I know my chicken

Chi di noi non è stato almeno una volta “un pollo” nella vita?…molti lo sono stati ben più volte secondo me…io di sicuro, e qualcuno lo è spesso, troppo spesso forse, tanto da entrare a far parte della numerosa famiglia…su cui poi qualcuno ha fatto fortuna, business e si è dedicato all’allevamento degli stessi per scongiurare l’estinzione della nobile ma soprattutto utile specie.

Il pollo è un’animale che non brilla certo per intelligenza anzi è piuttosto ingenuo, nel senso che se ne sta beato nel suo pollaio e quando ha occasione per fare una sortita al di fuori di esso si comporta in modo ancora più ingenuo, quasi da animale decerebrato, nel senso che non si rende minimamente conto dei pericoli a cui può andare incontro.

Vi sarà capitato di vedere alcune scene in diversi film dove c’è una macchina che arriva nel cortile/giardino di una casa e, i polli presenti non si spostano sino all’ultimo momento quando il rischio di venire schiacciati da quella cosa grande 100 volte loro, rumorosa e veloce si avvicina con fare minaccioso verso di loro…loro niente sino all’ultimo…i polli…sprezzanti del pericolo di cui non si rendono conto, continuano a farsi gli affari loro in cerca di qualche cosa da beccare, che sia un verme, un minuscolo insetto o anche solo il polveroso terreno su cui spesso si trovano a razzolare per ore e ore, giorni e giorni.

In effetti il cervello di un pollo non brilla certo per dimensioni, anzi, ma non giriamo troppo il coltello nella piaga del povero pennuto perchè non sempre cervelli di grandi dimensioni hanno prodotto risultati della stessa grandezza, quindi onore al pollo e w il pollo, che tra l’altro è buonissimo e si presta a diverse interpretazioni culinarie.

La prerogativa fondamentale dei polli è quella di essere in tanti, un vero e proprio esercito, al nostro servizio.

Si ok, però io ho iniziato questo post parlando del pollo declinato al genere umano, cioè di quando noi siamo i polli e veniamo ingannati, fregati, usati e approfittati da qualcuno che pollo non è.

Quindi quante scarpe, abiti, t-shirt, pantaloni avete nell’armadio solo perchè la supergnocca della commessa di quel negozio del centro vi ha detto che stavate benissimo…che vi slanciava…che eravate à la pàge…che avevate stile?!?!?…e cosa ne sa lei se io ho stile o se invece sono solo un buzzurro con il portafoglio gonfio?!?!?…ah già ero troppo impegnato a fantasticare sulla commessa e a quello che poi ovviamente non si è avverato. Però sono uscito felice come non mai da quel negozio, con una cosa che poi non ho mai più indossato ma questo era ed è secondario giusto!?!?!

Per par condicio femminile, quante volte il giovane commesso o l’affascinante proprietario del negozio, che a lor signore fa un bel complimento, del tutto inaspettato ma soprattutto disinteressato e che magari non centra assolutamente nulla con il capo che state provando…ma che in quel contesto…parlandovi di quanto state bene con quel taglio di capelli o quanto meravigliosi siano i vostri occhi…ecco che al solo udire di tali parole vi fa salire l’autostima alle stelle, confondendo e obnubilando completamente la vista e il gusto…quante volte vi è capitato nel corso di una vita?!?!?

La pubblicità ne ha fatto l’unico obbiettivo, catturare l’attenzione del pollo che insito in noi e, una volta carpita quella, il pollo è immobile, abbagliato, affascinato e del tutto incapace di qualsiasi azione o reazione…un po’ come quando Giucas Casella al grido di “…GUARDAMI GUARDAMI!!!” ipnotizzava i polli…essi crollavano in un sonno profondo, quasi una morte apparente.

Esempio: macchina di grido tedesca, 250cv che non userai mai, fari a led stroboscopici, assetto iper-sportivo stile F1, interni in coccodrillo africano, pacchetto i-must plus, sistema navi-connect con touch screen da 32 pollici…tua a partire da solo 350€ al mese x 48 mesi, anticipo di soli 16.000 euro praticamente una Panda e poi tra due anni sei libero di restituirla, TASSO ZERO, taeg 8%…e te lo credo che tra due anni la restituisci…perchè ti è costata 1/4 dell’appartamento in cui vivi. Però sono solo 350 € al mese e il tasso è zero…certo come no?!?!…e il TAEG all’8% chi lo paga???

