Aeroplanini

…dove eravamo rimasti con i mercati (mkts)?

nei precedenti post semi-tecnici riguardanti i mkts “sereno variabile” “l’arte della guerra”  ero stato abbastanza chiaro e possibilista su un’aumento delle tensioni intermarket e sul contestuale aumento della volatilità dei listini, vuoi per ragioni geo-politiche come l’Ucraina che è solo al primo step, vuoi per il livello di massima allerta su cui versano alcuni dei principali listini e asset di investimento.

Se non è un problema la schizofrenia del Nikkei di Tokio che ormai si muove sempre di ben oltre un punto percentuale al giorno, talvolta ben di più…un giorno su e un giorno giu, due-tre-quattro giorni su e poi giù a doppia velocità; ma che ci volete fare, loro sono estremi per cultura e oggi non fanno che dimostrarlo anche in finanza.

Del resto i nippon si stanno giocando tutto con la loro voglia di riemergere da 20 anni di deflazione e vogliono farlo in soli 2 anni, almeno questo era il termine dato dal primo ministro Abe a fine 2012, quindi non manca che attendere sino al 2015 per capire se ce la farà a far risorgere l’impero e l’economia del Sol Levante, perchè da qui in avanti viene il bello come si suol dire, speriamo solo non scimmiottino il loro essere kamikaze anche in economia.

Comunque Nikkei  -3,7% rispetto al 22/02 e -5,8% rispetto al 06/03.

In Europa che cosa si dice?…si dicono sempre le stesse cose, risapute e stantie, soprattutto da parte degli esponenti più illustri, come la BCE, la Merkel e l’UE tutta…tutti si professano ottimisti che la ripresa sia già in atto e confermata, ma che bisogna essere ancora cauti e che tutti insieme…si tutti insieme…roba incredibile per la UE…faranno quello che c’è da fare nel caso ci sia da fare.

Parole…parole…parole cantava Mina.

I dati macro Europei sono pietosi, eccezion fatta per la Germania ancora in discreta forma ma non più così brillante, ma gli altri?

Se della nostra Italia e della Spagna sappiamo benissimo come siamo messi, ovvero male, ancora molto male, malissimo, qual’è lo stato dell’arte per la gloriosa Francia?…abbastanza pietoso.

Ma veniamo ai mkts europei, rispetto al 22 febbraio quando scrissi sereno variabile” siamo messi così:

FTSEMIB praticamente inalterato sui 20.400pt

DAX  stava a 9650 circa e oggi sta 600pt sotto, circa un 7%.

CAC40 ha perso circa 160pt e quindi un onesto 4%

IBEX 35 ha lasciato sul terreno un 4% anche lui.

FTSE100 è indietreggiato di quasi un 5%

Eurostoxx50 (indice principali azioni europee) è sceso di un 5%

Invece questo è l’aggiornamento rispetto al 6 marzo quando scrissi “l’arte della guerra”:

FTSEMIB          -2,5%

DAX                    -5,6%

CAC40                -4,6%

IBEX35               -4,8%

FTSE100            -4,3%

EUROSTOXX    -4,6%

Nel contempo i future  Bund e  BTP sono sempre su livelli altissimi con risultati delle aste italiane che non si vedevano da 10 anni e con rendimenti ai minimi.

Cosa se ne deduce dai dati sopra riportati?…io ne deduco che stiamo entrando in uno storno per i listini azionari, storno che potrebbe anche andare avanti e che per come la vedo io sarebbe anche salutare nel limite di un altro 3-5%, poi dovesse continuare assumerebbe connotazioni ben diverse.

Altra deduzione è che il nostro listino gode di una forza relativa non da poco, chapeau finchè dura, perchè ho il timore che ciò che di cui stiamo godendo da qualche mese e cioè di questa forza, potrebbe anche essere data indietro com’è nostra buona abitudine che viviamo spesso di eccessi finanziari.

Poi che si scenda per motivi esterni alla finanza ma che su di essa si riverberano prontamente o che si scenda per motivi strettamente tecnici è pur sempre difficile da capire all’inizio di una discesa graduale come quella a cui stiamo assistendo.

E’ pur vero che arrivare sotto scadenze tecniche di derivati (venerdì 21 marzo) con i listini belli tonici e sparati non è un bel gesto nei confronti dei market maker che infatti se possono…e possono…ti fanno notare la loro presenza con un paio di sedute instile bloody mary, di quelle che vai a casa a cercare cerotti, lasonil e brufen e poi dritto a letto.

In USA sono stati più morigerati, con lo S&P500 che dal 22/02 è inalterato e dal 06/03 ha lasciato sul campo un misero 2%, roba da solletico.

Ma si sa che loro vivono un’altra realtà, del tutto inconcepibile per me e per molti altri, ma tant’è a loro piace stare lassù between the stars.

Non so nemmeno se valga ancora la pena scrivere di loro, piuttosto che perder tempo ad analizzare i grafici dei suoi listini, mi sembra di guardare una scala…per il Paradiso o…?

