Il gioco del porcellino d’india

…ve lo ricordate?

Era quel gioco che si trovava in ogni sagra di paese, dove c’era un cerchio fatto di tante piccole casette di legno, ognuna delle quali aveva un numero e al centro c’era una scatola, sempre di legno ma chiusa, con dentro un piccolo porcellino d’India, alias una cavia.

Questa casetta con dentro il porcellino era collegata ad un filo e, quando il “padrone del gioco” aveva venduto tutti i biglietti ai partecipanti, semplicemente tirava il filo e magicamente la casetta/gabbia si sollevava e il porcellino d’India era libero.

Al povero porcellino d’India non pareva vero di essere “libero“…passato d’incanto dal buio della casetta/gabbia dov’era stato forzatamente rinchiuso e infatti, nei primissimi istanti della sua nuova realtà da porcellino libero era piuttosto frastornato, del tutto incapace di muoversi e anzi, spesso capitava che rimaneva fermo, immobile come inebetito con lo sguardo di quello che non si capacità dello scenario in cui si trova, un frastuono fatto di grida, incitamenti, rumori assordanti che nulla avevano a che fare con il suo spirito mansueto…e soprattutto, al nostro povero porcellino d’India non pareva vero di avere di fronte a se così tante opportunità (le casette numerate) dove poter trovare un riparo, anche solo temporaneo.

E solitamente accadeva che dopo qualche comprensibile secondo di esitazione, il nostro porcellino si dirigeva spedito verso una delle casette numerate, spesso proprio quella dove veniva fatto meno rumore e dove vi erano persone meno assatanate, eccitate e urlanti…poi però, proprio sul più bello…esitava proprio davanti alla soglia della casetta, quasi a volersi sincerarsi che quella fosse la scelta giusta, ovvero la sua nuova dimora…il riparo migliore e più ospitale per lui in quel preciso momento.

Tante volte è accaduto che la nostra cavia cambiasse idea proprio all’ultimo istante, tornando sui suoi passi per dirigersi verso un’altra casetta numerata, per la gioia inaspettata di qualcuno e l’assoluto dispiacere misto a incredulità di chi già stava assaporando il dolce gusto della vittoria.

Non è dato sapere cosa passasse nella testa della nostra cavia in quei momenti, ma leggenda narra che egli fosse assolutamente consapevole della scelta fatta, compreso il fatto di scartare le prime possibilità di riparo/rifugio che gli si proponevano davanti, non senza però prima essere andato a verificare sin sulla soglia, per accertarsi…verificare e  trovare conferma in quello che aveva pensato un attimo prima.

Alla fine, la nostra simpatica cavia una casetta l’ha sempre scelta e una volta entrato li rimaneva, quatto quatto, un po’ impaurito e sicuramente ancora disorientato da tutto quel baccano e interesse tutto per lui e le sue scelte, obbligate del resto.

Che attinenza c’è tra la nostra cavia e i mercati?

La nostra cavia è il mercato.

E se la nostra cavia è il mercato, il mercato dovrà giocoforza decidere dove andare nei prox mesi, verso quale “casa” dirigersi.

State già pensando che stia scrivendo un’ovvietà vero?…o peggio una stupidata, perchè il mercato decide sempre dove vuole andare e la sua direzione è quella proprio davanti ai nostri occhi, basta prenderne atto e non perdersi in analisi pretestuose, fuorvianti e da quattro soldi.

Ovviamente siete liberi di pensare ciò che meglio credete, assolutamente liberi, ci mancherebbe altro, questo non è un sito di verità.

Come la nostra cavia, che prima è costretta dentro ad una buia casetta di legno che la rinchiude, che di fatto gli impedisce di muoversi e di decidere del proprio destino…all’improvviso, tutto d’un tratto, essa viene resa “libera” e capace di correre a cercarsi un rifugio momentaneo da tutto l’innaturale caos circostante, così i mercati di oggi sono costretti al new normal dettato dall’azione congiunta delle Banche Centrali, dove new normal significa sostanzialmente mercati votati unicamente al rialzo.

