Le affinità elettive

C’era una volta…un piccolo mondo antico, intonso, quasi perfetto grazie al suo equilibrio costruito negli anni.

Questi piccolo mondo era fatto di abitudini… le solite e di scelte…le ovvie.

Oggi quel piccolo e rassicurante mondo antico non c’è più, almeno per come lo abbiamo conosciuto, peccato, perchè una volta capita la sua natura, il suo ritmo e il suo avvicendarsi di luce e buio tutto risultava quantomeno sopportabile e piacevole.

E’ un po’ come quando si cerca di raggiungere un obiettivo e dopo tanto penare, sbagliare e ancora sbagliare si trova finalmente quell’equilibrio tanto agoniato che ci fa sorridere di noi stessi e godere del nostro futuro come se avessimo trovato la polvere magica di Trilly.

In fondo quell’equilibrio là è realmente esistito e più di qualcuno ne ha potuto godere e crearsi un sereno futuro, almeno dal venale quanto concreto punto di vista finanziario, oggi puff…quel piccolo mondo antico e apparentemente perfetto è svanito nel nulla.

Chi di noi investiva già i propri risparmi prima dell’avvento della crisi iniziata nel 2007 si ricorderà i vari dogmi, un po’ come dei grandi classici, che andavano molto di moda:

– quando i tassi sono bassi compra azioni.

– quando i tassi si alzano vendi azioni.

– i cicli economici durano in media 5 anni.

– quando il ciclo economico volge al suo top allegerisci il tuo ptf di azioni, senza correre, ma fallo entro 12-18 mesi perchè poi scenderanno al conclamarsi del rallentamento o di un eventuale recessione e contestualmente inizia a comprare titoli di stato a media-lunga scadenza e obbligazioni.

– quando tutti vedono nero compra le azioni e dimenticatele in un cassetto, perchè le azioni sono da considerarsi solo nel lungo periodo; che a quei tempi si intendeva 10 anni!!!

– compra sempre dei titoli di stato a breve scadenza e non ti scordare di fare dei pronti contro termine perchè non si sa mai, però al contempo fai delle obbligazioni a 5-6 anni.

– se hai tanti soldi investi nel mattone, quello non tradisce mai.

Questo è quello che ho sentito ripetutamente dire dai vari guru della finanza durante loro saccenti interventi risolutori per i risparmiatori nonchè per l’umanità intera.

Tutto questo per un po’ di tempo ha funzionato, magari non all’unisono e non sempre, ma meglio di niente.

Oggi cosa è rimasto di questi dogmi, consigli e delle loro mezze verità?…molto poco.

Molto poco perchè oggi o meglio dal 2007 il mondo finanziario, economico e poi sociale è profondamente cambiando, anzi, sta tutt’ora cambiando e i punti di riferimento, gli ancoraggi a cui eravamo soliti aggrapparci e che erano tanto utili sino a pochi anni fa sono completamente svaniti, disarcionati e distrutti.

Al loro posto abbiamo altre alternative?…forse.

Le alternative oggi si chiamano paradossi, correlazioni, liquidità abbondante per tutti ma non per me, tassi a zero per tutti coloro che vogliono investire a breve, mercati globali, mercati emergenti, spread, panic selling etc…

Mai come oggi i mercati finanziari e di conseguenza i vostri investimenti vivono di irrazionalità, talvolta positiva e qualche volta negativa; quindi come potersi orientare se i vecchi adagi della finanza fine anni ’90 primi 2000 oggi non trovano più conferma?…a chi o cosa ci possiamo rivolgere per evitare di andare incontro a cocenti delusioni con i propri risparmi?

Ok, bypassiamo le ovvietà della mancanza della sfera di cristallo o verità in tasca di cui si appropriano ancora molti personaggi che ahimè raccolgo ancora molto successo presso la platea dei risparmiatori golosi di tasso e rendimenti garantiti, possibilmente belli alti…come dargli torto!!!

Lo scenario di oggi è molto simile a quello che c’è  dalle mie parti, dove da novembre a febbraio può capitare che vi sia la nebbia, quella che non scherza, quella che se non ci abituato perchè ci sei nato ti può far paura…quella nebbia che se mentre guidi non hai la riga di mezzeria in mezzo alla strada ti viene a girare la testa e rischi di andare nel fosso…quella nebbia, talmente fitta che rende spettrale e pauroso anche il cortile di casa tua dove ti sei sempre sentito al sicuro.

Gli accorgimenti da attuare quando si è costretti a viaggiare con la nebbia sono quelli di moderare la velocità, soprattutto se non si conosce la strada che si sta percorrendo; la seconda cosa da fare è quella di accertarsi che i fari funzionino correttamente e possibilmente avere anche gli antinebbia che scavano sotto alla nebbia facendoci vedere meglio se siamo in carreggiata o se stiamo per andare a fare compagnia alle lepri in amore nel campo a fianco.

La terza cosa da fare è quella di non azionare mai gli abbaglianti, non servono a niente, anzi peggiorano di molto la situazione, perchè rimbalzando contro il muro di nebbia ci rendono la visuale totalmente bianca e piatta, e quindi tutta quella potenza non serve a nulla; la quarta e ultima cosa da fare se non si è l’unici per strada è quella di non essere il primo della fila, e quindi accodarsi a debita distanza da chi ci precede e ci fa da apripista per avere dei punti di riferimento, ma questo non dipende unicamente da noi.

In questi anni il risparmiatore è stato completamente avvolto dalla nebbia innescata dalla crisi, rischiando non solo di finire fuori strada con i suoi risparmi, ma di perdersi completamente e ritrovarsi con in ptf qualcosa che riteneva adatto a lui, perchè lui stesso conosceva da tempo e con cui aveva avuto dimestichezza in passato, mentre oggi puff…come d’incanto quella cosa non funziona più alla stessa maniera, un po’ come cantava Jovanotti negli anni ’90: “…a volte becchi una in discoteca, la rivedi la mattina e ti sembra una strega”.

