i.v.a

Complice un periodo del tutto nuovo e diverso, molto particolare della mia vita, qualche giornata non proprio primaverile e qualche pensiero più strano del solito che mi naviga in testa riguardo ai rapporti con le persone, ho deciso di scrivere un post su uno degli aspetti più importanti della nostra Vita, la fiducia.

Per cercare di non scrivere cazzate esagerate ho ripreso a mangiare cioccolata, rigorosamente fondente al 99% e quindi mi lancio in un post all’insegna dell’ottimismo derivante dallo stato di euforia & benessere che il cioccolato mi infonde, vediamo.

La fiducia è un valore estremo, un sentimento forte, impalpabile, duraturo, raro e dannatamente fragile.

La fiducia è il vero valore aggiunto di cui siamo dotati, a patto di saperlo riconoscere, accettarlo, coltivarlo, mantenerlo e nutrirlo, prima per gli altri e poi per noi stessi.

Senza la fiducia non si fa nulla, non si va da nessuna parte, si rimane beatamente immobili e persi perchè non si può vivere senza di essa, a meno di essere dei bastian contrari o dediti all’eremitismo.

Pensate a quante cose facciamo inconsciamente senza curarci del fatto che le facciamo automaticamente, quotidianamente e ripetutamente con l’assoluta fiducia di poterle fare:

– ci alziamo la mattina e ci prepariamo per la nostra giornata ricca di impegni, che sicuramente porteremo a termine, quasi sempre.

– ci immergiamo nel traffico fiduciosi di non incappare in incidenti, tantomeno gravi e quindi di preservare la nostra salute.

– ci relazioniamo con persone a cui chiediamo e concediamo la nostra incondizionata fiducia, dal barista che ci prepara il caffè, al collega che ci aiuta nello svolgimento di un lavoro, alle maestre a cui affidiamo i nostri figli per quasi tutta la giornata, alla cuoca che cucinerà per loro perchè noi siamo al lavoro, al macchinista del treno che ci riporta a casa per chi fa il pendolare, al dottore che ci visiterà e ci dirà se va tutto bene, al consiglio del negoziante che ci aiuta nel scegliere la taglia per il regalo che vogliamo fare ad una persona cara etc…

E’ innegabile che la fiducia sia un “fattore” intrinseco in noi stessi, c’è chi ne ha di più e chi molta di meno, sia in se stesso che verso gli altri, però credo anche che la fiducia sia un fattore che si può implementare, ovvio ci vuole allenamento, come in tutte le cose.

All’inizio del post ho scritto che la fiducia è fragile…quindi handle with care.

Il più piccolo comportamento sbagliato, l’inadeguata parola spesa con troppa disinvoltura, l’impercettibile sesto senso che è dentro di noi e che ogni tanto ci dice di qualcosa che non va, può incrinare e far svanire la fiducia in qualcuno o qualcosa, per sempre.

Alzi la mano chi di noi oggi ha il tempo necessario per soffermarsi a fare tutte queste riflessioni su quanto sia importante un valore come la fiducia, tranquilli vi capisco e mi capisco da solo…del resto ogni giorno assistiamo impotenti alla distruzione della fiducia e alla sua commiserazione.

Piuttosto veniamo travolti e sommersi da scuole di pensiero fondate su quanto sia assolutamente necessario, fondamentale e importante “arrivare” e vincere, costi quello che costi, a discapito di tutto e tutti…il fine giustifica i mezzi a quanto pare.

Credo fermamente che questo sia uno degli aspetti più distruttivi del nostro tempo, l’assoluta negazione umana dell’uomo come animale sociale che da e prende dai suoi simili e dal contesto che lo circonda, nel più assoluto equilibrio e consapevolezza del bene comune.

La nostra Vita oggi è dominata dalla falsità, dal fottere il prossimo per il nostro mero tornaconto, dai pregiudizi basati sull’ignoranza, sulla mancanza di volontà di andare oltre, del rimanere come siamo perchè cambiare non serve a nulla e non rende nulla e poi costa fatica…e soprattutto siamo dominati dalla fottuta mancanza di tempo, perchè “dobbiamo” fare 1.000 cose in una giornata quasi dipendesse esclusivamente da noi il futuro del mondo l’indomani, idiozia allo stato puro.