Abbiamo i maggiori mercati in bull market…ma così bull da far impallidire la corsa dei tori di S.Firmino che si tiene a Pamplona proprio in questi giorni…dove per altro anche in quel caso i tori (metafora dei mercati positivi) vengono prima rinchiusi in un recinto e successivamente mollati per le strade, in mezzo alla folla…ed essi corrono sino all’arrivo nella plaza de toros dove finalmente vengono condotti al riparo e riportati ai propri allevamenti.

Dicevo, prima della digressione taurina, che i mercati di oggi sono stati costretti dalle banche centrali a salire, salire e salire fino a che ormai i loro grafici escono dal monitor, sembra che sia assolutamente vietato scendere, a quanto pare.

Non importa di quale asset si stia parlando, non importa nemmeno su quale mercato avviene la salita, meglio se questa avviene su tutti gli asset e su tutti i mercati maggiormente conosciuti così ci leviamo dall’imbarazzo e diamo un senso unico al trend globale attuale, commodities escluse.

Ancora meno importante è valutare se, la salita pressochè ininterrotta avuta negli ultimi anni è sana o è dovuta principalmente a nuove alchimie finanziarie di cui nessuno conosce i possibili effetti collaterali nel lungo periodo, soprattutto in termini di ricadute sulle economie reali e non unicamente sulla finanza.

Figuriamoci poi se qualcuno ancora perde tempo nel far notare che vi siano delle notevoli discrepanze, divergenze, differenze e assoluta distanza tra gli sforzi profusi dalle banche centrali per far lievitare i mercati, i listini e gli asset finanziari in rapporto all’economia reale a cui questi dovrebbero essere sensibilmente collegati o sbaglio?

Del resto gli investitori, tutti gli investitori, hanno sempre fame di rendimenti ed essendo famelici (gli investitori) arrivano a non curarsi più di ciò che comprano e a che prezzo lo comprano, il tutto pur di saziare la propria fame con grande voracità.

C’è un’assoluta mancanza di relazione, realismo e coerenza in tutto questo rialzo ininterrotto dei mercati, condito con anche una buona dose di snobismo finanziario, fatto di gente preposta a prendere decisioni fondamentali per i mercati, le economie e i cittadini che le compongono e le abitano.

Persone che ricoprono cariche istituzionali e pubbliche, le quali si ostinano a non voler vedere, capire e agire nel verso delle decisioni difficili, impopolari ma sostenibili e non cadere nell’agiatezza del facciamo così “…perchè così fan tutti” e quindi andiamo avanti a voler nascondere la polvere sotto al tappeto, tanto loro hanno un grande tappeto, ma soprattutto hanno in mano le chiavi  del sistema economico-politico.

Già nei miei ultimi post e in tanti altri che girano nella rete si legge di quanta difficoltà oggi vi sia ad investire i propri risparmi, per cercare e trovare rendimento sui mercati, anche ostinandosi a ragionare alla vecchia maniera del rapporto rischio-rendimento si trova ben poco, perchè tutto è salito, punto.

Proprio come la nostra cavia o i nostri tori di S.Firmino, finchè essi vengono costretti in una scatola o in un recinto non vi sono alternative, lì rimangono…poi però arriva il momento in cui vengono liberati ed allora ecco che finalmente possono muoversi “liberamente” e andare a cercarsi un rifugio, anche momentaneo, ma pur sempre un rifugio.

Di certo porterete pazienza se la cavia non entrerà nella vostra casetta non facendovi vincere il premio, o peggio vi prenderete un’incornata dai tori perchè li avete voluti sfidare in segno di grande machismo e scarsa intelligenza.

Tutto può essere, tutto può accadere, anche che l’improvvisa e riacquistata “libertà” dipendente dall’azione del padroni del gioco nel tirare la corda che solleva la scatola buia possa scaturire delle sorprese…perchè quando all’improvviso si viene liberati dalle tenebre della certezza, il bagliore di luce derivante dalla libertà può risultare accecante e destabilizzante, portando anche confusione e disorientamento.

