1,5%

Un numero, un valore, una percentuale modesta, quasi insignificante, almeno in ambito finanziario, ma come sempre fermarsi all’apparenza o al primo aspetto che ci si para davanti, senza approfondire o senza contestualizzare il tutto fa si che si corra il rischio di sottovalutare ampiamente quel valore.

La scienza dimostra che per il 98,5% siamo del tutto uguali agli scimpanzé, la differenza è minima, solo 1,5%, ma talmente sostanziale da renderci la specie più evoluta ed intelligente sul pianeta, sarà?

Etimologicamente intelligenza deriva da intelligenzia, cioè capire e per capire non si può prescindere dall’avere a disposizione un organo atto a svolgere tale funzione, il cervello.

Il cervello è l‘hardware, il quale è protetto dalla struttura rigida del cranio, il suo case che ne garantisce la protezione del contenuto da eventi esogeni e violenti, almeno sino ad un certo punto.

Il cervello durante la sua vita e il suo sviluppo, può avere importanti upgrade mediante l’installazione di diversi software e l’acquisizione di innumerevoli applicazioni, solitamente gratutite e scaricabili da diversi provider tra cui i più noti sono la scuola, la famiglia e il web.

Condizioni uniche e fondamentali per sviluppare pienamente le potenzialità del nostro meraviglioso ed immenso hardware sono la curiosità, la voglia di apprendere, conoscere e sperimentare; tutto questo, a patto che lo si voglia mettere in atto è finalizzato a valorizzare al meglio quel 1,5% di genoma che ci differenzia dai nostri simpatici parenti primati.

Questi fattori altro non sono che le nostre capacità cognitive, cioè tutti quei processi come la percezione, la consapevolezza, il linguaggio, il movimento volontario, la formazione di pensieri e concetti, la scrittura e la lettura,  la memoria, l’azione etc… attraverso le quali ci sviluppiamo e cresciamo, cercando di divenire essere sempre più “complessi”, completi ed intelligenti.

Fortunatamente sempre più persone implementano il proprio sistema operativo cerebrale con le più svariate applicazioni disponibili e con gli aggiornamenti periodici, diventando giorno dopo giorno sempre più curiosi, completi e intelligenti, forse;…forse perché molta dell’infinita RAM (Random Access Memory) a disposizione viene utilizzata e riempita con app e aggiornamenti non proprio utili e fondamentali allo sviluppo del cervello, il quale dovrebbe essere operativo sempre e al meglio delle proprie possibilità.

In ambito finanziario, il mancato sviluppo ed aggiornamento del sistema operativo cerebrale, comporta che quando sui mercati finanziari “piove” o peggio “grandina”, esso non sia pronto a supportare tutto questo e solitamente come auto-difesa va in reset completo, perdendo tutti i dati a sua disposizione, immediatamente ed irreversibilmente.

Più semplicemente, quando sui mercati c’è tempesta, con le borse che scendono pesantemente, sia sull’azionario che sull’obbligazionario e quindi coinvolgendo anche i titoli di stato come va accadendo da qualche anno a questa parte, il nostro cervello va in tilt e ci fa compiere scelte finanziarie e di investimento errate il più delle volte.

La “scienza” che studia questo fenomeno è conosciuta come finanza comportamentale, della quale molti sanno già abbastanza se non tutto o forse lo credono e comunque non è mia intenzione sostituirmi ai numerosi e costosi corsi di formazione in merito, che vanno ripetendosi periodicamente nelle sale congressi dei più lussuosi hotel italiani, i quali si prefiggono l’ambizioso scopo di estinguere la specie dell’investitore inconsapevole ed irrazionale che abita i mercati e il Bel Paese.

Dal mio punto di vista, sarebbe più proficuo seguire un semplice iter comportamentale, del tutto fruibile ai più perché già insito nella nostra natura di specie più evoluta: respirare, guardare, ascoltare, pensare, confrontare e agire…come uomini e non come scimmie.

