…a mirar le stelle

Mi piace lo sport, la fatica e il sudore, mi piace provarci, dando il meglio di me stesso, solo così mi sento soddisfatto, non temo l’onta della sconfitta e tantomeno chi vince sempre, e spesso viene preceduto dalla sua fama o dal proprio ego, I don’t care…perchè se c’è una cosa che ho imparato in tanti anni di sport è che per vincere, bisogna rischiare di perdere.

Quindi facciamo che per una volta faccio come tutti quei “big” che fanno le previsioni per l’anno che verrà…molti di  questi “big” credono nel loro intimo di avere la verità in tasca…la palla di vetro e dicono a noi comuni mortali, con quasi assoluta precisione dove andranno i mercati nei prox mesi, mese e giorni compresi…loro ci riescono, non io.

Si chiude un anno dove il mercato migliore è stato l’azionario, eccezion fatta per i paesi emergenti, i quali hanno subito pesanti ribassi, ma tutto il resto ha reso a doppia cifra e sinceramente io per primo ne sono stupito, del resto chi se lo sarebbe aspettato con l’aria che tira fuori.

Mai avrei pensato il 2 gennaio 2013, primo giorno di borsa aperta che mettendo 1.000 euro sull’azionario, oggi ne avrei in tasca circa 1.200…certo la condizione unica e necessaria è sempre quella…che si sarebbero dovuti mantenere i nervi saldi è quindi rimanere investiti anche durante i ritracciamenti di febbraio, aprile e soprattutto durante lo storno giugno, dove per profondità, velocità e volumi più di qualcuno si era spaventato, vendendo. Poi si sono visti altri due piccoli ritracci tra fine agosto e ottobre, più figli dell’esagerazione del rialzo semi-continuo in atto che altro, ma quello che conta è che oggi chi ha avuto pelo sullo stomaco e ha investito in equity nel 2013, con anche solo una porzione del proprio ptf, oggi ha un + importante in ptf, chapeau.

Col senno di poi sono tutti dei fenomeni e, oggi ce ne sono tanti in giro che tra un’ovvietà, una banalità e una sciocchezza sostengono di aver visto, previsto e professato quanto di buono avrebbero fatto i mercati azionari nel corso del 2013, cercando di fare altri proseliti anche per  il 2014 sull’onda dell’entusiasmo, del resto il periodo è prodigo e gli affamati di rendimento sono tanti.

Molti meno sono quelli che si aspettavano un calo dei rendimenti sul mercato dei bond, specialmente quelli safe heaven, come T-bond e Bund, senza contare i famigerati, ricercati e per nulla profittevoli bond del nord Europa; sul mercato dei bond il bastone ha colpito duro, indistintamente, con l’unica eccezione dei due brutti anatroccoli, bonos spagnoli e btp italiani, che d’incanto si sono visti trasformare in splendenti anatidi, dal pelo sfavillante e sguardo furbo, alla faccia di chi li voleva guarniti con fette d’arancia e burro.

I bond emergenti hanno fatto persino peggio in termini di performance, con perdite a doppia cifra, sia quelli a cambio coperto che quelli in valuta locale; perdite per lo più connesse a fughe di capitali dai paesi emergenti verso i mercati e i paesi da cui negli ultimi anni erano uscite enormi somme di denaro per paura di questo o quel crash, che puntualmente non si è materializzato, a tutto favore di queste emergenti economie. Economie che però sono ancora strettamente legate al cambio con il $ e, il continuo deprezzamento del biglietto verde di certo non ha favorito le loro monete; inoltre la domanda globale è ancora piuttosto debole e, siccome questi paesi vivono maggiormente di export ne hanno ovviamente sofferto, poichè le loro economie non sono ancora sviluppate e strutturate per fare fronte a momenti di tensione sui mercati a 360° e assorbire con i consumi interni uno shock della domanda globale. Poco male, perchè comunque chi ha investito sui bond di quei paesi negli ultimi anni, anche contando un 2013 particolarmente negativo, può consolarsi con un rendimento medio sempre superiore al 5-6% annuo…non male direi, e anzi, ben venga un ritracciamento del tutto fisiologico e dovuto.

Il mercato dei bond corporate (privati) è stato altalenante, dove poche sono state le occasioni di mettersi in tasca un rapporto rischio/rendimento interessante; diverso è stato per i bond High Yield, dove invece e a discapito di molti, i rendimenti sono arrivati, sempre perchè fear is your friend, if you can tolerate it.

Il mercato delle commodities è stato anche quest’anno avaro di soddisfazioni, anzi direi che sia stato l’ennesimo anno storto e non poco. Vuoi anche qui per una domanda che ancora è troppo debole ed instabile, vuoi per la guerra valutaria in atto e, non ultimo, il continuo calo dell’oro che fa da magnete per alcune commodities a lui strettamente correlate. Il rame scende ancora, il petrolio si barcamena e il resto latita.

Il mercato monetario, che dire…forse era l’unico prevedibile in termini di rendimento, basso, nullo ma tant’è non vi è nulla di più comodo e rassicurante che dormire tra due soffici cuscini, per molti è così, ed è persino giusto che così sia; ora però una domanda me la pongo:…non è per caso che adesso, qualcuno, magari più di qualcuno di quelli che si vedranno arrivare a casa l’estratto conto del proprio ptf ci rimarranno male???…eh si…perchè fa male vedere con i propri occhi che non si è guadagnato un tubo…per buona pace dei due cuscini. Quindi non è per caso che adesso l’esercito dei delusi si getterà a capofitto sull”azionario come nella migliore tradizione?…non vorrei che magari arrivassero giusto in tempo per l’amaro, a banchetto finito e magari con anche molta ansia da prestazione, del loro ptf intendo.

