Under pressure

Tutta la nostra vita è regolata dal ritmo, a partire da quello del nostro cuore che ci regala la vita e che accelera quando siamo emozionati, impauriti, innamorati o agitati.

Poi c’è il ritmo del nostro pianeta, con l’avvicendarsi del giorno e della notte che mai sono uguali, ma che si alternano come in un balletto dove l’ètoile reclama il suo posto al primo ballerino…per poi arrivare al ritmo della nostra vita reale cioè la nostra quotidianeità, dove il ritmo è decisamente indecifrabile, dispari, schizofrenico e piuttosto antipatico.

In questi giorni ho imparato e aggiunto molte cose al mio bagaglio personale grazie ad una persona come poche se incontrano nella vita e, tra le tante cose belle che questa persona mi ha “passato” ho anche scoperto che il ritmo risiede nell’emisfero cerebrale destro, quello dove sono raggruppate  le doti intuitive, creative e artistiche…decisamente quelle che mi vengono meglio, ovviamente a tutto discapito dell’emisfero sinistro, dove invece si racchiudono invece la capacità logiche ed analitche, del resto non si più avere tutto giusto!?!?…quindi tanto vale essere consapevole delle doti che madre natura mi ha regalato e farne tesoro.

Poi ho anche scoperto che il  Dr. J.Diamond ci insegna che la parola immaginazione deriva dal greco diventare visibilee ovviamente per immaginare si usa maggiormente l’emisfero destro  dove il pensiero è declinato nella sua componente visiva a cui ci affidiamo quando siamo bambini, mentre man mano che cresciamo lasciamo questa caratteristica per quella del pensiero logico e della ragione perchè sviluppiamo maggiormente l’emisfero sinistro…ma per fortuna possiamo ritornare “bambini” riappropriandoci di tutta la nostra immaginazione quando sogniamo. Veramente stupendo.

La nostra vita è fatta di tempi, il più delle volte o troppo stretti o eccessivamente lunghi. Oppure di snervanti attese, capaci di consumarci nell’ansia, nell’angoscia o nella noia, tutti sentimenti negativi.

Per definire meglio il tempo, il suo fluire incessante e incalzante ci siamo persino auto-flagellati, creando meravigliosi oggetti precisissimi e costosissimi che indossiamo pure…gli orologi…automasochismo allo stato puro.

Ognuno ha il suo posto nel mondo di oggi, tutti importanti, chi più chi meno, ma siamo tutti quasi necessari a questo mondo.

Chi di noi ha la fortuna di avere un lavoro diviene assolutamente necessario, idem per chi ricopre un ruolo ben definito, come le mamme, le nonne e le casalinghe, perchè senza il loro apporto ci sarebbe un pericoloso spazio vuoto nel Tetris della vita sociale moderna del mondo d’oggi;  ovviamente tutte le mansioni e i ruoli rispettano una specifica scala di valori umani, dove il barista è pur sempre meno importante di un chirurgo che ti salva la vita.

Molti di noi sono stressati, molti di più iper-stressati e i motivi sono i più diversi, ma al primo posto risiede sempre incontrastato il proprio lavoro, inteso come mansione, luogo di lavoro, tempo dedicato e persone con cui si condivide tutto questo tempo della propria giornata e vita.

Non entro nel merito di nessuna tipologia professionale, ognuno sa di casa sua.

Per scaricare lo stress ognuno ha il proprio “segreto”…c’è chi fuma, chi si fa un bagno caldo, c’è chi beve, chi gioca, chi va a puttane, chi corre in auto/moto, chi si rincoglionisce ai videogiochi, chi legge, chi va al cinema o teatro, chi passa ore e ore in un bar, chi gioca con i propri figli, chi fa dell’ottimo sesso con il proprio partner…chi va a farsi una bella passeggiata e chi si “ammazza” di sport…oltre ad altri milioni di cose atte a sfogare lo stress.

Io faccio principalmente parte dell’ultima categoria, cioè di quelli che si “ammazzano” di sport…oltre ad attingere anche in modo importante ad alcune delle altre “categorie” sopra elencate, giusto per essere bilanciati e non dei fanatici assoluti.