Respirare: facile quanto fondamentale per consentirci di vivere e quindi propedeutico al porre in essere processi più complessi ma non impossibili; se ci troviamo di fronte a scenari imprevisti, per noi negativi, portatrici di perdite per i nostri risparmi e smettiamo di “respirare” andando in apnea, succede che non fornendo più ossigeno al cervello, questo non sarà più in grado di assolvere a tutte le funzioni cui è responsabile; quindi il cervello si troverà di fronte al fatto di dover fare delle scelte e in un lasso di tempo piuttosto breve, anzi brevissimo, sulla base di poche informazioni ricevute, perché lo stato di apnea predispone l’utilizzo di una riserva limitata e in un tempo limitato, finita quella o torno a respirare o…

Guardare: se non respiri, uno dei primi sintomi è l’annebbiamento della vista e quindi il guardare è una diretta conseguenza. Si dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima, ma se questa non è tranquilla gli occhi lo riflettono e la vista è offuscata, facendoci perdere di vista il nostro obiettivo (d’investimento). E’ importante guardare, soprattutto guardarsi intorno, a noi stessi, ai nostri simili e al nostro ambiente in cui viviamo, e con il quale ci rapportiamo quotidianamente.

Ascoltare: c’è chi sostiene che se ci hanno fornito di due oreccchie e una bocca un valido motivo ci sarà, sono d’accordo. Parecchie volte non vi sarebbe nemmeno il bisogno di parlare un granchè se prima ci si fosse fermati un attimo ad ascoltare chi abbiamo di fronte. Ascoltare è fondamentale, possibilmente attingendo da più fonti e punti di vista possibili si assumono più informazioni, nozioni e ci si costruisce più facilmente un’idea al riguardo dell’argomento in questione, della situazione che si deve affrontare o della persona che abbiamo davanti. Perciò è fondamentale avere un ascolto efficace e che non sia ostacolato dall’ego personale o dalla proprie convinzioni in materia.

Pensare: processo complesso, perché predispone volontà, onestà intellettuale, assenza di preconcetti e freddezza; un essere umano pensa perché in primis ne ha voglia, altrimenti non facendolo demanderebbe tutto all’istinto, che per quanto nobile non sempre è prodigo di sbocchi positivi, soprattutto in finanza e gestione dei propri risparmi/investimenti. Se penso a qualcosa è perché quel qualcosa ha catturato la mia attenzione e su di esso cerco di coglierne i diversi aspetti, che siano negativi sia che siano positivi, talvolta contradditori talvolta concordi, ma nel loro insieme mi porteranno ad una visione d’insieme più completa possibile di quel “qualcosa”.

Confrontare: provocando, qui si sfocia nella pratica di uno sport estremo per l’investitore italiano medio, un esercizio di stile talmente alto e improbo da far tremare i polsi. Essendo un popolo, noi italiani, cresciuto a pane e ignoranza in termini finanziari, elucubrare un sano ed onesto confronto in materia di finanza, mercati e investimenti su cui vado ad investire i miei risparmi è dannatamente difficile quando impossibile. Non sto scherzando purtroppo, in diversi anni mi è capitato tante, troppe volte di trovarmi di fronte a persone incapaci del più elementare confronto quando si parla dei loro soldi e della contestuale gestione nel tempo degli stessi. Se per pensare ho appena detto che serve volontà e onestà intellettuale, per confrontare serve soprattutto la capacità di avere buon senso, rispetto delle regole e voglia di mettere in gioco le proprie “certezze” in materia finanziaria, o almeno quelle che molti credono tali e che quasi sempre non lo sono, perché figlie di un retaggio cultural-finanziario del tutto insufficiente e di una sorta di passaparola del tutto fuorviante, ancorché errato.

Agire: dovrebbe essere il comportamento naturale consequenziale al percorso appena espresso, quindi si richiede principalmente capacità di sintesi, fermezza e timing adeguato; per molti…quasi tutti, agire non è un problema anzi, se non fosse che il più delle volte lo fanno nella direzione diametralmente opposta all’agire secondo coerenza e quindi correttamente. Agire non è un esercizio di stile, ma un comportamento conscio, pesato e lineare a seguito di tutto ciò che ha preceduto l’azione stessa; l’agire comporta avere la consapevolezza delle possibili conseguenze e il metabolizzare i futuri stati d’animo, soprattutto a livello di pancia più che di testa.