E sulla scia di esempi come questo, che sentirete almeno 100 volte al giorno in tv e radio che i polli si moltiplicano.

La caccia ai polli/e è aperta tutto l’anno, 24h24, sette giorni su sette, del resto è la caccia più redditizia che ci sia, specie se declinata al genere umano.

Nell’aspetto economico finanziario la caccia al pollo assume caratteristiche più serie e eleganti, almeno all’apparenza, del resto stiamo trattando una materia importante, forse la più importante dopo la salute per il mondo in cui viviamo…per alcuni vi garantisco che viene anche prima della salute, purtroppo.

Uno dei segreti della moderna caccia al pollo, è quello di far si che sia il pollo stesso a venire date e non tu a corrergli dietro.

E come si fa affinchè i polli arrivino a bussare alla tua porta?…si fa come si è sempre  fatto, si cosparge il cortile di becchime, possibilmente con metodicità, quindi rispettando alcune e semplici regole:

1) procurati un becchime che sia vistoso e di un bel colore acceso.

2) il becchime non deve essere di qualità, tanto i polli per definizione beccano tutto…ma deve essere di grandi dimensioni per essere meglio notato quando è a terra nell’aia ma, soprattutto deve far rumore quando cade, per attirare l’attenzione dei nostri ingenui volatili che magari in quel momento sono a beccare da un’altra parte o peggio assorti nei loro pensieri.

3) devi disporre di abbastanza becchime per soddisfare quanti più polli possibili, perchè i primi attireranno anche quelli che se ne stanno dall’altra parte del cortile, i quali inutilmente stavano sprecando il loro preziosissimo tempo alla ricerca di qualche cosa di più ruspante e genuino da beccare.

4) dai l’impressione ai polli di essere loro amico, fatti sempre vedere sorridente, solare e contento di gettare loro grandi quantità di becchime perchè non vi è cosa migliore al mondo…del resto cosa c’è di più bello al mondo che nutrire i polli?

5) Di loro che non si preoccupino delle conseguenze, ovvero dei loro bisogni e necessità, che  penserai tu a tutte le loro necessità e che loro devono solo pensare a mangiare il più possible e a non lasciarsi scappare questa ghiotta occasione, tu sei li per loro.

6) Ricordati di dare un colpo secco quando gli tiri il collo, così non vedrai nei loro occhi lo sguardo di chi si è fidato ed è stato puntualmente tradito.

Mi perdonerete se sono stato eccessivamente sarcastico o crudo, ma questa è la realtà…e la realtà non ti chiede il permesso per manifestarsi davanti a te, arriva e basta.

Quindi perchè in finanza si susseguono scandali finanziari, default di paesi con contestuale fallimento delle loro obbligazioni emesse a tassi altissimi ma non sostenibili, aziende conosciute e di grande spessore che in un Amen “saltano per aria” lasciando il cerino in mano a una moltitudine di risparmiatori che sui loro titoli avevano investito risparmi di una vita…e ancora perchè quando un mercato finanziario crolla quasi sempre “dentro” ci sono quasi sempre i piccoli risparmiatori e non i pesci grossi?

Perchè il pollo è pollo!!!…per definizione…e di solito il pesce grosso invece è la sorridente contadina con il foulard in testa, il grembiule e il cesto di vimini pieno di becchime…proprio quel becchime che stavate aspettando da tanto tempo…ma da tanto di quel tempo che forse non ve lo ricordate neanche più il sapore che ha questo becchime tanto eravate abituati a nutrirvi con altri cibi, forse migliori, certamente più sani.

Non c’è di che sentirsi offesi sapete, perchè tutti abbiamo la nostra contadina che ci corre incontro bella sorridente, ci ingrassa e poi ci fotte…ovviamente non nel senso figurato del termine volgare.

Spero non vi stiate perdendo in questa metafora dell’aia (i mercati), dei polli (noi tutti) e della grassa e ridanciana contadina (i market makers o pesci grossi).

Nella scaletta delle 6 regole su come attirare un pollo, la prima non a caso è la visibilità: un pollo gode di un ottima vista, ad ampio spettro e con un campo visivo bello largo, quindi è molto attento e ricettivo a tutto ciò che lo può interessare, occasioni di cibo gratis comprese.

Quindi la nostra contadina non dovrà fare altro che farsi vedere, utilizzando la semplice tecnica del “come as you are” solo con un po’ più di attenzione ai pregi e meno, molta meno per i difetti e/o le spiegazioni, per quello ci sono i caratteri minuscoli a prova di lente d’ingrandimento, gli asterischi e i noiosi prospetti informativi redatti in gergo strettamente tecnico.