Prima di tutto viene la famiglia ok, ma subito dopo per me viene lo sport e i valori della cultura sportiva che sono la più grande scuola di vita, ovviamente se approcciati e sviluppati con buon senso…d’altronde il detto recita che “lo sport è una palestra di vita” quindi mi ritengo molto fortunato a fare sport da 20 anni a questa parte.

Credo che l’attività sportiva sia con ogni probabilità il modo migliore per scaricare lo stress e tutte le negatività della vita moderna, perchè reagisci allo stress che ti colpisce continuamente, subdolamente e passivamente, con un’attività che per definizione non è statica.

Quando io faccio sport faccio fatica, il mio meraviglioso cuore sale di pulsazioni, i miei potenti muscoli si contraggono, il mio infinito fiato si fa più veloce e affaticato, tutti i miei sensi sono accesi al massimo delle loro potenzialità percettive sino allo sforzo massimo dove se esagero, il mio cervello interviene intimandomi di fermarmi per il senso di auto-preservazione…quindi in un certo senso rispondo allo stress esogeno che mi entra dentro, facendo lavorare il mio fisico, quindi stressandolo ulteriormente e facendo questo ne ottengo un enorme beneficio psico-fisico, per lo stesso motivo che – x – = +.

Il corpo reagisce, pompa, respira, fatica e suda. In questo modo alla fine del tuo allenamento o della tua gara se ti piace gareggiare e sei un agonista, ti senti bene anche se il fisico è stanco e svuotato ma pronto a ricevere tutte le good vibrations della vita perchè si è svuotato dalla pesantezza dello stress…la mente è lucida, appagata e accesa come non mai…del resto siamo nel pieno di una overdose di endorfine pari forse solo alla tempesta ormonale dell’adolescenza, con la sola differenza che a 14 anni si è ormoni con le gambe e a 40 testa e cuore con ancora qualche ormone.

Avendo la grande fortuna di godere di buona salute, io faccio sport al meglio delle mie capacità fisiche, mentali e di tempo a disposizione e questo mi ha reso un uomo migliore, mentalmente prima e fisicamente di conseguenza.

Non faccio sport perchè me lo ha ordinato il dottore o perchè invece andando in edicola per comprare il Corriere della Sera  ho visto la copertina di MensHealth con un tipo dal fisico scultoreo, ma più semplicemente perchè mi sono svegliato e ho scoperto che se faccio qualcosa per me stesso e per il mio corpo, il mio corpo me ne sarà grato e io starò meglio, sotto tutti i punti di vista. E le persone che mi vivono accanto percepiscono tutto questo, perchè sono decisamente più felice e posso passare parte di questa mia felicità anche a loro.

Il problema è che in Italia non c’è una cultura sportiva di base, cioè quella che sin da bambino ci fa capire che l’attività fisica è fondamentale nella vita di una persona, per il suo sviluppo, proseguio e mantenimento in salute.

Da noi si pensa solo a fare, fare e ancora fare…si lavora 8-10-12 ore al giorno…il sistema che ci ruota intorno non ci lascia molti spazi per ritagliarci del tempo libero e così molti non fanno sport o ne fanno troppo poco, magari anche controvoglia per carità, mica è obbligatorio intendiamoci.

Personalmente sin da quando ho iniziato a fare sport è cresciuto il desiderio dentro di me di mettermi alla prova, con gli altri ma soprattutto con me stesso e giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, gara dopo gara, sono cresciuto mentalmente e spiritualmente…si avete capito bene, ho scritto spiritualmente.

Perchè quando mi alleno io sono solo, lo faccio da solo e la fuori ci sono solamente io insieme al mio corpo e alla mia mente, e con questi due meravigliosi compagni di viaggio ho condiviso e condivido tutt’ora magnifiche esperienze di vita.

La mia mente e il mio corpo mi hanno aiutato a diventare una persona migliore, per me e per gli altri.