Non sono nella condizione di insegnare niente a nessuno, nemmeno lo desidero, quello che scrivo è frutto di realtà vissuta in prima persona, di persone incontrate, viste, ascoltate, cercando di condividere con queste persone le loro paure finanziarie, stati d’ansia e blackout cerebrali, confrontandosi con loro e per loro al fine di elaborare una strategia d’azione che fosse coerente, congrua e condivisa per il proseguio.

Viviamo in un paese dove l’educazione finanziaria, che viene ben prima della finanza comportamentale, non è una materia diffusa, tantomeno insegnata in età utile, diciamo piuttosto che molti non la considerano proprio se non facendo la sua conoscenza per danni avuti ai propri risparmi, tipico dell’italiano medio.

La cosa che ancora non ho capito e di cui non riesco a farmi una ragione è  il comportamento del tutto incoerente che molte persone hanno con i loro risparmi, quelli investiti intendo dire.

La coerenza è una dote, più probabilmente una virtù e se non la si ha, la si può sempre cercare e coltivare, col tempo darà soddisfazioni e nel solo nella gestione dei risparmi.

Il risparmiatore italiano medio non possiede generalmente nulla di quella che è la cultura finanziaria di base, dove per base si intende almeno la conoscenza  del significato della parola investire, del prodotto su cui si andrà ad investire e del rendimento conseguito nel tempo debito dell’investimento stesso…bèh mica vero direte voi…sono concetti assolutamente semplici da capire e mettere in pratica…anche no vi rispondo io, trattasi di materia complessa e delicata, un po’ come la scienza nucleare.

Prima di tutto il risparmiatore italiano che mi sono trovato di fronte il più delle volte non è un investitore, ma crede di esserlo, il che non è propriamente la stessa cosa; quasi tutti si fermano al tasso e al:”quanto si prende?…cose brevi al max 6 mesi”…quindi queste persone non stanno assolutamente investendo ma stanno cercando di parcheggiare la loro liquidità lucrando, per carità non c’è nulla di sbagliato o probito nel fare questo, ma solitamente chi parcheggia i propri risparmi su prodotti di liquidità remunerata non si cura di ciò su cui vanno a parcheggiare (non investire!!!) i propri risparmi, il tutto in cambio del tasso più alto possibile, oltre al fatto che spesso si accontentano delle briciole parlando di tasso d’interesse.

Dal mio punto di vista investire vuol dire darsi innanzitutto del tempo, nel quale lo strumento finanziario prescelto si esprimerà per la sua natura finanziaria e verosimilmente mi darà un rendimento in relazione ai fattori rischio e durata; il rischio è dato dalla natura stessa dello strumento finanziario e dalle caratteristiche del proprio mercato di riferimento, mentre per la durata, tanto più questa è lunga e protratta nel tempo più sarà portatrice di volatilità del prezzo/valore del prodotto finanziario su cui ho investito i miei soldi, nonchè sul reale percepimento degli interessi desiderati e/o promessi dal titolo stesso.

Investire è un processo che ognuno di noi ha fatto almeno una volta nella sua vita, e non necessariamente in ambito finanziario, ma in tanti altri modi: il contadino che prepara il campo a novembre, sparge il concime a dicembre, lascia trascorrere i mesi prodighi di gelate e neve come gennaio e febbraio che compattano e nutrono il terreno appena concimato…non per niente si dice” sotto la neve pane”, poi verso la seconda metà di marzo semina, lascia che i primi piacevoli raggi di sole primaverili risveglino il terreno e le sementi, poi in estate irriga e successivamente raccoglie il frutto del suo investimento. Nel mentre vi saranno state giornate gelide, 30cm di neve, temporali e grandinate, anche periodi con 40 C° e siccità, ma alla fine solitamente il bravo contadino, che si cura del proprio campo (portafoglio) andrà a raccogliere il frutto della sua semina (rendimento) e questo quasi sempre a meno di gravi e rare eccezionalità.

