Use your illusion

…finalmente lo storno è arrivato, non è stato particolarmente violento sull’azionario, almeno sin qui; molti più danni li ha fatti sui bond dei paesi emergenti, soprattutto quelli denominati in valuta locale.

Chi ha letto i miei precedenti post “…a mirar le stelle” e successivamente “chi vuol esser lieto sia…” si era già potuto fare un’idea in merito in tempo utile per evitare la discesa degli ultimi giorni.

Lo storno era dovuto, a mio modo di vedere anche in ritardo, specialmente per i principali listini azionari, i quali oltre a salire in modo pressochè univoco e continuo, non avevano avuto un ritraccio significativo da giugno 2013; anzi l’ultima parte della loro salita, cioè dal 18/12/2013 aveva assunto una forma verticale se non parabolica, segnale tipico di euforia e risk on e gli eccessi si pagano, sempre.

Avevo segnalato di tenere monitorato il cambio $/Yen come principale driver della tenuta degli indici, in quanto il QE posto in essere dalla BOJ ha messo al centro della scena proprio la debolezza dello Yen come valuta di funding/finanziamento per le operazioni di carry trade e a leva.

Della liquidità abbondante che è disponibile sui mercati tutti o quasi ne siamo a conoscenza, dei tassi bassi idem, dell’elevata leva finanziaria che supporta tutti i mercati anche, ma quando la salita dei listini è guidata dai cambi allora l’asticella del rischio è al massimo dal mio punto di vista, e così è.

Se guardate un grafico daily dello S&P500 e del cross $/Y da ottobre 2013 vi sembrerà di guardare lo stesso grafico (vedi i primi due grafici sotto).

In aggiunta,  lo storno è stato anche determinato dal secondo storno violento dei paesi emergenti, soprattutto nella loro componente bond in valuta locale, i quali sono stati letteralmente spazzati via dall’improvviso apprezzamento del $ a cui sono strettamente legati e anche in parte dallo Yen che si è rafforzato anche contro le valute più deboli/emergenti oltre che contro $ e €.

Come scritto nei precedenti post, gli emergenti hanno nella loro natura la loro forza e la loro debolezza; la forza di crescere a ritmi che noi ci sogniamo e ci sogneremo anche in futuro, ma hanno la debolezza di essere economie ancora fragili, con molti debiti, una bilancia commerciale in deficit, dove le importazioni sono maggiori delle esportazioni e la mancanza di strutture interne capaci di assorbire gli shock derivanti dai principali mercati e dalle monete più forti.

Basti pensare che in pochi giorni la lira turca si è deprezzata contro dollaro del 12% circa e, per tutta risposta la banca centrale turca ha deciso di alzare i propri tassi d’interesse dal 7,75% già di per se di tutto rispetto, portandolo addirittura al 12%; una mossa troppo avventata a mio modo di vedere e che potrebbe essere vanificata nelle prox settimane dai mercati, gettando l’economia turca in grave difficoltà.

Molto meglio ha fatto il Sud Africa, agendo di misura e senza rivalutare eccessivamente il rand, mentre le altre economie emergenti per ora sino sono limitate ad accusare il colpo, che è forse la scelta più saggia, onde evitare di andare contro a valute ed economie ben più forti e strutturate.

D’altronde gli emergenti venivano da anni di rendimenti record e quindi uno storno deciso era nelle aspettative, anche se questa volta la notizia di qualche problema su quei paesi è stata portata a conoscenza di tutti, tramite i media che ne hanno abbondantemente parlato e scritto, in modo tale che la notizia scaturisse un mini effetto panico tra chi era investito su quei mercati.

Lo stesso approccio mediatico però non è stato tenuto a giugno 2013, quando gli emergenti stessi ebbero il loro vero primo e violento storno, ma quasi nessuno se ne accorse e comunque non conquistarono le prime pagine dei giornali e tv.

Un altro fattore di debolezza per i mercati è la Cina, la quale ha più di qualche problema interno, ora legato alla crescita in evidente rallentamento, ora legato allo shadow banking che potrebbe metterla in seria difficoltà.

La Industrial and Commercial Bank of China ha comunicato ai propri clienti che non rimborserà il proprio prodotto di investimento China Credit Trust che è sull’orlo del default e questo potrebbe scatenare un serio problema per il mercato dei capitali cinesi, oltre che innescare un devastante effetto domino su vasta scala, sia interna che esterna.

Nel contempo la FED continua col tapering e taglia di altri 10mld $ mese gli stimoli all’economia e questo ha innescato un rialzo dei Treasury e un recupero del $.

Da noi il Bund è tornato a salire in modo deciso e questo non è certo un segnale positivo per chi propaganda la fine della crisi in Europa; i nostri BTP sembrano reggere anche se lo spread è tornato sopra quota 200 e infatti più nessun politico di casa nostra si fa bello in tv a colpi di spread.

Vedremo giovedì prossimo cosa ci dirà Draghi a seguito della consueta riunione BCE, se passerà dalle parole ai fatti e oltre a dare la consueta forward guidance ci stupirà con effetti speciali del tipo QE anche per noi, che sarebbe un boost notevole per la nostra economia e i nostri listini, quindi anche qui attenzione massima, anche perchè con l’inflazione irrisoria che abbiamo in Europa, la deflazione incombe e quello sarebbe l’ennesimo problema dettato da totale mancanza di politiche comunitarie e visione d’insieme, ma questa non è di certo una novità per noi europei purtroppo.

Vi ricordo che a fine anno le banche devono resitituire i soldi presi a prestito all’1% tramite LTRO e mentre vi scrivo sè stato rimborsato poco più del 50% dei danari, quindi questo potrebbe significare ulteriore nervosismo nei prox mesi.

Quindi, non è escluso che lo storno e/o debolezza dei principali listini possa continuare ancora, del resto sono saliti talmente tanto in precedenza che avrebbero ancora da dare qualcosa per renderli appetibili in chiave di medio periodo, noi compresi, anche se mi scappa da ridere perchè valiamo ancora il 55-60% in meno rispetto ai max del 2007, quindi per noi gli spazi di salita sono piuttosto ampi, ma si sa che noi non siamo immuni da mamma America e dal resto del mondo, quindi occhi aperti.

La storia è sempre la stessa, con tassi bassi se non a zero, al liquidità non rende, i bond sono a prezzi alti e anche quelli high yield hanno dato tanto nel 2013, le commodities non danno segni di recupero e quindi non si sa dove mettere i soldi tranne che sull’equity con l’illusione che il proseguio della salita sia privo di rischi…ognuno con la sua testa e i suoi soldi, sempre.

E’ indubbio che la situazione che stiamo vivendo sui mercati finanziari da qualche anno sia del tutto anomala, con enormi difficoltà di interpretazione per chi vuole investire, quindi è assolutamente importante rendersene conto, anche se ho paura che molti non l’abbiamo capito…qualcuno mente e a molti sembra piacere tutto questo.

 

Riproduzione riservata.

S&P 500(Giornaliero)20140202211639USDJPY(Giornaliero)20140202211648

USDTRY(Giornaliero)20140202212325China

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