La Vita moderna e di conseguenza il moderno pensiero sono ostaggi del quanto dobbiamo fare in quanto tempo lo dobbiamo fare, ovviamente a tutto discapito dei valori fondamentali della nostra Vita, come la fiducia per l’appunto…pena l’essere tacciati per incapaci totali e perditempo.

La vita moderna è tanto paradossale quanto sbagliata in termini di spendibilità nel lungo termine, perchè solitamente si vive per un discreto periodo di tempo, almeno me e ve lo auguro.

Ci sono però alcuni aspetti della nostra Vita che ancora sono schiavi di un retaggio culturale vecchio, stantio e sbagliato.

Prima vi ho fatto alcuni esempi di come la vostra fiducia e quindi parte della vostra Vita viene spesa nei confronti di altre persone, alcune conosciute (ma che non si conoscevano in precedenza) altre semi-sconosciute o sconosciute del tutto.

La prima volta che riporrete la vostra fiducia in un’altra persona o più persone contemporaneamente vivrete un sentimento di allerta…simile ad un leggero fastidio e sarete molto attenti e guardinghi per cercare di scorgere eventuali aspetti che non vi piacciono, il tutto per andare a confermare i vostri preconcetti o colmare le vostre paure.

Se questi preconcetti, sensazioni negative e mancanza di feeling saranno corrisposte, ecco che automaticamente la vostra fiducia in quel momento specifico svanisce del tutto.

Se al contrario, con i dovuti tempi e modi, step by step, le vostre incertezze, paure, preconcetti e fisiologiche distanze verranno affrontate in modo corretto e positivo, ecco che voi vi aprirete come una porta accostata e successivamente sospinta dal vento.

In un primo momento, intimamente vi sentirete sorpresi, come se chi avete di fronte vi stesse leggendo dentro come se foste trasparenti e quindi indifesi, poi questa prima sensazione lascia il posto alla piacevolezza dello scambio di idee, opinioni, sentimenti e alla condivisione di argomenti e bisogni…del resto è il fulcro dell’essere animali sociali.

Alla fine di questo incontro, la nostra fiducia non solo sarà emersa, ma sarà anche passata a chi abbiamo di fronte e viceversa, magari facendo solo attenzione al senso della misura in nome del “non tutto e non subito”…perchè un vecchio detto recita che:“…le persone non si finisce mai di conoscerle”.

A questo punto sarebbe…anzi è fondamentale coltivare questo piccolo germoglio nato  sulla base della fiducia per farlo crescere e vedere sin dove può arrivare, perchè la differenza a questo mondo la fanno ancora le persone, per fortuna.

Troppo spesso commettiamo l’errore invece di affidarci alle cose, ai sentito dire, alle false certezze, al così fan tutti piuttosto che alle singole persone, nella vana speranza che queste cose ci diano maggiore affidabilità e fiducia delle persone preposte ad eseguirle, errore fatale.

Ognuno di noi ha il suo modo di vivere, fatto di relazioni sociali, contatti e abitudini consolidate.

Ecco, le abitudini sono uno degli aspetti più ingannevoli del nostro tempo, a volte presentano effetti collaterali gravi, talvolta devastanti.

L’abitudine altro non è che il ripetersi di un’azione che abbiamo sperimentato su noi stessi e che il più delle volte ha funzionato, assolvendoci quel problema/necessità, ottimizzando il tempo impiegato; già il tempo…vedete come torna fuori prepotentemente?

Il tempo è definito, almeno per noi umani e ne abbiamo sempre troppo poco per fare tutto ciò che vorremmo fare, balla colossale…è un cane che si morde la coda…ma ormai non riusciamo più a distinguere ciò che merita il nostro tempo da ciò che invece può attendere, si chiama scala delle priorità.

Sull’onda delle abitudini livelliamo tutto, Vita, amore, valori, lavoro, passioni, tempo libero, sentimenti e necessità.

E quando si livella…ci si appiattisce, rendendo tutto uniforme, e le differenze, sia che esse siano positive o negative fanno fatica ad emergere, con conseguente pericolo di non vedere bene e valutare ciò che è importante per noi stessi.

