierna), quasi nulla sulla Cina ed emerging; segno che i soldi escono sempre da dove sono entrati, cioè una borsa italiana che fa +40% in un anno sulle promesse di crescita e quindi sul nulla, è manna da cielo per chi ci ha creduto e ha creduto nelle promesse del Renzi Governo.

Ma a tutto c’è un limite e giustamente “qualcuno” che è entrato in borsa 12 mesi orsono, si è guardato intorno e vedendo un Paese che non è cambiato di una virgola, si è ritenuto ampiamente ripagato da questo bel regalo e ha portato a casa un bel +40% , cedendo il cerino agli ultimi investitori, entrati in borsa nei mesi precedenti, sull’onda emotiva della spasmodica ricerca del rendimento ad ogni costo, in considerazione delle scarsissime alternative in circolazione, ed oggi si ritrova con un bel -12/15% sul groppone alla data in cui sto scrivendo questo articolo.

Anche su quanto sta accadendo sui mercati in questi giorni, in special modo sul nostro ne avevo parlato ampiamente, cioè dell’elevata possibilità di assistere ad uno storno particolarmente violento,;  speriamo solo che questo storno sia veloce e che quindi trovi il suo minimo presto e da li possa innescarsi un rimbalzo di almeno il 50% del movimento ribassista.

2– ad oggi di storno si tratta, ovvero le percentuali di perdita/discesa dei vari indici più importanti europei sono tali, con anche il DAX tedesco che ha ceduto un migliaio di punti pari al 10% circa, mentre il FTSE100 di Londra è stato più parco con solo un -5%; in USA la discesa è stata più contenuta e ancora faccio fatica a valutarla in ottica di storno, vediamo se la debolezza avuta negli ultimi 10gg troverà spazi ulteriori al ribasso.

3– sempre parlando di USA, si notano però sensibili incrementi di prezzo del Treasury a 10 anni con contestuale assottigliamento del rendimento, il che la dice lunga sullo stato di paura&ansia che stanno vivendo i mercati, da noi la controprova è il prezzo del Bund tedesco a livelli record.

4– il $ continua ad apprezzarsi nei confronti dell’euro e questo è un gran bene per la nostra economia e forse è l’unico aspetto positivo di questo articolo e dei mercati di questi giorni, speriamo di poter intravedere quota 1,30 nelle prox settimane.

5– permane lo stallo di prezzi molto alti con conseguente livello di rischio conclamato sui bond, che non rendono adeguatamente  in proporzione al reale rischio dei vari emittenti ed è su questo mercato, tradizionalmente il più partecipato dagli investitori retail che si annidano le incertezze future. Ovviamente esistono alcune interessanti eccezioni, che se sfruttate possono fare la differenza in termini di rendimento.

 

Ieri c’è stato il board BCE, dove Draghi ha ripetuto che la BCE è pronta, prontissima ad adottare misure eccezionali e non convenzionali per supportare l’economia Europea che non va, ok just do it!!!

Il presidente della BCE ha  ribadito che le misure che verranno messe in campo (mai come oggi ho agoniato l’arrivo di settembre)…saranno volte a riportare il livello di inflazione verso l’obiettivo target del 2% in modo da ridurre l’enorme ammontare di debito in circolazione, rilanciare l’economia europea anche se le tensioni geo-politiche internazionali rischiano di vanificare la flebile ripresa.

Inoltre, Draghi ha strigliato quei paesi che ancora non hanno fatto le riforme strutturali a muoversi in fretta, anzi a cedere sovranità all’Europa in quanto è chiaro che da soli, questi paesi, non in grado di riformarsi…perchè non vogliono…aggiungo io.

Draghi ha usato il plurale parlando di paesi, ma il riferimento è ovviamente ad un paese, l’Italia, la quale è “too big to fail” e nessuno può permettersi il lusso di lasciare per strada l’Italia.

Del resto noi italiani non siamo in grado di auto-regolarci, almeno non più, perchè dopo la caduta dell‘Impero Romano,  ci siamo irrimediabilmente trasformati in un popolo di debosciati, senza nervo e devoti al padrone di turno, nonchè interessati solo all’indomani, senza visioni di programmazione di medio-lungo periodo, che sono sempre necessarie oltre che vincenti.

Ed ecco che allora la BCE ci ricorda quanto siamo ancora importanti a livello mondiale, soprattutto sul lato del debito pubblico in circolazione, di quanto ancora abbiamo da fare sul piano concreto delle riforme strutturali, e lo fa a chiare lettere, come in un deja vù dell’agosto 2011 con la famosa letterina sui compiti da fare a casa.

A distanza di 3 anni da quel terrificante agosto 2011 sembra che quei compiti richiesti dalla BCE siano stati fatti male e solo in parte, e che oggi ve ne siano altri da fare, forse più gravosi, sperando di essere risparmiati dai mercati, o qualcuno si è già dimenticato di quei 5 mesi???

Il nostro problema primario, economicamente parlando è la totale mancanza di investimenti privati e questo è dettato sostanzialmente da due fattori: la mancanza di fiducia e la mancanza di un tessuto economico-sociale in grado di valorizzare gli investimenti stessi.

La fiducia viene meno per mille motivi, alcuni li ho scritti qui, altri mesi indietro e altri ancora in divenire.

In buona sostanza se non si ha fiducia non si ci si muove, non si fa nulla, non si investe e quindi non si va da nessuna parte, che non sia il lento degradare fine a se stesso, per buona pace dei Targeted Long Term Refinancing Operation (TLTRO) messi in piedi dalla BCE focalizzati al rilancio del credito ai privati.

Noi italiani ed europei, non abbiamo il problema di non avere il mezzo per muoverci dal pantano della recessione, metaforicamente parlando noi la macchina ce l’abbiamo, se volete è vecchia, brutta, scassata ed Euro zero ma ce l’abbiamo…il pieno di benzina anche (gentilmente offerto dalla BCE stessa)…ma non abbiamo il pilota che puoi guidarci verso la ripresa economica!!!

O meglio, abbiamo tanti piloti a disposizione in Europa, i quali però sono tutti inaffidabili, incapaci di reggere il viaggio e spesso sono alticci…voi salireste in auto con un pilota del genere?….anche no, grazie.

Quindi prima di salire a bordo e meglio sincerarsi di avere anche qualche ottima chance di arrivare a destinazione sani e salvi…questo è quello che stanno chiedendo cittadini&imprenditori europei ai propri leader politici.

Il tessuto economico-sociale italiano e buona parte di quello europeo sono stati completamente stravolti da questa crisi, e credo che se non si mette mano all’economia reale velocemente, il nostro Vecchio Continente ne uscirà con le ossa rotte irrimediabilmente, time is up!!!

Quindi Draghi deve fare e farà tutto ciò che è nelle sue possibilità e lo sta ribadendo ad ogni meeting BCE, ormai però i mercati sono sempre più dubbiosi sulle reali capacità di recupero economico dell’Europa e quindi non si accontentano più delle parole ma vogliono i fatti, giustamente.

Settembre è vicino e quello che si preannuncia non è un autunno facile per noi, per nessuno, ça va sans dire.

 

Riproduzione riservata.

 

 

 

 

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