Una volta intercettata l’attenzione del pollo, la contadina deve far si che il pollo si fidi e si avvicini il più possibile a lei, giorno dopo giorno, confidando nella mano che lo sta nutrendo e che non gli par vero di avere così tanta fortuna di aver incontrato finalmente qualcuno che si prendesse cura di lui, mentre lui si nutre (guadagna), senza porsi ulteriori, difficili e noiose domande su quanto gli sta accadendo, troppo impegnato a beccare per pensare.

Il percorso della fiducia e della contestuale soddisfazione non può e non deve esaurirsi in fretta, perchè se la contadina smette di essere sorridente, gentile e di dare da mangiare al pollo, costui la guarderà con lo sguardo allucinato e vitreo proprio dei polli e forse gli balenerà anche un futile e inaspettato pensiero nel cervelletto…sarà mica che…?

Quindi la contadina deve sforzarsi di spendere ancora qualche soldino con il becchime di scarsa qualità ma bello colorato, rumorso e abbondante e dovrà anche continuare a rendersi disponibile e sorridente mentre lo fa, evitando di muoversi a scatti per non spaventare il pollo, che a sua volta avrà chiamato con se altri polli curiosi di approfittare di cotanta abbondanza.

Passano i giorni, le settimane, i mesi…a volte capita anche un anno e i nostri polli sono tranquilli, belli pasciuti, con un piumaggio splendente e una cresta raggiante.

Come tutti i giorni escono dal pollaio dove hanno passato l’ennesima notte al coperto, immersi nei loro sogni da aquila di un domani fantastico…si alzano…stendono le loro minute ali…e con il loro movimento ondulatorio a scatti si apprestano a recarsi nella consueta aia dove, come ogni giorno da tanto tempo troveranno l’allegra e altrettanto pasciuta contadina che li accoglierà con la cesta di vimini piena di croccante becchime…proprio quello che fa impazzire i nostri polli, nonostante sia sempre quello da giorni, settimane, mesi, anni…

…ma si sa che noi polli non abbiamo una grande intelligenza, figurarsi il senso della misura e del gusto, peggio di noi ci sono solo i maiali, di cui dicono gli umani non si butti via niente.

Così, naturalmente ignari e speranzosi di farci un altro pasto gratis entriamo nell’aia…ah già scusatemi…mi ero dimenticato di dirvi che nell’aia noi polli ci viviamo e che il modesto riparo che gli umani chiamano pollaio è solo una tettoia con un po’ di paglia e acqua  sporca in una bacinella…così mentre ci raduniamo per avere la nostra razione giornaliera di becchime ecco che la contadina ci viene incontro…più vicino del solito…ma noi ci conosciamo e ci fidiamo di lei…quindi niente paura…vorrà darmi qualcosa di speciale, solo per me…in effetti mi getta un altro po’ di becchime proprio dall’altra parte e io, Mr.Pollo, con aria sempre più incredula di cotanta e ulteriore bontà mi giro per approfittare ancora una volta di tutto questo…

…mi giro…chino la testa per beccare meglio e contestualmente il mio “lato b” bascula all’insù…mi sento prendere da due mani belle e grandi…ah no è soltanto una…magari mi vorrà portare da un’altra parte…mi fido…poi sento l’altra mano prendermi il collo, proprio sotto al becco e poi…

Questa metafora per rendervi conto che quando investiamo i nostri soldi sui mercati, cioè in borsa, che siano obbligazioni, azioni, etf/etc, derivati o altro…è piuttosto facile far parte della categoria dei polli piuttosto che di quella delle contadine.

I motivi sono la disparità di armi di difesa a disposizione (volumi di denaro spostati-computer-professionisti che elaborano algoritmi su tutto-24h24 operativi, etc…), l’accesso alle informazioni in tempo utile e quindi sempre prima di noi, la capacità di orientare le informazioni a loro vantaggio creando lo scenario e il sentiment su cui poi noi andiamo a sottoscrivere i nostri investimenti, magari avendoci anche speso parecchio tempo per lo studio degli stessi o più semplicemente perchè “…è sempre andata così e quindi anche questa volta sarà uguale”…quindi un approccio dato da un eccessivo eccesso di confidenza.

Ultimo ma risolutivo motivo è che “loro” si chiamano market maker, noi becchiamo e basta.

 

Riproduzione riservata.

chicken 1spoore

 

 

 

 

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