Non c’è un essere umano uguale all’altro, nemmeno i gemelli lo sono al 100% e quindi figuriamoci se tutti abbiamo le stesse esigenze, priorità e valori umani.

Chi non ha valori…peggio per lui, costui è quello che dalle mie parti viene definito “poveretto” nel senso di compatimento e abbandono del termine, colui a cui tutto scivola addosso, nella totale noncuranza di se stesso, figuriamoci del prossimo e di ciò che lo circonda, un vero spreco di energia umana.

Per fortuna, la maggior parte delle persone fa ancora parte di quelle che un senso al mondo ce l’hanno, dotati di intelligenza, rispetto, valori morali e fiducia nel prossimo.

E’ certo che avere e dare fiducia agli altri è un valore aggiunto, assoluto.

Avere e dare fiducia agli altri costa tanto, soprattutto in termini di rischio correlato, tempo e eventuali delusioni…che ahimè arriveranno puntualmente.

Avere e dare fiducia agli altri non è solo indispensabile ma è anche dovuto perchè non ci si può esimere.

Ecco perchè l’acronimo I.V.A calza a pennello, perchè la fiducia è un’imposta sul valore aggiunto che ognuno di noi paga, per averne un ritorno maggiori in termini di socialità, relazioni e aiuto.

Mai come oggi mi sto accorgendo di quanto sia vero tutto questo.

Io ho sempre riposto la fiducia nelle persone, cercando per quanto mi è possibile di dare contestualmente, compensare e infondere altrettanta fiducia in coloro con cui dovevo condividere pezzi di Vita, lavoro, svago, dolore, amore e tanti altre sfaccettature del nostro scorrere quotidiano.

Certo che non si è mai finito di imparare, tantomeno di stupirsi quando in ballo ci sono le persone, purtroppo o per fortuna.

E così succede che quelle persone che ti hanno sempre mostrato il volto sorridente, l’animo disponibile, il carattere aperto di chi ti ascolta e ti rimarcano la loro disponibilità nei tuoi (miei) confronti…giunti al momento in cui devono suffragare tutto questo con un gesto…puff…svaniscono come una bolla di sapone nel nulla…come se fino a quel giorno io avessi avuto a che fare con altre persone che non fossero loro, ma impostori di loro stessi.

Questo è l’aspetto più triste e vuoto, riporre fiducia in qualcuno per tanto tempo, ricambiando quanto sembra che chi hai di fronte ti stia dando e quindi ti senti in dovere (parola negativa) di dare anche tu per non deludere, per non sentirti in debito e per non creare una sorta di senso unico dove solo tu ricevi.

Poi arriva il momento delle reali dimostrazioni di fiducia e scopri che tu hai dato e l’altra persona ha preso, punto…di te non sa cosa farsene in termini pratici, perchè erano solo parole al vento, promesse buttate li per convenienza o per altro, decisamente brutto.

Il rovescio della medaglia invece è che ci sono persone che semplicemente fanno seguire alle parole i fatti, confermandoti la loro fiducia in quello che sei, che hai fatto per loro, per come ti sei dato spontaneamente e questo mi fa sentire pieno di Vita, gioia e voglia di andare avanti, per me e per loro.

Poi vi sono anche quelle persone che reputavo fossero in una sorta di Limbo, su cui non avrei scommesso più di tanto in termini di fiducia e invece…con mia grande sorpresa mi fanno dono di ciò che da loro non mi sarei aspettato, almeno in questi termini e in questo momento per me molto particolare, oserei dire unico…e questo è ancora più stupendo perchè del tutto inaspettato.

Del resto, in questi casi della Vita sono solo due le regole che contano davvero: quello che un uomo può e quello che un uomo non può, comprendi?

Il prezzo da pagare per tutto questo è alto, almeno per quanto mi riguarda, soprattutto in termini di sensibilità, la quale è indotta ovviamente dai miei valori e dalla fiducia riposta negli altri.

Infine ci sarebbe anche l’aspetto della traquillità che volendo potrebbe essere declinata in un’altra sensazione bellissima, la serenità e la gioia di vivere a pieno la Vita, tutti i giorni, ogni giorno.

Una grande donna ha detto: ” …meglio aggiungere vita ai giorni, che giorni alla vita”.

Mi sa che ha ragione…

 

 

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