Non confondetemi, non sto auspicando nulla, nè in un senso nè in un altro, ma sono piuttosto convinto che i mercati prossimamente dovranno tornare a fare i conti con la luce della libertà, quella finta libertà costruita dagli interventi delle banche centrali e questa luce sarà piuttosto forte e intensa…il rischio di scottature è elevato.

I mercati hanno bisogno di un driver, hanno raggiunto livelli talmente alti che è assolutamente necessario un qualcosa…una scusa…un evento per dare loro direzionalità, in un senso o nell’altro.

Il mio modesto pensiero va nella direzione di un pretesto, una causa, anche esogena ai mercati stessi che funga da scusa per un sensibile ritraccio, meglio uno storno deciso, che manca da troppo tempo ormai.

I mercati sono troppo squilibrati, talmente squilibrati ed esagerati che, se non riusciranno a riequilibrarsi da soli per mezzo di movimenti uguali e contrari ad almeno una parte della salita avuta sin qui, non so come possano trovare la forza di salire ancora…ed è secondario chiedersi su quali aspettative economiche giunti a questi livelli di valutazioni più consoni alla fantascienza finanziaria.

Del resto è difficile da immaginare che coloro che hanno comprato azioni, bond e titoli di stato 18/24 mesi fa siano ancora lì a chiedersi se i mercati saliranno ulteriormente.

E’ più facile ipotizzare che questi investitori abbiano gradatamente venduto buona parte dei propri asset nel corso degli ultimi mesi, portando a casa laute plusvalenze, cedendo il cerino via via agli ultimi arrivati sui mercati a comprare, in preda alla sindrome del treno perso e dall’ansia di rendimento provocata dai tassi a zero negli asset a basso rischio.

La cosa che temo maggiormente è un evento esogeno, cioè non correlato allo scenario strettamente economico inerente ai mercati.

Di questo ho trattato già nel post “tutti al mare”…e purtroppo dalla data di pubblicazione di quel post qualcosa di sensibile e cruento si è mosso sullo scenario geo-politico mondiale.

Le tensioni in Medio Oriente sono sempre le solite, ma hanno accelerato bruscamente con un escalation di violenza senza pari nelle ultime settimane, ma non è ancora abbastanza e la conferma viene dai media che non ne parlano ancora con enfasi e in prima pagina.

E’ brutto da pensare ma solitamente può accadere ed è accaduto che i mercati siano stati riportati ad una certa normalità in termini di valori  anche da eventi esogeni e violenti, i quali sgonfiano le valutazioni e hanno il compito di far riaprire gli occhi agli investitori che da qualche anno si sono abituati a guadagni risk-free grazie all’ingerenza delle Banche Centrali che tutto ha falsificato in termini di valori reali delle economie sottostanti in rapporto ai propri mercati finanziari.

Le Banche Centrali cercano disperatamente l’inflazione, oggi inesistente, con la quale bruciare almeno una parte del mostruoso debito pubblico accumulato e piazzato in giro per i mercati e nei bilanci delle stesse Banche Centrali.

Inoltre cercano di convincerci di un possibile ritorno alla piena occupazione, ovvero ai livelli pre-crisi, piuttosto utopistico, anche perchè nel frattempo gli equilibri economici mondiali si sono spostati e con loro diversi processi produttivi, meglio prenderne coscienza e cercare di adattarsi in una qualche maniera.

Altri Paesi e altri attori economici non guardano in faccia nessuno e tirano dritto per la loro strada, a senso unico e senza porsi dubbi sulla reale  spendibilità e conseguenze delle loro politiche economiche,  sia per quanto riguarderà il loro futuro e anche quello dei i loro partner commerciali.

Come vedete di possibilità ce ne sono diverse, come sempre del resto…e  il mercato…che non è altro che la nostra cavia , ora si trova al centro del gioco…libero…impaurito…frastornato…e il suo unico obiettivo è quello di togliersi da questa nuova situazione a lui del tutto estranea.

Credo che presto vedremo la cavia-mercato dirigersi verso una di queste casette,  e quando avrà capito quale essere la più giusta in questo momento ci entrerà abbastanza velocemente, gimme shelter!!!

 

Riproduzione riservata.

 

 

 

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