Così uno sportivo sa che per dare il proprio meglio a quella gara dovrà prepararsi con sacrificio e impegno mesi e mesi prima, investendo volontà, fatica e tempo, solo con questo processo avrà eccellenti chances di far bene il giorno della gara.

La massaia sa che per cucinare una torta, occorre scegliere gli ingredienti giusti quando non fatti in casa con il tempo dedicato, poi bisogna stendere la pasta, talvolta lasciarla riposare per qualche tempo, poi mettere insieme gli ingredienti e infine seguirne la cottura, nulla si può lasciare al caso pena una torta pessima e cosa c’è di peggio di una torta cattiva?

Potrei portarvi altri esempi collegati alla vita di tutti i giorni in cui ognuno di noi non percepisce subito il frutto di quanto seminato, solitamente non si ottiene immediatamente un risultato a meno di essere dei maghi, ma i maghi usano trucchi e a molti risparmiatori italiani i trucchi piacciono, talvolta a loro insaputa.

Quando andiamo al cinema, entriamo all’inizio o alla fine del film?…di solito si entra all’inizio, ci si sorbisce anche un po’ di noiosa pubblicità, qualche trailer e poi finalmente inizia il film, su cui abbiamo grandi aspettative, me se abbiamo delle aspettative è perchè mi sono informato preventivamente sulla trama, sugli attori, alcuni dei quali saranno anche tra i miei preferiti perchè già visti in altri film di mio gradimento; quindi inizia il film, che sia una storia o un’avventura poco importa, solitamente ci godiamo lo spettacolo per tutta la sua durata, mediamente di un paio d’ore e finalmente alla fine saprò se il film mi è piaciuto e quindi se ha rispettato le mia aspettative o se mi ha deluso, ma questo solo dopo che avrò visto tutto il film.

Se invece qualcuno fosse entrato in sala per vedersi solo gli ultimi 10 minuti del film, con ogni probabilità non ci avrebbe capito nulla e quindi non saprebbe dire se il film gli sarebbe piaciuto, nè tantomeno di cosa parlasse tale film, ovvio. Idem se avesse assistito solamente ai primi 10 minuti.

Quindi sia che tu sia un contadino che semina per poi raccogliere, che tu sia una massaia che vuol fare la torta più genuina e buona del mondo o che tu voglia andarti a vedere un bel film…stai investendo del tempo per avere qualcosa in cambio.

E allora perchè quando tratti dei tuoi soldi, quasi sempre  ti comporti in maniera del tutto incoerente?…non dandoti il tempo adeguato o peggio vuoi sentirti dare solo un tasso senza alcuna spiegazione del come quel tasso venga ottenuto, l’importante è che sia il più alto possibile e mi raccomando solo per poco tempo, solo qualche mese…come se il mondo intero scadesse entro i fatidici 6 mesi, come il latte.

Certo, qualcuno di voi potrebbe obiettare che in borsa nessun guadagno è certo, giusto…perchè nella vita cosa c’è di certo?…il contadino avrà la certezza di raccogliere quanto seminato?…siete certi che la torta che state cucinando risulterà bella e buona come quella presentata in tv dal rinomato chef?…siete certi che il film che vi apprestate a vedere sarà un assoluto capolavoro da farvi accapponare la pelle e non una delusione?…benvenuti al mondo.

L’idea che mi sono fatto è che un popolo tenuto nell’ignoranza totale, specialmente finanziaria lo sposti come vuoi, come un pupazzo, talvolta accarezzandolo e talvolta prendendolo a calci, ma evidentemente a molti piace, beata ignoranza.

Il fatto è che questo continua ad accadere ancora e su vasta scala per ciò che vedo, non sono stati sufficienti scandali finanziari con l’emissione di bond a tassi altissimi, talmente alti da non destare alcun sospetto ai più, invogliandomolti a sottoscrivere tale investimento, senza che però nessuno si chiedesse come avrebbe fatto l’azienda o il paese di turno ad onorare poi il suo debito a quel tasso? Ma questo per molti era un altro discorso, ben più importante era il tasso bello alto, del resto l’Italia è il paese dei furbi no!?!?