Discorso Cina sempre avvolto nella nebbia, discorso shadow banking ancora ben presenti con alcuni mega-bubboni pronti a scoppiare e ad infettare il tessuto antistante, con anche movimenti poco chiari su alcune commodities di cui la Cina è il principale driver. Speriamo solo che il nuovo governo cinese sappia ciò che sta facendo perchè le conseguenze non sono note, così come non lo sono molti altri aspetti della loro economia in continuo e moderato rallentamento.

Il loro indice Hang Seng dal 22/02 ha fatto registrare un -5% e dal 06/03 un -4%, mentre quella di Shangai è calata rispettivamente del 6% e del 3%, segno che anche qui non si brilla.

Il mercato dei bond emergenti è sceso nuovamente dopo un discreto rimbalzo, a causa delle continue tensioni tra RussiaUcraina e comunità internazionale e anche per il risalire della tensione in Turchia.

Sui bond principali ho già detto di bund e btp, il T-Bond americano ha avuto una bella discesa andando a testare la soglia di attenzione posta a 124 che anche se sfondata timidamente per qualche giorno ha poi fatto da molla per il ritorno su livelli più consoni al periodo.

Le Commodities industriali continuano a segnare il passo, con il rame che è letteralmente crollato, seguito da un ritraccio del petrolio (sia Brent che WTI).

L‘oro continua la sua risalita e i 1400$/oncia sono a vista e anche questo, insieme ai bond è un indicatore abbastanza chiaro dello scenario attuale e fors’anche futuro per le prox settimane.

Infine, l’unica cosa che ancora non mi torna e che mi da particolarmente fastidio sono i cross, ma in special modo il nostro cross contro $ e Y.

E qui mi ricollego a quanto sopra scritto parlando delle chiacchiere a go go e del waste time dei nostri politic, burocrati e BCE…ma volete rendervi conto che dovete fare e non parlare?!?!…un cambio contro il $ alla soglia di 1,40 è indecenza pura.

Ormai i mkts sono arrivati ad un punto tale di sopravvalutazione che la parola attenzione è riduttiva, per gli americani poi siamo a Defcon 5, il tutto grazie al grande lavoro delle banche centrali che hanno reso possibile l’impossibile…ovvero l’annientamento della percezione del rischio.

Come nel film “The Terminal” dove Viktor Navorski  (Tom Hanks)  era un cittadino della improbabile repubblica della Krakozhia che per problemi politici internazionali rimaneva prigionierio dell’aereoporto JKF di NY e li, in aereoporto si trovò a vivere per giorni e giorni, facendo di necessità virtù senza mai poter uscire dal terminal stesso, perchè nessuna delle autorità preposte voleva prendersi l’onere e la responsabilitàdi una decisione…

…bene oggi i mkts sono prigionieri di ciò che sono diventati, ovvero la negazione della realtà, proprio e soprattutto grazie alle manovre non convenzionali poste in essere dalle banche centrali, le quali falsando il “gioco” ora si trovano davanti alla paura che il “gioco” stesso possa fermarsi da un momento all’altro senza il loro continuo sostegno…quindi per certi verso è persino peggio questo nuovo scenario, dove la dipendenza è diventata talmente forte che ha fatto scomparire il concetto di moral hazard.

In ultimo vi starete chiedendo perchè ho chiamato questo post “aeroplanini”.

Di certo sarete stati alle giostre…ops ai baracconi come si dice dalle mie parti…e ognuno di noi ha la sua giostra preferita vero?

La mia da sempre sono gli aeroplanini…è una giostra che avrà più di 40 anni e…da 40 anni è sempre uguale, non ha avuto bisogno di ammodernamenti o maquillage per rendersi più attraente di quanto già non sia, e, la cosa buffa & bella allo stesso tempo è che fa sempre il tutto esaurito, di generazione in generazione.

Più che aeroplanini sembrano piccole navicelle spaziali colorate in stile Goldrake, dove è sempre meglio salire in due, perchè uno guida e cerca di spostare l’aeroplanino girando con forza e con tutte e due le mani un volante durissimo, mentre l’altro il co-pilota cerca di sfuggire agli improbabili raggi laser degli aeroplanini nemici muovendo la leva che fa salire e scendere l’aeroplanino e sparando contemporaneamente per sconfiggere i “nemici”.

Quando si viene colpiti, l’aeroplanino scende velocemente verso terra in segno di sconfitta.

Alla fine del giro di giostra rimangono in alto, per aria, solo due aeroplanini sui 16 in battaglia per il duello finale, chi lo vince rimane per aria come segno distintivo del vincitore e l’altro “precipita” a terra sconfitto, come tutti gli altri.

Quindi alla fine ne rimane sempre e solo uno, un vincitore che si aggiudica un altro giro di giostra, gratis ovviamente.

Voi su che aeroplanino siete?

 

Riproduzione riservata.

aereoplanini

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