Con la mia mente e il mio corpo sono passato attraverso momenti bui e difficilissimi, accompagnati dall’immancabile contorno di sconforto e delusione, per poi passare alla fatica consapevole attraverso la determinazione che mi ha fatto sopportare dolori e sentimenti indicibili…sino ad arrivare alla gioia e alle emozioni che solo il raggiungimento di un obiettivo e la consapevolezza di aver coronato un sogno sono capaci di darmi, rivoltandomi lo stomaco e facendomi emozionare sino alle lacrime.

Quando parlo di successo non intendo necessariamente il primeggiare sugli altri, non è fondamentale, almeno per me.

Il successo e la vittoria sono traguardi del tutto personali e non riconducibili ad un asettico numero scritto su un pezzo di carta o sul monitor di un computer o ad una classifica che quasi nessuno ricorderà.

Il mio successo e il mio traguardo sono la meravigliosa ricompensa per tutto quello che io sono stato capace di mettere in gioco con la mia volontà, determinazione, fatica e abnegazione per arrivare a coronare il mio sogno, emozionandomi.

Ognuno di noi ha dei sogni, uno dei miei era quello di ottenere il meglio dal mio fisico in determinate situazioni e per raggiungere questo scopo ho dovuto chiedere aiuto alla mia mente, la quale non senza qualche moina e difficoltà poi si è prestata, un po’ come la compagna di banco secchiona che mi aiutava a scuola…senza di lei non avrei coronato uno dei miei sogni.

Non sempre però i sogni si ricordano, alcuni per fortuna si…e spesso sono quelli che ti lasciano qualcosa dentro, che sia bello o brutto ti marchiano, ti lasciano il loro file nella testa e una cicatrice nell’anima.

Quando ho coronato i miei sogni tramite lo sport, se qualcuno avesse visto il mio volto o se io stesso mi fossi visto come in una sorta di trasposizione personale, con ogni probabilità avrei visto che  il mio sguardo spesso si perdeva nel vuoto, come se fossi in un altra dimensione o in trance, passando dalla lucidità piena dell’azione appena conclusa all’emozione del pianto per l’obiettivo raggiunto e un attimo dopo ero immerso nel torpore più assoluto, come ipnotizzato…tanta roba.

Quando ho coronato i miei sogni di uomo ho avuto le stesse sensazioni solo ad un livello più elevato, dovute essenzialmente alla condizione umana delle circostanze, troppo personali e troppo intime.

Ciò che mi spinge a continuare con assoluta e totale abnegazione a fare sport risiede saldamente nel mio “io” più profondo.

Senza questo esclusivo sentimento non sarei mai riuscito a fare quello che ho fatto, a raggiungere i traguardi che ho raggiunto, a sopportare immani sacrifici fisici e rinunce a tante altre cose che avrei potuto fare se solo avessi dedicato meno tempo ai miei allenamenti, ma non rimpiango nulla, perchè in cambio ho avuto e ho tanto.

Di certo avrete già sentito dire che mentre si fa sport e si fatica, la mente è più lucida e si pensa meglio…è così.

Molte delle decisioni più importanti della mia vita le ho prese durante i miei allenamenti perchè ero io al massimo delle mie potenzialità, senza il capo che mi rompe i maroni, senza il telefono che squilla incessantemente, senza dover rincorrere ogni appuntamento, senza dover rispondere a 50 mail entro un ora e senza l’assordante chaos del traffico, io e basta, mente e corpo.

Ora qualcuno che mi legge da tempo si starà chiedendo:”…e che cosa c’entra tutto questo discorso con la finanza?

C’entra nel momento in cui lo stress ci sopraffa e ne accusiamo il colpo, perchè quando si è stressati significa che i nostri due emisferi cerebrali non sono più in equilibrio tra di loro e quindi la risoluzione di un qualsiasi problema risulta più difficile.

E’ provato che solo chi gode di ottima salute ed è in forma fisica ha i due emisferi cerebrali in equilibrio tra loro e quindi può far fronte ai problemi e allo stress al meglio delle proprie capacità.

Quindi è fondamentale tenere i due emisferi cerebrali quanto più equilibrati tra di loro, perchè solo in questo modo riusciremmo a far fronte alle sfide della vita.

Solo se i nostri due emisferi collaborano tra di loro riusciremmo a sfruttare al meglio tutte le nostre capacità cognitive e intuitive.

