Selezione naturale

Voglio fare un po’ di chiarezza su ciò che sta accadendo in Europa da quando questa crisi è cominciata, la quale è bene ricordarlo, prima è stata una crisi prettamente finanziaria, partita negli USA nel lontano luglio 2007 a causa dei famigerati mutui subprime o a basso merito creditizio e, poi sfociata in una crisi economica più di un anno dopo con il fallimento della banca d’investimenti Lehman Bros. e delle due agenzie immobiliari americane para governative Fannie Mae e Freddie Mac, gettando i mercati e di conseguenza l’economie mondiali nel panico e nel baratro della recessione USA prima ed Europea poi.

Questa premessa è doverosa perchè, altrimenti non si capisce come mai, l’entità e il centro della crisi economica che ci sta attanagliando, abbia fatto del suo epicentro l’Europa e su di essa si sia concentrata con particolare veemenza e persistenza speculatoria, invece di rimanere confinata oltre Atlantico, da dove era sfociata in tutta la sua violenza e gravità.

In questi anni anche chi non lavora in ambito prettamente finanziario ha giocoforza assunto dimestichezza con termini propri dei mercati quali, spread, futures, cross, quantitative easing etc…ovvero con quello slang che racchiude in un’unica definizione un concetto finanziario, con le sue implementazioni e conseguenze direttamente sui mercati e sulla vita comune di ognuno di noi.

Ma siccome non si vive di solo spread, vediamo di approfondire in modo low profile e nel concreto come la tanto temuta e odiata speculazione, ovvero la peste del XXI° secolo secondo i media, sia giunta a mordere in Europa nonchè in Italia, in che modo e con quali strumenti.

Sinceramente non so dirvi se la speculazione sia buona o cattiva, è una domanda questa che mi sono fatto diverse volte e mai mi sono dato una risposta esaustiva e che mi convincesse sino in fondo, perchè credo che la speculazione in se stessa o le persone/lobby finanziarie che hanno la potenza economica per scatenarla ed indirizzarla su un determinato mercato o paese, sono da considerarsi come un virus endogeno all’economia, come quando si prende un herpes e per tutta la nostra vita questo herpes-virus abita dentro di noi in modo latente e il più delle volte inoffensivo, ma è pronto a scatenarsi in tutta la sua virulenza non appena le nostre difese immunitarie si abbassano ed esso trova terreno fertile e facilità nel provocare l’infezione per cui esiste ed abita dentro di noi.

Quindi, a parer mio è doveroso porsi nella condizione di valutare se, non sia il caso di sottoporsi ad una seria ed onesta autocritica, dove non sempre o quantomeno non è solo colpa della speculazione in se stessa se l’Europa è in recessione conclamata e sia stata colpita duramente dall’inizio della crisi e tutt’ora fatichi ad uscire da questo stato recessivo. La speculazione fa ciò che deve, sta a noi o meglio a chi ci governa attuare tutte le opportune contromisure per contrastare, disincentivare e debellare la speculazione stessa, la quale utilizza strumenti finanziari esistenti, per lo più derivati, quindi perfettamente legali e legalizzati, per colpire il nostro sistema finanziario e di conseguenza anche quello economico-sociale.

Se io lascio che il mio avversario disponga di tutte le armi necessarie per colpirmi è ovvio che farò molta più fatica a sconfiggerlo, questo è un principio fondante dell’arte della guerra e ci accompagna dalla notte dei tempi; vista la difficoltà insita nel capire chi muove le fila della speculazione, bisogna concentrarsi sulle armi che essa utilizza per infliggere danni e perdite su taluni mercati, paesi, economie e popoli sottostanti.

Ebbene, le armi si conoscono benissimo e anche il loro utilizzo è conosciuto, persino regolamentato, quindi perchè non si interviene semplicemente su questo aspetto?…ovvero debellare, distruggere, vietare queste armi di distruzione di massa finanziariamente parlando?…bèh io la risposta definitiva non ce l’ho ma non sono nemmeno la persona deputata a trovarla, in quanto non sono un politico, non sono un legislatore e nemmeno rappresento un’Istituzione governativa o economica atta ad intervenire.

Si dice ad estremi mali estremi rimedi giusto?!?!…allora perchè non si vietano strumenti finanziari quali i futures, le opzioni, i cds (credit default swap) etc..bella domanda eh!?!?…

La partita per quanto mi riguarda si gioca tutta qui, ovvero sull’esistenza di questi strumenti finanziari, senza i quali la speculazione avrebbe molte più difficoltà ad esprimersi in tutta la sua forza relativa; se si agisse congiuntamente, concretamente e velocemente su questo fronte credo che si avrebbero molte più possibilità di vittoria di quelle che abbiamo oggi, dopo che siamo stati letteralmente devastati dai vari attacchi speculativi, specialmente da agosto 2011.

La speculazione o comunque chi muove i mercati si comporta come un predatore, non mi stancherò mai di pensarlo e di dirlo:

il leone ha un problema, deve mangiare e per farlo può decidere di scegliere…può attaccare un maschio adulto delle sue prede, ma questo comporterebbe molta fatica e non ultimo dei rischi notevoli, quali un calcio o un’incornata che vedrebbero il leone sconfitto o ferito a morte; quindi il predatore decide di colpire o un vecchio del branco, magari malato e non più in forze, oppure un cucciolo che, in quanto tale non ha la forza di difendersi…quindi il predatore risolve il suo problema del cibo con una semplice equazione: massimo risultato con il minimo sforzo/rischio, poichè l’obiettivo è mangiare.

