Parole…parole…parole…

…soltanto parole, parole tra noi…cantava Mina agli inizi degli anni ’70 insieme ad Alberto Lupo.

Parole, le mie, le vostre, le loro.

Le mie parole sono qui in bella evidenza e per quello che contano sono la mia opinione, resa pubblica.

Le vostre le sapete voi e sono altrettanto meritevoli.

Le loro parole sono ultra-fondamentali, perchè loro sono importanti, loro sono i governatori delle Banche Centrali più importanti, Yellen, Draghi, Carney e Kuroda, poi ci sono gli altri opinion-leader come Christine Lagarde presidente del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la UE, poi ci sono i vari presidenti di stato e premier come Obama, Putin, Cameron, Abe, Merkel e perchè no anche il nostro Renzi.

Ecco, mi soffermo sulle loro parole o sarebbe meglio dire promesse in nome della più banale e scontata propaganda che da sempre alberga nel mondo politico ed economico a livello globale.

Andando per ordine, diverse volte ho scritto in merito alle dichiarazioni, alle parole e delle visioni dei banchieri centrali e di quanto queste siano distanti anni luce dalla realtà di oggi; ad ogni meeting vanno ripetendo la solita litania fatta di frasi fatte che vi risparmio, di concetti astrusi e distanti dal mondo reale e, non ultimo, continuano a giustificare ogni dato economico o situazione negativa pur di non ammettere che le loro politiche monetarie ultra-accomodanti sono poco incisive sull’economia reale.

Adducono scuse per ogni dato economico che non sia in linea con le loro aspettative, sempre impostate al “più” e mai alla realtà, la quale è fatta anche di segni meno.

Dire che ormai si stanno arrampicando sugli specchi è eufemistico, perchè quando non ammetti di aver sbagliato, sbagli due volte.

Ah già dimenticavo, loro hanno la facoltà di smentire, ritrattare e rifare previsioni ad hoc in ogni momento, su ogni economia e ogni paese, a loro è concesso, ma ciò non toglie che negli ultimi due-tre anni siano più le previsioni economiche cannate che quelle che hanno realmente rispettato le loro aspettative.

Sono due anni che la FED vede il PIL americano in costante crescita e ogni anno, trimestre dopo trimestre, si trova a dover rifare e ridurre le stime di crescita, sarà un caso…ma intanto Wall Street vola verso nuovi max e questo è quello che conta.

L’FMI è un campione assoluto nel campo delle previsioni economiche, puntualmente se ne esce con  stime di crescita mondiale globale, per singolo continente e per singolo paese che sembrano appartenere ad un altro pianeta, non al nostro.

E infatti puntualmente vengono ritrattate e riviste, non senza però che la Christine Lagarde si erga a moderna Sig.ina Rottenmaier e faccia la predica a voce alta a questo o quel paese per non aver fatto i compiti prestabiliti e quindi essere stato colpevole di aver fatto sbagliare l’FMI stesso, senza che però l’FMI stesso indichi quali sono le cose da fare per uno sviluppo e una ripresa realmente sostenibile e non diramare stime e concetti assoluti come se vivessimo tutti in un mondo ideale come il giardino dell’Eden perchè ahimè non è così.

Da Bruxelles, ora che si sta insediando il nuovo parlamento europeo arrivano sempre le solite indicazioni generaliste sul “dovete fare”…in qualche modo lo dovete fare e non importa se il “dovete fare” non è possibile e non sostenibile al momento in queste condizioni economico-sociali.

Infine, i politici di ogni stato ce la raccontano su in qualche modo, ognuno guardando al proprio orticello ovviamente e poco importa se poi a fianco del tuo orticello c’è il deserto, finchè il tuo è rigoglioso e il colore dominante è il verde smeraldo si fa festa, del resto “…del doman non v’è certezza…”

Allora guardiamo per un attimo al nostro orticello, povero, malcurato, pieno di erbacce infestanti e da un po’ di tempo tendente al color ocra, tipico di un terreno arido tendente al secco, che nulla di buono fa presagire…per forza, ci manca la volontà del bravo contadino che si alza presto e lavora, e soprattutto non abbiamo gli attrezzi giusti e la quantità d’acqua giusta per innaffiare durante la stagione estiva e quindi rischiamo che il poco e disordinato lavoro svolto qua e la senza una precisa logica si secchi per il troppo caldo.