Quindi che anno sarà quello in cui ci stiamo approssimando?…mi lancio:

l’azionario oggi e a questi livelli lo vedo piuttosto rischioso, anzi troppo, e il perchè risiede in primis nella salita e modalità della stessa con cui i vari indici principali hanno raggiunto i loro max storici, riferendomi a S&P500 e DAX, ma anche Londra non scherza anche se è più credibile ad un occhio tecnico; il Nikkei ha quasi raddoppiato il proprio valore in 12 mesi…si è vero si trovava a livelli infimi e sottovalutati, lontani anni luce dai bei tempi dei 40.000pt del 1990 ma tant’è…oggi i principali listini sono tutti gonfi come molti dopo il cenone della Vigilia.

L’unico che potrebbe ulteriormente sorprendere è il nostro listino, unitamente a quello spagnolo, ovvero i cosiddetti periferici che tanto sono stati penalizzati prima, ora vivono un momento particolarmente florido, o forse trattasi di ribilanciamento rispetto ai listini guida, in ogni caso servirà molta forza aggiuntiva nel caso di uno storno di USA & Co. per rimanere integri e non scendere almeno tanto quanto.

I motivi sono sempre i soliti: liquidità abbondante, leva finanziaria abnorme e spregiudicatezza senza eccezione alcuna, quindi per ora non valuto acquisti a questi prezzi.

Non credo in crolli catastrofici come quelli vissuti negli ultimi 6 anni a meno di eventi geo-politici del tutto inaspettati ovvio; ma un sano e corposo ritraccio a mio modo di vedere è quantomai auspicabile, per sanare un movimento di salita che di sano ha ben poco, i motivi già li sapete e se così non fosse li trovate nei post “Welcome to the jungle.

Ho detto che auspico un ritraccio non che ci sarà chiaro!?!?!…i livelli sono alti e quando si è in vetta è facile che si abbia dato e che rimanga solo che scendere, a meno che siate facoltosi e fortunati e abbiate qualcuno che vi venga a prendere con un elicottero per portarvi verso altre vette, più alte e inesplorate, fate voi, io non sono nè facoltoso nè fortunato borsisticamente parlando.

Per l’obbligazionario la vedo ancora dura, specialmente per quello lungo e comunque >5y perchè a mio modo di vedere ha ancora da dare, nel senso che i prezzi devono ancora scendere, specialmente su T-bond, Bund & Co. anche se discese dei prezzi troppo repentine con conseguente rialzo dei rendimenti potrebbero destare attenzione e drenare flussi dall’azionario.

Per quanto riguarda in nostri btp con durata >5y anche qui sarebbe auspicabile un back to the roots all’insegna del buon senso. Non dico di rivedere i prezzi dei decennali intorno a 95 o comunque abbondantemente sotto 100, non accadrà a meno di nuovi panic selling innescati da scenari che ad oggi non “vedo”…ma non credo che i prezzi attuali abbondantemente sopra 100 siano lo specchio della nostra realtà economica. Quindi se vi saranno, come credo, momenti di ritraccio nella forchetta di almeno un paio di punti sarà sicuramente una tipologia di investimento da valutarsi in ottica di medio periodo.

Sui bond emergenti, per chi se la sente e accetta un grado di rischio più elevato della media di mercato, credo che questa possa considerarsi una buy opportunity in chiave di medio periodo, almeno un triennio; occhio solo alla tipologia di strumento finanziario prescelto e all’eventuale esposizione ai cambi locali, ma del resto se queste economie non crescono nel medio periodo non vedo chi altro possa farlo a rendimenti interessanti.

Per chi se la sente ci sarebbe da prendere in considerazione di mettersi in ptf un po’ di $, del resto a questo livello di cross non credo si corrano rischi eccessivi, anzi.

Monetario, rendimento nullo, quindi solo buono come sosta nell’attesa che si liberi un posto più interessante su qualche altro mercato.

Commodities, qui chi accetta di ballare per i prox 3-5 anni dovrebbe avere ritorni interessanti, se non altro perchè si parta dal basso, molto in basso, quindi le probabilità di salita sono sensibilmente maggiori di quelle di discesa, occorre tempo.

Ah…poi c’è sempre l’amato giochino tutto italiano dello spostare i soldi da una banca all’altra con una logica senza senso,in nome del denaro fresco pagato a tassi fuori mercato, ma di media ultimamente sempre più bassi, attualmente viaggiano intorno al 2,5% netto e solo per qualche mese…bèh buon per chi ha il tempo e crede che questa strategia nel medio periodo possa pagare in termini di investimento, io non lo credo e mai l’ho creduto, investire è ben altra cosa e,per averne conferma basta guardare i rendimenti ottenuti negli ultimi due anni dai titoli di stato italiani per rendersi conto che chi ha seguito questo falso sentiero dorato si è accontentato delle briciole e poco più.

Ovviamente questi sono solo i miei pensieri al riguardo e non so se troveranno riscontro nella realtà oppure si riveleranno parole al vento, quindi non fateli vostri perchè non siete obbligati, del resto non sono un mago, non uso trucchi, ma solo tanto studio, quindi vogliate perdonarmi se vi deluderò, l’importante per me è seguire la mia volontà, i miei pensieri, creandomi un’idea di ciò che mi circonda e poi…vaya con Dios…quindi statemi bene e buon anno.

 

Riproduzione riservata.

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