O ancora, banche che offrono tassi del tutto fuori mercato basta che gli porti i tuoi fottuti soldi, oppure la leggenda del…compra quelle azioni che salgono vedrai…a suggerirtele mentre sei al bar a farti l’aperitivo è quell’amico che ci guadagna sempre e non perde mai, perchè si che lui ne capisce e soprattutto perchè ha la palla di vetro; o ancora la sempreverde richiesta del:”io voglio investire solo in cose…si cose…senza rischio, brevi, con tasso almeno del 4% e a capitale garantito”…ma signori basta, basta, basta…ve lo chiedo per favore, anzi fatevi voi stessi il favore di crescere e di non credere a queste balle.

Visto che non è obbligatorio  risparmiare, nè tantomeno investire, mi rivolgo a coloro che vogliono intraprendere questa strada, sappiano che come tutte le strade occorre del tempo per arrivare a destinazione, e che la strada non è sempre dritta, e che non ci siamo solo noi per strada, magari rimaniamo bloccati nel traffico, nei lavori in corso o qualche incidente e quindi il mio viaggio potrebbe rivelarsi anche peggiore o più lungo di quanto preventivato, ma tant’è, non viviamo in un mondo perfetto.

Se davvero volete investire, datevi un obiettivo, ma che sia un obiettivo serio e tangibile in termini di rischio, tempo e rendimento che non sempre è solo il becero tasso; dopodichè o da soli, informandovi anche con l’aiuto del web o meglio ancora con il parere di un professionista in materia che vi dia fiducia,; un professionista o persona specializzata in finanza e che non vi intrattenga ed abbia come unico argomento di conversazione unicamente tassi al 5% a 6 mesi, piuttosto che infarcirvi con belle parole o pacche sulle spalle, senza mai fare menzione al rischio, il quale c’è sempre ricordatevelo, c’è sempre…il rischio è insito in qualsiasi azione poniamo in essere; una volta fatto questo, magari sempre con l’aiuto di una persona specializzata in materia andrete ad individuare  lo strumento o gli strumenti più adatti al raggiungimento del vostro obiettivo, nell’orizzonte temporale necessario per ottenerlo questo benedetto rendimento.

Non fate l’errore di essere quelli che…traditi dalla banca di fiducia o dal promotore finanziario conosciuto anni addietro, dite: “adesso basta…faccio tutto da solo che faccio meglio che tanto se sbaglio almeno sbaglio io con i miei soldi e non mi faccio più fregare da altri”.

Anche qui, fermatevi un attimo, rilassatevi e riflettete, quante volte siete andati in un ristorante e avete mangiato male?…o peggio vi hanno trattato male e avete pure pagato…ebbene avete smesso di andare al ristorante?…certo che no. Quindi se non avete una cultura finanziaria sufficiente e non siete costantemente aggiornati sugli sviluppi dei mercati, se la finanza non è la vostra professione principale ma vi occupate di altro, non improvvisatevi trader di voi stessi, perchè siete nelle mani della Dea bendata, o se preferite del 50-50, del testa o croce.

Credetemi, con il self-service vi può anche andar bene diverse volte e guadagnare, ma poi non si vince sempre e, succede che prendendoci troppa confidenza abbassate la soglia di vigilanza e alzate quella del rischio, con il risultato che quando arriva la volta che invece vi va male, essa viene seguita da un’altra e un’altra ancora, senza apparente motivazione ai vostri occhi ma con gravi perdite di risparmi.