Usando una metafora, è come il sub che si accinge ad affrontare gli abissi senza l’ausilio delle bombole, egli allena mente e corpo a sopportare l’enorme pressione a cui sarà sottoposto durante la sua immersione in apnea e quindi insegna alla mente a non cedere al panico e al corpo a riempirsi di aria, ma soprattutto impara a compensare, perchè se non compenserà a sufficienza la pressione lo ucciderà, nonostante la sua meticolosa preparazione e il suo fisico atletico.

Io purtroppo sto vivendo uno di questi momenti, dove faccio fatica a compensare alle avversità della vita e del mondo che mi circonda, nonostante io sia allenato, abbia maturato esperienza in tutti questi anni e continuo ad accumularne, faticando e sbagliando, ancora.

E’ per questo che qualche riga più su mi sono permesso di fare disserzione tra l’importanza che ricopre il ruolo di un barista e quello di un chirurgo. Io non sono nè l’uno nè l’altro, ma avendo a che fare con la finanza vi assicuro che questa è una materia decisamente e dannatamente delicata, sempre e comunque, weekend compresi.

La finanza mi piace, ma ciò non toglie che il grado di stress a cui sono costantemente sottoposto sia talvolta maggiore della mia reale capacità di farvi fronte.

Badate bene che la mia non è una scusa del cazzo accampata così tanto per riempire un foglio bianco con ovvietà.

La finanza, i soldi e la fottuta importanza che essi ricoprono per molti non è una cosa semplice da spiegare, figuriamoci da condividere.

Questo perchè la finanza e i soldi non sono riconducibili solamente al campo di battaglia, cioè i mercati e gli investimenti che si fanno. L’aspetto più difficile, ostico, in costante mutamento e disallineamento è l’aspetto umano, ovvero le persone con cui devo relazionarmi, cercando di capirne i reali bisogni, ascoltando le loro reali paure e cercando anche di intuire e scoprire se ci sono anche altre paure nascoste nel loro intimo che non vogliono dirmi; ma soprattutto io devo accontentarle sempre e comunque, qualsiasi cosa accada.

Un bravo illusionista vi confonde con i suoi abili trucchi e fa apparire vero ciò che vero non è, lo fa distogliendovi l’attenzione, illude voi e la vostra mente, la quale per altro si presta molto volentieri, io no.

Più e più volte ho pensato di essere di fronte al limite dell’impossibile se non della follia.

Il mio errore più grande è quello di aver sbagliato…mescolando amicizia e soldi, vedendo negli occhi di un amico la delusione e nel mio cuore la pesantezza di un sentimento negativo che mi fa male, dannatamente male.

Il cuore e la ragione non vanno mai d’accordo e io sono stato uno stupido illuso a cadere in questo tranello.

La vita è un percorso…un viaggio variegato, con qualche stazione di sosta durante il cammino; stazioni dove puoi fermarti a ristorarti e a godere di quanto di buono fatto&vissuto sin li e altre stazioni dove devi fermarti a leccarti le ferite, anche profonde e a riflettere su quello che è stato.

Oggi io sono fermo in una di queste tristi e buie stazioni, dove sto vivendo un momento che mai avrei voluto vivere ma, lo devo vivere ed affrontare, per poi cercare di arrivare alla prossima stazione sperando che sia ben più illuminata ed accogliente, perchè di certo il mio viaggio non si ferma qui, sarebbe troppo facile, riduttivo e insoddisfacente.

Ora non mi resta altro da fare che ripartire, allenarmi ancora con maggiore impegno, pensando al mio prossimo obiettivo, che so già mi costerà tanto in termini umani e non, forse ancor di più di quello che già sto vivendo ora, ma non ho scelta e del resto non sono quel tipo di persona che si scoraggia dopo essere caduto al tappeto.

Qualcuno ha scritto che la vera forza di un uomo si misura dalla sua capacità di alzarsi dopo ogni caduta, vediamo se sarà ancora una volta così.

Del resto…cosa sai di te stesso se non ti sei mai battuto?!?!

Avanti…

 

Riproduzione riservata.

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