Prendiamo ad esempio le ripetute e allegre previsioni del nostro attuale governo in carica da più di un anno che ci dicevano che nel 2014 avremmo avuto un PIL intorno all’1% decimale più decimale meno…ecco scordatevelo, perchè quell’uno-per-cento lo vediamo col binocolo e tra un po’ farà parte dei nostri sogni.

Piuttosto ci manca poco che chiudiamo l’ultimo trimestre col segno meno o pressochè nullo e questo vale più di mille parole e di altrettante promesse sbandierate ai quattro venti, ci manca tanto così che torniamo in recessione, ma questo non si può dire ovviamente e io, sinceramente non lo auspico, ma guardo in faccia la realtà e questa è, non quella di Renzi & Co. che su queste glissano, mentre Banca d’Italia e Confindustria sfornano numeri raccapriccianti da quanto sono negativi per il Paese.

I dati sulla produzione industriale e sulla disoccupazione sono emblematici di come stiamo messi, male.

A me che Draghi conceda linee di credito per 1.000mld di € alle banche per la concessione vincolata di credito a privati&imprese per finanziamenti non residenziali e quindi credito al consumo, il tutto per rilanciare l’economia reale attraverso l’indebitamento mi dice poco.

E’ come dire al contadino…qui c’è tutta l’acqua che vuoi, usala!!!

Ma cosa te ne fai di tutta quell’acqua se prima non hai preparato a dovere il campo e se soprattutto non hai seminato???

Con i TLTRO (Targeted Long Term Refinancing Operation) la BCE desidera rilanciare l’economia in eurolandia, senza però tenere conto che nonostante i 1.00mld a disposizione, nonostante i tassi estremamente bassi e che tali rimarranno per ancora un lungo periodo di tempo (parole di Draghi)…la gente e le imprese non si indebitano perchè non ce nè…non si comprano e non si vendono merci in proporzione e l’inflazione estremamente bassa ne è la conferma…se non si consuma è perchè o mancano i soldi o perchè non c’è fiducia nell’indebitarsi nonostante i rubinetti vengano riaperti.

E se l’inflazione è troppo bassa, quasi da scenario deflattivo, il problema è anche la sostenibilità del debito pubblico, perchè mancando l’inflazione, non si ha l’effetto erosione proprio dell’inflazione che ti “mangia” anno dopo anno parte del debito pubblico in circolazione per il contestuale aumento dei prezzi che ad oggi manca, e questo per gli stati con un alto rapporto debito-PIL è un grande problema, Italia ed USA in testa.

Ormai il solco tra finanza, banche centrali ed economia reale è tracciato ed è bello profondo.

Vedete…risolvere le beghe economiche e ripristinare la crescita non è facile, non è come quando da piccolo mi raccontavano che andando al mare sarei cresciuto e che in montagna a respirare l’aria buona mi sarebbe passata l’allergia e l’asma…bei tempi!!!

Loro parlano, io guardo i numeri e questi parlano chiaro, nonostante siano sempre oggetto di taroccamenti ad hoc ed interpretazioni.

Il 2014 dal punto di vista sociale è se possibile peggiore dei suoi predecessori 2013 e 2012, mentre dal punto di vista dei mercati è prodigo di risultati positivi su praticamente tutti gli asset di maggiore rilevanza e diffusione.

Bene, quello che avevo da scrivere l’ho scritto…nei due precedenti articoli “tutti al mare” e “il gioco del porcellino d’India” avevo sostenuto che con ogni probabilità il driver che avrebbe potuto indurre i mercati ad un cambio di rotta sarebbe potuto arrivare anche da un evento esogeno…ma questo è un altro discorso, purtroppo.

 

Riproduzione riservata.

 

 

 

 

 

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