Questo per dirvi che ad ognuno il suo mestiere nella propria vita, state alla larga dai tuttologhi o da quelle figure professionali che si vantano di occuparsi di tutto e bene, mentono sapendo di mentire. La finanza e i mercati sono argomenti che richiedono aggiornamento quotidiano, costante e soprattutto in tempo reale;  sostengo questo non per avere la verità in tasca, la palla di vetro o la bacchetta magica,vi garantisco che non sarei qua scrivere avessi tali facoltà, ma più semplicemente per portare quel fatidico 50%-50% di partenza composto dalle possibilità di successo ed insuccesso, cercando di aumentare il 50% di successo quanto più possibile, con ovvio e conseguente riduzione del 50% di possibilità di insuccesso, con la consapevolezza che mai raggiungerò il 100% di possibilità di successo o il risk free. Questo è auspicabile solo ed unicamente spendendosi al meglio delle proprie capacità e attitudini, con sempre l’invito per chi ci mette i soldi, cioè voi, che l’importante è informarsi, conoscere, fare domande, non accontentarsi di una risposta ed essere curiosi.

Del resto, se ho la febbre vado dal medico, se voglio bere un caffè andrò in un bar, se devo fare benzina cercherò un benzinaio e se vorrò investire i miei risparmi andrò da qualcuno che lo fa di mestiere e gli farò delle domande, non entrerò prevenuto, con la verità in tasca e magari anche con aria saccente, chiedendo tassi fuori mercato perchè mi ritengo più furbo e soprattutto mi darò del tempo!!!…così come non andrò dal dottore a dirgli cosa deve prescrivermi, ma piuttosto lo deciderà lui dopo una visita, così come non andrò dal barista ad insegnarli a fare il caffè e di certo non andrò dal benzinaio con la pretesa di fare io il prezzo…piuttosto e vale per tutti gli esempi appena citatti, cercherò il servizio che reputo migliore per me, al prezzo più congruo possibile.

Nanni Moretti recitava che le parole sono importanti, tanto vero quanto ovvio, ma sempre più spesso ci dimentichiamo che ogni parola ha un suo specifico significato e che già conoscerlo mi aiuterà nel comprendere ciò su cui mi appresto ad investire i miei risparmi, più semplicemente:

pronti contro termine sintetico: è un contratto delal durata di pochi mesi solitamente, dove si è disposti a depositare dei soldi a pronti (oggi) ricevendo in cambio (contro) un tasso di interesse predefinito espresso al lordo ad una determinata, fissa e non modificabile scadenza (termine), il contratto è detto fra il sottoscrittore e la controparte, solitamente una banca, è non si tratta di un titolo, ma di un contratto/accordo privato quindi sintetico e non quotato. La banca che accetta i miei soldi a pronti andrà a parcheggiare questi danari su un sottostante (titolo di stato, obbligazione della banca stessa, altre obbligazioni, etc…) a sua discrezione per potermi dare il tasso di interesse a scadenza, quindi è fondamentale che tale sottostante non sia un titolo troppo pericoloso o peggio a sua volta non quotato, ma chi sottoscrive un PCT solitamente non si cura della bontà del sottostante anzi, talvolta ne ignora del tutto la sua presenza e il funzionamento del contratto, guardando unicamente al tasso, ovvio.