Oggi le regole del gioco dei mercati sono saltate completamente in tutto, siamo di fronte a movimenti tanto veloci quanto irrazionali, anche agli occhi degli addetti ai lavori e di chi si diletta nell’arte di interpretare i mercati finanziari.

Molto, se non tutto è dovuto al massiccio intervento delle banche centrali, le quali con le loro manovre espansive per fronteggiare la crisi hanno attuato politiche economiche senza precedenti, sia per portata che per genere, ma soprattutto nello stesso momento e insieme, innescando in questo modo una sorta di new deal finanziario.

Gli effetti collaterali di questo enorme interventismo sui mercati da parte delle banche centrali ha portato benefici evidenti ai mercati stessi, permettendo di recuperare lo shock 2008-09 e in un secondo tempo (forse) anche all’economia reale meno attanagliata dalla crisi finanziaria, in modo tale che essa potesse essere colpita solo da quella economica e quindi concentrarsi ad affrontare un mostro alla volta, due sarebbero stati troppi e letali.

L’Italia e la Spagna non fanno parte di questo club di paesi e mercati che hanno beneficiato di questi massicci aiuti finanziari, ma questo è un caso a margine e di cui ho già trattato nei post precedenti…forse da oggi in avanti potremo assistere ad una sorta di lento e costante allineamento dei nostri indici con quelli migliori, che sono lontani anni luce da noi, oggi.

Altro effetto collaterale è che grazie a quanto messo in atto dalle banche centrali, i vari asset finanziari sono stati premiati o penalizzati spesso insieme, con medesimo timing e in misura analoga, strano no!?!?

Che correlazione mai ci dovrebbe essere tra un asset di rischio come l’azionario e un asset più tranquillo come i bond?…o ancora perchè se c’è tensione sui mercati azionari scende anche l’oro, considerato universalmente un bene rifugio per eccellenza?

Ovviamente non possiedo una risposta esaustiva, predittiva e certa, ma siccome tutta questa marea di denaro a disposizione dei vari big players deve trovare comunque un allocazione essa si muove molto velocemente da un mercato all’altro, da un continente all’altro, da un asset all’altro senza un apparente regola o logica, semplicemente andandosi a “sedere” dove trova la poltrona più comoda e l’ambiente più accogliente, sempre e comunque.

Ecco che allora il paradosso di dove investire i propri risparmi senza corre rischi eccessivi ha lo stesso grado di difficoltà di riuscire a fare il cubo di Rubik, lasciando l’investitore medio completamente basito, salvo seguire l’abitudine di fare sempre e comunque gli stessi investimenti, che oggi può significare rischiare molto più di ieri.

La mia personale scala degli asset rischiosi oggi è questa, declinata dal più rischioso a quello che ritengo meno rischioso:

Commodities agricole, metalli industriali: sono pur sempre ai mini storici e sono/saranno la vera cartina tornasole di un mondo in effettiva ripresa economica, oggi le loro quotazioni sembrano indicare tutt’altro.

Bond governativi USA e Germania (Treasury e Bund): sono arrivati a rendimenti negativi beneficiando sia dell’abbondante liquidità in circolazione, sia della paura generalizzata che ha portato molti investitori ad accettare rendimenti minimi e/o negativi pur di dormire sonni “tranquilli”.

Bond emergenti, soprattutto quelli denominati in valuta locale: anche qui, troppi soldi in uscita da USA prima e Europa poi per le dinamiche di crisi di ognuna di queste due grandi economie e confluiti sui mercati emergenti, i quali hanno retto l’economia mondiale sino a metà 2013, nonostante abbiamo diversi problemi di fragilità (non si chiamerebbero emergenti!!!)…oggi soffrono il rallentamento globale compreso quello delle loro economie interne, ed infine hanno moneta deboli che risentono molto del rafforzamento del $ USA nei loro confronti.

Azionario USA, Germania e Giappone: sono alle stelle…

Azionario paesi emergenti e periferici UE (Italia e Spagna): per i primi, i problemi sono gli stessi dei bond emerging, mentre per i perifierici UE, hanno toccato il fondo più volte e oggi godono di una forza relativa nei confronti degli indici maggiori che sono saliti prima di loro e tanto, quindi oggi recuperano un pezzettino di ciò che hanno perso prima. Ma proprio per la loro natura e il peso leggero che ricoprono su scala globale sono passibili di maggiore nervosismo, il che non significa che non siano un’opportunità per i prox anni, a patto di non soffrire il mal di mare.

Valute, cross €/$ e €/$: per una buy opportunity in considerazione del valroe attuale della nostra moneta, la più forte e comprata al mondo tra le macro-monete, alla faccia della quasi deflazione europea, di stati in evidente difficoltà…ma non fa niente, non è importante.

Liquidità, non rende nulla e quindi si rischia di conseguenza, poco: zero.

Nei grafici si può vedere prima l’anomala correlazione tra equity USA e T-bond durante il periodo 2011-2013 e di seguito il ritorno economico investendo nei vari asset dal 2009 a fine 2013, noterete forti discrepanze in relazione al rapporto rischio/rendimento di ciascun asset. Nell’ultimo grafico il ritorno di rendimento investendo 10 anni fa ad oggi su azioni USA (S&P500), Treasury americani (omologhi dei nostri BTP della durata di 10 anni), obbligazioni corporate con rating investment grade e obbligazioni High Yield (alto rischio insolvenza)…anche qui le sorprese non mancano in relazione al rendimento conseguito in rapporto al rischio preso.

 

Riproduzione riservata.

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