Darkpools…the safe heaven, just for them.

…ovvero una delle innumerevoli sfaccettature di cui la finanza moderna si è connotata e assoggettata per garantire a pochi ed esclusivi membri quelle possibilità finanziarie negate alla moltitudine da cui noi comuni terreni siamo esclusi, ovviamente.

Entrare in una darkpool non è proibito, è assolutamente impossibile, almeno per chi non fa parte di particolari èlite finanziarie o di “talune istituzioni finanziarie”, quindi sorge spontaneo chiedersi  perchè esistono questi ambienti così esclusivi, blindati ai più e oscuri?…esistono perchè nel mondo fantascientifico della finanza di oggi, entrando in una darkpool è possibile ottenere gli stessi servizi che si otterrebbero in una borsa telematica normale, regolamentata e legale, con la sostanziale differenza che il tutto, ovvero le transazioni finanziarie avvengono in un ambiente del tutto anonimo, protetto, tollerato e soprattutto all’insaputa degli altri ignari investitori che invece si devono accontentare della borsa telematica standard su cui invece tutto è pubblico e “trasparente” (le virgolette sono d’obbligo).

Quindi chi compra-vende strumenti finanziari all’interno di una darkpool è un soggetto di un certo spessore e non solo dal punto di vista prettamente economico, poichè nessuno di noi comuni mortali sa dove si trovano questi famigerati luoghi, di certo si sa o meglio si stima che ve ne siano diversi sparsi per il globo, soprattutto in USA, di alcune si conoscono persino i nomi e i presunti padroni e gestori, che per lo più sono banche d’investimento.

Non dovete immaginarvi case abbandonate disperse nella campagna americana, o un lugubre e umido scantinato di Londra, ma piuttosto degli anonimi building situati proprio nelle stesse città d’affari ove sono situati i mercati ufficiali di riferimento.

All’interno delle darkpools avvengono ovviamente scambi telematici, proprio come nelle borse ufficiali, con la differenza che questi scambi di strumenti finanziari avvengono tra molte meno controparti rispetto ai mercati regolamentati, ovvero chi vende si accorda con chi compra in una sorta di appuntamento al buio, ovviamente telematico ma senza che la transazione abbia una quotazione di prezzo predeterminata o visibile se non a scambio avvenuto, al contrario dei mercati regolamentati; nè tantomeno si conosce la quantità di titoli scambiati su ogni singolo trade/scambio e che questi dati vengano resi pubblici, onde evitare fastidiose intrusioni di soggetti terzi, quali me, te,  e tutto il resto dei componenti che quotidianamente formano i mercati regolamentati scambiandosi miliardi di strumenti finanziari/titoli e, last but not least senza la fastidiosissima intromissione di un eventuale legislatore o organo di controllo che possa infastidire o bloccare un trade prestabilito ad un particolare prezzo su un determinato titolo.

Questi scambi o trade avvengono in millisecondi, sfruttando sistemi informatici e software potentissimi, ovvero quello che dalla fine del secolo precedente è conosciuto come high frequency trading (hft).

Questo software, basato su algoritmi consente di effettuare milioni di scambi al secondo per controvalori altissimi su ogni singolo titolo o strumento finanziario quotato, approfittando proprio del fatto che tutte le borse regolamentate sono telematiche e che dunque gli scambi avvengono in modo elettronico.

Quindi chi dispone di un sistema hft riesce a completare le proprie transazioni in millisecondi, prima che l’investitore standard abbia potuto piazzare il proprio ordine di compravendita. Di fatto chi si scambia titoli all’interno di una darkpool avvalendosi dell’hft dispone di un’arma finanziaria potentissima, in grado di spostare per il proprio tornaconto l’andamento di questo-quel titolo sui mercati regolamentati.

Questo perchè proprio dai mercati regolamentati le Darkpools attingono le informazioni riguardanti le quotazioni sui titoli che tutti noi compriamo e vendiamo ogni giorno in borsa, agendo di conseguenza, il tutto all’oscuro di tutte le normali persone o istituzioni finanziarie che non hanno la facoltà di avvalersi di un software hft, tantomeno  far parte di una darkpool. 

Quindi, noi comuni investitori vedremo poi riflettersi nostro malgrado le conseguenze dell’operato delle darkpools sulla stessa borsa dove noi stiamo operando la compravendita di un titolo azionario o altro strumento finanziario.

In questi ultimi anni, durante la crisi abbiamo assistito a diversi momenti in cui le darkpools hanno operato e le ripercussioni le si sono viste nei cosiddetti flash crash dei listini azionari più importanti, variazioni di prezzo degli indici e dei titoli anche di dieci punti percentuali per la durata di qualche secondo o al max di qualche minuto, con crolli verticali e con talvolta recuperi altrettanti verticali.

A noi comuni mortali è stato raccontato di ogni, dall’errore umano nel premere il tasto sell invece che il buy, o nel digitare il numero degli zeri, piuttosto che errori telematici o fantomatici intasamenti di server o attacchi hacker ad agenzia di stampa con contestuale pubblicazione di false news catastrofiche etc…

qui potete farvi un’idea del vecchio detto: “il tempo è denaro, mentre nel video potrete rendervi conto in tempo reale a quale velocità viene scambiata un singolo titolo azionario tra le diverse Darkpool mediante il sistema HFT…poi il video rallenta, riproponendovi la stessa  transazione per rendere più comprensibile il tutto…impressionante.

 

Riproduzione riservata.

millisecflashcrash

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