Obbligazione-titoli di Stato: già la parola sostiene chiaramente che vi sia un obbligo…quello di rispettare una scadenza, dove e solo al giungere di quella data il debitore, cioè l’emittente del titolo obbligazionario, avrà l’obbligo di restituirmi il capitale nominale preso in prestito dal creditore che sottoscrive l’obbligazione alla sua emissione o sul mercato se questa è quotata. Nel mentre può accadere di tutto, ovvero che tale obbligazione salga o scenda di prezzo e con essa il valore del mio capitale investito; il prezzo solitamente lo stabilisce il mercato e/o il compratore, a seconda delle caratteristiche del titolo in questione, tenendo in considerazione l’emittente e il suo grado di solvibilità nel  durante e sino a scadenza, la durata, il tasso nominale offerto, la modalità di pagamento degli interessi, che può avvenire tramite cedole periodiche o a scadenza ed in questo caso si chiamerà zero coupon (zero cedole) e, in ultimo se vi sono presenti clausole o gradi di subordinazione tali per cui l’obbligazionista che ha sottoscritto il titolo, nel caso l’emittente l’obbligazione vada in default o abbia difficoltà patrimoniali avrà diritto al rimborso del capitale investito solo in subordine a categorie privilegiate che lo precedono (dipendenti, fornitori, etc…). Ritengo fondamentale quando si acquista un’obbligazione, accertarsi che questa sia quotata in un mercato regolamentato e che soprattutto questa obbligazione sia liquida, cioè scambiata con frequenza e volumi di scambio (flottante) importanti, perchè questo significa che vi è comunque un interesse per il titolo in questione, sia da chi vende che da chi compra. Questo aspetto della liquidità del titolo troppo spesso non viene presa in considerazione da molti risparmiatori, i quali si curano unicamente di sapere quanto questa paga di tasso, ancora una volta chi fa questo, compie un grave errore, che potrebbe risultare fatale nel momento di un eventuale vendita/smobilizzo anticipato o peggioramento delle condizioni di merito creditizio dell’emittente: Lasciate che sia il mercato stesso a stabilirne il prezzo e credetemi, il mercato difficilmente mente, poichè se “qualcuno” fiuta o viene a conoscenza di qualche bad news su una società quotata, la quale solitamente è emittente sia di azioni che di obbligazioni, ecco che questa bad news viene subito prezzata e ribaltata sulle quotazioni a mercato aperto, un vantaggio non da poco, spesso vitale per salvare il capitale investito o parte di esso prima che sia troppo tardi. Al contrario, se ad uscire saranno good news sulla società in questione o se i tassi d’interesse del momento saranno più bassi di quelli offerti dalla vostra obbligazione a parità di durata residua, ecco che questa si apprezzerà, per la vostra gioia finanziaria.

Azione: a differenza di un obbligazionista, colui che acquista un titolo azionario di una società quotata o meno, entra a far parte del capitale sociale, quindi compie un’azione che gli darà diritto a partecipare alla vita societaria dell’azienda stessa in sede di assemblea dei soci, godendo dei diritti a lui stabiliti da apposito statuto in relazione al numero di titoli detenuti, generalizzando si diviene soci di maggioranza o minoranza. L’azionista con la sua azione sottoscrive capitale di rischio e quindi accetta un grado di rischio elevato dal suo investimento, in cambio di una remunerazione sotto forma di dividendi per azione se distribuiti previa decisione in assemblea, nonchè un eventuale apprezzamento del valore dei titoli azionari in suo possesso. Il rischio è alto, poichè nel caso di default della società, l’azionista vede crollare il prezzo delle proprie azioni a valori molto bassi se non privi di quotazione e con la possibilità di essere ritirati dal mercato per ovvi motivi. Non esistono garanzie alcune per chi sottoscrive un titolo azionario, se non quella tramite il monitoraggio delle quotazioni sui mercati regolamentati qualora l’azione in questione sia quotata, sempre dal mercato, il Re incontrastato, si può cercare di individuare il trend di un titolo, tenendo bene aperti gli occhi sugli scambi e le orecchie sulle news.

Le altre molteplici categorie di investimento come, ETF/ETC, derivati, etc…magari un’altra volta.

Concludo citandovi un episodio realmente accaduto, che purtroppo fotografa assai bene lo stato di ignoranza di molti risparmiatori, cioè di chi non conoscendo ignora e quindi non inteso in senso offensivo: quando sentite che in borsa sono stati bruciati 10-100-1000mld di € o $ in un sol giorno, nessuno ha fatto un fuoco bruciando miliardi di titoli azionari come durante i  Bücherverbrennungen di Hitler, ma più semplicemente un certo numero di azioni sono passate di mano scendendo di prezzo, tramite una regolare compravendita, qualcuno vende e qualcun’altro compra, nulla più che la storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Che quando i solerti anchormen dei tg vi tartassano per settimane con:”borse nuovamente a picco…forti cali per i mercati azionari…spread in forte salita…dubbi sulla tenuta dell’…etc…”…ecco quando sentite gridare”al lupo al lupo” ricordatevi l’inizio della storia di Pierino e il Lupo, dove lui, Pierino, si burlava di tutti gli abitanti del paese, attirando la loro attenzione su di esso per valutarne la prontezza di reazione…perchè statene certi, quando il Lupo arriverà sul serio, non sarà così stupido da farsi annunciare, da nessuno.

 

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