Ecco, se ci voltiamo indietro e guardiamo a come si sono mossi i predatori nei confronti dei mercati e sopratutto della zona euro, lo scenario è molto chiaro quanto semplice, è stato un approccio del tutto naturale alla zona euro; sono partiti in ordine di difficoltà, dai più piccoli, indifesi e sulla carta economicamente insignificanti, sino a quelli più grandi, vecchi e malati.

Questo proprio a partire da aprile 2010 quando si aprì la caccia all’Europa, diventata sino ad oggi una sorta di riserva di caccia per gli speculatori o meglio dire i mercati:

aprile 2010 si inizia a parlare di Grecia come se i problemi di questo stato sino ad allora fossero sconosciuti ai più e per un paio di mesi non si fa nulla sino a fine maggio, quando vi furono le elezioni di una delle due camere del parlamento tedesco, proprio a cavallo con un’importante asta di titoli di stato greci in scadenza, di cui Berlino era tra i principali detentori…si spaventarono un po’ i mercati ma tutto, ad elezioni avvenute e asta regolarmente saldata da parte di Atene con il supporto UE sembrò sciogliersi come neve al sole.

Qualche mese dopo, si inizio a parlare di Irlanda per i motivi fiscali di cui ha goduto per più un decennio quel paese, dove anche mia nonna aveva aperto una filiale finanziaria per ovvi motivi di interesse fiscale e anche lì con un semplice schiocco di dita l’Irlanda cadde e andò in crisi.

Poi fu il turno del Portogallo, tanto “grosso” da essere mandato sul lastrico in un paio d’ore (ricordo ancora quella mattina quando uscirono le news al riguardo)…e che verrà ricordato come il primo paese UE ad aver fatto un’asta di titoli di stato praticamente privata, non che gli importi fossero proibitivi ai più, ma per il Portogallo questa era linfa vitale e dove l’unico compratore furono i cinesi.

Subito dopo si iniziò ad alzare il tiro, sia come nome che come grandezza e, venne fuori la Spagna, di cui tutti sappiamo bene che ha basato la sua veloce crescita degli ultimi 10/15 anni unicamente sull’edilizia e quindi quando punti tutto su un cavallo e questo smette di vincere perchè stanco mica puoi lamentarti chiaro?!?!…e qui già l’alzata di tiro dei mercati fu più sensibile perchè poi di fatto si scriveva della Spagna ma si leggeva già di noi, Italia.

Quindi arrivarono a noi nel luglio del 2011, quando il governo Berlusconi e il suo ministro dell’economia Tremonti, ci raccontarono che i nostri conti erano a posto e che non avremmo avuto bisogno di alcuna manovra aggiuntiva, come no ne fecero 3 in 4 mesi ferie comprese con mercati che venivano giù come pere e ci trovammo a novembre in una situazione senza precedenti e mi fermo qui.

In ultimo, e qui ne parlavamo già tra di noi, avevamo individuato come ultima preda finale la Francia, dove se già l’Italia in default non vedo chi se la possa permettere a livello mondiale, per motivi finanziari etc…figuriamoci la Francia; ebbene oggi questo scenario è appena messo da parte, perchè al centro della scena c’è passata persino la piccola Cipro, con le sue banche piene di soldi russi, qualche grosso cinese e forse anche inglesi, storicamente parlando.

Il motivo è sempre lo stesso, cosa hanno in comune un greco, un irlandese, un portoghese, uno spagnolo, un italiano, un francese, un cipriota e un tedesco se non l’€…e sulla base di questo semplice e vitale legame, ogni volta ci vengono a provare la febbre per vedere se abbiamo ancora la forza di reagire o, sarebbe meglio dire se ci decidiamo a reagire una volta per tutte.

Quindi è chiaro quello che è accaduto, poi andare a capire se la Germania è stata l’unica attrice in cerca di un ruolo da protagonista in questa tragedia economica dell’ io non lo so e non lo credo, credo piuttosto che loro, i tedeschi, si stiano comportando com’è nella loro natura, da sempre, la storia ne è testimone…ma credo altresì che sulla scena vi siano anche altri attori desiderosi di un ruolo e di un cachèt bello corposo.

In America, molti degli Stati dell’Unione sono in difficoltà per non dire falliti ma per l’appunto vi è un’Unione che sovraintende e garantisce, anche se in modo poco ortodosso ma che di fatto attualmente pare funzionare.

Qui in Europa invece, avendo alle spalle più di 2000 anni di storia e culture ampiamente differenti, funziona che ognuno per sè…vita mea mors tua. Ma ricordiamoci che prima di essere politici, economisti, imprenditori, lavoratori etc… siamo delle persone e, in quanto tali abbiamo il nostro retaggio culturale formatosi sin dalla nascita, su cui poi nel corso della vita basiamo i nostri comportamenti e le nostre scelte; certo chiunque può modificare, migliorare o peggiorare il proprio modo di essere e la propria cultura, ma la matrice da cui si viene, per tutta una serie di motivi che adesso non sto ad elencare, incide e inciderà sempre sul nostro modo di essere, comportarci, prendere decisioni e reazioni davanti agli eventi.

Se dal punto di vista umano e culturale questo è capibile e nelle’ordine delle cose, non lo è assolutamente dal punto di vista politico ed economico, non oggi e non giunti a questo punto della situazione.

 

Riproduzione riservata.

Nella prima tab. gli spread in basis point pre-euro, dalla nascita della moneta unica e in ultimo, durante l’euro crisi del 2011:

Eurozone-spread-historyyieldsEuro bleaks

 

 

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